Serie C1: Analisi 28^ giornata

 

TESTA O CROCE?

 

Ultimi due giri d'orologio. A scandire il trascorrere delle ore, non dei minuti. Mancano due giornate al termine del campionato e il nocciolo della questione è mascherato dal lancio di una monetina. Testa o croce? Domanda incalzante, scelta fatidica. Bivio strategico piazzato dagli Dèi del futsal a ridosso del traguardo. Il punto di maggior transito. Qualcuno, prima o poi, deve per forza andarci a sbattere.

Testa. Quella che serve quando il gioco si fa duro e i duri, oltre ai muscoli, sono chiamati ad attivare il cervello per fare lo slalom e schivare i trabocchetti. Croce. Quella intesa come assillo, ossessione. Come smania di concludere la battaglia con le guance umide, bagnate da sudore o al massimo da lacrime di gioia.

Adesso che il ticchettio è diventato assordante si prende lo spicciolo in mano. Palla o campo? No. Io o tu, x o y. Non c'è posto per tutti. Altrimenti, sai che casino.

Cosa ci ha lasciato in eredità la 28^ giornata? Riflessioni. Una scrivania piena zeppa di post-it che ci ha trasformato in apprensivi padri di famiglia. Alle prese con conti e calcolatrici manco dovessimo pagare le famigerate bollette mensili. Facile? Facile un tubo. I numeri sono iene. Li leggi, ma in realtà mentono. Potrebbero subire variazioni a scoppio ritardato, forse sì o forse no. Chissà.

 

Togliamocelo subito il dente. La grana ha sede a Spinetoli, casa di un “mistero” che coinvolge Eagles Pagliare e Città di Falconara. Il primo verdetto, quello del parquet, ha dato ragione a mister Bachetti, orgoglioso per un 6-4 di importanza capitale scandito in rimonta dal gol di Fraschetti, dalla tripletta di Pallottini e dal doppio guizzo di Neroni. Proprio quest'ultimo incarna il fulcro della diatriba e rischia di trasformarsi in un boomerang. Motivo? Gli ospiti hanno deciso di presentare ricorso con procedura d'urgenza per presunte irregolarità sull'utilizzo del giocatore. Inutile indugiare. In simili circostanze la prudenza è d'obbligo e sta al Giudice Sportivo impugnare le scartoffie per capire in quale direzione è giusto far pendere l'ago della bilancia. Stand-by. Lì dove non sono giunti gli intraprendenti Grassi e Palfreeman potrebbero arrampicarsi i tentacoli della burocrazia.

 

24 è il comune denominatore che abbraccia altre formazioni. Con il muso. Iniziamo dal Futsal Sambucheto, disperato per aver gettato alle ortiche il fattore campo. Troppo evidente la superiorità dell'Ankon Nova Marmi, palese nelle proporzioni del punteggio (3-8) e nella conduzione autoritaria di un secondo tempo in cui i dorici hanno dilagato. Più equilibrio nella prima frazione, dove a Campofredano aveva saputo rispondere De Sousa prima che il sigillo di Bilò inaugurasse il festival dell'esultanza biancorossa. Marcature multiple per i tre citati e per il Ghepardo Ciavattini. Spazio nel tabellino anche per Pinto e Mulinari. Con il secondo posto in cassaforte nel capoluogo proveranno a spingere fino al capolinea, sperando di saltare a piedi pari la staccionata play-off che separa l'universo anconetano dalla B. Germani è invece preoccupato per il calo fisico accusato dai suoi ragazzi. Irriconoscibili. Pensare di fare uno scherzetto al Cobà il primo d'Aprile in queste condizioni è pura fantascienza.

