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L'occhio sulla C2 - Girone B - 26° giornata

postdateiconSabato 19 Marzo 2011 19:19 | postauthoriconScritto da Trasformista | PDF | Stampa | E-mail

 

DIAMO I NUMERI

 

Tutto è numero, sosteneva Pitagora, convinto che i numeri potessero descrivere e interpretare la realtà. Se non tutto, i numeri spiegano sicuramente molto, nella vita come nel futsal. Le cifre aiutano infatti a individuare alcuni elementi o a comprendere dinamiche che la sola visione delle gare non riesce a cogliere. Dopo 26 giornate di campionato i numeri hanno acquistato robustezza  e significatività; non sono più influenzati da semplici tendenze congiunturali ma permettono di evidenziare alcuni interessanti caratteri di fondo.  

E’iniziata la Quaresima; l’Alchimista abbandona quindi balli e feste per concentrarsi sulla lettura di alcune semplici tabelle.

La Tabella 1 evidenzia i cambiamenti avvenuti nella seconda parte del campionato. Il Real Fabriano è la regina del 2011, mentre il Castelbellino ha vissuto un periodo di difficoltà in cui ha dilapidato il tesoretto accumulato nella prima fase. Negli ultimi mesi si registra anche l’ottimo andamento di Athletic e Conero, compagini ambiziose che hanno però trovato in ritardo la giusta alchimia. Trend speculare per Nuova Lif e Altapinus, artefici di una partenza lanciata ma pesantemente penalizzate dall’abbandono dei loro elementi migliori (Amadei e Hoppe).

Nei piani bassi si segnala l’exploit del Grottaccia, capace di riprendersi da una situazione molto difficile. All’opposto, la Vigor ha pregiudicato quanto pazientemente costruito con un inspiegabile crollo nella seconda metà del torneo. 

La Tabella 2 illustra invece l’andamento interno ed esterno dei vari team. Le compagini di vertice hanno un rendimento equilibrato, quasi indipendente dal fattore campo. Essere forti  solo tra le mura amiche non consente sogni di gloria ma relega in posizioni di rincalzo, come avviene per la Tenax, il Campocavallo e la Nuova Ottrano. Risulta invece sorprendente il basso rendimento casalingo di Gagliole e Vigor Fabriano. Questi due team sono spesso ritenuti, in virtù della tradizione o delle peculiari dimensioni del terreno di gioco, particolarmente favoriti nelle gare interne. I numeri smentiscono però decisamente questa tesi.

I dati più clamorosi sono però contenuti nella Tabella 3, relativa al rendimento nei primi tempi delle gare. I risultati vanno presi con un pizzico di buon senso in quanto non è immediato estendere a 60 minuti ciò che accade in 30: la vittoria nel primo tempo può derivare dalla preordinata scelta di una strategia più aggressiva (o scriteriata) o dalle difficoltà nell’amministrare e gestire la gara.

Comunque i numeri sono eclatanti. Se ci limitassimo ai primi tempi, la lotta di vertice sarebbe già conclusa in favore del Castelbellino, che precede la Virtus. Il fatto non sorprende poichè sono due formazioni molto solide, che impongono sin dall’inizio le proprie doti e il loro stile di gioco.

Il dato più impressionante è relativo al Real che, solo decimo alla fine del primo tempo, guadagna ben 29 punti nella ripresa. Il salto di qualità nei secondi tempi accomuna tutte le compagini di vertice, che possono usufruire nei momenti chiave delle qualità di elementi più esperti e utilizzare le varie soluzioni di un vasto organico. Il caso del Real è però particolarmente eclatante: mister Rinaldi utilizza al meglio le potenzialità della rosa più ampia del torneo, che offre numerose combinazioni per mutare e invertire l’andamento di un incontro.

Il secondo tempo è propizio anche ad Athletic e Nuova Lif, che sfruttano al meglio la lucidità e personalità di alcuni elementi esperti e smaliziati.

