La C1 vista dal Trasformista - Analisi 7° giornata
LA FISARMONICA
Se la stringi verso il centro diventa corta.
Talmente corta da impressionare.
E se non ci fai pressione si allunga invece in tutta la sua ampiezza.
Esponendo le sue due estremità. Decisamente diverse.
Così si presenta la graduatoria del massimo campionato regionale al termine del suo settimo atto.
Con i due estremi che si distanziano sempre più: 19 punti tra la sempre più capolista Buldog e la sempre più cenerentola Castorano bloccata a quota zero.
E invece a centro classifica c’è uno straordinario addensamento: 8 squadre tra l’azzurro dei play off del Castelbellino e l’arancio play out occupato da ben 4 team. Tra un colore e l’altro ci sono solo 3 punti e tutta la differenza del mondo.
Suona dolce la fisarmonica per i cagnacci di Lucrezia. Imponendosi anche sul Bocastrum, i gialloblu volano sul +4 da un terzetto di seconde, col Real Fabriano che perde terreno costretto nuovamente all’ics casalingo stavolta dal Ripa.
Note drammatiche invece per le lumache castoranesi. La Bombonera è nuovamente terra di conquista. Stavolta il predatore è il Città Futura Montecchio, al primo storico successo nella categoria che porta i pesaresi a 3 lunghezze dalla salvezza diretta.
Crisi nera pure per il Futsal Fano. Classifica super deficitaria per via della quinta sconfitta consecutiva operata dalla corsara San Crispino Juventina che si affaccia anch’essa al secondo posto.
Piazza d’argento su cui piomba pure la Torrese, la squadra del momento che piega di misura a domicilio il Tre Colli.
A metà del guado, si diceva, profonda incertezza.
Montegranarese e Castelbellino si dividono la posta al termine di un match che amareggia gli ospiti per il modo con cui viene siglata la rete del pari.
A Senigallia il Corinaldo si prende una (piccola) rivincita su quell’Audax che ne aveva impedito ad aprile la promozione in B, battendo i giallorossi e scavalcandoli in classifica.
Proficuo il cambio di timone a San Severino. Con la nuova guida tecnica i settempedani interrompono la serie di insuccessi regolando il Chiaravalle. E tornano a sperare di poter sentire in futuro una musica migliore.
Con o senza fisarmonica.
La legge dell’Omar Sivori
Il calcio a 5 è uno sport fantastico, ma alla fine vincono sempre i Buldog.
Questo assioma diventa incontrovertibile sfogliando i dati delle prestazioni interne dei cagnacci in campionato: 21 vittorie consecutive (2 nel 2009-10, 15 nel 2010-11, 4 nel 2011-12) con l’Ostrense ultima squadra a prendere punti (1) dall’impianto lucreziano. Impressionante.
E non ci riesce nemmeno il Bocastrum, squadra tradizionalmente poco incisiva lontano da casa. Ma stavolta Angelo Croci può essere confortato dalla prestazione dei suoi: per oltre 55 minuti i diavoletti tengono il punteggio in equilibrio, poggiandosi sulla rete di De Carolis e le superbe parate di Giacoboni.
Ma ancora una volta, quando il gioco si fa duro, il quintetto di Elia Renzoni alza il ritmo, assedia la porta ospite e trova i varchi giusti con Balducci e Pedinelli. La rete nel recupero di Fabio Valente chiude i conti. E ci racconta una storia già vista.
Il Buldog è un rullo compressore che non sbaglia un colpo, il suo destino (la B) pare scritto.
Nuovo stop Real
Dopo il pari contro la battistrada Buldog, nuova ics casalinga per i pagliacci. Stavolta ad imporre la parità ci pensa il Ripatransone United, curiosamente al secondo 4-4 consecutivo.
Come sette giorni prima al Real Fabriano manca il colpo del KO. Lazzari e compagni conducono nello score per tutta la partita, senza riuscire a dare il colpo di grazia agli ospiti che puntualmente riescono sempre a riportarsi in equilibrio.
Pesa certo nello scacchiere di mister Rinaldi, l’assenza di uno stoccatore come Angeloni, l’uomo di coppa in grado di scardinare qualsiasi difesa con le sue bordate.
