Il Cus Macerata in C1. Il pensiero di mister Bacosi. "Il coronamento di un progetto durato 4 anni. il futuro? Stiamo cercando un nuovo campo."

 

 

In serie A di calcio a 11 a Cagliari c'è il duo Lopez-Pulga. Nella C2 di calcio a 5, pardon nella C1, da qualche settimana a Macerata c'è il binomio Bacosi-Zampolini. Due ragazzi che una volta giocavano assieme.

Erano compagni nella città dei pistacoppi. Uno faceva il pivot: giocate semplici, gran bel tiro e una media gol sempre buona, buonissima; l'altro giocava laterale: più brioso e allo stesso tempo fumoso, ma quando gli girava per il verso giusto era incontenibile sulla fascia.

Una forte e storica amicizia li ha portati ad allenare a braccetto. Caratteri diversi, idea comune: largo ai giovani per spalancarsi le porte del futuro. E a quanto pare anche dei successi…

L'ultimo, probabilmente il più bello perché il più atteso, è datato venerdì 5 aprile: il Cus Macerata di Bacosi e Zampolini scarabocchia 11 a 3 i leopardiani dell'Helvia Recina Recanati e con altri 3 punti conquista il matematico ritorno in C1.

 

Tommaso BacosiAbbiamo comprato un taccuino nuovo per intervistare uno dei due tecnici: Tommaso Bacosi.

Classe 1982, segni particolari: odia la difesa a zona e quando gioca se non segna va a casa col musone. Ma quando vede i suoi ragazzi far girare la palla come ama, va in brodo dio giuggiole.

 

Tommaso, emozioni a ruota libero. Dico C1 e pensi a....

“Penso al fatto che il progetto, partito alcuni anni fa, finalmente è arrivato a compimento. Lo zoccolo duro della squadra vincente il campionato è un gruppo di giovani sul quale io e Mich (Zampolini, ndr) abbiamo creduto per primi quando non erano ancora maggiorenni. Bettucci, Carpineti, Venturini, Petetta, Cicarilli: sono tutti prodotti del nostro vivaio. E siamo orgogliosi che ci siano anche oggi che c'è da festeggiare il grande traguardo”.

 

E pensare che in estate la partenza di Squillino Delcuratolo sembrava avervi depotenziato di molti gol...

“In effetti poteva essere una partenza difficile da colmare. Per prima cosa abbiamo preso Rastelli, così da avere in rosa un punto riferimento offensivo di grande stazza. E poi col tempo abbiamo visto che la partenza di Cristiano ha responsabilizzato tutti gli altri. Prima quando le cose o le partite si mettevano male, si dava palla e responsabilità a Delcuratolo e ci doveva pensare lui. Adesso invece i ragazzi hanno appreso che le difficoltà vanno superate tutti assieme”.

 

Michele ZampoliniChi è più allenatore, Bacosi o Zampolini?

“E' un connubio vincente e indissolubile. Sono diversi anni ormai che lavoriamo insieme. Vi giuro che non siamo riusciti a fare una cagnare nemmeno per una sostituzione. Abbiamo caratteri diversi, ma le stesse idee. Diciamo che siamo un po’ come il diavolo e l'acquasanta:”

 

A questo punto chiariamo: chi è il diavolo e chi è l'acquasanta?

“Io il diavolo, che domande…”

 

Parliamo di individualità. Sei talmente schietto con i tuoi ragazzi che non ti spaventerà fare qualche elogio specifico.

“Abbiamo avuto qualcosa in più di quello che ci aspettavamo da Rastelli e Gabellieri. Carpineti, Cicarilli e Petetta finalmente hanno fatto uno scatto importante verso la maturazione. Mi piace sottolineare anche l'importanza di Maccioni, in campo ma quest'anno più che in passato fuori dal campo: si è rivelato un ragazzo preziosissimo nell'economia dello spogliatoio. Sotto questo punto di vista Giovanni Martone è stato uno dei perni. E' il terzo portiere, non ha giocato mai, ma con la sua totale disponibilità e positività è valso come un attaccante da 50 gol. Un'altra mia teoria rilevatasi giusta è che per vincere un campionato servono due portieri forti. Noi abbiamo avuto la sfortuna di perdere per infortunio diverso tempo Paolo Bettucci e allo stesso tempo la fortuna di poter contare su un... muro umano come Marè.”

 

Il momento più difficile della stagione?

“Quarta giornata, quando abbiamo perso ad Osimo. Avevamo giocato senza mordente. Ma nei giorni successivi ci siamo parlati chiari e il messaggio che è passato è stato inequivocabile: se il Cus gioca senza determinazione, non può vincere questo campionato. I ragazzi l'hanno capito, si sono applicati e dopo quella partita credo sia stata una cavalcata quasi perfetta. Una cavalcata conclusa con un gesto del Campocavallo che vorrei sottolineare: all'ultima giornata, con noi già campioni, ci hanno fatto entrare in campo in mezzo ad un loro corridoio umano, con tutti i giocatori che ci hanno voluto omaggiare del loro “cinque”. Devo ammettere che è stato un gesto inaspettato e per questo ancor più carino, oltre che gratificante”.

Il Cus Macerata 2012-2013

Tutto bello, oppure c'è qualcosa che doveva girare meglio?

“Io speravo di farcela in meno tempo, però... va bene anche così.”

 

Addirittura…

“Sì, perché questi ragazzi erano forti anche l'anno scorso. Forse non erano ancora maturi però.”

 

Un'occhiata al futuro: senza patentino né tu né Michele Zampolini potrete allenare in C1: come rimedierete? Vi dimetterete?

“Ci sono più possibilità che tu torni a giocare (ride, ndr. Me la pagherà, prometto, ndr bis). Se ci sarà la possibilità in tempo, cercheremo di prendere il patentino. Altrimenti ci appelleremo alla deroga che, da quanto ho capito, dovrebbe essere concessa agli allenatori delle formazioni neopromosse.”

 

Anche il campo del Cus non dovrebbe più andar bene per la C1...

“Ci stiamo già muovendo nelle sedi opportune per ottenere dall'amministrazione comunale un campo idoneo alla C1. A Macerata però non è semplice e quindi non escludo che dovremo muoverci in altre sedi. Mi stai facendo domande che dovreste rivolgere ai nostri dirigenti.”

 

Torniamo a questa stagione. Gira voce che hai la media-gol migliore del gruppo...

“(Grassa risata, ndr) 5 gol in 4 presenze parlano chiaro… (risata ancora più marcata)”

La festa del Cus Macerata il giorno della promozione

La soddisfazione più grande?

“In trasferta abbiamo subito appena 18 gol. Credo che l'organizzazione tattica, in particolare quella difensiva, sia stata la nostra arma in più. Siamo contenti del fatto che la nostra idea di calcio a 5, pragmatico, con marcatura a uomo e rotazione nel possesso palla, abbia dato ottimi frutti.”

 

Ultimissima sui play off di C2: chi li vince?

“Secondo me l'Osimo Five sulla carta è la squadra più forte del girone e secondo me vincerà i play off.”

 

Fammi capire, visto che ti conosco un pochino. E' una gufata contro i vostri ormai ex rivali di C2? Guarda che se ci prendi l'anno prossimo te li ritrovi contro...

“E non me rompe... Famme andà a fà na sigaretta. Anzi, ce n'hai una?”

 

Ti pareva…

 

Matteo Magnarelli