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L'occhio sulla C2 - Girone B - 15°-16° giornata

postdateiconGiovedì 20 Gennaio 2011 23:13 | postauthoriconScritto da Trasformista | PDF | Stampa | E-mail

 

FASCINO LATINO  

Cicerone denuncia Catilina, in un quadro di Cesare Maccari

Alea iacta est, cioè il dado è tratto. Dopo una lunga sosta natalizia si ritorna in campo, e ci si resterà frequentemente. In poco più di 30 giorni verranno disputate 8 giornate di campionato; in questo periodo matureranno le risposte ai quesiti che assillano sin dall’inizio del torneo tifosi e appassionati. In un mese si alimenteranno segrete speranze, concretizzeranno agognati sogni, instilleranno inattesi timori e materializzeranno inconfessabili paure. Il Dado è tratto e ora, come Cesare varcato il Rubicone, bisogna soltanto lottare, senza sperare in aiuti esterni (mercato), rimuginare sulle occasioni perse o imprecare alla sorte.

La frequenza della gare mette a dura prova anche le capacità divulgative dell’Alchimista che decide quindi di utilizzare un linguaggio più coinciso e diretto. A tal fine non c’è nulla di meglio del latino, la cui capacità di sintesi è ben esemplificata da alcuni celebri motti, ripresi nella narrazione. La lingua latina, ritenuta erroneamente sepolta, permea in modo vivace e attuale la nostra quotidianità: le leggi ad personam, i quorum nei referendum, la par condicio mostrano come il latino aiuti a spiegare concetti complessi come leggi, arzigogoli elettorali, diagnosi mediche…Il latino facilita la brevità e la concisione dei commenti, e ben si presta a un editoriale da redigere in tempi brevi.

Questa lingua possiede anche un suo alone di fascino e nobiltà, elementi che ben si accostano all’attuale girone B della serie C2. Il torneo è infatti reso affascinante dalla lotta serrata, tanto in testa (9 suadre team si contendono i play off) quanto in coda (dove 7 contendenti rincorrono la salvezza). La nobiltà è invece legata al blasone di qualche compagine, ai prestigiosi trascorsi di alcuni giocatori e soprattutto ai risultati ottenuti. La recente vittoria del Real Fabriano nella Coppa Marche ha attirato i riflettori dell’intero movimento regionale e rappresenta un motivo di orgoglio per tutti i partecipanti a un torneo che si conferma duro e qualificato.  

Ma bando alle ciance, imus….

 

Have, Caesar, morituri te salutant

Ave, o Cesare, coloro che stanno per morire ti salutano è il saluto con cui i gladiatori si rivolgevano all’imperatore che osservava dagli spalti i loro duelli. Tale detto è ormai divenuto il motto delle avversarie del Castelbellino, sempre più capolista solitaria del girone. I 6 punti conquistati negli ultimi 2 turni hanno infatti consentito di allungare in classifica e dimostrato la poliedricità e varietà della rosa, capace di vincere anche in contesti profondamente diversi.

Francesco GenangeliL’Athletic è stato un avversario particolarmente impegnativo, che ha costretto gli jesini a una gara di riflessione e massima attenzione. La Braconi band ha mostrato sapienza tattica, compattezza e lucidità nell’affondare i colpi; è risultata decisiva l’ampiezza della rosa, che ha permesso di variare le soluzioni e gli schemi proposti. La rete della vittoria è venuta non a caso su un calcio piazzato sfruttato al meglio dall’esperto Pace, subentrato per dare una scossa a un match cristallizzato.

Il copione è stato completamente stravolto contro la Vigor. In questo incontro i padroni di casa hanno messo in evidenza il loro potenziale offensivo, dilagando subito con manovre ariose e spettacolari. L’incontro è presto divenuto una semplice passerella per gli arancioni, che hanno mandato a segno vari elementi, su tutti il bombardiere Genangeli. Castelbellino vola quindi solitario e si candida autorevolmente a diventare il Cesare del torneo… 

 

Quandoque bonus dormitat Homerus.

