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L'occhio sulla C2 - Girone B - 27° giornata

postdateiconVenerdì 25 Marzo 2011 00:40 | postauthoriconScritto da Trasformista | PDF | Stampa | E-mail

 

LA LUNA E I FALO’   

La luna e i falò  

Ho il fuoco nelle mie mani, sosteneva Garcia Lorca, conscio del potere dinamico, rigeneratore e distruttivo della sua arte. Di fuoco nei piedi potrebbe parlare l’Alchimista, dopo aver visto le emozioni, le inattese cadute e improvvise resurrezioni delle partecipanti a un torneo appassionante, giunto alle battute conclusive.

Si avvicina la fine di un lungo viaggio ed è quasi tempo di bilanci. L’Alchimista rivive quindi le emozioni e sensazioni provate da Anguilla, il protagonista di La luna e i falò, splendido romanzo di Cesare Pavese, incentrato sul tema del viaggio e del ritorno.

Il turno non lasciava presagire grandi emozioni; sembrava quindi offrire a varie squadre la situazione ideale per tentare di raggiungere la propria luna: C1, zona play off o salvezza. Il viaggio è però stato più sofferto del previsto a causa dell’improvviso emergere di alcuni falò, che hanno acceso illusioni, riscaldato sopite ambizioni, illuminato un difficile cammino o bruciato residue speranze.

Il fuoco è stato molto intenso nel fabrianese, dove ha lambito il Real, scottato la Virtus e ustionato la Nuova Lif. Ha però prodotto le prime sentenze nel maceratese: le fiammate avversarie hanno infatti incenerito le aspirazioni di Cus Camerino e degli Amici del Tennis, ormai  retrocesse.

I falò, intensi ma poco duraturi, non hanno sconvolto la classifica ma hanno comunque riscaldato e acceso l’interesse per un torneo che sembrava ormai aver trovato uno stabile equilibrio. La ventisettesima giornata rappresenta quindi un incentivo per gli inseguitori e un monito per chi sta davanti: tutto è ancora possibile, anche l’impossibile…

L’Alchimista, stimolato dalla visione dei falò notturni, rientra nel suo laboratorio, dove regna il fuoco elemento basilare per produrre pregiati elisir o leghe indistruttibili. Narra quindi con voce roca le infuocate vicende di un turno rovente.

Accendiamo la miccia, si parte…

      

Giocare con il fuoco   

Giocare con il fuoco è bello ma assai rischioso poiché si compiono numeri mirabolanti, ma è sempre presente il rischio di scottarsi. I prestigiatori del Real hanno imparato a maneggiare il fuoco già in occasione della Coppa Marche, vinta grazie a una strategia coraggiosa e alla capacitò di prendere rischi. L’assetto spregiudicato è stato mantenuto anche in campionato: la differenza è stata spesso scavata nei frangenti decisivi della ripresa, quando i cartai riescono a mantenere i nervi saldi anche in situazioni molto calde…. La vittoria nelle due precedenti stracittadine ha però prodotto un calo di adrenalina molto pericoloso: quando si maneggia il fuoco non si può mai abbassare la guardia; gli infortuni avvengono proprio nelle circostanze meno attese...

Contro un agguerrito Gagliole, il Real sembra più impacciato del previsto. Il vantaggio acquisito nella prima frazione sembra il preludio al solito irresistibile rush finale della ripresa ma stavolta la gara ha un andamento differente. Il Gagliole si difende con ordine e ribalta addirittura il punteggio, grazie alle percussioni di un Ercoletti in serata di grazia. Il Real diviene sempre più nervoso e così mister Rinaldi decide di giocare con il fuoco e mette il portiere di movimento. La mossa produce ancora una volta i risultati attesi: i locali prima impattano e poi si portano in vantaggio con un tocco sottomisura dello spietato opportunista Marco Di Ronza. Le emozioni non sono finite: gli ospiti replicano con veemenza e nel finale colpiscono un clamoroso palo, che evita un clamoroso pareggio.

Mister Annibaldi si rammarica per l’impresa mancata ma è soddisfatto dell’ottima prestazione dei suoi, ancora positivi in trasferta. Le assenze di giovani promesse (Dalla Mora) e tradizionali punti di forza (Lucarelli) sono state compensate dalla splendida prova della vecchia guardia. Salerno ed Ercoletti si sono infatti improvvisati bomber e hanno alimentato a lungo il sogno dei maceratesi, sconfitti solo sul filo di lana. 

