L'occhio sulla C2 - Girone B - 17°-18° giornata
S.P.Q.F.
Senatus populusque Romanus. Il Senato e il popolo di Roma è il celebre acronimo che simboleggia il potere dell’antica Roma. L’Alchimista, impegnato a commentare un duplice turno di un torneo dai ritmi incalzanti, ricorre anche stavolta al latino, un linguaggio coinciso e puntuale. A differenza della scorsa puntata, l’analisi non si basa però su alcuni detti celebri ma traccia un parallelo con le vicende dell’antica Roma. Il torneo mostra infatti forti analogie con il periodo repubblicano. Si nota una netta divisione tra una classe dirigente di 9 persone e un popolo di 7 elementi. Al vertice è insediato un triumvirato, che lotta per la conquista del potere assoluto; appena sotto si colloca un nutrito gruppo di senatori (dalla Virtus Fabriano alla Tenax), che controllano i vertici e mirano ad aumentare la loro influenza. In fondo rimane la classe popolare, attardata in classifica ma non meno importante nell’economia del campionato. Questo gruppo combatte aspramente per la sopravvivenza, ma la sua azione ha rilevanti effetti sugli equilibri globali del torneo, sull’assetto del Senato e sulla stessa lotta di vertice.
Passiamo così ad analizzare le ultime vicende del Senato e Popolo del Futsal (SPQF).
Il divo
L’epiteto divo si riferisce a Giulio Cesare, primo romano ad essere divinizzato dopo la sua morte.
Il Castelbellino procede nel suo meraviglioso viaggio, che sembra rammentare la trionfale campagna di Gallia del celebre condottiero. Gli arancioni continuano ad incantare: le 23 reti segnate negli ultimi 2 turni sono il segnale di una marcia a ritmi forsennati e di un dominio che inizia a sconfinare nella tirannia. Le due gare non hanno praticamente mai avuto storia, e sono state chiuse sin dall’inizio, in virtù di una manovra armonica ed efficace. Il marchio di fabbrica resta il possesso palla modello Barcellona, che anestetizza l’avversario e lo espone agli improvvisi fendenti degli avanti jesini. Tra i marcatori si segnala Giacchè, principale terminale offensivo (7 reti in 2 gare) di una vera e propria cooperativa del goal, capace di portare a rete tutti i suoi componenti.
L’unico timore viene dalla storia; tra poco arriverà il mese di Marzo, tristemente famoso per l’uccisione di Cesare e il sovvertimento di un potere che sembrava inattaccabile. Ma non si vede un Bruto all’orizzonte; il Castelbellino finora ammirato sembra poter quindi superare anche le temute Idi di Marzo…
I gioielli di Fabriano
Cornelia, la madre di Tiberio e Caio Gracco, era una donna saggia e orgogliosa. A una signora romana che le mostrava le sue ricchezze rispose indicando i figli, esclamando Eccoli, questi sono i miei gioielli! E la storia le diede ragione, perché i due figli maschi, tribuni della plebe, furono personaggi di enorme rilievo, che proposero riforme liberali avanzate e provarono a mutare un quadro politico e sociale cristallizzato.
Oggi mister Rinaldi guarda con orgoglio i suoi ragazzi, esclamando sono i miei gioielli! Come i Gracchi, il Real si fa portatore di un modello sportivo diverso. Il team, giovane e ambizioso, sta sovvertendo i pronostici estivi e gerarchie consolidate. La vittoria in Coppa Marche sembra aver fornito ulteriore consapevolezza ai cartai, capaci di continuare la loro striscia vincente anche senza elementi di spicco come Angeloni e Lazzari.
Il Real è uscito vittorioso dal derby con la Vigor e dal confronto con la Nuova Ottrano mostrando un gioco piacevole e propositivo. I cartai propongono una manovra armonica, orchestrata da Baldoni e Bruzzichessi, e colpiscono con gli improvvisi strappi dei solisti Angelelli e Carnevali (una piacevole scoperta, subito ben inserita nel motore Real).
