Pianeta D - Girone L - Speciale girone d'andata
C’ERA UNA VOLTA UN CRONISTA

Un cronista che amava parlare e scrivere delle peripezie di quattordici gruppi di sedicenti giocatori, allenatori e dirigenti di futsal.
Il cronista cercava sempre di comprendere, di afferrare chi tra i suddetti fosse il più bravo. Quali tra questi potessero formare il quintetto delle meraviglie e quale mister sarebbe stato il migliore a guidarli.
Ma non ci riusciva.
Sbagliava sempre qualcosa.
Credeva che il più bravo fosse quello che vinceva di più, credeva che il più forte fosse quello che segnava di più, credeva il mister migliore fosse quello primo in classifica.
Già, una classifica. C’è sempre una classifica. C’è sempre qualcuno che viene prima e qualcuno che arriva dopo.
Per questo decise di sedersi e studiare.
Analisi Team by Team
14° Avis Ripatransone: è un gruppo di ragazzini guidati da un santo ingrigito e stanco che li porta a spasso per la vallata del sambenedettese a racimolare sonore sconfitte. Hanno vinto una sola volta, con ovazione ed ola, hanno imbeccato un pareggio, e poi solamente undici, fatali ed indiscutibili sconfitte. Hanno una media gol realizzati che non arriva a tre e subiscono in media circa dieci gol in ogni gara.
Ci dispiace per loro ma non crediamo che qui si possa individuare una delle figure di cui si parlava prima.
Con l’augurio che le media di realizzazione e di incameramento possano quanto prima invertirsi, si ricorda ai ripani che l’unico modo per capire come si vince è osservare, carpire, e studiare (e bene!) gli avversari incontrati in questa prima parte del campionato. Forza ragazzi.

13° Riviera Samb: simpaticissimi i ragazzi di San Benedetto e dintorni. L’avvio del campionato è stato fatale per loro, solo due timidi pareggi fino a metà dicembre.
Destinati a rimanere attaccati al fondo fangoso della classifica, si riscattano dopo l’avvento salvifico di un dirigente di lungo corso come Giancaspro Michele, che al suo arrivo regala, oltre che la prima vittoria, quattro o cinque gioiellini provenienti da compagini di categorie superiori o dal beneamato campo grande. L’augurio è quello è di fissare ad un sempiterno 10 le disfatte stagionali e di mettere la quinta marcia sin da subito, al fine di incutere terrore agli spavaldi falchi residenti in zona azzurra o più in su. Considerate le 85 reti subite, si spera che il d.s. ascolano abbia provveduto ad ingaggiare degli ottimi difensori.
Un grazie a chi se ne è andato, ed un benvenuto a chi è arrivato, dunque. Ma non possiamo fare il processo alle intenzioni per cui nulla di fatto per la ricerca che interessava questo scribacchino. Buona fortuna.

12° Tribalcio Picena: loro sono i sommi detentori di un record che nessun altro potrà mai percuotere e sradicare: loro sono i veterani assoluti della serie D.
Meritano rispetto solo per la tenacia e per la forza di volontà che li hanno contraddistinti in questi undici lunghi anni di gestazione senza mai partorire una risultato agonistico di rilievo. Agonistico ho detto, non sportivo: perché se c’è qualcuno che può saperne di sport sono proprio i Picardi, i Chiodini, i Gibellieri e tutti gli altri. Hanno dovuto segnare ogni volta quasi sei gol per raccogliere uno dopo l’altro i sette punti in classifica. Anche se quest’anno viaggia a corrente alternata, ad aiutarli c’è un signorino che poteva essere uno dei nostri protagonisti. Simone Verdecchia.
Ma tra di loro, unici esemplari rimasti di un futsal paleolitico di gran classe, non scorgiamo elementi che soddisfino i criteri della nostra ricerca.

11° Si Sport Services: senza infamia e senza lode, eppure avevano iniziato anche bene. Avevano fermato un molosso oro e blu ad inizio campionato, poi hanno portato a casa batoste e soddisfazioni ad intermittenza.
