Nel mondo della Mantovani con Massimiliano Pierabelli: "La scuola calcio il nostro vanto. Un campionato nazionale il nostro sogno."

 

Un percorso di settore giovanile iniziato qualche anno fa quello dell’Acli Mantovani Calcio a 5, nato da un gruppo di 5 ragazzi di Piazzale Camerino, con la preziosa collaborazione di Don Giancarlo Sbarbati.

Massimiliano Pierabelli, responsabile del settore giovanile, ci racconta questa realtà colma di entusiasmo contagioso, formata da persone che hanno deciso di imparare la lingua dei più piccoli.

 

Massimiliano Pierabelli premiato dalla FIGC per l'attività con la scuola calcio

 

 

La storia del settore giovanile è iniziata circa 6-7 anni fa grazie alla collaborazione con la chiesa di Piazzale Camerino, tant’è che il presidente onorario è Don Giancarlo. Come siete riusciti a creare tutto questo?

“E’ venuto fuori un po’ per gioco il fatto di creare una scuola calcio. Abbiamo iniziato con i bambini della parrocchia, con il Pala Massimo appena fatto e quindi per scherzo, io ero un istruttore da due anni fermo, anche un po’ per pubblicità Don Giancarlo durante la messa ne parlava e piano piano abbiamo iniziato e tutto è venuto fuori da lì. Una casualità e piano piano siamo partiti alla grande.”

 

C’è tanta attenzione per i più piccoli, infatti la scuola calcio è il fiore all’occhiello della società.

“Si, è il nostro fiore all’occhiello, abbiamo un sacco di giovani ed il livello è molto alto. E noi puntiamo a farlo diventare ancora più alto per questo tipo di sport che non è il calcio. Il calcio a 5 è molto più difficile e spesso i genitori pensano che il calcio sia uguale ma non lo è.”


All’interno del settore giovanile abbiamo Under 15 e Under 17 e Under 21. Una società completa a parte l’Under 19 che non siete riusciti a formare quest’anno, puntando più su due gruppi di Under 15. Sei soddisfatto di ciò che avete costruito in così breve tempo?

“Siamo molto soddisfatti, purtroppo l’Under 19 non siamo riusciti a farla, pur avendo qualche ragazzo, però purtroppo non ce la siamo sentita, per i pochi ragazzi. Ci è dispiaciuto molto, però alla fine sono venute fuori due Under 15 e per noi è motivo di grande soddisfazione, anche perché c’è molta richiesta, soprattutto nel calcio di quell’età lì, 2004-2005.”

la tradizionale messa di Natale celebrata il 13 dicembre al Pala Massimo

La Mantovani aveva una tradizione storica nel futsal. Poi, dopo una pausa, avete ripreso con la prima squadra nel 2007. Adesso Mister Gigante e i suoi ragazzi stanno disputando il campionato di serie C2. Come valuti la stagione in corso?

“Complicata. Complicata perché una prima squadra, in una società sportiva, dovrebbe essere il fiore all’occhiello, piuttosto che esserlo il settore giovanile, però dipende molto dalla categoria. Il nostro obiettivo è far crescere i ragazzi dell’Under 21 e mandarli in prima squadra.  Non abbiamo mai puntato al vertice per via degli alti costi da sostenere. Noi ci siamo sempre salvati, ma c’è molta soddisfazione, anche quando giochiamo in casa. Il Pala Massimo è il nostro fortino ed è difficile da espugnare. Ogni venerdì abbiamo 100-150 persone a vedere la prima squadra. Quello per noi è motivo di vanto assoluto.”

le piccolette di Casa Mantovani

Con l’arrivo di Massimo Battistoni si è concretizzata anche la squadra femminile a livello di FIGC, attualmente iscritta al campionato di Serie C.

“Il progetto c’era, noi avevamo una squadra di bambine piccole miste a juniores e per poterle far giocare le avevo iscritte al CSI. A fine anno dell’anno scorso è partito il progetto e con l’avvento di Battistoni abbiamo preso in massa le ragazze di Filottrano ed il Mister, con qualche telefonata, ha invogliato anche altre ragazze. Appena ha conosciuto la società è rimasto entusiasta, anche perché chi non lo sarebbe, siamo un gruppo di 15 persone, quasi una famiglia! Collaboriamo in tutto e per tutto, dalle giovanili alla prima squadra. Siamo un direttivo dove decidiamo all’unanimità.”

 

Quali sono gli obiettivi che vi siete posti per questa stagione?

“L’obiettivo principale, per quanto mi riguarda, è rimanere in C2 per la prima squadra. Se parliamo di sogni nel cassetto ne ho tanti. Uno di questi è partecipare ad un campionato nazionale. All’inizio mi bastava l’Under 19, dove comunque arriveremo. Però il sogno più grande è un campionato nazionale fatto dai ragazzi che abbiamo cresciuto noi. Per il resto c’è tanto da lavorare, ognuno ha il suo compito. Lo facciamo perché ci piace, non per soldi. La mia passione la porto avanti, come tutto lo staff del Mantovani, con tanta grinta. Io sono orgoglioso di aver contribuito a creare tutto questo. Quindi bene così, andiamo avanti sperando di vedere avverarsi i nostri sogni.”

 

 

Adelaide Lelli