L'occhio sulla C2 - Girone B - 19°-20°-21°-22° giornata
ACQUE TEMPESTOSE
“Mare mare, non ti posso guardare così perché questo vento agita anche me”. Loredana Bertè ha ben illustrato le insidie e l’inquietudine trasmessa dal Mare d’inverno. Pensieri strani e un senso di ansia avvolgono anche il mondo del futsal, recentemente costretto a una full immersion ingiustificata e logorante (sul tema approvo in pieno le riflessioni qui poste, con al solita maestria, dal Trasformista).
Finalmente, dopo un mese costellato da incontri intensi e frequenti, il campionato ritorna alla normalità. Finisce un tour de force nocivo per atleti, società e commentatori, spesso in balia di flutti e marosi incontrollabili. Le acque sono state tempestose soprattutto per l’Alchimista, in costante difficoltà nel pubblicare editoriali subito superati dall’attualità di un torneo dai ritmi incalzanti. Il vostro scriba si scusa con i lettori dei ritardi nella pubblicazione; sembra però aver riacquistato il controllo della sua imbarcazione e può così riprendere la normale cadenza settimanale. Prima di proseguire deve però riassumere le ultime vicende del torneo, caratterizzato da un improvviso e repentino increspamento delle onde.
Ci eravamo lasciati con una situazione ben definita: le varie imbarcazioni veleggiavano tranquille sospinte da una brezza gentile su un mare calmo e placido, in testa come in coda. In poche settimane tutto è cambiato. Turni ripetuti, scontri diretti, inusitate resurrezioni e improvvisi scadimenti di forma hanno complicato la navigazione e rivoluzionato gerarchie consolidate. Del resto, non è facile muoversi in acque tempestose: basta un infortunio o un po’ di sfortuna e si inizia a imbarcare acqua; alcuni riescono invece a beneficiare della tempesta e a volare in cima a onde elevate, sospinti da venti forza 9.
In testa si è aperta la bagarre: il sicuro viaggio del Castelbellino si è interrotto e ora gli arancioni si muovono su mari infidi, tallonati da un Real Fabriano che procede a vele spiegate. La burrasca coinvolge anche la zona play off, dove si registrano improvvise resurrezioni, marce autorevoli e andamenti ondivaghi. Mare mosso anche in coda: dopo una prolungata calma alcune contendenti hanno iniziato a muoversi, imprimendo così alla lotta per la sopravvivenza un ritmo e prospettive nuove.
L’Alchimista sale ora sul suo vascello e si spinge in un breve viaggio nelle acque vorticose del girone B.
Pearl Harbour
Soltanto 1 mese fa il Castelbellino sembrava avviato verso una facile vittoria di un torneo ampiamente dominato. Poche gare hanno invece incrinato l’aurea di invincibilità del team e seminato il dubbio in un gruppo che sembrava nutrirsi di certezze. Due punti in tre partite sono un magro bottino per una corazzata a lungo invincibile ed ora sorpresa e spaventata come gli Stati Uniti dopo l’attacco di Pearl Harbour. Stavolta il pericolo non è “giallo” ma assume le sfumature granata del Real Fabriano. I cartai, al termine di una grande prestazione, sono riusciti a violare l’invitto terreno del PalaMartarelli. Come nel caso della celebre base americana, il blitz nemico ha scioccato gli arancioni e messo a nudo insospettabili fragilità.
Gli jesini sono stati poi impegnati in altri duri confronti, in casa della Nuova Ottrano e della Conero, conclusi con sofferti pareggi. Ora la capolista mantiene un esiguo margine di vantaggio su un Real straripante. Sale l’ansia ma non traballano alcune certezze: Castelbellino è ancora primo e padrone del proprio destino. Può inoltre contare su un timoniere esperto e capace come Braconi. Il mister deve recuperare alcuni infortunati e dissipare i timori, consapevole che d’ora in avanti non può più sbagliare. Il presidente Pace spera che anche stavolta finisca come in passato: gli Stati Uniti hanno infatti sofferto l’assalto di Pearl Harbour, ma si sono ripresi e hanno infine vinto la guerra.