Undici misere palline nel pallottoliere con una media realizzativa abbastanza discreta se si considera il fatto che, alzando la media di quasi un gol a partita, ci si troverebbe ad eguagliare il target di chi siede sulle poltrone azzurre. Il problema dunque non risiede necessariamente nella metà campo avversaria e, visto che non è possibile restringere la propria porta, sarebbe bene chiedere consiglio a qualche colonna romana o a qualche oracolo greco per capire perché se ne prendono così tanti. Comunque loro sono sempre lì, e bisogna sempre guardarsi le spalle quando si scende in campo all’Agraria.
Una cosa è certa: almeno fin’ora non è l’anno giusto per iscrivere qualche elemento sisportino sul quaderno dei migliori. Peccato.

10° Polisportiva Carassai: 12 punti. Se le avessero pareggiate tutte avrebbero un punto in più. Ma sapete quale è il bello della matematica? Non ne hanno pareggiata nemmeno una: quattro vittorie e nove sconfitte. Ma volete davvero sapere cosa c’è di incredibile nella matematica? Hanno quattro squadre sotto di loro e nove al di sopra.
Un mister che ci tiene ai suoi ragazzi, Fausto Dianetti, una coppia di player di tutto rispetto come i fratelli Capocasa, e non me ne vogliano gli altri. Hanno anche segnato tanto, più dell’Offida che veste la medaglia di bronzo, ma ne hanno presi veramente troppi, più di quanti ne hanno marcati (57 su 59). E se è vero che se tutte le partite fossero finite zero a zero avrebbero più punti, beh, a mister Dianetti, un sano e genuino catenaccio potrebbe essere d’aiuto da qui in avanti.
Le individualità per trovare il gol non mancano, ma forse hanno bisogno ancora di esperienza per entrare nell’olimpo inseguito da questo testo. Con estrema e sincera simpatia.

9° SBT FC: giocano a a calcio a cinque da quando Bruno Pizzul urlava il memorabile gooooooollllle, di Roberto Baggio. Hanno tesserato il meglio della San Benedetto futsalica dello scorso decennio, si divertono, non giocano mai in casa nello stesso giorno, mi fanno impazzire per avere un risultato, ma, tuttavia, ogni tanto, qua e là, qualche sgambetto di lusso lo mettono giù.
Non si può non ricordare il pareggio strappato ai campioni d’inverno monsampolesi: “Era una gelida e nebbiosa sera d’autunno quando un manipolo di rapaci appollaiati sulle ringhiere del Pala Speca guardavano, increduli, uno stormo di passerotti impauriti sopperire, mentre un branco di lupacci senza pelo, ma con tanto vizio, se li divorava lentamente, molto lentamente, molto, ma molto, lentamente”. Così narravano i testi sacri e così menzioneremo il fatto che per i rossoblu sarebbe necessario buttarla dentro un po’ di più, perché sulla difesa c’è poco da lavorare. Infatti sono i soli 34 gol realizzati a condannare Roberto Silenzi ed i suoi nella zona franca della classifica a quota 14.

8° Caselle ASD: Di qui la ricerca inizia a dare i primi frutti. Infatti i nomi che vengono in mente sin da subito sono quelli del mister Jody Aniballi, un ragazzo giovane, ma preparato quanto basta, equilibrato e corretto che ha fatto dei polmoni dei suoi giocatori un’arma quasi infallibile. Il peperino Colonna, che anzi che ha due stuzzicadenti come gambe, ma che vi assicuriamo sappia usarli proprio bene. Il mastino Erik Galanti, che sarà antipatico, alzerà troppo i gomiti (solo in campo?), ma ci sa fare. I casellani del buon Marino Faiazza (altra vecchia e piacevolissima conoscenza) hanno preso quasi gli stessi gol della Futsal Prandone, ma ne hanno realizzati la metà. Infatti i punti conquistati sono pochi, solo 19 sui 39 in palio. Mister Jody, so che prenderai questo come un consiglio fraterno: serve un po’ più di spregiudicatezza, dicono i numeri. Le sei vittorie consecutive, prima di scontrarsi con i mastodontici soldati prandoniani, raccontano di fulmini e saette in giro per i palazzetti rivieraschi tutti alabardati di bianco e di nero. Dunque, questo significa che nelle prime cinque gare si è raccolto un solo punto. I casellani sapranno bene che quelle stesse cinque avversarie si presenteranno nella meta campo avversa a partire dal 20 gennaio del nuovo anno. E con questo non aggiungiamo altro.
