La nuova sfida di Marco Ferrante:"Voglio portare in alto il Pietralacroce con i miei goal. Dicono che sono finito? Staremo a vedere!"

 

Marco Ferrante

Lo sport, il nostro sport, vive di uomini. E di storie.

Una di queste è senza dubbio quella di Marco Ferrante, pivot classe 1984, senza dubbio una delle più grandi promesse inespresse del Futsal marchigiano e non solo.

Riavvolgendo il nastro della carriera lo troviamo giovane, in età under 21, esordire nel massimo campionato, con la Giampaoli di Paolo Perugini.

Ma non solo.

Lo troviamo anche con la maglia azzurra, quella della Nazionale Under 21. Si prospetta un futuro roseo, insomma.

Poi, a interrompere il sogno, interviene la realtà. Una realtà di scelte e di episodi con quel treno che parte… e che non torna più.

Oggi, dopo la parentesi chiusa con la sua Futsal Ancona (di cui è stato proprietario, dirigente, allenatore e giocatore), veste la maglia del P’73 di patron Giuliano Manna e di mister Roberto Titti Baldassari. Un mister che, per restituire grinta e motivazioni, non ha certo bisogno di presentazioni.

 

Lo raggiungiamo telefonicamente, in esclusiva per Futsalmarche.it, alla vigilia dell’esordio in Coppa Marche (il Pietralacroce affronterà al Palascherma nella gara d’andata dei 32°di finale il Real Fabriano. Per il programma completo qui).

 

Ciao Marco e grazie della disponibilità

“Un saluto a tutti e come sapete per me è un gran piacere essere intervistato da voi”

 

Entriamo subito in clima. Che Ferrante troviamo ai nastri di partenza?

“Un giocatore carico che si sta allenando duramente e che farà di tutto per ritrovare la migliore condizione possibile. Sto bene e non vedo l’ora di scendere in campo.”

 

Cosa ti ha spinto a sposare il progetto del Pietralacroce?

“La telefonata di Titti che è stata molto sincera, in cui mi ha spiegato bene qual è il progetto. Ho accettato subito. Tanti giovani e un vecchietto per ogni reparto. Davanti ha scelto me e sono orgoglioso. Mi piacciono le sfide, sarà dura ma sono certo che faremo benissimo.”

 

Nell’ultimo anno il vivaio del P’73 ha conosciuto la ribalta nazionale nelle finali scudetto. Tanti giovani promossi in prima squadra, come si pone un giocatore esperto verso di loro?

“ Più da amico che da giocatore. Andiamo tutti d'accordo, sono bravissimi ragazzi con tanta voglia di imparare e umiltà nel farlo. Quel poco che posso trasmettere lo faccio volentieri ma non dimentichiamoci che c’è un allenatore, preparatissimo oltretutto. Nel futsal si impara sempre e sono qui per imparare anche io.”

Ferrante con Titti Baldassarri e Stefano Carletti

Spostiamoci su questa C2 gir. A. Si preannuncia scoppiettante…

“Eh già. E’ sempre stato un campionato difficile, ma quest’anno non ci sarà nessuna squadra materasso. Due tre squadre missile, una favorita su tutte che è l’Ankon, e tanti campi difficili come Casine, Ostra, Pieve d’Ico… ci sarà da divertirsi."

 

Abbiamo parlato di Ankon come squadra favorita. Che idea ti sei fatto della tua, possiamo dirlo, ex squadra?

“ Come organico è la più forte di tutte, non si discute. Due giocatori di almeno due categorie più sopra come Bilò e Ciavattini con il primo che, potenzialmente, può fare cinquanta goal. Hanno una rosa lunga e di qualità che nel corso del campionato verrà fuori sicuramente. L’allenatore, Andrea Mosca, potrebbe peccare un po’di inesperienza ma non posso che augurargli un in bocca al lupo in quanto amico e socio.”

 

Alla vigilia dello start, hai qualche sassolino da toglierti dalle scarpe?

“A prescindere che non ce l’ho con nessuno ma i sassolini me li devo togliere principalmente con me stesso. In giro si dice che non sono un giocatore, che sono finito, che non mi alleno. Voglio dimostrare prima a me e poi a queste persone che non è così… e ce la farò!”