Mister Rinaldi esulta per una vittoria preziosa, conquistata nonostante inattese difficoltà. Il palo finale è sicuramente un presagio positivo ma i fabrianesi devono però riflettere attentamente su una prestazione non all’altezza, in cui sono sembrati disattenti e nervosi. Attenzione a giocare troppo con il fuoco, perchè si rischia di scottarsi…

 

Il fuoco di Sant’Antonio

Cristian Grassi, giovane promessa del  Castelbellino ex San Giorgio Una delle malattie più comuni e fastidiose è l’herpes zostrer, meglio conosciuta come fuoco di Sant’Antonio. La patologia si manifesta con un formicolio o un intorpidimento in una parte del corpo. Dopo alcuni giorni in questa zona, che nel frattempo si è arrossata, compaiono eruzioni cutanee, accompagnate da uno stato di malessere generale con febbre, brividi, mal di testa e bruciori.

Il fuoco di Sant’Antonio ha colpito anche il mondo del futsal, mostrando i suoi fastidiosi effetti in testa e in coda al torneo. Già in autunno il Cus Camerino ha avvertito un malessere generale, da cui non si è più ripreso. Il morbo ha però interessato anche soggetti sani e apparentemente inattaccabili come il Castelbellino. Dopo alcuni  ripetuti fastidi gli jesini sono stati colpiti dal temibile virus, che ha causato perdita di lucidità, di gare  e posizioni  in classifica.

La sfida tra due soggetti in non perfette condizioni di forma ha prodotto una partita pazza e piena di errori. Il Castelbellino ha espresso solo saltuariamente le sue qualità, mostrando ripetuti cali di attenzione e una condizione di forma non brillante. I locali hanno sempre condotto il match ma non sono riusciti a staccare gli universitari, fermamente determinati a ben figurare in un campo difficile. Il Cus, nonostante la formazione rimaneggiata e la scarsità di cambi (solo 6 giocatori a referto) è rimasto a lungo in partita e si è arreso solo nelle battute finali.

La matematica condanna i camerti proprio al termine di una delle loro migliori prestazioni. I presenti meritano comunque un elogio collettivo, con una nota di merito per Broglia, il veterano Falsetti e per mister Merlini che, da buona guida, ha abbandonato per ultimo la nave in difficoltà.

L’exploit del Cus è stata favorito dagli errori di un Castelbellino abulico e impreciso, lacunoso soprattutto in fase difensiva. I locali si sono preoccupati sopratutto di attaccare e cercare gloria personale, abbandonando in modo scriteriato la retroguardia. Nel tabellino dei marcatori spiccano i nomi del bomber Giacchè, dei soliti Molinari e Porcarelli, accompagnati nell’occasione dall’eterno Fioretti e dal promettente Grassi.

Gli arancioni mantengono la scia del Real ma non dissipano i dubbi sulla loro condizione di forma. Urge una rapida cura, per terminare al meglio la regular season ed eventualmente preparare adeguatamente i play off. Il fuoco di San’Antonio è una malattia curabile ma da non sottovalutare perché può portare conseguenze fastidiose e molto dolorose…

 

Fuoco e cenere

Il fuoco è intimamente collegato alla cenere, residuo della combustione. Un pugno di cenere è tutto ciò che rimane dei sogni di salvezza degli Amici del Tennis dopo il passaggio dell’Athletic, capace di mettere a ferro e fuoco il terreno di Sambucheto.

I maceratesi si affacciavano speranzosi alla gara, confidando nell’appagamento degli osimani, ormai sicuri del terzo posto, e sulla buona prestazione offerta nella gara di andata. La situazione è però radicalmente mutata: nel girone di ritorno l’Athletic si è trasformato in una macchina da guerra, che sfrutta al meglio la sua potenza di fuoco.

Gli ospiti hanno imperversato sin dai primi minuti, evidenziando maggiore qualità e una migliore organizzazione tattica. Il 5-1 all’intervallo indica il divario esistente tra i due team. Nella ripresa si è giocato solo per onor di firma; i locali hanno provato una minima reazione ma sono stati agevolmente rintuzzati dalla solida difesa ospite.

Mister Sbacco si rallegra per la buona prestazione corale dei suoi (doppiette per Baruffi, Cittadini, Danilo Magrini e Matteucci). Gli osimani hanno ormai raggiunto un’ottima condizione e possiedono una fame di vittoria che sarà utile nei play off.