La nave scuola
La nave più bella e apprezzata della marina Italiana è l’Amerigo Vespucci. Su questa celebre nave scuola i ragazzi vengono avviati alle meraviglie dell’arte marinara, sotto la guida di validi istruttori. L’ammaliante nave scuola del torneo è il Real Fabriano. Il vascello fabrianese mostra come sia possibile anche nella geriatrica Italia coniugare gioventù, passione, bel gioco e risultati. La navigazione è stata inizialmente turbolenta poichè i ragazzi imbarcati dovevano acquisire i rudimenti del mestiere; con il tempo la freschezza e l’entusiasmo del talentuoso equipaggio sembra però conferire ai cartai una marcia in più, soprattutto quando il mare si fa mosso. La svolta è maturata con la vittoria nelle coppa Marche, che ha fornito la necessaria consapevolezza a un gruppo frenato solo dai propri timori. Mister Rinaldi può ormai ruotare i suoi effettivi senza accusare cali nel rendimento e assorbire senza danni le assenze di big come Angeloni e Lazzari.
Tra i numerosi protagonisti non si può non citare il talentuoso Baldoni, in passato tradito dal temperamento focoso e ora divenuto un capitano meticoloso e affidabile. L’impatto maggiore lo ha però avuto il nuovo innesto Carnevali, sempre a segno sin dal debutto, che ha aumentato sensibilmente il dinamismo e l’incisività del team. Il viaggio della nave scuola prosegue felice; le prospettive sono buone anche perché sembra ormai mutata l’inerzia del torneo. Attenzione però ai pericoli nascosti nelle acque vicino alla foce del Giano. Gli infuocati derby fabrianesi rappresenteranno infatti due fondamentali crocevia che decideranno la stagione del Real.
Finchè la barca va…
Finchè la barca va, lasciala andare, finchè la barca va, tu non remare, cantava un vecchio motivo italiano. La navigazione della Nuova Lif è a lungo proseguita a gonfie vele: la compagine fabrianese aveva saputo individuare la giusta rotta, baciata da venti e correnti propizie. Nel girone di ritorno la Lif ha però mostrato qualche inatteso passaggio a vuoto; i cartai si sono così presentati di fronte ai primi marosi in condizioni di forma non ottimali. La sconfitta interna contro Gagliole ha fatto suonare le sirene d’allarme; la nave stava imbarcando acqua e non poteva più ricorrere ai servigi del suo marinaio più talentuoso, Amadeus Amadei, messo KO dai problemi fisici di una carriera intensa e dispendiosa, svolta su più mari.
Mister Casiraghi ha quindi chiamato a raccolta la sua ciurma che ha risposto con il carattere tipico della Lif. Le vittorie contro Campocavallo e Vigor e il pareggio nella tana dell’Athletic hanno confermato che i cartai non hanno alcuna intenzione di mollare. La manovra è meno brillante, è svanito l’effetto sorpresa e si è ridotto l’entusiasmo iniziale, ma non viene certo meno la determinazione e la vis agonistica di un equipaggio esperto e temprato a tutte le intemperie. Nel girone di andata bastava assecondare i venti propizi ma, ora che la brezza è scemata e il mare si è increspato, la Lif si è messa a remare con braccia esperte (Romani), abili (Zamponi), rapide (Pallotta) ed erculee (Micucci). Tutti insieme, con la stessa determinazione e con la medesima cadenza per giungere al sospirato approdo dei play off…
Velocità di crociera
Chi non sembra aver avvertito più di tanto l’impatto delle intemperie e delle acque tempestose è l’Athletic Osimo. Ciò non sorprende gli osservatori più attenti in quanto la squadra osimana è un transatlantico lussuoso e ben attrezzato per navigare anche in mari più insidiosi della C2. L’equipaggio è infatti composto da elementi di livello, abituati a platee prestigiose. Dopo alcuni passaggi a vuoto mister Sbacco sembra aver individuato la giusta velocità di crociera, che consente alla sua nave di viaggiare senza scossoni o improvvisi rallentamenti. L’Athletic, in graduale crescita, riesce ad abbinare spettacolarità (come nella goleade sul Cus e sull’Altapinus) e determinazione, come nei match contro Lif e Grottaccia. I personaggi emblematici di questa traversata sono Matteucci e Baruffi, rispettivamente cardine della retroguardia ed estroso terminale offensivo. Il transatlantico osimano continua quindi la sua navigazione sicura verso i play off, cui si avvicina con una cadenza e un’autorevolezza capace di stroncare sul nascere ogni possibile inserimento rivale.