Dopo aver conquistato il secondo posto, mister Rinaldi inizia ad ammirare la vetta….sperando che i suoi gioielli si tramutino presto in un immenso tesoro…
De bello civili
La stella di Pompeo, famoso politico e valido condottiero, declinò a seguito della sconfitta nella guerra civile (De bello civili) contro Cesare.
La Nuova Lif sembra ripercorrere il cammino di Pompeo: ottimi risultati nelle spedizioni esterne, numerosi problemi nelle battaglie cittadine. I deludenti risultati dei derby hanno infatti rallentato la marcia e attardato il team di mister Casiraghi. La recente sconfitta contro la Virtus ha sancito la perdita della piazza d’onore a spese di un’altra fabrianese, il Real. In una gara intensa e vibrante come da tradizione, la Lif ha a lungo inseguito ed è stata beffata solo nel finale, proprio quando sembrava aver recuperato lo svantaggio.
Il passo falso, pur contro un avversario ostico, rappresenta un campanello d’allarme da non sottovalutare. I fabrianesi, a lungo invitti nel girone di andata, hanno già perso 2 volte in 3 gare, mostrando precaria forma atletica, minore lucidità mentale e difficoltà di finalizzazione. La sosta ha sicuramente peggiorato la condizione generale del team, che deve ritrovare il perduto smalto onde evitare di rovinare quanto faticosamente edificato. Il rinvio del match di Appignano giunge quanto mai opportuno e permette di recuperare energie e fiducia. La posizione di classifica resta più che buona ma, proprio come per Pompeo, i pericoli si annidano in città: il Real ha già soffiato il secondo posto e la Virtus si avvicina minacciosa…
L’arte di temporeggiare
Quando Annibale era alle porte della capitale e tutto sembrava perduto, Roma si affidò a Quinto Fabio Massimo. Il generale introdusse una nuova strategia, limitandosi a seguire Annibale e logorandolo mediante azioni di guerriglia. Questo suo atteggiamento ebbe successo e gli valse il nome di Cunctator, "Temporeggiatore".
La Virtus Fabriano sta riproponendo questa tattica, fatta di grande attenzione alla fase difensiva e all’equilibrio tra i reparti. Mister Latini non ama lottare in campo aperto ma preferisce mantenere ordine tattico, contenendo le folate avversarie per poi ripartire con le letali iniziative dei suoi solisti. Il derby con la Nuova Lif è una summa di tale tecnica. La Virtus ha proposto grande agonismo, attenzione e determinazione; quando poi la fatica inizia a offuscare la mente, sale in cattedra il solito Falcioni, che incanta gli avversari e confeziona la rete decisiva. Il successo è stato poi bissato contro Grottaccia, contro cui sono andati a segno quasi tutte i migliori stoccatori della compagine fabrianese.
I cartai, in vertiginosa ascesa, pongono la loro autorevole candidatura a un posto nei playoff. La squadra è estremamente compatta e si avvale di una difesa impenetrabile, forse la migliore del torneo. In avanti sono invece sufficienti le iniziative dei vari frombolieri e i numeri della stella Falcioni, praticamente immarcabile nella giornate di vena. Come duemila anni fa, il temporeggiare spinge in alto (i) Latini…
A confronto con il passato
E’ sempre difficile confrontarsi con il proprio passato, specie se glorioso. Ciò è ben esemplificato dalla storia di Coriolano. Costui era un vittorioso generale romano che, in seguito ad alcuni dissidi interni, fu esiliato lontano dalla città. Ripiegò presso i Volsci e, alimentato dalla volontà di riscatto, decise di guidare il suo nuovo popolo contro Roma. Coriolano spinse le sue truppe sino alle mura della città ma poi non portò fino in fondo la sua vendetta, ritirandosi senza combattere.
