Stefano Bartolucci tra passato e presente: "Ponterio sotto le attese, ma ci riprenderemo. Ai giovani dico di non ripetere i miei errori..."

 

Questa settimana Pianeta D atterra a Senigallia, ospiti del portiere del Ponterio Stefano Bart Bartolucci. La squadra, allenata da mister Gurini, naviga a centro classifica del girone B con dieci punti ottenuti in nove giornate. Ma l’occasione ci è propizia anche per raccontare come un giovane si sia avvicinato alla nostra amata disciplina. Microfono aperto, allora.

 

Stefano Bartolucci, in arte BartCiao Bart!

“Ciao, grazie di avermi chiamato.”

 

Prima di andare nel cuore dell’intervista, toglimi una curiosità. Mi segnalano che non hai proprio iniziato la carriera tra i pali…

“Verissimo. Diciamo che fin da ragazzino ho avuto questo doppio ruolo. A calcio un anno giocavo in attacco ed un anno facevo il portiere... ero insomma un pochino confuso. Con gli amici però mi divertivo a giocare in mezzo al campo, mentre a livelli diciamo più competitivi pensavo che il ruolo da portiere mi avrebbe dato più soddisfazioni. Pertanto ho scelto di difendere la porta… ma resto sempre un portiere offensivo!”

 

Una domanda rituale che ci spiega come molti ragazzi si accostino al futsal. Quando e come ti sei avvicinato al mondo del calcio a 5?

“Beh incominciai per caso... In un pomeriggio d'agosto del 2005 stavo giocando una classica partitella al campetto dell'oratorio con dei miei amici. Appena finito di giocare mi si avvicina un signore, mister Scalpelli. Mi disse che gli interessavo e mi voleva provare con la sua squadra, spiegandomi che stavano formando la juniores di calcio a 5 dell'Audax. Mi convinse a provare. Fu amore a prima vista con questo sport. Tra l’altro in quella stagione divenni anche capitano. Che bei ricordi!”

 

Raccontaci in breve la tua carriera.

“Iniziai con l’ultimo anno possibile per giocare nella Juniores. Così l'anno seguente ho giocato solo con la prima squadra che era appena retrocessa dalla C2 in D. Fu l'anno seguente che la società decise di puntare sui giovani e di formare anche una formazione U21. E' stato forse la stagione più bella da quando gioco! Abbiamo raggiunto i 32° di finale scudetto battendo ai play off la più quotata Palextra Fano in una partita di ritorno a epica! Poi, sempre in quella stagione, vinsi il mio primo campionato, quello della prima squadra in serie D, ed il torneo delle province con la rappresentativa di Ancona. Sono stato poi un anno alla Chevrolet Montesicuro, società che era in Serie B ed io stavo con l’under 21, un anno allo Sport Calcinelli dove abbiamo vinto la serie D e l’ultima stagione l’ho fatta in C1 con l’Audax collezionando qualche presenza da titolare.”

 

Per un giovane non è sempre facile trovare spazio in prima squadra. Qual è, secondo il tuo punto di vista, il motivo per cui è faticoso per un giovane affermarsi nelle squadre seniores?

“Bella domanda. Credo dipenda da tante cose. Dal carattere del ragazzo o dagli allenatori. Io consiglio a tutti di lavorare sempre sodo e impegnarsi al massimo anche quando l'allenatore non vi da fiducia... Poi l'occasione arriva! Spesso bisogna avere tanta pazienza però vedrete che con il tempo sarete ripagati. Io da ragazzino alcune volte ho sbagliato. Ora mi pento delle scelte che ho fatto.”

 

Il gruppo del PonterioMi dicono che molti di quei compagni di squadra del settore giovanile dell’Audax siano con te in questa avventura al Ponterio. Ce lo confermi?

