Mister Risté ed il Campocavallo del futuro: "Aggiornamento continuo ed Allievi regionali. Il corso allenatori? Esperienza intensa e formativa."
Uno dei pochi che ho avuto il piacere di conoscere prima d'intervistarlo.
La prima impressione: buffo e timido. Introverso a seconda dei luoghi e delle persone, estroverso una volta conosciuto. Un ragazzo che ha dalla sua quella gran dote chiamata 'umiltà' che, sono sicura, lo porterà lontano. Con lui mi sono sentita subito a mio agio.
Sto parlando di Michele Ristè (mister Aristei per gli amici), allenatore del Campocavallo, C2, girone B.

Ciao Michele!
(Ride)
Perché ridi?
“Perché ieri (lunedì, ndr) ho incontrato il Trasformista e m'ha chiesto se Lady Futsal m'avesse chiamato. Pensavo fosse uno scherzo...”
Era così impossibile che t' intervistassi?
“No vabbè, sono già stato da Matteo Magnarelli in trasmissione, ma non ero mai stato intervistato.”
C'è sempre una prima volta. Come sono andati gli esami per il patentino da allenatore di calcio a 5?
“Li temevamo un po' tutti, soprattutto quello dell'Avvocato!”
Gli esami dei quali sto parlando sono quelli del corso per l'abilitazione ad allenatori di calcio a 5, organizzato tutti gli anni dalla FIGC e aperto a tutti (basta superare la prova d'ingresso). Partiamo dal principio, così, magari, facciamo capire un po' a tutti.
“E' un corso per diventare allenatori di calcio a 5 indetto dal Settore Tecnico della FIGC e, per l'attuazione, affidato al Comitato Regionale Marche della LND della FIGC. Solo quaranta persone, però, vengono ammesse”.

C'è qualcuno che è stato escluso?
“Da quaranta che hanno presentato la domanda ne sono stati scartati quattro; da trentasei se ne sono ritirati due così siamo rimasti in trentaquattro”.
Quanto è durato il corso?
“ Per la prima volta da quando esiste è durato quattro settimane (pratica e teoria) con frequenza obbligatoria tutti i pomeriggi e un paio di sabato mattina per recuperare alcuni giorni festivi. Solo cinque ore di assenza giustificata in totale”.
Quante materie in tutto?
“Sei materie”. ( il mio prossimo intervistato, Michele sa già chi sarà, mi ha spifferato che il mister s'è comprato tutti, ma proprio tutti i libri di testo... se questo non è amore per la professione!).
Un primo giudizio.
“Intenso e formativo. Con una grande professionalità da parte dei docenti. Il corso ti permette di ottenere la licenza Uefa che ti spalanca le porte di tutta Europa fino alla serie B”.
La materia che più ti è piaciuta studiare?
“M'ha intrigato 'psicologia sportiva'”.
Il professore che ti ha colpito di più?
“Riccardo Manno, il vice di Menichelli, docente di tecnica e tattica. Spiegava benissimo. Il suo messaggio è stato chiaro e diretto.”
So che i risultati devono ancora uscire, ma, ti senti già un po' più allenatore? (sorrido)
“ A corso finito ci hanno detto: 'Non pensate che oggi usciate da qui matematicamente allenatori'. Io questo lo so, ecco, perché continuerò ad aggiornarmi come ho sempre fatto.”
Dal corso che figura dell'allenatore n'è venuta fuori?
“Un allenatore che non deve dare nulla per scontato. Un allenatore che ha la responsabilità di formare i giocatori del futuro. Ho capito che il calcettista te lo puoi creare”.
Hai voglia di raccontarmi il tuo esame pratico? So che ognuno doveva portare un esercizio ed esporlo oralmente e praticamente.
“Ho portato una situazione di gioco che già uso durante gli allenamenti”.
Ora ti tocca esporla... (rido).
“Allora... su una linea di fondo campo metti due porticine d'attacco, su l'altra quelle di difesa. La circolazione della palla deve avvenire tramite due o tre tocchi. Modalità punti: due punti se riesci a fare un numero predefinito di passaggi consecutivi, per esempio otto, nove; un punto se riesci a segnare in una delle due porticine d'attacco, con il gol valido dalla linea del tiro libero in poi, ovvero dagli ultimi dieci metri. In più ho aggiunto delle varianti psico-cinetiche...”.(Mi sono dimenticata di chiedergli in quanti si doveva, poteva stare in campo, ma va bene uguale, voi giocatori l'avrete già capito...).

Aneddoti divertenti che puoi raccontarci?
“Tanti. Un ragazzo, 'duro come un banco', il giorno prima dell'esame andava ancora in giro a chiedere cosa fosse lo smarcamento. Un altro episodio: eravamo in palestra, era presente Riccardo Manno, Elia Renzoni stava facendo pratica, mi rivolgo al mister dicendogli che, tra di noi, c'è il mister più vincente delle Marche, Elia Renzoni, appunto. Manno si gira verso di lui e, ridendo, gli fa: 'Allora prendi 'sti cavolo (eufemismo, ndr) di palloni in mano che un allenatore vincente deve sempre averne almeno due!' Ce ne sarebbero tanti altri, ma è meglio fermarsi qui (ride, ndr)”.
Di Figoccio non vuoi parlare? È vero che all'esame d' ammissione hai fatto finta di non conoscerlo? ( 'Figoccio', alias Francesco Cardarellari è un dirigente del Campocavallo nonché suo amico, non ammesso).
(Ride) “Eravamo in quaranta e c'era gente come me che non giocava da sedici anni!”.
Scusa se t'interrompo, ma in che cosa consisteva questo test d'ingresso?
“Prova pratica: palleggi sul posto, passaggi a coppie con varie modalità, conduzione tra i coni con varie modalità, tiri in porta dal centro campo e la palla doveva fare “ciaf” come nel basket”.