La gara con la Virtus Penta metteva a confronto l’Athletic con il suo recente passato, incarnato da Fabrizio Carlini, il mister artefice della promozione in C2. Come sempre accade in questi casi, il match presentava più di un’insidia. Gli ospiti, entrati in campo sicuri e determinati, hanno subito messo in difficoltà un Athletic irriconoscibile. Il vantaggio esterno alla fine del primo tempo era meritato, ma al momento decisivo gli uomini di Coriolano Carlini hanno tentennato e non sono riusciti a piazzare la stoccata finale. Gli osimani hanno così avviato una reazione veemente, con cui hanno capovolto il match e conquistato una sofferta vittoria.
Stesso copione anche a Gagliole, con gli uomini di mister Sbacco in costante sofferenza per un tempo e capaci solo nella seconda frazione di trovare le giuste contromisure per arginare e poi debellare un avversario spregiudicato e frizzante. Grandi protagonisti della gara i fratelli Magrini, autori di ben 6 reti e sempre più determinanti nelle fortune del team osimano.
L’Athletic veleggia in piena zona play off e conferma le sue qualità, in primis una grande esperienza e una forte autostima, anche nei momenti peggiori. Le ottime prestazioni nel secondo tempo sono un sintomo di determinazione, lucidità e capacità di reazione; non si può comunque sempre confidare solo su metà gara, specie contro avversari di livello. Sarebbe meglio iniziare bene sin dai primi minuti: non sempre Coriolano si fermerà alle porte della città…
La missione di Annibale
Il nome di Annibale è indelebilmente impresso nella memoria dei Romani. Il condottiero cartaginese fu infatti uno dei più fieri avversari della Repubblica, e uno dei pochi che riuscì a spingersi fino in Italia, dove mostrò la sua abilità in numerose, leggendarie battaglie.
Come Annibale, anche Felipe Hoppe ha percorso un lungo viaggio, dal natio Brasile fino all’arrivo in Italia, dove ha mostrato le sue grandi qualità: intuizione, lucidità, capacità di affondare colpi precisi e potenti.
Hoppe è il faro dell’Altapinus, alla ricerca di un posto nella griglia dei play off. Prestazioni abuliche del brasiliano coincidono con passi falsi del team, mentre le sue giornate di vena preludono di solito ad agevoli successi. La gara di Sambucheto è stato un ostacolo poco probante per i mobilieri, che hanno chiuso la partita già nel primo tempo. Il match si è così presto trasformato in un’utile allenamento in cui ruotare i vari effettivi e prepararsi al successivo appuntamento con la Nuova Lif. Tale gara è però stata rinviata per via delle inclementi condizioni atmosferiche; Annibale – Hoppe attende così con impazienza i prossimi incontri per vedere se gli ozi forzati avranno fiaccato il suo spirito o se il riposo avrà amplificato determinazione e convinzione dei propri mezzi…
Furio…sa rimonta
Furio Camillo è un personaggio leggendario della storia Romana. Più volte, nei momenti di massima emergenza, il Senato si rivolgeva alle sue capacità di grande condottiero e motivatore.
Anche la Tenax sembrava ormai immalinconire in una situazione senza uscita. Infortuni, errori e un pizzico di sfortuna avevano relegato i verdi in un anonimato poco in linea con la tradizione del club e il valore della rosa. Ma a dicembre la società ha suonato la sveglia, ricorrendo a innesti esterni. L’uomo della svolta è il giovane Furio… Pelagagge, che ha fornito vitalità, spirito agonistico e qualità a un gruppo sfiduciato e depresso. La Tenax aumenta così la sua benzina verde, che si affianca alle qualità del folletto Iantolo. La miscela è subito stata indigesta per la Nuova Ottrano, ripetutamente messa alle corde dai ritmi forsennati dei giovani bianco verdi. I ragazzi terribili di mister Barnabeo sembravano poter cogliere un altro illustre scalpo nel turno successivo ma la Conero Dribbling è riuscita a rimontare il doppio svantaggio maturato nella prima frazione.
Il dittico di gare ha mostrato pregi e difetti dei greens. La Tenax è più viva che mai e può ancora inserirsi nei piani alti della classifica. Certamente deve acquisire continuità, limando i difetti di inesperienza e scarsa lucidità nei frangenti chiave del match. Il tempo gioca però a favore di un team che ha fatto del verde il suo colore di riferimento, sulla maglia e in campo.