Gli Amici del Tennis salutano invece la categoria al termine di una gara senza storia, in cui hanno palesato tutti i loro limiti. La retroguardia è sembrata troppo fragile mentre la fase offensiva poggia quasi esclusivamente sulle invenzioni di Ciabocco, ancora in evidenza con 2 reti. Il passaggio dell’Athletic ha incenerito le speranze dei padroni di casa, che potranno però proficuamente utilizzare nella prossima stagione l’esperienza compiuta in questo torneo. Se ben sfruttata, la cenere può essere molto fertile...   

 

La scintilla   

Il fuoco è un elemento cruciale nello sviluppo della civiltà, ma non è facile procurarselo. Per molto tempo l’uomo era costretto a strofinare due pietre di selce, nella speranza di creare una scintilla con cui attizzare il fuoco. È un compito lungo e improbo, che richiede perizia, pazienza e fiducia nelle proprie capacità. Questi valori sono stati alla base della rimonta del Conero, attardato alla fine del girone di andata ma poi artefice di una strepitosa risalita, fino alle posizioni di vertice.  

La gara con la Virtus ha sintetizzato gli ultimi mesi degli osimani. I padroni di casa hanno infatti incassato l’immediata rete di Diego Pancotti, che ha posto gli ospiti nella condizione tattica preferita. I fabrianesi, maestri nell’organizzazione difensiva, hanno così impostato una gara di contenimento, in attesa di proporre il contropiede vincente. Il Conero ha continuato a lottare con pazienza e determinazione ma il risultato non cambiava e il destino dei locali sembrava sempre più buio  Alcuni bagliori venivano solo dal giovane Cicchini, capace di tenere a galla i suoi compagni con eccellenti interventi.

A lungo andare la pazienza e l’abnegazione dei locali è stata premiata. La rete del generoso Agostinelli ha rappresentato la scintilla tanto attesa, che ha sbloccato il Conero. I locali hanno continuato ad attaccare, anche esponendosi alle ripartenze ospiti. Allo scadere del lungo recupero un pericoloso contropiede dei cartai non viene concretizzato; la ripartenza locale viene invece interrotta fallosamente da Pierantonietti, che viene espulso. Ciavattini insacca la punizione successiva e manda in paradiso gli osimani.

Mister Tesei gioisce per una vittoria intrisa di spirito di sacrificio, coraggio e lucidità nell’attendere e saper sfruttare al meglio i pochi spiragli disponibili. La lunga attesa è stata ripagata; la scintilla ha creato un fuoco caldo e confortevole, alimentato dai giovani ma autorevoli Cicchini e Ciavattini,  gli Holly e Benji del team osimano.

Ritorno a casa amaro per una Virtus sconfitta proprio con le sue armi preferite, cioè la lucidità, la grinta e il cinismo. Mister Latini si consola comunque con la prestazione positiva di una squadra viva e pronta a giocare tutte le sue carte nei play off. 

 

Fuochi d’artificio  

La Nuova Lif si avvicinava alla gara di Filottrano con numerosi timori. Mister Casiraghi nutriva forti perplessità sullo stato di forma dei suoi ragazzi e non sapeva quale accoglienza gli avrebbe riservato un avversario imprevedibile (nel bene e nel male) come la Nuova Ottrano. I peggiori timori del coach fabrianese si sono avverati nel corso di una gara senza storia.

I locali volevano regalare al proprio pubblico una prestazione col botto e far dimenticare con fuochi d’artificio i passaggi a vuoto di una stagione troppo altalenante. I padroni di casa hanno così proposto una prova di grande spessore, in cui hanno esibito manovre fluide, spettacolari e incisive. Il mattatore assoluto della gara è stato Sentenza Focante, che ha fatto la differenza già nel primo tempo, ben coadiuvato dal giovane Galeazzo (2 reti) . La Lif, frastornata dalle rapide combinazioni dei locali, è apparsa subito incapace di rispondere. Ha abbozzato una timida reazione in avvio di ripresa, subito stoppata dalla furia dei filottranesi, motivati e decisi a onorare al meglio il torneo.

Il risultato finale suona come un de profundis sulle ambizioni della Lif. Per continuare a credere nei play off i cartai devono recuperare pedine fondamentali come Micucci e Zamponi ma soprattutto mutare radicalmente atteggiamento tattico e psicologico, recuperando la verve e la grinta dei primi mesi.