L’esperienza deve però essere abbinata a una rosa ampia, altrimenti si rischia di pagare nel finale la stanchezza di individualità mature, prive dei necessari ricambi. E’ il caso del Campocavallo, penalizzato da un roster esiguo: se gli incontri  durassero 30 minuti mister Ristè potrebbe sognare i play off; in realtà si deve invece accontentare di navigare nelle retrovie. Il medesimo discorso si applica al Grottaccia, che più di ogni altra rovina nella ripresa quanto costruito in ottimi primi tempi. Inesperienza e infortuni hanno penalizzato anche il Gagliole e gli Amici del Tennis. Se ci si limitasse ai primi tempi la lotta per la salvezza sarebbe molto più aperta ed escluderebbe il solo Cus Camerino, ancorato al fondo classifica da strutturali limiti di organico.

Dopo aver ultimato queste riflessioni, l’Alchimista ritorna a dedicarsi al passato prossimo, rappresentato da una giornata (la ventiseiesima) che ha fornito utili riflessioni in testa in coda al torneo. Il vostro scriba, ormai travolto dalla precedente carrellata di cifre, continua a dare i numeri anche nel commento delle gare…

      

La tabellina del 3   

Simone Tritolo Di RonzaSecondo derby in 7 giorni per il Real, ma il risultato non cambia: gli uomini di mister Rinaldi incamerano 3 punti e proseguono una marcia trionfale che dura da 14 gare. L’ennesimo successo matura secondo uno schema ormai tradizionale: il Real studia gli avversari nel primo tempo e si scatena nella ripresa.

Anche stavolta mister Rinaldi utilizza tutte le risorse del suo vasto arsenale e trova la combinazione giusta per scardinare la resistenza dei cugini. Gli eroi di giornata sono i cugini Di Ronza, il potente Tritolo e l’opportunista Marco, che siglano 3 delle 4 reti ospiti.

La Lif ha lottato con orgoglio ma ha finito per cedere a un avversario in migliori condizioni di forma, fisica e psicologica, capace di imprimere alla gara un ritmo insostenibile. Ora mister Casiraghi deve guardarsi dal ritorno del Conero, ormai giunto a un solo punto di distanza. Bisogna quindi ritrovare la compattezza e la determinazione del girone di andata.

Tutt’altra musica in casa Real, dove si accarezza il sogno proibito della C1; per compiere l’impresa basterà continuare a contare seguendo la tabellina del 3…

 

Proprietà commutativa   

Cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia, recita la proprietà commutativa, valida in matematica ma anche nel futsal. In soli 7 giorni il Castelbellino cambia tutti i marcatori ma mantiene inalterato il risultato finale (il 5-2 alla Virtus Penta è infatti bissato dal 5-2 di Gagliole). Non cambia la forma ma muta la sostanza poiché il peso specifico del successo di Gagliole è particolarmente elevato. Non era semplice scendere in campo con la pressione provocata dalla vittoria del Real, non era facile giocare su un terreno ostico e trovarsi sotto già al primo minuto.

Gli jesini hanno però reagito da grande squadra, ribaltando il parziale già nel primo tempo, per poi chiudere i conti nella ripresa. Gli arancioni sono stati trascinati dalle reti del bomber Giacchè e dalla regia di un sempreverde Braconi, efficace anche in fase realizzativa. Il successo è particolarmente importante perchè conferma come il Castelbellino, pur privo della brillantezza di inizio stagione, non abbia intenzione di mollare e sia pronto ad approfittare di un eventuale passo falso della capolista.

La sconfitta complica il cammino del Gagliole, ancora battuto tra le mura amiche. I maceratesi presentano quest’anno un collettivo più giovane e meno compatto che, specie nelle gare casalinghe, non riesce a proporre la tradizionale furia agonistica. L’inespugnabile fortino di Castelraimondo (inspiegabilmente ridotto nelle dimensioni) è divenuto così un problema per gli stessi maceratesi, che hanno costruito la salvezza sulle imprese corsare fuori casa. Mister Annibaldi confida comunque nella proprietà commutativa e spera che, anche se sono cambiati alcuni fattori (giocatori), non cambi il risultato finale (la salvezza).  