 

Capitolo Futsal Ancona, un amore terminato male o tutto secondo i piani?

“Non è terminato male. E’ solo che, avendo impegni lavorativi e di famiglia ho optato per una scelta diversa che mi permettesse di combaciare meglio le cose. All’Ankon (in seguito alla fusione tra Ankon C5 e Futsal Ancona ndr) non ce l’avrei fatta. Non porto rancori verso nessuno, è stato un anno bellissimo vissuto in armonia con tutti. Un ringraziamento particolare lo faccio a Momi Marchegiani che ha dato un grosso aiuto a trecentosessanta gradi e di questo gliene va dato atto.”

Con la Futsal Ancona

Uscendo dalle vicende personali. Tante squadre anconetane in C2 sono un esempio che il Futsal è ormai radicato nel capoluogo. Qual è la tua opinione in merito?

“Nel passato, con la Giampaoli in Serie A, la visibilità era diversa. Un ragazzino iniziava a giocare a calcio a 5 con l’obiettivo di arrivare a giocare a quei livelli. Oggi è diverso, non tanto per la mancanza di squadre nella massima serie quanto più per un discorso di mentalità. Il ragazzo che inizia lo fa quasi più per hobby. Manca l’ambizione fondamentalmente. Qui a Pietralacroce c’è un bel vivaio e mi auguro che le cose possano cambiare. Carducci e Cappanera, passati alla Tenax Castelfidardo in Serie B, ne sono un esempio.”

 

Riavvolgendo il nastro dei ricordi troviamo Marco Ferrante, Under21, in Serie A e poi in Nazionale… cosa succede dopo?

“Precedenza a lavoro e famiglia, succede questo. Ero allenato da Paolo Perugini e Paolo, come sapete, è un allenatore che pretende il massimo. Non ce la facevo a reggere quei ritmi, poi è arrivata la prima ragazzetta (che è diventata mia moglie), tante cose e ho deciso di scegliere diversamente. Aggiungiamoci qualche tajatella de troppo (risata)… e il gioco è fatto.”

 

La più grande soddisfazione sportiva

“Senza dubbio i tre giorni in Nazionale Under 21, coronamento di una fantastica stagione con Perugini in Serie A e Diego Campana in Under 21 nella Giampaoli.”

Con la maglia della Rappresentativa allenata da Battistini

Il più grande rimpianto?

“Non proseguire ad alti livelli. Ma ho dovuto fare una scelta di vita. Ho privilegiato altro, come l’avere un’attività propria.”

 

Il giocatore più forte con cui hai giocato e quello che invece ti ha deluso di più?

“Il più forte in assoluto è stato Juninho. Quando è arrivato e per molti anni è stato immarcabile. La più grande delusione voglio invece tenermela per me…”

 

L’allenatore che più ti ha dato e quello invece a cui più hai dato come giocatore?

“Paolo Perugini mi ha insegnato le basi di questo sport, non dimenticando anche Diego Campana. Quello invece a cui ho dato tanto è stato Bagnacani. Il Bagna è un amico, un fratello e mi ha gestito alla grande tirando fuori il meglio di me.”

 

Una persona che sportivamente ti ha tradito?

“Sportivamente, e lo sottolineo, Alfredo Iurillo. E’ stato con noi fino a metà stagione, stava andando benissimo, l’abbiamo cercato e fortemente voluto. Poi è andato via, alla Tenax e mi sono sentito un po’tradito. Ma lo capisco. Comunque abbiamo chiarito, ora è tutto apposto e siamo amici.”

 

L’obiettivo di quest’anno per Ferrante e per il Pietralacroce

“Senza dubbio la salvezza. Prima arriva e meglio è. Poi tutto quello che c’è di più ben venga. L’obiettivo di Marco Ferrante invece è quello di raggiungere il prima possibile la miglior condizione fisica e portare il più alto possibile il P’73 con i suoi goal. Sperando che siano tanti.”

 

Ferrante modello per i giovani o Ferrante eterno giovanotto, come ti piace essere considerato?

“Eterno vecchietto!”

 

Un saluto ai lettori

“E’ stato un piacere per me, un saluto a tutti e un grosso in bocca al lupo all’allenatore dell’Ankon!”

 

Peppe Gallozzi

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