7° Atletico Centobuchi: anche loro si sono iscritti diversi anni fa, qualche volta hanno anche partecipato ai play off, lo scorso anno, per esempio. Di nomi da menzionare ce ne sono eccome.
Hanno giocato buona parte del tempo senza la coppia di centrali difensivi Zappasodi e Mario il lungo e si vede: 46 gol subiti, una media di 3 gol e mezzo a partita. Hanno scoperto quest’anno il folletto Mandozzi ed hanno in panchina un signor mister, Peppe Ubaldi. Hanno vinto un derby contro tutto e tutti, hanno pareggiato con la corazzata Valtesino, insomma di soddisfazioni se ne sono tolte molte, ma di passi falsi ne hanno compiuti a iosa.
E’ infatti questa caratteristica di incostanza che costa loro molti punti lasciati alle avversarie. Sembra una squadra che si carica quando l’avversario fa paura, ma che si sbriciola quando deve vincere di prepotenza. In Mandozzi e Catenacci c’è il segreto delle 58 segnature, ma con un atteggiamento migliore in campo e la consueta simpatia fuori sarebbero forse loro i maggiori candidati all’ultimo posto play off. In bocca al lupo ragazzi!
6° Michele Bassi: come è già stato detto, è un onore scrivere di ragazzi come Vittorio Paci, uomo di sport prima che ottimo pivot. Detiene con determinazione il primato di vice bomber del girone, anche se podi del genere non sono affatto una novità per lui. Michele Bassi ha cambiato mister ad inizio campionato quando la compagine sambenedettese fu affidata a coach Di Battista. Da quel giorno hanno alternato ottime prove a capitomboli sfortunati. Nonostante capitan Palestini ai box per pubalgia non hanno subito molto, solo 34 reti ed hanno segnato pure tanto: 65 gol. Infatti stiamo parlando della squadra meno cinica del ranking, quella che soffre di più per fare punti.
Ciotti, Neroni, Palestini F., un signor portiere come Seproni, i sopracitati Paci e Palestini A. ed il mister: le carte ci sono, ma forse non si è saputo fare i bluff e si è caduti quando, oltre il cuore, in campo andava messa anche un po’ di sana birbaria. Ma questo non interessa alla nostra ricerca. Cercavamo dei nomi e li stiamo trovando.
5° La Vela Rossobleu: Sciarra, un gioiellino acquistato direttamente al corso di San Benedetto, e Travaglia, un totem sacro, classe ’64 che gioca per non più di quindici minuti per tempo, ma fa paura a tutti con la scintillante medaglia di bronzo nella classifica cannonieri. Un presidente (De Santis) ed un mister (Piccinno) che solcano questi campi da oltre dieci anni. Questi erano rispettivamente primo e secondo piatto, poi i contorni: i sempreverdi capitan Pallotta, Vincenzo Ferri e Gasparrini Massimo, i giovani Amatucci, Straccia e Crescenzi. Un mix di sapori tra esperienza e corsa, tra furbizia e polmoni, che hanno portato i rivieraschi a siglare la bellezza di 59 reti. Il punto è che quasi la metà dei gol segnati sono di un unico, egregio, introvabile e temibile giocatore (Travaglia). Sarà forse questo il tallone d’Achille dei ragazzi di mister Piccinno? Quindi, caro presidente, sarà forse il caso di spronare il baby Amatucci ad imparare meglio dal sommo pontefice del difendere palla, appoggiarsi, girarsi e gonfiare la rete perché con il cemento armato fatto di centrali e dell’ottimo portiere Panichi in difesa, tutto sarà bene quel che finirà bene. Quanti nomi!