Il galeone pirata
I pirati sono celebri per le loro imprese mirabolanti ed estemporanee, per improvvisi ma isolati exploit favoriti da una tecnica di battaglia letale e improvvisa, incentrata sull’effetto sorpresa. Il galeone della Virtus Fabriano ha imbarcato una ciurma di autentici bucanieri, impavidi ed esperti. L’agonismo, la determinazione e il rispetto delle consegne tattiche rappresentano le qualità peculiari dell’equipaggio di mister Latini. Dopo una lunga navigazione favorevole, il galeone della Virtus ha però accusato alcuni inspiegabili passaggi a vuoto, forse provocati dalla troppa sicurezza o dall’assenza di alcuni elementi squalificati. Due inattese sconfitte consecutive (a Campocavallo e in casa con la Tenax) rischiavano di compromettere il viaggio verso l’isola del Tesoro.
L’orgoglio dei pirati ha però preso il sopravvento sui timori; i fabrianesi hanno serrato i ranghi e ottenuto due sofferte ma preziose vittorie, nel derby con la Virtus e in casa con la Nuova Ottrano. Nell’occasione sono risultati decisivi la solidità difensiva e l’estro dei singoli: il talento cristallino di Falcioni, le bordate di Diego Pancotti, le accelerazioni di Antonelli e i gladiatori corpo a corpo di Farneti. Come veri pirati, i cartai hanno dato vita a gare combattute sino alla fine e risolte dalla maggiore scaltrezza e carica agonistica: i fabrianesi sono infatti maestri nel colpire e poi arroccarsi a difesa della loro impenetrabile isola. Il corsaro Falcioni guida il viaggio dei suoi compagni verso l’isola dei play off, dove si potrebbe nascondere un tesoro inestimabile, ma ancora innominabile…
Caccia a Ottobre Rosso
Il celebre e adrenalico film del 1990 narra le vicende di un potente sottomarino sovietico, l’Ottobre Rosso, che si avvicina silenziosamente e rapidamente alle coste americane. Gran parte del suo tragitto si è svolto in un perfetto anonimato ed è stato scoperto solo in prossimità del territorio americano; ciò ha creato timori e isteria in tutti gli USA.
Rosso è anche il colore delle maglie della Conero, dotata come il sommergibile del film di grande potenza di fuoco e artefice di una marcia silenziosa e sottotraccia. Mister Sean Connery Tesei ha infatti dovuto superare vari problemi. La Conero si è subito inabissata in classifica ma ha saputo comunque proseguire al coperto la navigazione, che ha poi acquistato velocità e ritmo nel girone di ritorno. Dopo aver risolto alcune incomprensioni ed equivoci tattici, gli osimani sono ormai giunti a stretto contatto con la zona play off. Le ultime 3 gare, con Nuova Ottrano, Amici del Tennis e Castelbellino, hanno evidenziato le qualità tecniche ma soprattutto la compattezza del complesso osimano. Mister Tesei sembra aver ritrovato gli spunti di un Pato finalmente all’altezza della sua fama, continua a beneficiare della buona vena di Ciavattini e si gode il ritorno dell’artigliere Rossetti, i cui siluri possono affondare qualunque corazzata. Il sommergibile osimano ha quindi deciso di iniziare la riemersione e di alzare il periscopio per meglio inquadrare l’obiettivo dei play off. Le altre rivali iniziano a nutrire apprensione per quella sagoma rossa che si muove sott’acqua, e avanza in maniera rapida e apparentemente inesorabile…
La tempesta perfetta
L'espressione tempesta perfetta si riferisce al verificarsi simultaneo di una serie di eventi che, presi singolarmente, sarebbero stati molto meno potenti che nella loro fortuita combinazione. Il termine riassume praticamente quanto accaduto all’Altapinus, investito da numerosi inconvenienti e dall’avversità degli elementi in mare aperto, dove le burrasche sono più pericolose e non ci sono grandi margini di manovra (mercato, nuovi innesti…).
