Filippo Pieri e il suo Cagli a 360 gradi: “Progetto giovani, femminile, con un occhio (e il cuore) sempre alla prima squadra.”

 

In un tempo in cui i valori sportivi sono in crisi, in cui si sente spesso dire che non esistono più le bandiere, c'è una realtà in un comune in provincia di Pesaro Urbino, che sembra aver trovato l'antidoto a questi veleni e che fa del senso di appartenenza il suo marchio di fabbrica.

Questa realtà è l'Atletic Cagli e gioca, ovviamente, a futsal.

La voce narrante di questa storia è il prodotto di questi valori e quest'estate, d'accordo con la sua società, ha deciso che era ora di tramandarli.

Una vita sportiva dedicata alla stessa maglia, prima da giocatore, poi da allenatore.pieri filippo

Filippo Pieri, lasciata la panchina della C1, si reinventa ancora una volta per i colori della sua squadra, e questa volta lo fa scommettendo sul futuro insieme alla ASD Polisportiva Cagli Sport Associati, aprendo le porte ai giovani e alle donne, sposando un progetto volto ad avvicinare bambini e adolescenti del territorio allo sport.

Professionalità, serietà, competenza e senso di appartenenza.

Questi gli ingredienti messi sul piatto dal quarantenne cagliese (supervisore del progetto) e dalla Polisportiva per la crescita dei loro ragazzi, e anche se qui, nello specifico, si parla di calcio a5, il messaggio che fa da eco è chiaro e, permettetemi, encomiabile: scegliete pure la disciplina che preferite ma fate sport!

Nuovo incarico dunque, ma sempre rigorosamente in orange e sempre con un occhio alla prima squadra, adesso però da dietro le quinte.

Mister Pieri racconta ai lettori di Futsalmarche i sogni, gli obiettivi e le novità del suo Cagli.

 

 

Filippo, non hai cambiato maglia ma si può dire che hai aperto più di un nuovo capitolo nella tua carriera da tecnico. In che veste ti vedremo questa stagione?

"Come hai ben sottolineato non ho cambiato maglia e colori.

Quest'anno in accordo con la società abbiamo deciso di far nascere un progetto per il settore giovanile, progetto che richiedeva la supervisione di una persona qualificata sia dal punto di vista dell'esperienza che per quanto riguarda i titoli di tecnico Figc.

Per questo abbiamo deciso di affidare la prima squadra C1 all'ex capitano e bomber Gago Giommi (Giacomo Giommi, ndr) , unico a poter ricoprire il ruolo, consegnando a me la responsabilità del nuovo progetto."

 

Il volantino del progetto Scuola calcio a5 della Polisportiva Cagli

Settore giovanile che rappresenta una novità assoluta in casa Cagli. Che cosa ha spinto te e la società a puntare forte in questa direzione?

"Abbiamo riscontrato numeri preoccupanti nel territorio cagliese: ad oggi circa il 50% dei giovani tra 11 e 14 anni ( scuola media ) non praticano alcuno sport.

Stiamo cercando di migliorare questi dati, anche grazie ad un progetto che ci porterà direttamente nelle scuole.

L'ASD Polisportiva Cagli Sport Associati dal giugno 2015 ha intrapreso un percorso di crescita e unione nel nome dello sport.

Oggi tre discipline sportive (basket, volley, calcio a5) si sono unite sotto un'unica bandiera con l'unico scopo di offrire una realtà seria e professionale rivolta alle famiglie.

Tutte le risorse umane ed economiche saranno rivolte esclusivamente ad avvicinare sempre più giovani del nostro territorio alle
discipline sportive di ogni genere."

 

Che risposta c'è stata da parte dei ragazzi/e in termini di entusiasmo e affluenza?

"La risposta è stata estremamente positiva ed inaspettata. Siamo riusciti a creare già dal primo anno una squadra di esordienti ed una di pulcini."

 

Si respira ancora quindi nei più piccoli la voglia e l'esigenza di fare sport?

"Direi che si respira l'aria di bambini e bambine che desiderano, oltre che fare sport, sentirsi parte di un progetto pluriennale, di un ambiente che li stimoli e li accompagni per mano verso una direzione precisa."

I bambini durante uno degli stage estivi organizzati dalla Polisportiva

 

Su Facebook definite il vostro un “ progetto verso i giovani cagliesi volto a far nascere e crescere gruppi della città ed unirli/e attraverso lo sport”.

Corretto dire che traspare una finalità non solo sportiva ma anche sociale?