 

L'altra gatta da pelare ce l'ha in braccio il Csi Stella. Miagola la creatura. Manifesta segnali di malessere dopo il 3-5 incassato dal Fano davanti al pubblico di Monsampolo. Amarezza amplificata dal rimpianto per non aver approfittato delle assenze di Pieri, Solazzi, Del Grosso e Allegrezza, senza considerare la superiorità numerica originata dall'espulsione di Fabbroni. Non sono bastati Cancrini, Castelli e Michetti (distacco del collaterale e probabile rottura del menisco dopo soli dieci minuti). Il castigo lo ha sancito la profondità del roster granata, imbottito di elementi “di contorno” che all'improvviso si sono scoperti protagonisti di uno dei match più delicati dell'epoca recente. Non solo Battistelli e Guerri, ma anche e sopratutto Pasquale Marino cui va una doverosa menzione per la doppietta e per la duttilità tattica sfoderata in situazioni d'emergenza. Efficace il ventiseienne, sia nei panni del pivot che in quelli di centrale difensivo. Allenamento, serietà e costanza alla lunga premiano. Anselmi, a proposito di monetine, la sua croce se la gode: “Mister X” diventa un'etichetta piacevole quando ti accorgi che tutti quei pareggi il play-out l'hanno quasi garantito.

 

Gli esami non finiscono mai. I ricordi della scuola sono quaderni, libri, astucci pieni di colori e uno zaino. Seven. Come la quantità di reti che la Bocastrum ha appioppato alla povera Real Fabriano, alunna poco attenta che avrebbe volentieri fatto a meno di ripassare la lezione con toni così bruschi. Il 7-1 parla da solo. Stride come un gessetto che fischia sulla lavagna ai timpani dei Pagliacci, illusi da Amadei a una manciata di minuti dall'intervallo. Per il resto è stato show alla “Bombonera”: Balloni presente, i Durastanti devastanti, Stipa una saetta e Vallorani un gigante. Ha segnato pure Seghetti, il portiere. Trionfo che fermenta i dubbi della squadra di Kristian Giordani, impegnata nuovamente in trasferta (a Fano) Venerdì prossimo in uno scontro verità. Mancheranno Baldoni, Carnevali e Calussi: conservare la sestultima piazza a questo punto sarebbe una consolazione assai ghiotta.

 

Ascensore, freccetta su. Saliamo e incontriamo Riviera delle Palme e Grottaccia, signorine con il sorriso smagliante da accogliere con un caloroso benvenuto e con un'amichevole stretta di mano. Sì perché se di veleni e frecciatine è pieno il mondo (purtroppo), al PalaSpeca ha funzionato tutto. A prescindere dal risultato. La notizia sono i complimenti del Presidente Tiziano Cimini all'indirizzo della società sambenedettese, elogiata per la splendida accoglienza culminata al fischio finale con tramezzini e pizzette offerte negli spogliatoi. Segno che le rivalità non vanno necessariamente vissute con il coltello tra i denti. Meglio prenderlo in mano il coltello, magari per tagliare uno spicchio di margherita o per dividere una tonno e carciofini lasciata sul vassoio. Aperta e chiusa parentesi, c'è il lato agonistico. I beniamini di Cingoli hanno vinto 6-3 con Joele Banchetti, Pasqui e Leonardo Fufi a recitare la parte delle tigri affamate di successo. Sliding door un calcio di rigore concesso agli ospiti per un fallo avvenuto al limite dell'area di rigore. C'è chi dice fuori, chi dentro. Evitando di drammatizzare, mister Grossi esalta la qualità dei rivali e guarda senza pressione alle ultime due sfide prima del rompete le righe.

 

La moneta del Futsal Cobà ha una faccia sola: testa. Per forza. Occupata dalla prima all'ultima giornata, senza défaillances e tentennamenti di alcun genere. Altri tre punti da mettere in cascina sono quelli soffiati al Futsal Potenza Picena, superato con uno striminzito 6-5 in quella che, più di una contesa, è stata una passerella dove hanno sfilato formazioni appagate. Serantoni, Cassaro, Di Gioacchino e Palmieri hanno reso felice il “supplente” Cintio, impegnato a fare le veci dell'assente Nicolino Rocchi. La rotazione degli Sharks è stata meno democratica del previsto, con poco spazio concesso ai vari Bacaloni, Amadio, Ledda e Lignite per colpa di un esito rimasto in bilico fino alla sirena. Onore ai maceratesi: la banda Sbacco si è difesa a spada tratta e ha ribattuto colpo su colpo alle iniziative dei campioni in carica. Sugli scudi Matteucci e Gattaffoni, squillo per gli almanacchi anche da parte di Pietracci.