Le prime avvisaglie di una perturbazione imminente si erano già manifestate a Filottrano, in una gara pirotecnica, vinta 14-10 dai mobilieri soprattutto grazie alla straordinaria prestazione di Hoppe, autore di 7 reti. Il match ha rappresentato il canto del cigno del bomber brasiliano: un successivo infortunio e alcune divergenze con la società l’hanno infatti spinto a volare verso i lidi natii. I maceratesi, costretti ad affrontare il mare mosso del torneo senza la loro guida, sono quindi incappati in una rovinosa caduta interna al cospetto dell’Athletic, ma già con il Real hanno fornito segnali di reazione, confermati contro il Campocavallo. La vittoria in questa gara ha così dimostrato che l’Altapinus è ancora vivo e intende lottare al vertice sino alla fine. Lo scafo è pesantemente danneggiato dalla tempesta perfetta ma non è affondato. La navigazione resta difficile ma grazie al grande impegno di tutti i giocatori, trascinati dal solito straordinario Maccioni e dal fondamentale rientro di Giulianelli, si può continuare a coltivare il sogno dei play off.
Carnevale in gondola
Arriva il Carnevale e Venezia si riempie di luci, colori e maschere, che affollano le calli e le piazze della città. Il Carnevale è giunto in anticipo a Castelfidardo, dove la Tenax ha iniziato a mostrare una marcia irrazionale e ondivaga, in bilico tra la realtà e lo scherzo. Sembra che i verdi abbiano deciso di salire su una gondola che viaggia con un andamento irregolare e sussultorio, fatto di sprazzi e improvvise frenate.
In alcune occasioni il team mostra il suo potenziale, come nella bella ma sfortunata gara con il Castelbellino e soprattutto nel successo sull’inviolato campo della Virtus Fabriano. Tale impresa è stata però seguita dal deludente pareggio casalingo con la Virtus Penta, che ha rovinato quanto di buono costruito nel turno precedente. Il pari di Gagliole ha confermato la discontinuità del gruppo biancoverde, ricco di elementi giovani e talentuosi come Schiavoni, Negro e Pelagagge (divenuto in poco tempo un cardine della manovra e il principale finalizzatore) ma ancora immaturo per veleggiare verso lidi più ambiziosi. Mister Barnabeo si deve quindi limitare a un piacevole ma frustrante giro in gondola: ci si diverte ma non si può affrontare il mare aperto e cercare di raggiungere porti più lontani.
Il vascello fantasma
Sul torneo incombe l’inquietante ombra di un vascello fantasma che appare e scompare improvvisamente, creando allucinazioni e panico su molti mari. A volte le imbarcazioni avversarie non incontrano alcun pericolo, in altre occasioni si materializza il giallo vascello della Nuova Oattrano, capace di mettere in difficoltà corazzate solide e attrezzate.
L’Altapinus ha superato in scioltezza l’ostacolo grazie alla perizia di un nocchiero smaliziato come Hoppe; Conero e Castelbellino sono invece state bloccate e a lungo impaurite dagli assalti di una nave imprevedibile, che fa dell’incostanza e dell’irrazionalità la sua bandiera. Mister Rossetti deve ancora lavorare molto per dare concretezza a una manovra più bella che efficace e a una coperta che si mantiene corta. Nelle ultime gare è migliorato il rendimento difensivo ma è diminuita la prolificità dell’attacco; resta comunque intatta la scarsa capacità di aggiudicarsi scontri infuocati contro avversari di livello. La stagione sembra ormai destinata a una navigazione a vista, priva di obiettivi di rilievo. La Nuova Ottrano può solo limitarsi a spaventare e affondare alcuni ignari passanti e a collezionare scalpi più o meno prestigiosi.
Il viaggio del Calypso
Calypso è il nome della nave che il grande oceanografo Jacques Costeau utilizzò come laboratorio mobile per le sue esplorazioni e ricerche. E’ anche il riferimento scelto dal Gagliole, che ha deciso quest’anno di abbandonare il suo tradizionale habitat e di intraprendere un’avventura ardita in lidi sconosciuti. Il viaggio ha permesso di vivere esperienze esaltanti ma sono presto arrivati momenti duri e difficili, che hanno messo a dura prova il morale dell’equipaggio. Mister Annibaldi non si è però perso d’animo ed ha apportato alcune correzioni tattiche che consentono ai maceratesi di veleggiare più sicuri e rapidi.