 

Un’irresistibile progressione

Massimiliano Sbacco, coach dell'Athletic Osimo In matematica una progressione (aritmetica, geometrica..) è una successione di numeri legati da alcune caratteristiche. L’Athletic Osimo sembra aver avviato ormai da vari turni un’irresistibile  progressione che, al culmine di 11 risultati utili consecutivi, l’ha condotto al terzo posto solitario. Mister Sbacco gongola, per i risultati e per le qualità (lucidità, sicurezza, efficacia) evidenziate in questa striscia positiva. L’Athletic entra in campo convinto e assume subito il controllo del match, senza esitazioni nè passi falsi.

Queste doti sono state esibite anche contro la Nuova Ottrano, avversario che ha invece inciso nel proprio DNA una spiccata discontinuità. Gli osimani hanno imposto la loro legge già nel corso del primo tempo e si sono poi limitati ad amministrare la gara nella ripresa. Bellagamba ha dovuto concedere qualcosa ai frombolieri ospiti ma gli osimani si sono ampiamente rifatti in avanti, dove ha imperversato Baruffi, che ha trascinato i suoi compagni con reti e assist.

Anche la Nuova Ottrano continua la sua progressione ed evidenzia pregi e difetti ormai noti. Non è facile segnare 4 reti ad Osimo ma ciò non serve a nulla se poi se ne incassano 6… Intervenire sulla fase difensiva resta l’imperativo più pressante per la società filottranese.

 

Numeri razionali

In matematica vi sono vari tipi di numeri: reali, interi, complesso, razionali. Questi ultimi esprimono un rapporto, una divisione tra numeri interi. Possono essere utilizzati per illustrare il cammino della Virtus Fabriano, che ha fatto della razionalità e dell’equilibrio tra le varie componenti il suo punto di forza.

Anche nella sfida tra le Virtus, i cartai hanno mostrato le loro tipiche virtù di compagine solida ed estremamente efficace. L’assenza di un prolifico bomber viene compensata dalla pericolosità di tutti gli elementi della rosa. I cartai possono andare in rete con varie soluzioni: incursioni rapide (Cennini) o potenti (Farneti), improvvisi inserimenti (Stroppa), tiri dalla distanza (Spilli e Antonelli). I fabrianesi, compatti e determinati, hanno ipotecato la gara già nel primo tempo. Ancora una volta Carlini si è trovato relegato nella scomoda condizione di inseguitore e ha quindi dovuto snaturare le caratteristiche di una formazione più adatta a contenere che a offendere. Nella ripresa il copione era già scritto: l’asfittico attacco della Virtus Penta non poteva infatti impensierire una della migliori retroguardie del torneo.

Gli jesini proseguono così la  serie negativa e sperano di risollevarsi nei play out, i cartai continuano il loro cammino poco spettacolare, ma molto regolare e razionale…  

 

Il numero sfortunato

Cristian Rossetti, capitano e bomber del Conero Dribbling Ai numeri vengono usualmente associate alcune figure o proprietà, positive o negative. Vi sono  numeri ritenuti poco fortunati, altri sono considerati propizi. Tra i primi va sicuramente annoverato il 14, che nella smorfia rappresenta l’ubriaco. Ubriaco è sembrato il Cus Camerino, protagonista di una debacle interna con 14 reti al passivo. Altre volte gli universitari avevano ricevuto sonore lezioni, specie in casa, ma il crollo con il Conero ha il sapore della resa definitiva.