4° Valtesino c5: sono i ragazzi che meglio interpretano il senso della nostra categoria. Si combatte fino alla morte in campo, ma si va sempre a cena dopo, qualsiasi sia il risultato. Si sta male se si perde, ma per ogni giocatore che si sente perso ce ne sono cinque o sei ad insegnargli quale è la strada giusta per tornare grandi. Il maestro in questo è lui, il biondo delle meraviglie, l’uomo dei mille gol: il capocannoniere Gianni Mora. Colui dal quale tutti i partecipanti possono imparare qualcosa, dentro e fuori dal campo. Anche se i ragazzi di mister Marcantoni (un altro che la sa lunga, molto lunga) hanno steccato alla prova natalizia contro Michele Bassi, restano i più temibili, con un dream team che mette i brividi: Pomili, Angelici, Fonseca Colasanti, capitan de Carolis ed appunto Mora. E le seconde linee sono di tutto rispetto ed ancora più affamate: Michettoni, il lanciatore di maglie e addetto stampa Marchetti, Piunti, Trasatti, Fioroni, Carboni, Nerio e lo juventino di lusso, il Griso. Gran bel gruppo, che sa rialzarsi alla grande dopo le sconfitte, e probabilmente l’equipe che ha espresso il gioco più spumeggiante. 28 punti, 8 vittorie un pareggio e 3 sconfitte, 78 reti realizzate e 42 subite. Che altro dire?
3° Offida ASD: una delle poche squadre a non aver mai pareggiato: o si vince o si perde. Piero Antimiani, un ragionere oltre che avvocato del futsal, e Guido Di Russo, un oratore e motivatore senza eguali. Cosa manca all’Offida? Dopo aver visto scendere in campo un certo D’Angelo avrete ancora voglia di fare gol su azione? Dopo che avete visto sul parquet Mario Camela avrete ancora voglia di lasciare il tiro da fuori all’avversario? O dopo che sapete che in difesa vi aspetta capitan Colletta avrete ancora voglia di provare gli uno contro uno? Ma soprattutto, avete studiato alcuni schemi di uscita dal pressing? Già. Perché questi maratoneti vi presseranno dall’inizio alla fine, vi sfiancheranno, non vi faranno chiamare uno schema. In più ci sono Capriotti, Laudadio, Cocci, Recchi, Flamini, Bartolomei, Acciarri, Butteri ed il giovincello Aurini. 56 reti realizzate, 41 subite con una differenza reti minima, ma in perfetto stile Di Russo. Solo tre sconfitte, travolti alla prima da un Csi Stella che non abbiamo più rivisto così incisivo e perfetto, contro Futsal in un rocambolesco 3-4 che ha dell’incredibile e contro Valtesino. Il resto sono tutti allori per gli offidani. Forse hanno fallito nei momenti più importanti, ma attendono con ansia la ripresa di poter ribaltare il 7-0 rifilato loro dalla capolista. E sono convinto che si alleneranno spesso sotto le vacanze, ad esempio anche il primo gennaio. E’ tipico del mister. Nomi, nomi ed ancora nomi.