Talvolta sonnecchia il valente Omero è un detto che indica come a volte anche i migliori (ad esempio il grande Omero) possano accusare distrazioni e compiere inattesi passaggi a vuoto. Se capita ad Omero, può capitare anche alla Nuova Lif, un team esperto e grintoso che ha però completamente toppato il ritorno dalle vacanze natalizie. La sosta ha modificato alcuni equilibri e così una Conero in difficoltà ha recuperato stimoli e convinzione, mettendo presto alle corde una Nuova Lif ancora in vacanza. I cartai hanno subito a lungo le iniziative locali e la pur generosa reazione finale non poteva far recuperare una situazione ormai compromessa.

La debacle osimana ha però risvegliato un gruppo che si era un po’ cullato sugli allori. A Camerino è quindi entrata in campo la solita determinata e feroce Lif, che ha azzannato la gara sin dall’inizio e ha chiuso con un rotondo parziale un match ampiamente dominato.

La truppa di mister Casiraghi continua a veleggiare in seconda posizione ma la distanza dalla vetta è aumentata; ora bisogna soprattutto difendersi dall’assalto di un Real tambureggiante, che non consentirà ad Omero altre distrazioni… 

 

Veni vidi vici.

VVV Veni Vidi ViciVenni, vidi, vinsi è la frase con cui, secondo la tradizione, Giulio Cesare annunciò una delle sue più straordinarie vittorie. E’ però anche il degno commento alla partecipazione del Real Fabriano alla fase finale di coppa Marche. Il successo del Real (cliccando qui si può rileggere il commento del Trasformista)  ottenuto eliminando 3 squadre di serie C1, ha portato una ventata di novità nel futsal marchigiano e ha rappresentato il migliore spot possibile per il girone B di C2. 

Era quindi lecito attendersi un calo di stimoli e forma fisica in campionato. Mister Rinaldi conta però su un gruppo vasto e ben assortito, capace di assorbire senza traumi la stanchezza e gli acciacchi di alcuni big (su tutti Lazzari e Angeloni), stremati dal tour de force anconitano.

Il Real ha quindi affrontato 2 gare insidiose, risolte solamente in extremis. Campocavallo è stato a lungo in partita e ha ceduto solo nella ripresa al furore agnostico e alla maggiore qualità dei padroni di casa. Le difficoltà sono aumentate contro una Tenax volitiva e determinata. Il Real non è riuscito a proporre la solita manovra brillante e ha mostrato più di un’incertezza in difesa. Il cuore e l’apporto di uomini meno reclamizzati hanno però tenuto in partita i cartai, che hanno poi trovato la rete decisiva grazie al portiere di movimento, una mossa già decisiva in coppa.

I due successi sono significativi perché ottenuti a dispetto della stanchezza e delle assenze; non si possono però sottovalutare anche i risvolti positivi della 3 giorni anconitana. La vittoria in Coppa ha infatti rappresentato un’importante iniezione di entusiasmo e ha aumentato la convinzione nei propri mezzi; solo vincendo si impara a vincere… Per il prosieguo del torneo bisogna però ritrovare gli illustri assenti e inserire al meglio i nuovi arrivi come il giovane Carnevali, subito a rete nelle prime uscite. L’arrivo di questa ennesima promessa conferma il Real come una delle più interessanti fucine del futsal marchigiano.   

 

Miscere utile dulci.

Mescolare l’utile con il dilettevole è la frase che meglio illustra il cammino della Virtus Fabriano. Il gruppo guidato da mister Latini annovera elementi di qualità e fantasia, capaci di inventare giocate spettacolari e dilettevoli. L’attenzione del team è però principalmente rivolta al risultato, all’utile. La Virtus rappresenta un ottimo esempio di efficacia: è infatti riuscita con carattere, feroce determinazione e grande attenzione tattica ad ottenere il massimo in quasi tutte le gare effettuate. Raramente i fabrianesi segnano molte reti, ma di solito ne subiscono ancora meno. Personalità e buona disposizione dei reparti sono risultati decisivi anche nei due appuntamenti di questa settimana. La gara con il Cus era resa insidiosa dall’assenza del “cervello” Falcioni e dal desiderio di rivalsa di un avversario in difficoltà ma ancora indomito.  La Virtus ha sofferto più del previsto, risolvendo il match grazie alla mira e al senso del goal di Antonelli e Diego Pancotti (2  reti a testa).