Due consecutive vittorie (sul campo della Nuova Lif e a domicilio sul Grottaccia), hanno sospinto il Gagliole in acque tranquille. La squadra ha così assunto un atteggiamento più spregiudicato, che negli ultimi incontri ha assicurato spettacolo più che punti (1 in 2 gare, peraltro molto difficili). Lo scoppiettante attacco beneficia della ritrovata vena dell’esperto Salvatori, ben coadiuvato dagli elementi più giovani. L’elegante Dalla Mora, il potente Zitti e il dinamico Meschini forniscono infatti un importante contributo a un complesso che si regge sulla tradizionale vis agonistica di Braveheart Lucarelli. Il viaggio sembra ormai aver virato verso lidi sereni; ciò permette di esplorare, come nel caso del Calypso, universi ancora poco conosciuti ma dalle intriganti potenzialità.
Il prudente dragamine
La stagione si è presentata difficile sin dall’avvio per il Campocavallo, bersagliato da defezioni e infortuni vari. Gli osimani hanno a lungo navigato in piena emergenza su un braccio di mare insidioso, pieno di tratti minati.
Il comandante Ristè ha adottato un approccio prudente e accorto, finalizzato a sfruttare al meglio le risorse a disposizione. Il Campocavallo è quindi divenuto un dragamine che naviga con prudenza. Ritmi bassi e attenzione alla difesa, tradizionale punto di forza, sono gli imperativi di un team che difetta invece in fase offensiva. Gli osimani sono una formazione solida, che non rapisce l’occhio ma è molto difficile affrontare e affondare. I risultati degli ultimi turni hanno portato il dragamine lontano dalle acque più perigliose. La striscia positiva è stata aperta dall’inatteso successo sulla Virtus, è proseguita con l’onorevole sconfitta in casa della Lif ed ha toccato il culmine con l’ormai tradizionale, rotondo successo sul Gagliole, la vittima preferita da mister Ristè. Tali risultati sono stati favoriti da una ritrovata incisività del reparto offensivo, rinvigorito dall’esplosione di Saracchini (5 reti in 3 partite), uomo copertina di una squadra senza grandi cannonieri, ma capace i mandare in rete tutti i suoi effettivi. Le insidie non sono certo terminate ma il dragamine ha già mostrato di saper disinnescare gli ordini più pericolosi. Attenzione però ai cali di tensione, poiché il mare può ancora nascondere sorprese letali…
Il rompighiaccio
La Vis Penta, salita in serie C2 con grande entusiasmo, ha pagato pesantemente il cambio di categoria. La nave ha seguito una rotta sbagliata che l’ha condotta troppo a nord, in balia di venti freddi e correnti impetuose, da cui è difficile uscire. Il team si è quindi trovato imprigionato nei ghiacci polari della bassa classifica, che stavano fiaccando la resistenza dello scafo e il morale della ciurma. Il presidente Barbarossa si è quindi rivolto a un capitano esperto come Fabrizio Carlini, che è subito giunto in soccorso della nave imprigionata nel pack.
Carlini ha agito come un rompighiaccio e ha spezzato l’immobilità cui sembrava condannata la compagine jesina. Tre punti in tre gare (pari nello scontro diretto a Grottaccia, agevole vittoria sugli Amici del Tennis e un inatteso quanto prezioso pareggio sul terreno della Tenax) hanno fornito nuova linfa alla classifica della Virtus e l’hanno condotta su correnti calde e favorevoli. Carlini sembra aver compattato il gruppo, che ora mostra maggiore capacità di andare in rete, al termine di manovre corali. La sconfitta contro il Real è un incidente di percorso che non inficia la bontà del lavoro svolto: i fabrianesi sono troppo forti per una compagine in crescita ma ancora convalescente. Gli jesini procedono quindi con un passo accorto e prudente, utile per uscire dai ghiacci più profondi. La situazione è però ancora precaria e bisogna mantenere la massima concentrazione: l’impatto con iceberg raminghi potrebbe avere effetti devastanti….
Mal di mare
Chi ha invece incontrato le maggiori difficoltà a navigare in acque tempestose è certamente la Vigor. Non appena il vento si è alzato e le onde sono divenute minacciose i giovani cartai hanno iniziato ad accusare un forte mal di mare. I fabrianesi, sempre sconfitti nel girone di ritorno, hanno anche pagato un calendario durissimo, in cui spiccano ben due derby consecutivi.