Positiva la prestazione dei ragazzi di patron Pulcini. Come contro la Torrese, il pari è stato trovato in rimonta e con una decisa crescita nella seconda parte di gara. Se si considera l’esiguità della rosa, pure priva di un pezzo da novanta come Di Giacomo ancora al palo per infortunio, Becco Giordani può solo sorridere. In attesa di rinforzi.
Il volo della Torre
Continua l’ascesa della Torrese che col successo casalingo di misura sul Tre Colli incamera il sesto risultato utile consecutivo. Il riflesso sulla classifica è uno storico secondo posto. Mai infatti era stata così in alto la compagine di Rolando Properzi e Tiberio Marozzini.
Il quintetto di John Malvestiti non mostra però la sfolgorante condizione esibita nell’ultimo impegno nella propria palestra, anche per merito di un Tre Colli sempre più quadrato che rende equilibrata la contesa.
Tanto equilibrata che il triplice fischio arbitrale blocca addirittura una favorevolissima azione ospite scatenandone le ire. Ma gli arbitri inflessibili obbediscono al cronometro spaccando il centesimo.
Con qualche secondo di anticipo, secondo l’euntourage dorica…
La partita, dopo un primo tempo concluso sull’1-1 con azioni sui due fronti, va a corrente alternata nella ripresa. L’uno due locale non placa gli ardori anconetani che riescono a riportarsi in parità.
Prima che uno schema d’angolo consente a Derrick Zampetti di piazzare (è il caso di dirlo) la zampata vincente.
Per i sogni di Torre San Patrizio. Ed il rammarico di mister Battistini.
L’abisso delle aquile
Scivola sempre più giù il Futsal Fano che incassa a domicilio contro il San Crispino Juventina la quinta sconfitta consecutiva. Con la conseguente classifica che recita profondo rosso.
E dire che partono bene i neri fanesi con Spendolini che sublima una conclusione di Vico. La rete, invece di ringalluzzire i locali, finisce per rafforzare le credenziali ospiti che pian piano diventano padroni del campo con Tavoloni e Testella mattatori della manovra. Proprio l’Imperatore firma a metà tempo la rete della parità prima del riposo.
Non cambia la musica nella ripresa. Gli episodi decisivi dopo circa dieci minuti: Harry Potter Testella si guadagna un rigore più che dubbio che trasforma, di lì a poco Cicchinè triplica. A nulla serve poi la pressione finale delle aquile con occasioni fallite da ambo le parti che non ingigantiscono lo score.
Come sono lontani i tempi dei play off per mister Ferri, mentre sull’altra sponda Belli & Brasili gongolano godendosi, nonostante diversi calibri assenti, il sopraggiunto secondo posto.
Pari al veleno
Il modo con cui la Montegranerese finisce per pareggiare scatena lo sdegno del Castelbellino. Ma andiamo con ordine.
Mister Lepretti può contare sulla sua rosa al completo col recupero di capitan Orlandi che stringe i denti per esserci; a Marco Braconi, grande ex, continua a piovere sul bagnato perché alla lunga lista di infortunati ed acciaccati si aggiunge pure Bonazza nel riscaldamento (probabile menisco).
Leit motive dei 60 minuti sono il possesso palla ordinato ospite in opposizione alla fiammate veregrensi. Sul tabellone questa chiave tattica si traduce col vantaggio ospite con Lorenzetti nella prima frazione, l’aggancio e sorpasso timbrati Papiri e Tommassini nella ripresa, la nuova parità griffata Mancini (altro ex). Sino al libero di Genangeli che faceva pendere le sorti verso l’equipe di Roberto Pace.
Nel recupero cambia il risultato. Orlandi si libera con energia della marcatura di Mancini, l’ex San Giuseppe cade a terra colpito al volo, gli arbitri non vedono nulla e non interrompono il gioco. Quando la palla arriva proprio al numero dieci gialloblu il pari è servito. Come il codazzo finale di polemiche.
Capitan Orlandi giura di aver colpito involontariamente l’ex compagno e di non essersi accorto della sua caduta. Come i propri colleghi di gioco. Il clan arancione afferma il contrario.