La gara è stata sicuramente sfortunata e il passivo forse eccessivo; è però sembrata netta la differenza di forze in campo, acuita da opposti profili psicologici. Gli ospiti, galvanizzati dalla possibilità di accedere ai play off, sono partiti forte, trascinati dal solito Ciavattini; il Cus ha abbozzato una timida reazione ma, sul finire del tempo, il Conero ha allungato ancora. La ripresa si è presto tramutata in una via crucis per il Cus (non a  caso  14 è anche il numero delle stazioni della via crucis). La goleada è stata avviata dalla tripletta di Rossetti e completata dal redivivo Camilletti e dal giovane Russo.

Mister Merlini riflette amaramente su una seconda frazione da dimenticare e mai più replicare per onorare fino in fondo il torneo. Gli osimani ritornano invece rinfrancati, per la prestazione mostrata e per le reti segnate. Il 14 è per loro un buon viatico: era infatti il numero di maglia di Johann Crujif, uno dei migliori calciatori di sempre, simbolo di classe e successo.

   

Il numero ritardatario  

Le serie più lunghe del torneo sono di matrice fabrianese. Il Real detiene la migliore striscia positiva mentre alla Vigor spetta lo scomodo peso della più lunga serie nera: nel girone di ritorno i vigorini sono stati sempre sconfitti e hanno così compromesso il proprio campionato. Mister Cesaroni continua a puntare le sue fiches sulla riscossa della Vigor, ma il numero positivo è ormai in forte ritardo e, come avviene nel lotto, sta trascinando alla rovina i cartai. Senza un risultato positivo è infatti impossibile riacquistare fiducia e voglia di lottare per una salvezza ancora raggiungibile (i play out distano solo 6 punti).

Anche ad Appignano, in casa di un‘altra delusa, la Vigor ha mostrato i pregi e difetti di sempre. Una buona prima frazione è stata compromessa da un improvviso crollo nella ripresa. Il problema principale resta la difesa, incapace di fermare le invenzioni di uno straordinario Maccioni. Stavolta il funambolico esterno appignanese ha trovato una buona spalla nel talentuoso ma discontinuo Bruzzesi, autore di 3 reti. Se il biondo attaccante fosse più incisivo e regolare, l’Altapinus avrebbe avuto un’altra arma (made in Italy) per poter aspirare a qualcosa in più.

La Vigor inciampa ancora sulle solite disattenzioni difensive, che annullano l’ennesima prestazione d’autore del duo Bartolucci- Trottini. Il ritardo sta diventando preoccupante; le scommesse perse rischiano ormai di far precipitare la stessa Vigor…

 

Costante matematica  

Grottaccia e Tenax hanno vissuto un’annata complessa, sempre in altalena tra ottime prestazioni e  improvvisi black out. Quest’andamento irregolare si lega ai numerosi infortuni che hanno colpito i due team sin dall’inizio, favorendone la discontinuità.  

In tanta aleatorietà spiccano però alcune costanti, ormai quasi matematiche. In ogni gara non mancano i goal di Balloriani e  Pelagagge, sempre a segno nel girone di ritorno ed ancora presenti sull’Isola dei cannonieri. Anche stavolta i due bomber non hanno deluso le attese, confermando le loro peculiarità: lo svizzero ha continuato a imprimere con la consueta precisione il suo unico sigillo (sempre e solo 1 rete a partita), mentre il più solerte Pelagagge ha siglato addirittura 3 reti.

La gara ha proposto sapori forti e improvvisi colpi di scena: inizio forte dei padroni di casa, bravi ad andare sul 2-0, e successivo recupero degli ospiti, che prima impattano e poi si portano addirittura in vantaggio. Grottaccia però non molla e raggiunge nel finale un pari poco utile per la classifica ma che allunga la propria serie positiva.