E’ di conforto la storia dello stesso Furio Camillo, spinto dalla propria verve a compiere diversi errori, ma capace alla fine di coniugare il furore con la sagacia…. Del resto l’esperienza si può acquisire, ma la carica agonistica e il coraggio, come dice Manzoni riguardo don Abbondio, se uno non ce l’ha non se lo può dare…
Più forti del veleno
Tra i nemici di Roma un posto d’eccezione spetta a Mitridate, re del Ponto e a lungo fiero rivale della Repubblica. La sua fama è legata a una particolare caratteristica: la resistenza ai veleni che Mitridate si sarebbe procurata assumendo di ciascuno dosi crescenti fino a divenirne immune.
Alcuni veleni hanno complicato la stagione della Conero, sospesa tra polemiche interne, delusione per un cammino inferiore alle aspettative e improvvisi quanto inattesi addii. La società ha però fatto chiarezza durante la sosta invernale e gli osimani si sono così ripresentati in campo con rinnovato entusiasmo, corroborato da risultati favorevoli. La striscia positiva è proseguita nel vibrante derby contro Campocavallo; il match, dopo una fase di grande equilibrio, è stato risolto nella ripresa da un collettivo maturo e compatto. Spicca la prova dei due stranieri, a lungo corpi estranei e ora invece ingranaggi ben inseriti nella macchina guidata da mister Tesei. Le 2 reti di Junior e il sigillo di Pato sono risultati determinanti per superare la resistenza di un Campocavallo battagliero e orgoglioso. Chi invece ha sempre mantenuto un rendimento elevato è Ciavattini, autore di prestazioni positive anche nei momenti bui. Il giovane talento osimano impreziosisce la sua ottima stagione con la doppietta alla Tenax, che permette a mister Tesi di riprendere una gara apparentemente compromessa. La rimonta effettuata è la prova del nuovo spirito che anima i senza testa, ora più uniti e fiduciosi nei propri mezzi. La Conero propone quindi come un pericoloso concorrente per la zona playoff: la vicenda di Mitridate dimostra che chi è già sopravvissuto al veleno diviene più forte e resistente degli altri…
Le vittorie di Pirro
Una vittoria di Pirro è una battaglia vinta a un prezzo troppo alto per il vincitore. L'espressione si riferisce ad alcuni successi di Pirro, re dell’Epiro, che sconfisse i Romani sostenendo perdite così alte da essere incolmabili.
Tale dizione aiuta a descrivere anche il cammino della Nuova Ottrano, che ha ottenuto nei turni precedenti vittorie preziose, ma estremamente dispendiose sul piano fisico e disciplinare. I filottranesi si sono quindi recati in casa della Tenax senza lo squalificato bomber Giuliodori e con diversi acciaccati.
La gara si è svolta sin dall’inizio nel segno dei locali, abili a punire l’incerta difesa ospite con ripartenze rapide e precise. Alle difficoltà difensive si è aggiunta una strana imprecisione offensiva, che ha pregiudicato ogni possibilità di riprendere il match. Ciò che più inquieta mister Rossetti è però la scarsa determinazione profusa dai suoi ragazzi, apparsi abulici e distratti.
La gara di Fabriano, pur negativa nel risultato, ha però rassicurato il tecnico sul piano del gioco, più propositivo e fluido.
La Nuova Ottrano rappresenta una mina vagante in virtù di un ottimo reparto offensivo e della qualità di alcuni suoi elementi, ma continua a palesare troppe difficoltà in fase difensiva. Ridurre la fragilità della retroguardia è la soluzione obbligata per far virare la stagione verso obiettivi più ambiziosi. In caso contrario i filottranesi rimarranno ancorati a un anonimo centro classifica e potranno gioire, come Pirro, solo per qualche battaglia vinta….