Gli spettatori presenti avranno (forse) un’idea più precisa. Noi e i lettori ci accontentiamo del dubbio.
Fredda
La vendetta è un piatto che va servito freddo. Recita il noto proverbio. E le gesta sportive non fanno differenza.
194 giorni dopo quel Corinaldo Audax di sabato 8 aprile, giallorossi e bianchi tornano a incrociare i guantoni. Stavolta in palio non c’è la serie B (corinaldese) o la salvezza (senigalliese). Stavolta c’è un semplice settimo turno da giocare.
E le tre reti che la truppa del Tenente Tinti infligge ai vicini di casa sono una parziale rivincita di quel pomeriggio primaverile.
Gli uomini di Alberto Crivelli soffrono maledettamente l’assenza di bomber Pacenti (perdendo pure a gara in corso Sonni) e finiscono sempre col tradurre sui pali (3) le proprie ghiotte occasioni. Gli ospiti, in virtù di una certa supremazia territoriale, sono più concreti e con Micci, Eugenio Balducci e Cuccarini riescono a battere per la prima volta la loro bestia nera Audax. Col conseguente sorpasso in classifica.
Ma non si preoccupino capitan Rossetti e compagni: per servire un nuovo piatto non ci sarà da aspettare tanto. Leggasi il menù dell’imminente ottavo di Coppa Marche.
Sul capitano Poggia(Spalla) la Città Futura
La sfida diretta tra Castorano e Città Futura Montecchio rappresentava un crocevia fondamentale per le due squadre ancorate ai bassifondi, alla ricerca del primo sorriso in categoria. Chi avesse vinto, avrebbe aumentato autostima e posizioni in graduatoria.
Ci riescono i pesaresi, pur non giocando una gran partita, sfruttando la condizione ideale del proprio capitano, Simone Poggiaspalla. Il bomber firma infatti un taumaturgico poker che regala la prima affermazione nella categoria al club dei presidenti Pedini e Tiberi.
Al di là dei rimandi storici, il successo esterno ha un valore incommensurabile per Fabrizio Pianosi che intravede la salvezza a soli tre punti ed ora potrà giocarsela senza il fardello della prima volta.
Tempi sempre più cupi in casa Castorano. Organico non al top per via di parecchie assenti e diversi acciaccati, ma ennesimo tonfo interno con uno degli avversari (sulla carta) più alla portata.
Che dicembri arrivi presto… e che porti pure una bella dote. Altrimenti il destino delle lumache appare segnato.
L’uomo dei miracoli ha detto si
Ebbene ce l’ha fatta. Almeno per una partita. Al suo debutto in panca Luca Anibaldi, il mister che nelle due ultime stagioni aveva compiuto l’impresa di salvare il Gagliole in C2, riesce a regalare al San Severino i tre punti.
Un successo quello settempedano che interrompe una serie di sconfitte lunga 6 partite e rimette in carreggiata i biancoazzurri. La chiave di volta è stata la ritrovata compattezza di un gruppo che aveva smarrito quello spirito battagliero intravisto agli albori della stagione.
Al Pala Ciarapica ne esce un incontro abbastanza bloccato, anche perché il Chiaravalle è in una fase di bioritmi negativi e nessuno vorrebbe perdere.
Alla rete di Salvi, nella ripresa risponde il solito Bartolucci; ma l’abnegazione dei ragazzi di mister Anibaldi viene premiata dalla segnatura vincente di Compasso Compagnucci.
Se San Severino torna a sorridere, Andrea Maggiori piange. La terza sconfitta consecutiva riporta i rosanero a centro classifica. Coi bonus quindi esauriti bisogna tornare a fare punti. A dispetto di un calendario che mette i brividi…
Prossimo turno
Città Futura Montecchio – Futsal Fano
Tre Colli – Montegranarese
Corinaldo – Real Fabriano
Ripatransone – San Severino
Castelbellino - Castorano
Chiaravalle - Buldog Lucrezia
San Crispino Juventina – Audax Sant’Angelo
Bocastrum – Torrese
Arrivederci alla prossima puntata
Trasformista
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Commenti
Errore imperdonabile.
Il Trasformista si scusa e propone una Soprani.
W le Marche!
Grandissimi e simpaticissimi! ! Grazie!
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