E’ stato molto tirato, al solito, anche il successivo scontro con l’Athletic. I cartai  sono andati in svantaggio ma non si sono arresi alle difficoltà e sono infine riusciti a riprendere il quotato avversario. Il pari finale consente alla Virtus di mantenere inviolato il proprio campo e di riaffermare decisamente la propria candidatura ai play off. 

Continuando con questa attenzione all’utile, il cammino diventerà ancora più dilettevole...

 

Vulpes pilum mutat, non mores.

Rodolfo Grela, ultimo acquisto sudamericano di Fabio Poloni La volpe cambia il pelo, ma non il vizio. Durante il torneo il presidente Poloni ha cambiato il pelo dell’Altapinus, procedendo prima ad avvicendare la guida tecnica del team e poi ad innestare alcuni nuovi elementi come l’uruguagio Grela dall’Audax Senigallia. Con tali mosse sperava di portare regolarità in un gruppo che, pur annoverando giocatori di valore assoluto, incorre talvolta in inspiegabili passaggi a vuoto.

Il dittico di gare di questa settimana ha però confermato quanto sia difficile estirpare i vizi acquisiti. Nel primo match si è visto il volto migliore dell’Altapinus, capace di travolgere un avversario impegnativo come la Tenax. La gara è presto divenuta un’esibizione delle qualità e del potenziale offensivo dell’Altapinus, trascinato dalle triplette del binomio sudamericano Hoppe – Grela .

Nulla lasciava presagire un imminente passo falso. Invece Gagliole ha confezionato la sorpresa della giornata confermandosi, come all’andata, la bestia nera dei mobilieri. La vittoria ospite è stata ampia e meritata; l’Altapinus è infatti improvvisamente parso abulico e svogliato, completamente differente rispetto alla gioiosa macchina da futsal di pochi giorni prima. L’assenza di Maccioni, imprescindibile perno del gioco appignanese, spiega molto ma non tutto. Sicuramente l’Altapinus deve lavorare ancora molto per acquisire continuità. L’incostanza è infatti un vizio che rischia di pregiudicare il cammino del team e gli sforzi profusi dal presidente Poloni e dalla società.   

 

Barba non facit philosophum.

La barba non fa il filosofo è l’equivalente latino del nostro l’abito non fa il monaco e risulta il  commento più adeguato al cammino dell’Athletic Osimo. La lettura dei nomi che compongono la rosa colloca il team osimano tra le favorite alla vittoria finale: il gruppo annovera infatti un mister e giocatori validi ed esperti, con lunga militanza nelle serie superiori. Sinora i risultati non sono però stati all’altezza delle aspettative. Il doppio turno settimanale ha acuito questa insoddisfazione poiché in 2 gare gli osimani hanno ottenuto un solo punto. Sicuramente ha inciso l’elevata caratura degli avversari, ma l’Athletic ha mostrato alcune lacune e un’inquietante incapacità di chiudere il match. La squadra è ben messa in campo, gioca un buon futsal, va in vantaggio, ma poi accusa improvvisi e inspiegabili cedimenti. Questo canovaccio è accaduto più volte in passato (la più clamorosa con il Real) e si è riproposto contro Castelbellino e la Virtus. Il principale limite risiede nella ridotta prolificità offensiva; non sempre si riesce a vincere solo affidandosi a una difesa compatta ed equilibrata.