"Hai colto perfettamente lo scopo della Polisportiva Cagli.

Il nostro spirito ci spinge a risolvere, ove possibile, questo problema e anteponiamo l'obiettivo sociale al risultato sportivo, che ne sarà poi una diretta e piacevole conseguenza.

Nel caso specifico del calcio a5, l'eco dell'Atletic Cagli in questi anni è stato un volano formidabile per avviare il progetto giovani e femminile.

Ad ogni incontro casalingo circa 400 spettatori sono costantemente presenti al palazzetto per sostenere i colori di casa."

 

Scusami, defezione professionale, parliamo dell'altra grande novità in casa orange: si parlerà anche al femminile quest'anno...

"Si. Con grande sorpresa sono stato messo al corrente da Stefano Fulli, ex giocatore Atletic e ora mio collaboratore, di un certo desiderio di creare una squadra femminile.

È bastato un aperitivo con le ragazze per far nascere una compagine tutta rosa composta da ben 16 atlete."

 

Per quanto riguarda la guida di un gruppo di ragazze sei un esordiente. Allenare al femminile è così difficile come sostiene qualcuno? Com'è stato l'approccio?

"Per me è una novità, una sfida nuova, passare da una squadra molto competitiva di C1 regionale ad una squadra femminile dove solo poche ragazze avevano già esperienza.

Devo dire che è stato un bel salto, non parlerei di difficoltà, piuttosto il mio scopo sarà quello di adeguarmi a loro e cercare di trasferire le basi necessarie per approcciarsi a questa disciplina."

 

Hai trovato qualcosa che non ti aspettavi e che ti ha sorpreso? E viceversa, qualcosa che ti aspettavi di trovare e sulla quale invece ti sei dovuto ricredere?

"Ad essere sincero non mi aspettavo nulla, considerato che solo due elementi su 16 avevano avuto a che fare con il mondo del calcio.

Con grande sorpresa ho trovato un gruppo straordinario, voglioso di apprendere, unito dentro e fuori del campo, gli aperitivi e le cene fatte ne sono una grande dimostrazione."

 

Che campionato andrete a disputare?

"Come primo approccio abbiamo condiviso insieme che iniziare con un campionato Uisp provinciale sarebbe stata la cosa migliore."

 

Pensi che potrebbe essere utile, da parte della Figc, istituire un campionato di serie D per dare modo a realtà come la vostra di nascere e crescere non dovendosi scontrare con squadre e giocatrici già esperte ed evolute come quelle che militano in Serie C?

"Se ci fosse la possibilità sarebbe bello e opportuno creare una serie D, ma penso che debbano esserci anche i presupposti numerici per attuare questo piano."

cagli femminile

 

Giovani, ragazze, si allarga la famiglia e presumibilmente crescerà anche entusiasmo e seguito attorno alla prima squadra, della quale non sei più l'allenatore pur restando responsabile. Nostalgia?

"Più che nostalgia avverti quella sensazione di aver lasciato un figlio ormai maggiorenne che si appresta ad affrontare la vita con le proprie gambe.

So di aver lasciato il gruppo nelle mani di una persona straordinaria.

Quando guardo le partite dalla tribuna mi sento molto coinvolto emotivamente, pensare che qualche anno fa eravamo in serie D... ne abbiamo fatta di strada!"

 

Alla guida tecnica ti succede un'altra bandiera del Cagli, fino alla scorsa stagione in campo:Giacomo Giommi. Sembra che da quelle parti prendiate molto sul serio il senso di appartenenza...

"È un nostro marchio di fabbrica! Gago è un'istituzione.

Lo è stato in campo e lo sarà anche da mister, ne sono sicuro."

 

Consideri l'essere un ex giocatore della squadra che si va ad allenare un vantaggio o una difficoltà?

"Bella domanda... Come in ogni situazione ci sono lati positivi e lati negativi.

Se si è intelligenti e preparati però poi prevalgono quelli positivi a mio avviso."

 

L'anno scorso, da matricola in C1, avete brillantemente terminato la stagione al settimo posto. L'obiettivo di quest'anno?

"Mister nuovo e qualche innesto fresco ci fanno sicuramente sperare in una salvezza, ma, non me ne voglia il mister, credo che per come è maturato il gruppo potremmo toglierci delle belle soddisfazioni quest'anno.

Magari perché no, anche migliorando la posizione della scorsa stagione."

 

E secondo Filippo Pieri dove può arrivare questo Cagli ?

"Sarebbe un sogno arrivare tra le prime cinque..."


 

Giulia Domenichetti

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.