2° Futsal Prandone: beh qui si inizia ha parlare di gente che ha vinto, i giocatori di questa squadra sono dei guru della categoria, in campo c’è buona parte del gruppo che due anni fa a Ripatransone fece terra bruciata e venne promosso in c2 già a febbraio. Bruni G., Paolo Pignotti, Mora Emiliano, poi Ciccarelli, Bruni L., un certo Sansoni Pierluigi, il portierone Alfredino Bruni, Stefano Piergallini e tanti altri. Hanno battuto il Csi Stella. Hanno battuto l’Offida. Hanno battuto Valtesino. Ma perché non sono in cima alla classifica? Perché hanno perso un derby. Ci sta. Perché hanno pareggiato al Pala Speca con La Vela. Ci può stare. Perché hanno pareggiato alla terza giornata all’Agraria contro Si Sport. Eccolo. Un passo falso molto costoso per gli oro blu. Una società giovane, ma molto solida ed in panchina c’è uno che di futsal ne sa fin troppo: Paolo Caimmi, uno che studia molto gli avversari e li studia bene, e riesce a metterli in condizione di sbagliare molto spesso. Insomma è un furbacchione a cui manca però, come lui stesso dice nella recente intervista, la vittoria finale. Forse mister è l’occasione buona quest’anno. La squadra è forse la più in forma in questo momento, sperando che la sosta non inverta la rotta. Con una squadra così il presidentissimo Ficcadenti si aspetta la medaglia d’oro ed in fondo se lo merita per la dedizione e la sportività che ha sempre dimostrato. Quanti nomi! Non ci capisco più niente.
1° Csi Stella: i galacticos, come li abbiamo soprannominati spesso. Le voci corrono. Storie di soldi, storie di mercenari, storie di fallimenti, storie di spogliatoi spaccati. Invece ciò che trasuda dal club giallo blu è tutt’altro che questo. Si parla di un gruppo di amici molto unito che non perde occasione di crescere insieme. Miglior attacco (89 reti), miglior difesa (solo 18 le reti subite), e soli due punti di vantaggio dalla seconda.
Michetti, Bartolini, Castelli, Fatone, Merlonghi: di costoro parlava il Trasformista fino all’anno scorso. Poi ci sono Sardi, Tranquilli, Macellari, Quezada, Totta ed il capitano Capecci. Ed anche di qualcuno di questi si è sentito parlare nella massima serie regionale. Un mister all’esordio, ma forse l’uomo di sport più rappresentativo di tutta la serie D ascolana. Danilo Orsini. E' probabilmente il suo il compito più difficile. Sta a lui trovare le note giuste per far suonare l’orchestra monsampolese. Lui sa benissimo che il presidente Corradetti ed il d.s. Di Girolamo conoscono una sola parola: vincere. Con gli avversari che ci sono in giro, oltre che essere i più forti sulla carta, bisognerà dimostrare di esserlo sul campo. La sconfitta contro la Futsal Prandone ci poteva anche stare, ma il pareggio al Pala Speca, sponda SBT, è davvero da dimenticare. Quindi un solo errore non compromette niente, ma occhio, sotto di voi c’è chi ha molta, ma molta fame.
Sentite i mister
Ecco una volta nominati tutti i probabili protagonisti della nostra ricerca, il sottoscritto ha chiesto proprio a loro, per voce dei tecnici di ogni squadra (o quasi), quali fossero i nomi che scottavano, quali fossero gli avversari più temibili. I mister hanno risposto entusiasti.
Secondo Ubaldi dell’Atletico Centobuchi è Mora il best player, lo vorrebbe in squadra con lui e sarebbe anche il pivot titolare del suo quintetto dei sogni, assieme a Merlonghi, Camela, Paci e Bartolini, allenati da mister Orsini. Ma non gli parlate di Bartolini come avversario, lo teme troppo…

Invece secondo Jody Aniballi il giocatore migliore è proprio il trentenne ascolano in forza al Csi Stella, la saetta Bartolini. A capo del suo dream team dovrebbe esserci Guido Di Russo con in porta Bruni A., centrale Michetti, a destra Sciarra, davanti Mora ed a sinistra ovviamente Bartolini. Per lui i giocatori migliori sono quelli che già ha, è ovvio, ma se il buon Marino dovesse mettersi alla ricerca di qualcuno, quel qualcuno sarebbe il decano di tutti gli attaccanti, Umberto Travaglia, che è anche ascolano. Ah, dimenticavo, non nominate Gianni il Biondo, gli viene la strizza solo a sentirne parlare!