Ormai sfumato l’obiettivo della promozione diretta, mister Sbacco ha comunque tutti i mezzi per ottenere un importante risultato ai play off. A tal fine è utile l’arrivo di Lanari, già conosciuto da tecnico e compagni, che aggiunge ulteriore qualità a una rosa già competitiva. E’ però necessario migliorare nella determinazione proposta e nell’intensità di gioco; saranno questi elementi, più che la barba, a fare il filosofo…

 

Vae victis!

il più latino dei futsalieri, Sentenza Massimo FocanteGuai ai vinti, gridava con supponenza Brenno, condottiero dei Galli Senoni, dopo aver conquistato Roma. Guai ai vinti, urla mister Rossetti dopo aver sbaragliato due avversari, ostici (Grottaccia) o  più arrendevoli (Amici del Tennis), in pochi giorni. Gli incontri disputati hanno confermato le caratteristiche della Nuova Ottrano, formazione decisamente a trazione anteriore che, con 87 reti in 16 gare, vanta il secondo attacco del girone alle spalle del solito, inafferrabile Castalbellino.

Il tecnico ha posto la sua impronta sulla manovra filottranese, che si sviluppa attraverso trame rapide e incisive. Il team del presidente Moretti non può comunque prescindere dalle prodezze dei suoi goleador, in primis l’immarcescibile Focante, che continua anno dopo anno a perforare con incredibile regolarità le difese avversarie. 

Le dolenti note vengono invece dalla difesa, la più battuta del gruppo di testa. I patemi sofferti contro Grottaccia devono rappresentare un monito per i filottranesi: non sempre l’attacco riuscirà a compensare le disattenzioni difensive. Parafrasando un celebre spot, la potenza (offensiva) è nulla  senza il controllo (della difesa). Lo stesso Brenno, dopo alcun illusori successi, fu sconfitto dalla reazione dei Romani, meno straripanti e bellicosi, ma infinitamente più solidi e attenti….  

 

Cum grano salis.

Questo celebre motto si traduce letteralmente “con un pizzico di sale”, cioè “con un pizzico di buon senso”. Il buon senso rappresenta la ricetta ideale per curare i mali della Conero, partita con grandi ambizioni ma presto afflitta da nervosismo e improvvisi cali di tensione. La sosta natalizia ha portato chiarezza e i risultati si sono subito visti: al ritorno in campo gli osimani hanno infatti ottenuto due rotonde vittorie, al termine di prestazioni convincenti.

Risulta particolarmente importante la prima gara, contro la Nuova Lif. Nell’occasione la Conero ha disputato un grande primo tempo, in cui ha messo ripetutamente alle corde i fabrianesi. I ragazzi di mister Tesei hanno sviluppato trame veloci e incisive che hanno mandato subito in tilt la difesa della Lif, mai così a disagio nel corso del torneo. Il simbolo della svolta è Pato. Il fantasista argentino, spesso abulico e inutilmente polemico nel girone di andata, si è ripresentato in campo con piglio differente e ha messo il suo talento al servizio della squadra, risultando determinante.

La gara con Grottaccia è stata identica nel (largo) risultato finale, ma diversa nello svolgimento. Per un tempo gli osimani hanno sofferto la fisicità e la grinta degli ospiti, ma si sono imposti nella ripresa grazie all’ampiezza della rosa e alle maggiori qualità tecniche. Il mattatore della serata è stato Agostinelli che ha affiancato precisi inserimenti sotto rete al solito oscuro lavoro di quantità. Il duplice successo infonde fiducia a mister Tesei e indica la direzione giusta da imboccare. Con un pizzico di buon senso il gruppo può ancora dire la sua anche in ottica play off.

 

Aurea mediocritas

Aurea mediocrità, La traduzione letterale del celebre motto assume in italiano un valore dispregiativo che non corrisponde alla dizione latina. Il vero significato è un più neutro “stare in una posizione intermedia" tra il massimo e il minimo. Questa è esattamente la  situazione della Tenax, protagonista di un torneo di medio profilo, in cui valorizza interessanti giovani e compie talvolta ottimi exploit. La truppa di mister Barnabeo difetta però in continuità e non è lucida nei momenti chiave; i cali di concentrazione sono infatti risultati decisivi nelle due sconfitte con Altapinus e Real Fabriano.