Gli ospiti, trascinati dalle giocate di alcuni solisti di spessore, hanno evidenziato grinta e voglia di continuare ad onorare il torneo fino in fondo. I locali hanno invece proposto un gioco più fisico e la capacità di andare in rete con vari elementi, dai più esperti (Cavalletti) ai più giovani (Fufi). Continua così la rincorsa dei cingolani ma si ferma quella dello svizzero Balloriani che, ammonito e squalificato, dovrà abbandonare l’Isola. Vedremo se nel prossimo turno Pelagagge riuscirà a mantenere in vita l’altra costante…

 

La legge degli eventi rari

Nella teoria delle probabilità la distribuzione di Poisson è conosciuta anche come legge degli eventi rari. Un evento raro è sicuramente una goleada del Campocavallo. La compagine osimana ha il proprio punto di forza nella difesa e nell’organizzazione di gioco; non brilla però per capacità realizzative. Solo in qualche occasione gli uomini di mister Ristè si esaltano e mostrano un’inusuale prolificità. Era già accaduto contro il Cus (6 reti) e, recentemente, con la Vigor (8 reti); si è ripetuto anche con gli Amici del Tennis.

La gara ha visto la netta superiorità dei padroni di casa, meglio disposti in campo e molto più reattivi e determinati. Il 6-0 conseguito al termine di un ottimo  primo tempo mette la parola fine sul match. La ripresa  si gioca solo per onor di firma: i locali abbassano i ritmi e gli ospiti mostrano almeno orgoglio e volontà. Come 2 settimane fa, il Campocavallo è trascinato dalla coppia Giacchè- Manuali, che conferma una spiccata confidenza con la rete avversaria. Poco da dire sulla scena muta degli Amici del Tennis, che hanno clamorosamente toppato una gara chiave per alimentare tenui sogni di salvezza. Ora non resta che sperare nella legge degli eventi rari…

 

I numeri della settimana  

Anche questa settimana vengono selezionati i protagonisti delle esibizioni più entusiasmanti, associati per l’occasione a un numero che rispecchia e simboleggia le loro imprese.    

Dopo un’attenta selezione, i migliori elementi della ventiseiesima giornata sono pertanto:

•       Caporali (Real Fabriano): il derby con la Nuova Lif era molto temuto dal Real, consapevole della rivalità esistente e delle necessità di classifica dei cugini. Al solito, gli uomini di mister Rinaldi accelerano e si impongono nella ripresa. In un primo tempo equilibrato risultano decisive le parate di Caporali, un elemento spesso sottovalutato e offuscato dalle prodezze dei suoi giovani compagni, ma sempre attento e lucido nei momenti decisivi. Il suo numero magico è lo 0, come le reti incassate  nel derby.    

•       Braconi (Castelbellino): la rimonta del Real sembra aver demoralizzato il Castelbellino, apparso decisamente sotto tono nell’ultimo periodo. La gara di Gagliole nascondeva varie insidie, specie dopo il repentino vantaggio locale. Gli arancioni riescono comunque a evitare una rovinosa caduta grazie alla sapiente regia di mastro Braconi, che entra in campo e guida con  2 reti i suoi ragazzi a una vittoria fondamentale. Nel cielo di Castelraimondo splende il 42, come le primavere del condottiero del Castelbellino, cui la classe cristallina e la lungimiranza tattica consente di superare l’usura del tempo.

•      Battaglini (Athletic Osimo): la marcia dell’Athletic prosegue spedita anche contro la Nuova Ottrano. Nell’occasione Baruffi indossa i panni dell’uomo assist e manda in rete i suoi compagni. Il più efficace sotto porta è sicuramente Battaglini, che abbina alla solita grinta difensiva un inusuale ma non inedito senso del goal. Il numero magico è il 2, come le reti del difensore osimano, che  assicurano all’Athletic la terza piazza.    

•       Pelagagge (Tenax): il campionato della Tenax è stato anonimo sul piano dei risultati, ma sicuramente positivo per quanto riguarda la maturazione e crescita di alcuni giovani talenti. Tra questi, splende luminosa la stella di Pelagagge, giunto a gennaio, ma subito divenuto un fulcro della compagine fidardense. Anche a Grottaccia, Danilo mette in mostra dinamismo, determinazione e le consuete capacità balistiche. Le 3 reti segnate consentono alla Tenax di uscire indenne dal temibile campo cingolano e permettono di prolungare il soggiorno sull’Isola dei Cannonieri, che dura ormai da 11 settimane. 11 è quindi il numero magico che illustra la continuità di rendimento di una dei maggiori candidati a sorpresa del torneo. 