Tutte la gare sono state comunque perse di misura, al termine di scontri combattuti sino alla fine. I cartai hanno affrontato ogni impegno a viso aperto ma hanno peccato di lucidità e inesperienza nel finale. Una sintesi di tutto ciò è rintracciabile nella bruciante sconfitta di Camerino, giunta al termine di una gara a lungo comandata nel punteggio. Nonostante le incoraggianti prestazioni, il mare intorno al team è mosso e agitato: i ragazzi non possono sbagliare i prossimi incontri contro avversari più abbordabili.
I cartai confidano nelle qualità del loro attacco, trascinato dal duo Bartolini-Trottini e dal ritorno di Repupilli, ma devono registrare una difesa che imbarca ancora troppa acqua. Preoccupa soprattutto l’ormai strutturale flessione della seconda frazione, che pregiudica quanto di buono costruito in precedenza. Per veleggiare verso lidi migliori bisogna assolutamente vincere il mal di mare, acquisendo personalità e sicurezza nella navigazione...
Gli ammutinati del Bounty
La nave del Grottaccia si era affacciata con entusiasmo sul mare della C2 ma, dopo varie vicissitudini e alcune sfortunate sconfitte, l’euforia aveva lasciato il passo all’ansia e al nervosismo. Il vascello cingolano sembrava incagliato sui bassifondi del torneo; l’insostenibile stallo ha spinto verso una decisione forte: come nel celebre caso del Bounty, si è allontanato il comandante Bisio, sostituito da un esperto membro dell’equipaggio (Marchegiani). E’ risultato fatale al mister maceratese lo scarso bottino (1 punto) ottenuto in due scontri contro dirette concorrenti. La svolta ha prodotta la classica “scossa”: il successo casalingo contro il Cus ha migliorato la classifica e donato fiducia ai cingolani; l’autostima è stata confermata anche dalla sconfitta di misura sul campo dell’Athletic. Il gruppo è compatto e dispone di robuste dosi di grinta e spirito agonistico; può inoltre contare sulle qualità fisiche e tecniche di Diop e sul senso del goal di Balloriani, concreto uomo di mare ancora presente nell’isola dei cannonieri.
Il Bounty-Grottaccia prosegue nel suo difficile viaggio alla ricerca di un approdo dove riorganizzarsi e provare a navigare verso la salvezza…
Alla deriva
Il mare mosso rappresenta un banco di prova per scafi solidi e collaudati ma può seriamente danneggiare vascelli in difficoltà, incapaci di affrontare venti forti e onde impetuose. Il mese appena trascorso ha così inguaiato ulteriormente un Cus Camerino già in precarie condizioni. Dopo la resa senza attenuanti di Osimo, al cospetto di un avversario più forte, il vascello di mister Merlini era atteso a 3 consecutivi scontri salvezza. Il ciclo era iniziato nel migliore dei modi, grazie alla vittoria casalinga contro la Virtus. Le gare successive hanno invece affondato la nave camerte, sconfitta prima a Grottaccia e poi a domicilio dagli Amici del Tennis.
Nel primo caso il Cus ha lottato per un tempo, finendo poi sopraffatto nella ripresa, nell’ultimo match è invece accaduto il copione opposto: i padroni di casa sono stati schiantati nel corso di un orribile primo tempo, in cui hanno compromesso l’incontro e forse le loro speranze di salvezza. Queste due gare hanno evidenziato vecchi problemi, in primis l’assoluta inaffidabilità della difesa; ciò che più preoccupa è però la sensazione di rassegnazione trasmessa dal team, che sembra ormai alla deriva…
Scialuppa di salvataggio
L’orribile striscia di risultati del girone di ritorno aveva pregiudicato il viaggio degli Amici del Tennis, il cui scafo sembrava essere ormai colato a picco. Si era già alzato il de profundis per la simpatica matricola maceratese quando qualcosa è cambiato. Già nella sconfitta di misura con il lanciatissimo Real, si notavano alcuni cambiamenti rispetto alle precedenti, deludenti esibizioni. Altre sconfitte onorevoli a Santa Maria Nuova e soprattutto con la Conero avevano portato applausi e consensi, ma pochi punti. Questi ultimi sono giunti nella gara di Camerino, vinta grazie a un primo tempo da applausi e a una strenua resistenza nella ripresa.