La Nuova Ottrano esulta invece per l’eccellente prestazione ma riflette con amarezza sugli sprechi compiuti nel corso della stagione. I filottranesi hanno infatti un ottimo potenziale offensivo, che beneficia della rapidità di Jimenez, della potenza di Giuliodori, dell’opportunismo di Petrini e  soprattutto del fiuto del goal di Focante, sempre più vicino al trono di capocannoniere. Devono però acquisire continuità e solidità. I fuochi d’artificio sono belli ma effimeri; possono abbagliare per un po’ ma durano poco e non scaldano….

 

A fuoco lento  

Andrea Schiavoni, doppietta per il giovanissimo talento di casa Castorina  Il fuoco assume varie declinazioni. A volte è un elemento incontrollabile e distruttivo, altre volte viene utilizzato per riscaldare o cuocere cibi. Tenax e Campocavallo rappresentano la trasposizione nel futsal di queste diverse anime. I team propongono un atteggiamento opposto: attacchi impetuosi per i locali, una gestione  oculata e prudente per gli ospiti.   

La gara si apre nel segno di una Tenax arrembante, che prova a incenerire il Campocavallo con improvvise e potenti fiammate. Il padrone del fuoco è il giovane Schiavoni che mostra le sue qualità balistiche e sigla una splendida doppietta. Il Campocavallo incassa il colpo ma non si disunisce e non muta atteggiamento, evitando di aprire spazi per i veloci avanti locali. Mister Ristè propone una cottura a  fuoco lento e segue una ricetta già applicata con successo in passato. La fiducia è premiata nel finale di tempo dalla rete che dimezza il passivo. Il copione non muta nella ripresa: la Tenax cerca con insistenza il goal della sicurezza ma commette alcune ingenuità, cinicamente sfruttate dagli ospiti. Il pareggio pungola i padroni di casa ma ogni attacco si infrange su un insuperabile Pesaresi, che neutralizza ogni tentativo dei suoi ex compagni e conserva sino alla fine il prezioso pari.  

La gara ha evidenziato le potenzialità della Tenax, sicuramente ricca di qualità individuali ma ancora troppo discontinua, priva dell’autorevolezza e della personalità per condurre in porto match combattuti e impegnativi. 

Il Campocavallo assapora con soddisfazione un pari che permette di centrare con largo anticipo una meritata salvezza. Anche quest’anno è risultato decisivo l’ottimo rush finale, favorito dalla buona preparazione fisica e dalla ritrovata forma di pedine fondamentali come Manuali e  Corallini. La copertina spetta però a Giacchè, che continua a coniugare attenzione difensiva e buone capacità realizzative. Il punto di forza resta comunque la difesa, equilibrata e ben organizzata, capace di fermare Pegalagge, costretto ad abbandonare l’Isola dei cannonieri. La cottura a fuoco lento del Campocavallo ha così fatto un’altra vittima illustre…   

 

La difficile arte del mangiafuoco

Maneggiare il fuoco è particolarmente difficile. Una delle maggiori attrazioni nei circhi  e nelle feste itineranti è quindi rappresentata dai mangiafuoco, che ingeriscono un liquido infiammabile e poi lo sputano, creando suggestive fiammate.

La Virtus Penta rischiava di scottarsi, in una stagione segnata dalla sfortuna, da limiti di organico e infortuni. Il timore di non riuscire a domare le fiamme della categoria ha spinto il presidente Barbarossa a chiamare un mangiafuoco itinerante. Mister Carlini ha gestito bene l’emergenza e riscaldato con risultati positivi una classifica gelida. Non sono mancati i passi falsi e le ustioni, specie nell’ultimo periodo. Gli spettri sono stati però allontanati dal successo sull’Altapinus.

La gara ha contrapposto due formazioni in non perfette condizioni di forma. La difesa locale ha sofferto le combinazioni dei fantasiosi Maccioni e Bruzzesi, che hanno portato in vantaggio l’Altapinus. Mangiafuoco Carlini ha rischiato ed è stato ripagato, anche grazie a un pizzico di buona sorte. Tra gli ospiti si infortuna Accattoli, autore del goal del 3-4, e il suo sostituto si fa presto espellere. I padroni di casa rimontano quindi un avversario stanco e confuso, ma non domo: Cossali ha una grande occasione, ma non realizza il tiro libero del pareggio.