•      Bruzzesi (Altapinus): l’addio di Hoppe ha pregiudicato il cammino dell’Altapinus e ridimensionato i sogni di gloria del presidente Poloni. La squadra, priva del principale riferimento offensivo, è crollata; l’ottimo Maccioni non riesce infatti a sopportare, da solo, tutto il peso del reparto avanzato. Contro la Vigor, il fantasista appignanese beneficia dell’aiuto di Bruzzesi, che riesce finalmente a dare concretezza alle sue giocate, spesso più belle che efficaci. L’ottima prestazione si concretizza nel segno del 3, numero perfetto che rammenta le marcature segnate e le potenzialità troppo spesso inespresse del giovane talento dei mobilieri.   

 

Prossimo turno: distribuzione binomiale   

La binomiale è una distribuzione di probabilità che consente due soli risultati, alternativi tra loro. Questa è la distribuzione più appropriata per descrivere i turni restanti fino alla fine del torneo. Nelle ultime giornate le compagini ancora interessate a qualche obiettivo devono puntare al successo pieno, anche a costo di prendere qualche rischio e perdere l’incontro. Il pareggio non serve a nulla; si gioca per un solo risultato.

E’ obbligata a vincere la coppia di testa, attesa da impegni casalinghi non trascendentali. Il Real ospita un Gagliole in forma precaria e privo di Braveheart Lucarelli, il principale argine alle folate offensive dei fabrianesi. Pronostico scontato anche al PalaMartarelli, dove si presenta un Cus Camerino ormai in disarmo.

La giornata sembra favorevole anche per l’Athletic, di scena a Sambucheto. Mister Sbacco diffida però degli orgogliosi Amici del Tennis, capaci all’andata di mettere a lungo in difficoltà gli osimani.

Si fa invece incandescente la lotta play off, incentrata intorno a due incontri ad alta intensità. Il campo principale è il Cespo, dove il Conero attende la Virtus Fabriano, e spera di coronare una lunga rincorsa alle prime posizioni. Non sarà comunque facile superare la Virtus, al solito determinata e combattiva. Si preannuncia una gare di ottimo livello, tattico, tecnico e agonistico. Sfida nella sfida quella tra i due fantasisti: mister Tesei punta forte su Pato, e spera che l’orgoglioso argentino si esalti nel confronto con l’alieno Falcioni.

Anche l’altra fabrianese è attesa da una trasferta insidiosa. La Nuova Lif visita il palazzetto dell’imprevedibile Nuova Ottrano. Mister Casiraghi spera che Micucci riesca a imbrigliare gli avanti filottranesi, trascinati da Sentenza Focante, e confida nelle incursioni di Zamponi e Pallotta, potenzialmente letali per la non irreprensibile retroguardia locale.

Punta al bottino pieno anche Campocavallo, desideroso di archiviare ogni inquietudine di salvezza. La Tenax non è però avversario arrendevole. Si prospetta molto interessante il duello tra l’attenta difesa osimana e il frizzante Pelagagge, deciso a prolungare la sua presenza sull’Isola dei cannonieri. Vuole i 3 punti anche la Virtus Penta, pronta a sfruttare le amnesie di un Altapinus ormai appagato, per allontanarsi dalla zona più scottante e prepararsi ai play out.

Play out che rappresentano il sogno della Vigor. La sfida contro il Grottaccia rappresenta l’ultima chiamata per salvare la stagione e continuare a credere in una difficile salvezza. Non ci sono alternative alla vittoria: sconfitta o pareggio scriverebbero la parola fine sulla parabola dei vigorini.

 

Cosa accadrà? Lo scopriremo la prossima settimana.

Saluti Alchemici

L’Alchimista

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