Nuovi costumi
La frase latina Graecia capta ferum victorem cepit, tradotta letteralmente, significa la Grecia, conquistata [dai Romani], conquistò il feroce vincitore, a mostrare come lo spirito e la raffinata cultura Greca fece gradualmente breccia nell’aspra indole dei bellicosi Romani.
Analogo concetto può applicarsi al caso del Gagliole, alle prese con un complesso ricambio generazionale. I tanti giovani provenienti dal San Severino hanno infatti avuto qualche problema di amalgama, ma sembrano ormai essersi ben inseriti nel team maceratese. In un anno Gagliole ha mutato pelle: la squadra, nota in passato per la feroce determinazione agonistica e l’enorme forza d’animo, è ora più incline alle invenzioni e alle giocate di qualità. Mister Annibaldi ha creato un interessante mix tra forza agonistica e qualità tecniche, tra esperienza ed entusiasmo, che ha fornito i suo frutti migliori contro il Cus Camerino. La gara, aperta e combattuta, è stata vinta dai locali grazie alla straordinaria prestazione del capitano Braveheart Lucarelli (autore di 3 reti), ben coadiuvato dai convincenti Meschini e Della Mora. I tre sono stati protagonisti anche nel successivo incontro con l’Athletic Osimo, condotto per molto tempo dai maceratesi, che hanno però ceduto di schianto nella ripresa di fronte alla veemente reazione ospite.
Il buon avvio di 2011 sembra comunque aver tirato fuori il Gagliole dalle acque torbide della bassa classifica. E’ cambiato lo stile di gioco: le amnesie della difesa, fonte di tanti successi in passato, sono compensate dalla maggiore prolificità offensiva (agli elementi già citati bisogna aggiungere due goleador di razza come il panzer Zitti e l’eterno Salvatori). Mister Annibaldi si gode così i nuovi costumi ma soprattutto gli stessi, positivi, risultati….
Rigore e determinazione
Catone il Censore fu una delle figure più importanti della romanità. Generale, scrittore e uomo politico, era noto per il rigore morale e il richiamo alla concretezza. La sua avversione al superfluo e all’edonismo gli valse il nome di Censore (per la quantità di vizi e atteggiamenti da lui biasimati).
Mister Ristè si trova nella stessi stato d’animo del Censore. La precaria situazione del Campocavallo spinge infatti il trainer a richiamare la sua truppa all’ordine: per uscire dalle sabbie mobili della bassa classifica bisogna abbandonare personalismi e inutili orpelli, aumentando concentrazione e cinismo.
I risultati dell’ultimo dittico di gare hanno considerevolmente aumentato lo stato di allarme del team, ora a stretto contatto con la zona play out. I risultati non rispecchiano comunque quanto mostrato in campo: il derby con la Conero è stato a lungo in equilibrio e si è deciso solo nella ripresa, quando la maggiore qualità e la panchina lunga degli ospiti hanno fatto la differenza.
La gara di Camerino ha riproposto la stessa trama, aggravata dal fatto che si trattava di un match decisivo, condotto autorevolmente per tutto il primo tempo. Il calo della ripresa conferma come il principale limite degli osimani sia costituito dalla mancanza di continuità; nella stessa partita si alternano infatti momenti di ottimo futsal e inquietanti black out. Ciò danneggia oltremisura il rendimento di un team equilibrato e ben organizzato ma privo di genio in avanti (anche se l’improvvisa esplosione sotto porta di Giacchè fa ben sperare). In questi casi bisogna aumentare la tensione mortale e la determinazione. Parola del Censore…..
Eureka!
Narra la leggenda che Eureka! (in greco antico Ho trovato!) sia stata l’esclamazione del grande Archimede dopo aver scoperto il principio di galleggiamento dei fluidi (principio di Archimede). Lo scienziato non fu solo dedito alla ricerca ma ebbe anche un importante ruolo nel difendere la sua città, Siracusa, dall’assedio dei Romani.