L’Altapinus, pur rimaneggiato, esce sconfitto con onore da una gara disputata con orgoglio e determinazione, e attende la fine di un torneo in cui ha ricevuto brucianti scottature..…

La Virtus Penta doma pericolose fiamme grazie all’opera di Bernabucci e Scalini. La tripletta del fantasista, discontinuo ma insostituibile in un complesso con evidenti problemi realizzativi,  consegna ai locali un successo fondamentale per raggiungere i play out. La vittoria non maschera comunque gli impacci di una compagine ancora lontana dalla forma migliore; bisogna quindi ritrovare lo spirito, la condizione fisica e mentale di qualche mese fa per affrontare al meglio uno spareggio rovente, in cui c’è il concreto rischio di incappare in dolorose bruciature…

 

Fuochi fatui   

Marco Trottini, 24 reti in stagione per il ventenne universale vigorino I fuochi fatui sono piccole fiammelle (solitamente di colore blu) che, nelle fredde sere autunnali, illuminano il terreno in prossimità di luoghi particolari come i cimiteri o le paludi. Tali fuochi, derivanti dalla combustione di gas durante la decomposizione di resti organici, hanno alimentato varie leggende.

I fuochi fatui hanno illuminato anche la notte fabrianese. La Vigor, quasi retrocessa, ha infatti mostrato un improvviso sussulto d’orgoglio contro il Grottaccia. La gara rappresentava l’ultima chiamata per continuare a sperare e i locali l’hanno interpretata al meglio sin dall’avvio; il primo tempo si è chiuso sul 2-1, ma stavolta la Vigor non ha avuto il solito cedimento nella ripresa. Pur privi dell’estroso Bartolini, i locali hanno continuato ad attaccare, trascinati dalla verve e dalle doti balistiche di Trottini (3 reti), ben spalleggiato da Repupilli e  Luzi 2 (reti a testa). Grottaccia non è riuscita a replicare e si è arresa nel finale, quando i locali hanno dilagato.

La sconfitta chiude definitivamente il discorso salvezza diretta per gli ospiti, forse già sfiduciati dopo il pari interno della scorsa settimana. Ancora a segno Cavalletti, Diop e il sempre più interessante Fufi; si è però avvertita l’assenza dello svizzero Balloriani, riferimento imprescindibile per continuità realizzativa e carica agonistica. 

La Vigor sorride mesta per una vittoria che interrompe l’infinita striscia negativa ma non sembra poter mutare il suo destino finale. Le speranze dei cartai sono infatti vanificate dalla vittoria della Virtus Penta, che rende quasi impossibile la rimonta. Come un fuoco fatuo, il successo illumina una situazione ormai compromessa. Aumentano così i rimpianti per una reazione tardiva e per le numerose opportunità sprecate. Troppe volte nel corso dell’annata i vigorini sono scomparsi dal campo nei momenti decisivi e hanno lasciato il palcoscenico ai loro ectoplasmi, pallidi avatar incapaci di lottare con determinazione e lucidità….

 

Gli esplosivi della settimana  

In una settimana dedicata al fuoco, vengono selezionati i protagonisti delle esibizioni più entusiasmanti e pirotecniche.    

 

•      Cicchini (Conero Dribbling): al giovane Cicchini sono state sufficienti poche settimane per conquistare la fiducia di mister Tesei. Il ragazzo è passato dalle giovanili alla prima squadra senza mostrare alcun timore reverenziale, anche nei match più caldi. Le molteplici parate contro i tiratori della Virtus consentono al Conero di entrare in zona play off e ne  confermano le qualità. La capacità di dare stabilità alla difesa, la sicurezza negli atteggiamenti e l’esplosività nei gesti sono tipici della dinamite, un esplosivo rapidamente affermatosi per le sue doti di stabilità e sicurezza rispetto ad altre soluzioni dell’epoca. 

•      Di Ronza, S. (Real Fabriano): l’arsenale del Real Fabriano annovera molteplici armi, capaci di scardinare o scassinare le difese più ermetiche. I vari grimaldelli utilizzati non riescono però a penetrare il muro del Gagliole. Mister Rinaldi sfrutta così l’artiglieria pesante: il potente Di Ronza abbatte l’ostacolo e trascina al successo il Real. Quando la manovra è poco fluida e le idee sono confuse, non resta che ricorrere al Tritolo… 

•     Repupilli (Vigor Fabriano): la travagliata annata della Vigor è stata segnata dall’inesperienza e dalle assenze di alcuni dei migliori elementi. A turno Bartolucci, Trottini e ora Bartolini hanno dovuto dare forfait; l’assenza più prolungata è però quella di Repupilli, autore di un promettente inizio ma poi a lungo lontano dai campi. L’importanza del giovane fabrianese è emersa contro il Grottaccia: Repupilli ha segnato 2 reti e supportato il gladiatore Trottini. Fragilità, potenza di tiro e possibilità di improvvise deflagrazione sono quelle tipiche della Nitroglicerina; un composto da maneggiare con cautela perchè può provocare pericolose esplosioni…    