Il mister del Csi Stella invece sembra essere di diversa opinione. Il best player secondo coach Orsini è D’Angelo, il portierone dell’Offida, che sarebbe anche l’estremo difensore del suo quintetto base virtuale. Non lo ammette, ma a mio avviso è anche l’avversario più temuto (lui ha dichiarato di non temere nessuno, ma di rispettare tutti). Gli piacerebbe tanto avere Super Mario Camela in squadra mettendolo al centro della difesa con Bruni G. a destra e Colonna a sinistra. Non vi dico chi vuole in attacco perché già lo sapete. Ok, ve lo dico, Gianni Mora, ed in panchina Jody Aniballi del Caselle.
La Vela Rossobleu, per voce del vicecapitano Fontana delegato da mister Piccinno, dichiara che il super eroe del girone è Mirko Bartolini, da sempre il più temuto. Lui lo metterebbe a sinistra. Bruni G. a destra, D’Angelo in porta, Michetti al centro e sempre il Biondo davanti. In panchina ancora Aniballi, ma la vera paura è quando scende in campo Camela.
Michele Giancaspro tuona. La Riviera Samb ha le idee chiare: best player Bartolini, best trainer Caimmi, D’Angelo, Sansoni, Bruni G., Bartolini e Mora la formazione ideale con il pivot ed il centrale difensivo rispettivamente l’avversario più temuto ed il giocatore che porterebbe volentieri al Pala Speca.
Mister Antonio Di Battista, anche se malato con la febbre, ci disegna un quadro diverso. Michetti Davide secondo lui è il re assoluto: miglior giocatore, il più temuto e desiderato. Con lui nella squadra dei sogni Merlonghi, Camela, Bartolini e Mora Emiliano. Insieme farebbero faville. Di Russo come trainer.

Pietro Antimiani ci riflette su, ma la musica sembra essere la stessa anche in quel di Offida: guidati da mister Orsini avremmo Bruni A., Michetti, Bruni G., Bartolini e Mora nel dream team. Anche secondo l’avvocato è Michetti il più temuto e Mora il più ambito.
Per Si Sport invece è Travaglia il migliore, il più temuto ed il desiderio nascosto. Il bomber della Vela, allenato da mister Di Russo (ce lo vorrei proprio vedere!)giocherebbe insieme a D’Angelo, Camela, Fatone e Mora. Insomma, tutti all’ attacco!
Mister Paolo Caimmi torna invece su Bartolini e lo nomina miglior giocatore, lo vorrebbe in squadra con se perché, a dire il vero, un po’ lo teme e, come già detto nell’intervista, il suo quintetto virtuale, guidato da mister Di Battista, sarebbe: Merlonghi, Michetti, Camela, Travaglia e, ovviamente, Bartolini.
Infine, Massimo Marcantoni della Valtesino vota Travaglia come giocatore più temuto, Bartolini Mirko come pallone d’oro. Nel proprio esclusivo dream team, assieme ad Igor Castelletti, Vittorio Paci ed ancora Travaglia, in porta troviamo Aversano del Caselle ed in panca ancora una volta Antonio Di Battista.
Alla fine questo scriba dovrebbe aver capito chi è il più forte di tutti, e così allora dovrebbe anche dirlo. Invece ha deciso lasciare a voi la scelta, perché, a questo punto a lui non interessa più chi sia il più bravo o il più forte. Per lui adesso è indispensabile farvi avere solo una classifica, quella più importante di tutte, quella dei giocatori ed allenatori più corretti, quella degli uomini di sport.
La classifica del fair play.
1) Gianni Mora - Il biondo è un vero campione dentro e fuori dal campo.
2) Vittorio Paci - Numero dieci e uomo simbolo della Michele Bassi.
3) Jody Aniballi - Player trainer del Caselle. Una vera guida per i ragazzi folignanesi.
Vi ho fregato, eh?!
E’ tutto per questo speciale.
Un sincero augurio di buon anno futsalico a tutti i lettori.
Ci risentiamo nel 2012.
Alla prossima.
Rimpiazzista Futsalmarche
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Commenti
Con simpatia,
Rimpia
Bentornato!
buon futsal caro!!!
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