Michele Pennacchioni sulla sua Dinamis 1990: “Già lo scorso anno avevo capito che qui si poteva fare bene. E così è stato.”

 

Giovanissimo, ma con tanta esperienza alle spalle. Arrivato alla Dinamis 1990 quasi a metà dello scorso campionato di C1. Quest’anno sta lottando per i play off nel girone A di C2.

Prima stagione da allenatore in prima squadra dopo tanti anni alla guida delle giovanili del CUS Ancona (Under 21 e Juniores).

Segni particolari: serietà e rigore condite da un’inguaribile passione.

In esclusiva per Futsal Marche mister Michele Pennacchioni.

 

Michele PennacchioniSeconda stagione alla Dinamis, dopo anni al CUS Ancona giovanile. Cosa ti ha portato alla guida di questa squadra?

“Al CUS Ancona ho iniziato la mia attività di allenatore e ho avuto la fortuna di farlo in un settore giovanile che in quel periodo era in piena fase di sviluppo. Questo mi ha permesso di formarmi e di crescere tanto sia come tecnico che come persona.

Quando ho sentito di aver concluso questo percorso, ho voluto cimentarmi con una prima squadra e, non essendo stato possibile farlo al CUS Ancona, ho cercato una società in cui ritrovare quella voglia di crescere e di lavorare, con la possibilità magari di puntare su quei giovani che lungo il mio percorso avevo contribuito a “lanciare”!”

 

Hai preso la Dinamis la scorsa stagione prima della metà campionato, non riuscendo, purtroppo, ad evitare la retrocessione dalla C1. Quest’anno siete in lotta per i play off.

“Sì, lo scorso anno sono subentrato in corsa e, nonostante credessi fermamente nella possibilità di salvarci, non siamo riusciti a farlo, complice anche i continui cambi nella rosa che non hanno permesso di trovare in tempo la cosiddetta quadra.

Quando ci siamo riusciti, però, abbiamo cominciato ad ottenere buoni risultati, sfiorando all’ultimo anche i playout. Questo mi ha convinto della bontà del lavoro intrapreso e del fatto che, lavorando bene in estate, si sarebbe potuti ripartire alla grande. Ed ora eccoci qui!”

 

Una bella soddisfazione è anche quella della vittoria nel derby contro il Città di Falconara.

“Sì, a Falconara il derby è sempre una partita molto sentita, con tanti amici dall’altra parte della barricata, che per una sera diventano il tuo nemico numero uno, ma sempre con la massima correttezza e lealtà.

Il derby di ritorno, in particolare, per noi rappresentava uno snodo cruciale nella stagione e quindi aver ottenuto i tre punti è stato molto importante, sia per la classifica che per il morale.”

 

 

Tra la lunga serie positiva di partite affrontate c’è la vittoria a tavolino contro il Cuccurano. Cosa puoi raccontarmi in merito?

“E’ una vittoria che non ci può lasciare del tutto soddisfatti, perché chi fa sport lo fa per scendere in campo e misurarsi con un avversario.

Tuttavia, le circostanze che si sono verificate hanno spinto la società ad intraprendere la strada del ricorso per veder tutelati i propri diritti, cosa che ritengo corretta visto che conosco bene l’impegno necessario a livello dirigenziale per portare avanti una stagione.”

foto di gruppo estiva per la Dinamis 1990

La vostra posizione in classifica è molto favorevole, siete terzi, ma ad un solo punto di distanza dall’Atletico Urbino. Che ne pensi del campionato di quest’anno?

“Penso che sia un campionato molto equilibrato, dove le insidie si nascondano in ogni partita, specialmente in trasferta. La bagarre per i play off è entrata nel vivo e ritengo coinvolga almeno sette squadre, per cui non bisogna assolutamente commettere passi falsi se non si vuole rimanere tagliati fuori.

Inoltre, anche ottenere la miglior posizione possibile nella classifica finale potrebbe avere un peso specifico importante nella griglia play off, visto proprio quello che ho detto poco fa sulle insidie di giocare in trasferta.”

 

La Dinamis ha anche un valido settore giovanile, Under 19 e 17, che tu segui qualche volta dalla panchina come direttore tecnico. Cosa ne pensi?

“Fin dal mio primo giorno alla Dinamis ho messo in chiaro che si sarebbe dovuto puntare fortemente sul settore giovanile, perché ritengo che nessuna società possa avere vita lunga se non getta radici profonde sul territorio e con i ragazzi.

Per fortuna ho trovato terreno fertile, come dimostra la lunga tradizione della Dinamis in fatto di settore giovanile, e con l’inserimento nel nostro staff tecnico di un allenatore bravo e preparato come Andrea Bellezza siamo convinti di poter affrontare con fiducia questo percorso.

una foto di una formazione giovanile della Dinamis 1990

Come allenatore hai tanti anni di esperienza. Nel corso della tua carriera c’è stato un giocatore in particolare che ti ha colpito?

“Parlare di singoli è sempre difficile, perché sono tanti i giocatori a cui da allenatore devo le mie “fortune”. Ho avuto la fortuna di veder crescere tanti ragazzi che ora giocano in categorie sia regionali che nazionali e sono felice di aver potuto lasciare in loro la mia impronta.

Alcuni li alleno, altri li affronto il venerdì in giro per i campi, altri ancora li ammiro quando vado a vedere qualche bella partita di categoria superiore ed è sempre una grande soddisfazione.

La cosa più bella, però, è incontrarli fuori dal campo e lasciarsi con l’augurio reciproco di condividere ancora una nuova esperienza sul campo.”

 

Tantissimi anni nel settore giovanile del CUS Ancona. La prima squadra è in lotta play off. Hai seguito un po’ il loro campionato e quello in generale della serie B?

“Ho sempre un occhio di riguardo per quella che è stata casa mia per tanti anni e, come detto, seguo sempre i ragazzi che ho avuto il piacere di allenare o anche solo di ammirare da vicino.

Scambiando qualche impressione anche con mister Battistini, mi sembra di poter dire che si tratti di un campionato estremamente equilibrato, dove è difficile per chiunque inanellare tanti risultati positivi consecutivi e per questo anche mentalmente occorre sempre rimanere sul pezzo. Sono convinto che il CUS Ancona potrà dire la sua fino alla fine ed anche nei playoff, come accaduto già lo scorso anno.

 

Chi potrebbe vincere questi campionati di cui abbiamo parlato, anche se in alcuni casi la classifica parla chiaro…

“Credo che la Buldog Lucrezia abbia tutte le carte in regola per fare il salto di categoria, ma dovrà ancora sudare un po’.

In C2, invece, la Tre Colli Montesicuro ha fatto un campionato a parte, forte del blocco arrivato in estate dell’Ankon Nova Marmi, vincitrice del campionato di serie C1 lo scorso anno.”

 

Grazie Mister ed in bocca al lupo a te per il finale di stagione!

 

Adelaide Lelli