Narra la leggenda che Eureka! è quanto esclamato da mister Carlini dopo la vittoria sulla Vigor Fabriano, che issa la sua compagine al quintultimo posto. La Virtus vede così una salvezza diretta che solo qualche settimana fa sembrava pura utopia.
Gli innesti operati dalla società e il lavoro di Carlini hanno rivoluzionato la stagione del team, ora dotato di maggiore qualità e soprattutto di crescente autostima. Il cambio di passo, già intravisto in precedenza, ha trovato conferma in casa dell’Athletic, messo alle corde per un tempo. Gli ospiti hanno però mostrato la solita scarsa concretezza in zona goal, chiudendo in vantaggio di una sola rete una prima frazione ottimamente giocata. La ripresa ha avuto un copione diverso e così la Virtus Penta si è dovuta arrendere alla prevedibile e veemente reazione osimana.
La convinzione nei propri mezzi si è rivelata fondamentale contro la Vigor, superata dopo essere stati a lungo in svantaggio. Come in un gioco di specchi ustori, più volte utilizzati da Archimede contro i vascelli Romani, tutte le attenzioni avversarie si sono concentrate sul faro Scarabotti, ma hanno trascurato gli altri. Sono quindi andati a segno Amarilli, Mazzieri e il redivivo Scalini.
Il cammino resta ancora lungo ma l’inerzia è mutata e sembra pendere dalla parte della Virtus Penta, ora sicuramente più compatta e fiduciosa. Superato il periodo buio, il team sembra aver trovato la strada per la salvezza…Eureka! Ora deve solo continuare sulla via intrapresa…
Il sogno di Spartaco
La vicenda di Spartaco ha sempre destato grande risalto nell’opinione pubblica e affascinato celebri artisti (il grande Kubrick affrontò il tema in un famoso film). Spartaco era infatti un gladiatore che decise di ribellarsi a ingiustizie e sopraffazioni, ponendosi a capo di una grande rivolta degli schiavi. La sommossa creò gravi problemi alle autorità romane, che riuscirono a reprimere l’insurrezione solo dopo vari insuccessi e con estrema difficoltà.
Alla vigilia anche la Vigor sembrava destinata a una vita grama, senza possibilità di salvezza, nei bassifondi del torneo. I primi, fragorosi insuccessi lasciavano presagire un cammino duro e costellato di delusioni. Con il passare del tempo però i giovani cartai si sono ripresi e hanno iniziato a macinare gioco, riuscendo poi a trovare anche i risultati. Come Spartaco, si sono ribellati e a un destino apparentemente segnato e ora si trovano ancora vivi, in piena lotta per la salvezza.
Gli ultimi due turni sono però stati avari di soddisfazioni. La squadra ha dimostrato vivacità e spregiudicatezza, riuscendo a lottare alla pari con il titolato Real Fabriano Il primo tempo si è chiuso in parità e anche la ripresa è stata equilibrata; solo sul finale di gara i vigorini si sono arresi alla maggiore qualità ed esperienza dei rivali.
Il medesimo copione si è riproposto a Santa Maria Nuova, dove una Vigor generosa ma poco lucida nei momenti chiave si è arresa a una rinata Virtus Penta. La sconfitta è particolarmente dolorosa perchè sancisce il sorpasso in classifica degli uomini di mister Carlini. I fabrianesi sono andati in vantaggio all’intervallo ancora una volta pagano le incertezze di una difesa poco affidabile e l’incapacità di riuscire a chiudere la gara. La Vigor è comunque sconfitta ma non doma; i fabrianesi sono ancora vivi e intenzionati a lottare con orgoglio fino alla fine. A tale scopo, risulterà decisivo Spartaco Trottini, un vero gladiatore per perizia balistica e animus pugnandi (4 reti in 2 gare)
Mai contro Cesare!
Tito Labieno, fondatore di Cingoli, fu luogotenente di Giulio Cesare durante la campagna di Gallia. Labieno si distinse per sagacia e ardimento, tanto da divenire il favorito del divo. Al ritorno in Italia si schierò però con il rivale Pompeo. Sconfitto, dovette trovare rifugio in Africa, dove però venne nuovamente sbaragliato da Cesare.