“Esatto! Ne approfitto per togliermi un sassolino dalla scarpa. Molta gente mi chiede il perché sono tornato in D e ora te lo spiego subito... Ho avuto molte proposte in estate, ma ho scelto quest'avventura, non per soldi come molti pensano, ma per amicizia. Già lo scorso anno alcuni ex compagni di U21 erano già approdati a Ponterio e, visto che quest'anno c’è un progetto più serio con la collaborazione dell’Audax per costruire una squadra competitiva con i ragazzi del vivaio senigalliese, altri se ne sono aggiunti. Pur ripartendo dalla D non ci ho pensato due volte! Oltre a me ci sono Canonici, Manocchi e Cerusici. Siamo un gruppo molto affiatato, nonostante la classifica. Sono certo che anche questa unione ci aiuterà a superare questo momento di difficoltà.”

 

Come mai questa posizione non conforme alle vostre aspettative? Colpa vostra o merito degli avversari?

“Entrambe le cose. Il livello della serie D si è alzato almeno per quanto riguarda il mio girone. Non c'è una squadra materasso come magari gli scorsi anni. Ogni partita è una battaglia. Si possono perdere punti con chiunque. Poi certo che è anche colpa nostra. Inizialmente ci dovevamo abituare al piccolo campo di Monterado, noi abituati alla portaerei di Senigallia! Come se non bastasse abbiamo subito anche degli infortuni, senza contare gli episodi che cambiano l’esito della gara fino ad ora ci sono stati tutti avversi. Girerà anche per noi, ne sono sicuro. Anche perché quella posizione in classifica non rispecchia il reale valore della nostra squadra. Da ora in poi ogni partita è una finale. Alla fine tireremo le somme sempre con il pensiero che noi giochiamo per divertimento e non per soldi come molta gente pensa e dice erroneamente.”

 

Dopo questo inizio di stagione pensi siete ancora in tempo per inserirvi nella lotta al titolo? Oppure il duo di testa è ormai irraggiungibile?

“Ostra Vetere e Mambo stanno andando al giusto passo per vincere il titolo e sono le favorite. Noi diciamo che guardiamo ancora in alto, non tanto per il titolo ma soprattutto, viste le nuove regole uscite la scorsa settimana sui play off, non possiamo stare dietro per più di 10 punti alla seconda, altrimenti anche un posto tra le prime cinque in classifica non porterebbe ai tanto agognati play off... Poi se le apripista faranno qualche passo falso proveremo ad inserirci. La cosa più importante ora è ingranare una buona serie di risultati per dare sicurezza nei nostri mezzi anche se, come dicevo prima, il morale e la serenità non ci è mai andata via. Però perdere non piace a nessuno!”

 

Bart, siamo ai saluti. C’è qualcuno che vuoi salutare in particolare?

“Ci tengo ad iniziare i saluti con il mister che mi ha portato nel calcio a 5 all’Audax Senigallia, ovvero Scalpelli. Poi tengo a salutare gli altri allenatori che ho avuto a Senigallia, ovvero Paolinelli e Crivelli. Inoltre un abbraccio va a Mister Palazzi ed al Ds Amorino con cui ho condiviso l'avventura a Calcinelli. A Sergio Venere che aveva creduto in me a Montesicuro con la Chevrolet Tre Colli ed in fine, anche se li vedo spesso a Mister Gurini, Francesco Serfilippi Francesco e Roberto Beretti per l'occasione che mi stanno dando a Ponterio. Un grazie finale a te ed a tutto lo staff di FutsalMarche, in particolare all'Enigmista e a Nicsas magnifico con le sue bombe.”

 

Visto che l’hai chiamate in causa  ora ti becchi una domanda che andrà ad alimentare la prossima uscita delle Bombe di Nicsas: girano delle voci su una tua partenza a dicembre dal Ponterio…

“Si, le ho sentite anche io queste voci che girano. Sono solamente architettate per creare malumori in squadra. L'ho detto prima e lo ripeto ora che io qua sto benissimo e non me ne vado solo perché la vittoria del campionato sembra essere compromessa. Ci tengo a salire in C2 con il Ponterio anche dalla porta dei play off. Ciao a tutti!”

 

Viva o futsal!

 

Il Ciclista

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