Dicevamo, hai fatto finta di non conoscere un tuo amico...
“ (Ride) E' vero. Era da sedici anni che non toccavo più palla, lui uguale, se ci mettevamo in coppia chissà che combinavamo. Per fortuna Zanatta l'ha visto in difficoltà e l'ha preso con sé, mentre Gil Marques, allenatore del Pesaro Fano ha preso in custodia me.
La sai una cosa? Tutti i brasiliani di serie A che hanno partecipato al corso sono stati gentilissimi, è stata davvero una sorpresa”.
Si è creato un bel gruppo?
“Si. E la cosa bella è che non c'è mai stata nessun invidia, ma sempre disponibilità. Ho già pronte dieci amichevoli!”.
Questo corso era a pagamento, con il rischio, però di venire bocciati. Credi sia giusto?
“Giustissimo. Il genitore ti darà in mano suo figlio, è giusto che tu sia qualificato. Così come è giusto avere la giusta retribuzione”.
Quindi, da oggi in poi, per allenare, pretenderai uno stipendio?
“Qui dove sono adesso, mi ripaga la squadra. Se dovessi andare via, si, assolutamente”.
E' la tua squadra, il Campocavallo. Raccontami qualcosa.
“La società è nata otto anni fa. La squadra era formata da un gruppo di ragazzi di vent'anni. Il secondo anno, quando ancora giocavamo all'aperto, Bobo Marcelletti mi disse: 'Tranquillo, il futuro è vostro'. Ora c'è il progetto di creare una squadra di allievi federali ( la società già ne gestisce una nel campionato CSI), anche se qui a Osimo mancano i campi”.

A proposito di Osimo. Mi hanno detto che tra Campocavallo e Osimo Five c'è una grande sana rivalità.
“ Vero. Mi dà la forza di andare avanti. Quest'anno abbiamo vinto tutti e due i derby! (gongolante, ndr)”
Serie C2, girone B: che campionato è stato per voi?
“Bellissimo. Un pelo al di sopra le aspettative, con una grossa incognita chiamata Gabbanelli”.
Rimpianti?
“Un piccolo rimpianto. Alla terz'ultima giornata eravamo ancora in lotta per un posto play off. La nostra avversaria era la Nuova Ottrano, in casa loro. Vincevamo 6-7. Durante i due minuti di recupero abbiamo preso due gol e perso. Se avessimo vinto, li avremmo sorpassati e fatto i play off, invece...”.
A propositivo di Giacomo Gabbanelli; come si fa a gestire uno come lui?
“El Loco Gabbanelli. All'inizio del girone di ritorno ha iniziato a dare un po' 'da matto'. Lui è un ragazzo estroverso, fa difficoltà a stare dietro regole precise. Mi sono permesso di metterlo fuori squadra...”.
Qui arriva il “metodo Morini”.
“Ero a cena con il Trasformista, l'Alchimista... e Lorenzo Morini. Gli espongo la mia situazione chiedendogli cosa fare. Lui mi dà un consiglio: 'Tu per tre settimane, finito l'allenamento, fagli mettere a posto i palloni, l'acqua e le casacche; se resiste dimostra di sapersi mettere al servizio del gruppo'. L'ho messo in pratica; dopo tre settimane l'ho reintegrato e da lì, nelle ultime sette partite ha segnato una media di tre gol a gara. In più il suo comportamento è cambiato.”
Se ti dico: credo tattico?
“Credo nel marcatore individuale, nella forte pressione sulla palla e nel pressing offensivo. Da quest'anno ho alzato la linea difensiva. Ogni giocatore deve saper giocare in qualsiasi ruolo e abolirei il portiere di movimento, addormenta la partita”.
Parliamo di mercato?
“Il nostro mercato sarà quello di mantenere i nostri big, quindi Lanari, Gabbanelli e Pesaresi; se ci riuscissimo, nella prossima stagione partiremmo con qualche certezza in più.”
Tutto qui?
“ Se vuoi, puoi scrivere che, durante il corso, ho tampinato Simone Palmieri, centrale difensivo della Dinamis Falconara, quel quid d'esperienza che ancora non abbiamo”.

Obiettivo per la prossima stagione?
“Fare sempre meglio, ma tutto dipende dalla conferma dei nostri big. Fosse la volta buona che riusciamo a centrare questi benedetti play off!”
Te ne andrai da Campocavallo una volta raggiunto l'obiettivo o nel momento in cui riceverai una proposta?
“Vorrei portare la squadra in C1, perché delle proposte le ho già avute. Lascerò la squadra solo quando la società potrà reggersi senza di me. Un giorno vorrei misurarmi al di fuori per vedere se sono all'altezza”.
Siamo giunti ai ringraziamenti...
“ Vorrei ringraziare il presidente Battistoni, il segretario Gatto e il mitico Figoccio”.
Michele è stato un vero piacere.
“Il piacere è stato mio. Ringrazia anche tutti quelli di Futsal Marche!”.
Lady Futsal
Alice Mazzarini










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