La parabola del Grottaccia ha qualcosa in comune con quella del proprio antenato. La prima gara della scorsa settimana ha evidenziato l’impossibilità di competere con il Castelbellino, il Cesare del torneo. Gli arancioni hanno ampiamente dominato il match sin dalle prime battute; i maceratesi hanno comunque fornito segnali di vitalità, confermati poi a Fabriano contro la Virtus. Nell’occasione Grottaccia è stata a lungo in partita e si è arresa solo sul finale al maggior tasso tecnico dei cartai.
La classifica si fa sempre più preoccupante ma mister Bisio trova comunque alcuni elementi positivi. Anzitutto, come Labieno, Grottaccia sembra aver trovato conforto in Africa. Il ritorno, con doppietta, del keneyano Diop ha mostrato le ottime qualità di un giocatore decisivo per incrementare la pericolosità di un attacco sterile. A tale proposito, risultano incoraggianti anche le prestazioni del giovane Fufi, tra i più autorevoli contro il Castelbellino. Lo zoccolo duro del team è comunque costituito dai vigorosi e indomiti esterni Balloriani e Mastrantoni. La salvezza del Grottaccia va infatti costruita con le armi care a Labieno: solidità, impegno e animus pugnandi. E per fortuna non si incrocerà più Cesare….
Le oche del Campidoglio
Una famosa leggenda è ambientata ai tempi dell’assedio di Roma, ad opera dei Galli. I nemici avevano trovato un passaggio per entrare in città ma delle oche, unici animali superstiti alla fame dei Romani assediati, cominciarono a starnazzare rumorosamente avvertendo del pericolo i Romani. Questi reagirono e riuscirono a respingere l’attacco, salvando così la città.
Anche il Cus Camerino si trova in grave difficoltà: mister Merlini guida una truppa inesperta e decimata dagli infortuni, alle prese con un calo di convinzione e con eventi sfortunati.
Il match di Gagliole aveva ulteriormente depresso i camerti, sconfitti solo alla fine di una gara aperta e combattuta, in cui sono risultate decisive le solite amnesie difensive. L’incontro con il Campocavallo diveniva allora un importante crocevia della stagione. Il primo tempo sembrava condannare gli universitari, in svantaggio di due reti contro una delle difese migliori del torneo. Come accadde in Campidoglio, la salvezza è però arrivata in extremis, grazie a una prova di coraggio e determinazione dei sopravissuti ad abbandoni estivi e infortuni autunnali. Il pareggio non muta il volto di una classifica precaria, ma può rappresentare una fondamentale iniezione di fiducia per il team.
La strada è ancora lunga e irta di ostacoli, ma il Cus sa cosa serve: se si riparte dalla determinazione dall’orgoglio esibiti nella ripresa nulla è ancora compromesso. Mister Merlini deve comunque registrare la retroguardia e aggiungere qualità in attacco. Le assenze di Bisbocci penalizzano un team che ha comunque ricevuto buone risposte da Lambiase e Nobili, sempre a segno nelle ultime due gare. Il precedente dei Romani è benaugurante: dopo aver respinto l'assedio si riorganizzarono e riuscirono anche a vincere la guerra….
Sotto le Forche Caudine
Nella battaglia delle Forche Caudine i Sanniti sconfissero i Romani, imponendo poi loro l'umiliazione di passare sotto i gioghi. Il termine è stato dunque per secoli un marchio negativo per la Repubblica Romana. Si addice quindi perfettamente al terribile doppio turno vissuto dagli Amici del Tennis, bastonati oltre misura da Altapinus e Castelbellino. Gli avversari sono sicuramente prestigiosi, ma subire 24 reti in 2 match è una macchia, che offusca un campionato finora sofferto ma dignitoso. La compagine maceratese sembra essersi trasformata, in negativo, dopo la sosta (se si aggiunge la trasferta di Filottrano si giunge a un passivo di 35 in soli 3 match!). L’attacco è spuntato e la difesa crolla ai primi assalti; ciò che più spaventa è l’assenza di qualsiasi reazione e la sensazione di sfiducia che pervade l’intero team. Urge un immediato sussulto di orgoglio: si può anche retrocedere ma non bisogna perdere la faccia. Come dicevano i latini est modus in rebus! (c’è una misura nelle cose)…
I personaggi della settimana
In una settimana dedicata all’antica Roma, segnaliamo i fenomeni degli ultimi turni, le cui giocate hanno rinverdito le gesta di alcuni personaggi mitici e leggendari della storia Romana.