 

A proposito di scelte e monetine. Il pari tra Cagli e Città Futura Montecchio è un punto croce. Tecnica di ricamo che esalta la manualità e l'istinto artigianale di due collettivi costruiti con il minimo sforzo (economico) per ricevere in cambio la massima resa. Se per le Aquile di Filippo Aiudi è ormai difficile viaggiare con la fantasia e scalare la montagna play-off, per gli Orange di Giommi l'orizzonte pare più nitido. Un... filo più nitido. Gago nella sua analisi si danna per le troppe occasioni sciupate e per uno svarione dell'ottimo portiere Celli a tre minuti dal gong, quando la “Bombonera” era in procinto di scatenare la torcida. Ha pesato l'assenza di Buroni. Altrettanto peserà la severità di un calendario che negli ultimi due turni metterà Futsal Askl e Grottaccia sulla strada di Maggioli e soci. Non proprio i clienti più docili da pescare nel mazzo.

 

Gli stessi bianconeri si sono sbarazzati con disinvoltura di una Dinamis in profonda crisi d'identità. Del roster di Cecchini che aveva saputo incantare per più di un girone è rimasto poco. Praticamente nulla. Azzerati gli stimoli solo Viola, Pergolini e Lopez si lasciano attraversare ogni "tot" da brividi d'orgoglio. E se consideriamo che il bomber principe del PalaBadiali si è strappato e che il brindisino e Qorri saranno squalificati Venerdì prossimo contro il Futsal Potenza Picena, il quadro diventa addirittura catastrofico. L'opposto del Futsal Askl, che da qualche settimana marcia sulle nuvole con una leggerezza invidiabile. Felicetti, Di Fabio e Paolini sono fiori all'occhiello di una prestazione maiuscola dove tutti hanno rivestito la loro importanza. Remare in un'unica direzione permette alla barca di accelerare. Costantemente.

Punte massime che sfocano la visuale e offuscano il temuto bivio. Ricordate? Testa o croce? Domanda incalzante, scelta fatidica. Tic, tac, tic, tac: e intanto l'orologio gira. Ancora per un po'.

 

 

THE WINNER IS...

Gli Oscar della 28^ giornata

 

 

FRACCO... PERBACCO! – FRANCESCO SEGHETTI (Bocastrum)

Il 9 Febbraio è stato il suo compleanno. Su Facebook pioggia di auguri: chi lo chiama "Fracco", chi addirittura "Mister". Sulle sue capacità da allenatore dobbiamo ancora indagare a fondo e non ci sbilanciamo, ma come portiere e all'occorrenza attaccante ci sa fare. Chiedetelo alla Real Fabriano per conferma. Una collana di sontuosi interventi e una rete nel 7-1 che regala agli ascolani una boccata d'ossigeno sono lì a testimoniarlo. Anche lui è parte di un gruppo coeso, protagonista di una stagione travagliata che potrebbe concludersi con un meraviglioso happy end. E con una salvezza che avrebbe il sapore di uno Scudetto a rimbalzo controllato. Jolly.

 

 

 

 

BENZINA NEL MOTORE – PASQUALE MARINO (Fano)

Lui l'asfalto lo macina. A bordo della sua moto, amica inseparabile di giornate trascorse ad accelerare come se non ci fosse un domani. Ma anche in campo. Non scherza "Pasquà". I compagni lo prendono in giro e lo accusano di pettinarsi con i petardi con chiaro riferimento all'acconciatura "un po' così", ma la verità è che la testa ce l'ha a posto. Per accorgersene basta vederlo in allenamento, basta riflettere sulla maturità con la quale accetta le panchine, basta annusare la serietà con cui ripaga la fiducia quando viene chiamato in causa. Modello da seguire. A prescindere dal ciuffo. Che poi "Pasquà", senti a me: per cavartela dai la colpa al casco. Bolide.

 

 

 

 

Marco Cognigni

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