•      Scalini (Virtus Penta): le vicissitudini della Virtus Penta sono ampiamente legate alla sterilità dell’attacco, privo di bomber di spicco. La fase offensiva poggia sulle spalle di elementi talentuosi ma discontinui come Scarabotti e soprattutto Scalini, croce e delizia del team. Il n.10 è l’elemento di maggiore fantasia, ma si accende a intermittenza. Quando però deflagra, risulta incontenibile e determinante, come in occasione del successo interno sull’Altapinus. Il fantasista jesino è come una bomba di difficile innesco, ma capace di botti potenti e roboanti.   

•      Focante (Nuova Ottrano): Il fuoco greco è una miscela incendiaria usata dai bizantini per dar fuoco alle navi rivali. Caratteristica precipua di questi primitivi lanciafiamme era l’impossibilità di essere spenta con getti d’acqua che, anzi, alimentavano ancora di più la fiamma Sembra la storia di Focante, la cui vena di cannoniere si conferma inestinguibile e non viene spenta dagli anni, dagli avversari o da artifizi tattici. Con una splendida cinquina il capitano filottranese affonda la Lif e sale a un passo dal trono dei bomber.     

 

Prossimo turno: la Terra del Fuoco  

Terra del fuoco. Questo è il nome dato da Magellano alla Patagonia, un luogo alla fine del mondo, una landa fredda e inospitale, illuminata dai fuochi degli indigeni. Insomma, una sorta di luna e i falò in salsa australe....

Anche il nostro viaggio si avvicina alla fine; la terra si fa inospitale e gli errori non sono più ammessi. Ci si può però scaldare con il fuoco e i falò, che consentono di resistere e superare le numerose insidie.

L’impegno più gravoso spetta alla capolista, attesa forse dall’ultimo vero ostacolo prima del trionfo. Vincere la resistenza dell’Athletic consentirebbe di superare uno stretto di mare particolarmente insidioso. Gli osimani sono una delle corazzate del torneo, in ottime condizioni di forma (dopo il Real è il team che ha raccolto più punti nel girone di ritorno). L’Athletic non ha particolari interessi di classifica ma sarà sicuramente stimolato dalla possibilità di fermare l’apparentemente inarrestabile cammino della grande protagonista della stagione.

Spettatore principale del match è il Castebellino, che non deve però trascurare il proprio impegno.  La trasferta in casa di una Lif in grave crisi non deve essere sottovalutata, sia per l’orgoglio dei padroni di casa sia perchè sarebbe imperdonabile incappare in un passo falso, che permetterebbe al Real di affrontare più rilassato la difficile prova di Osimo. Mister Braconi è categorico: bisogna vincere a Fabriano, per mettere pressione al Real…

Match impegnativi anche in chiave play off. Il Conero, fresco di aggancio al treno delle migliori, è di scena sul campo di un Gagliole indecifrabile. Mister Annibaldi, reduce dalla splendida ma infruttuosa trasferta di Fabriano, è deciso a conquistare punti anche sul terreno amico.

Sono previsti falò anche a Appignano, dove scende la Virtus Fabriano. Il pronostico pende dalla parte degli ospiti, decisamente più motivati e compatti; attenzione però all’orgoglio dei mobilieri  e alle invenzioni di Maccioni, impegnato in una sfida personale all’insegna dell’estro contro l’alieno Falcioni.

Giunge a uno snodo cruciale anche la lotta per la salvezza. Il turno è ricco di insidie per la Vigor , che ospita una Tenax decisa a onorare fino in fondo il torneo. Si preannuncia una gara frizzante e aperta tra le due formazioni più giovani del lotto.

Sembrano molto più agevoli gli impegni delle concorrenti. Grottaccia spera di cogliere punti decisivi ospitando gli Amici del Tennis;  pronostico apparentemente favorevole anche per la Virtus Penta, impegnato sul terreno di un Cus Camerino già retrocesso.

Fuochi accesi anche al Cespo, dove si affrontano Campocavallo e Nuova Ottrano. La gara non ha alcun interesse di classifica, ma il duello tra l’ermetica difesa locale e il prolifico attacco ospite promette scintille. 

 

Cosa accadrà? Lo scopriremo la prossima settimana.

Saluti Alchemici

 

L’Alchimista

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