Dopo un’attenta selezione, i personaggi della settimana sono quindi:
• Marchetti (Tenax): gli ottimi risultati dei bianco verdi sono legati anche alle prestazioni del giovane portiere, sempre più reattivo e sicuro tra i pali. La capacità di neutralizzare gli assalti di frombolieri di livello assoluto come quelli della Nuova Ottrano e della Conero rimanda alla vicenda di Orazio Coclite, capace di difendere la porta d’ingresso di Roma da una miriade di agguerriti nemici.
• Carnevali (Real Fabriano): il forziere del Real Fabriano si riempie di nuovi gioielli. L’ultimo innesto è il giovane Carnevali, arrivato a gennaio e già divenuto un riferimento importante per mister Rinaldi. Il grande fiuto del goal (4 reti nelle ultime 2 gare) della new entry fabrianese arricchisce il già munito arsenale del Real. Solidità, energia e spirito indomito avvicinano Carnevali alla leggendaria Clelia, giovane romana capace di fuggire dalla prigionia degli Etruschi e tanto sfrontata da rivendicare con orgoglio, una volta riacciuffata, la sua volontà di libertà.
• Magrini Sandro (Athletic Osimo): le due vittorie dell’Athletic hanno impresso un indelebile marchio familiare. Sono state importanti le parate di Bellagamba, le intuizioni di mister Sbacco e la qualità del gruppo, ma è risultato determinante l’apporto dei fratelli Magrini. In particolare, Sandro si è distinto per la continuità (di gioco e realizzativa) mostrata nei due match. Le prestazioni di questo elemento, affidabile, lucido e attento, e la sua simbiosi con il fratello Danilo non possono non rimandare agli Orazi, fratelli Romani capaci di sconfiggere la fazione rivale dei Curiazi e salvare così la loro patria.
• Falcioni (Virtus Fabriano): La Virtus vola trascinata dalle invenzioni del suo fuoriclasse. Dopo alcune esperienze nelle categorie superiori, Falcioni è ritornato a casa e ha subito messo in mostra un repertorio fuori dal comune. Negli ultimi due match ha aggiunto alla consueta sagacia tattica e a spettacolari dribbling anche un’inedita vena realizzativa. La sua parabola (ascesa, ritiro dalle scene fabrianesi e ritorno in patria), non può non richiamare la leggenda di Cincinnato, comandante romano sempre pronto nei momenti di difficoltà a ritornare con profitto alla guida della sua patria.
• Giacchè (Castelbellino): il cammino del Castelbellino continua spedito all’insegna del goal. La truppa del generale Braconi sbaraglia senza pietà gli sfortunati avversari e manda a segno quasi tutti i suoi effettivi. Il braccio armato del mister è però Giacchè, autore di 7 reti in 2 partite che lo proiettano sul podio della classifica marcatori. Grinta, determinazione e intelligenza tattica nel proporsi in area avversaria sono quelle proprie di Muzio Scevola, capace di penetrare con astuzia e abilità nell’accampamento del re Etrusco Porsenna. La mira di Giacchè è però decisamente migliore di quella del leggendario milite romano…
Prossimo turni
Ristrettezza dei tempi e frequenza degli impegni impongono di evitare ogni commento sui prossimi turni, che si disputeranno nell’imminente uscita di questo editoriale. L’Alchimista vi attende la prossima settimana, con il commento della giornata numero 19.
Ad maiora!
L’Alchimista
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