Il successo ha aperto nuove speranze. Gli Amici del Tennis non sono affondati come si temeva, ma si sono imbarcati su una scialuppa di salvataggio; l’imbarcazione è fragile e precaria ma offre ancora residue speranze. La via è stata indicata da Ciabocco, ritornato in forma dopo un periodo abulico. La salvezza risiede però nella compattezza di un gruppo che deve mantenersi impermeabile e granitico per fronteggiare una situazione di grande emergenza, da cui è però ancora possibile uscire.
I navigatori della settimana
Questa settimana segnaliamo solo i migliori navigatori dell’ultimo turno; i soggetti che hanno guidato il vascello nelle acque tempestose della ventiduesima giornata con perizia, senso di orientamento e indubbie capacità.
Dopo un’attenta selezione, i navigatori della settimana sono quindi:
• Calussi (Virtus Fabriano): la gara con la Nuova Ottrano è cruciale per le prospettive play off della Virtus Fabriano. L’espulsione dopo pochi minuti di Pierantonietti sembra imprimere un duro colpo alle speranze dei cartai, che però ricevano dal suo sostituto un grande supporto. Calussi non fa rimpiangere il quotato titolare e respinge gli attacchi degli insidiosi frombolieri ospiti. Spirito di sacrificio, reattività e dedizione alla causa lo accomunano a Nelson, lo storico ammiraglio che difese l’Inghilterra dagli assalti della flotta Napoleonica
• Baldoni (Real Fabriano): Il Real Fabriano è la grande sorpresa della stagione. La rincorsa dei cartai continua anche in assenza degli elementi più rappresentativi, grazie all’opera di nuovi trascinatori come Baldoni. Il tuttofare fabrianese, in passato fulgido esempio del binomio genio e sregolatezza, si è trasformato in un uomo squadra continuo e meticoloso. La sua parabola ricorda quella di Francis Drake, irrequieto corsaro passato poi al servizio della Corona Inglese, la cui flotta guidò all’assalto dell’Invincibile Armata Spagnola. Come Drake, l’ex pirata Baldoni guida la giovane flotta fabrianese all’assalto dell’Invincibile Armata del Castelbellino.
• Maccioni (Altapinus): la partenza di Hoppe sembrava aver compromesso i sogni di gloria dell’Altapinus. I mobilieri hanno però continuato la loro navigazione sospinti dall’enfant du pays Maccioni, ora unico ammiraglio dell’imbarcazione del presidente Poloni. Contro Campocavallo l’esterno appignanese fa rivivere le gesta del console Gaio Duilio che, in assenza dell’altro comandante, riuscì a condurre i Romani alla vittoria di Milazzo, decisiva per le sorti della prima guerra Punica.
• Ciabocco (Amici del Tennis): proprio quando sembrava persa ogni speranza, gli Amici del Tennis hanno un sussulto e riaffermano la loro vitalità. Il mattatore della serata di Camerino è Ciabocco, che con 4 reti e giocate di ottima fattura indica ai suoi compagni la strada per la salvezza. Forza d’animo, voglia di non arrendersi e qualità ricordano Sir Shackleton, comandante della nave Endurance, bloccata e stritolata dai ghiacci mentre era impegnata nell’attraversamento del continente antartico. Pur in condizioni disperate Shackleton non si arrese e riuscì avventurosamente a portare in salvo i membri dell'equipaggio.
• Salvatori (Gagliole): il pirotecnico scontro con la Tenax conferma le qualità dei giovani del Gagliole, sempre più autorevoli e intraprendenti. Il protagonista della gara è però il vecchio lupo di mare Salvatori che, con 3 reti e numerose invenzioni, mette a ferro e fuoco la difesa ospite. La passione per il futsal è più forte degli acciacchi e del tempo che passa: la parabola di Salvatori ricorda quella del pirata Laffitte, attivo e vittorioso anche in tarda età nelle sue scorrerie marine.
Prossimo turno
Ristrettezza dei tempi e frequenza degli impegni impongono di evitare ogni commento sul prossimo turno, disputato nell’imminente uscita di questo editoriale. Dalla prossima settimana (impegni alchemici permettendo) gli editoriali ritroveranno cadenza e struttura abituali….
Alla prossima
L’Alchimista
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