Danilo Pelagagge, ultimo arrivato in casa Tenax Ad Appignano la Tenax ha ben figurato per un tempo ma è poi rovinosamente naufragata nel corso di una seconda frazione da dimenticare. La prova di Fabriano è stata molto più convincente ed ha visto i biancoverdi a lungo in vantaggio; anche in questa circostanza però i fidardensi non sono riusciti a chiudere il match e hanno così subito la rimonta dei padroni di casa.

La sconfitta lascia l’amaro in bocca, ma mister Barnabeo può consolarsi con il ritorno di alcuni lungodegenti (su tutti Schiavoni) e con l’innesto di nuove pedine come Pelagagge, che assicura verve e dinamismo all’attacco biancoverde. La posizione di classifica è tranquilla (aurea), ma la squadra ha tutti i mezzi (in primis il funambolo Iantolo) per provare a uscire dall’anonimato (mediocritas).           

 

Carpe diem.

Cogli l’attimo, chiedeva Orazio e ripete oggi mister Annibaldi. Il Gagliole ha vissuto un girone di andata ben al di sotto dei suoi abituali standard. Il team sembrava aver assorbito al meglio i cambiamenti estivi ma, dopo una buona partenza, è entrato in una lunga spirale negativa legata agli infortuni, a un calo di forma e al ringiovanimento della rosa (meno esperta e più propensa a deprimersi).

Il match contro la Vis Penta rappresentava uno scontro diretto cruciale per allontanare le sabbie mobili della bassa classifica. Gagliole ha lottato con veemenza e furore ma non è riuscita a cogliere l’attimo giusto e ha incassato una dolorosa e preoccupante sconfitta. Sui maceratesi si addensavano nubi fosche e minacciose, che sono però presto svanite grazie all’impresa di Appignano. In questo caso Gagliole coglie l’attimo propizio e, dopo il terreno dell’Athletic, sbanca un altro dei campi più difficili del girone. Il successo è meritato, al termine di una gara condotta con autorità e spregiudicatezza. I tre punti sono linfa preziosa per un team che sta completando una difficile mutazione, da compagine esperta e ostica a formazione più giovane e frizzante. I veterani Salvatori e Lucarelli tracciano il cammino ma sono proprio i giovani, in particolare il guizzante Meschini e il neorrivato Della Mora, ad assicurare un cambio di marcia fondamentale in ottica salvezza. E ai giovani, come spiegava Robin Williams nell’”Attimo Fuggente”, bisogna insegnare a cogliere l’attimo…

 

Mens sana in corpore sano.

Lorenzo Manuali, faro del Campocavallo Uno spirito sano in un corpo sano rappresenta la base del successo, nella vita come nello sport. Purtroppo questa non è la situazione del Campocavallo, afflitto sin dall’inizio del torneo da una lunga serie di infortuni. Mister Ristè guida un gruppo decimato, che combatte con orgoglio e caparbietà ma finisce spesso per pagare inevitabili cali di lucidità. Questo copione ha segnato gran parte della stagione e si è riproposto anche contro il Real Fabriano. Gli osimani hanno affrontato senza timori reverenziali (come già accaduto con Castelbellino) i titolati avversari, mettendoli più volte in difficoltà. Si sono però dovuti arrendere nella ripresa alla reazione degli uomini di mister Rinaldi, che ha utilizzato al meglio una rosa più ampia e variegata.

La gara contro la Virtus Penta ha invece riproposto il problema della sterilità offensiva, che rappresenta l’altro, tradizionale, limite del Campocavallo. Dopo qualche svarione, la difesa degli osimani è infatti ritornata attenta e sicura; il reparto offensivo resta però poco incisivo e si affida in gran parte alle soluzioni da fermo. Non a caso, l’unica marcatura nel pari di Santa Maria Nuova porta la firma del giocatore più talentuoso, l’eterno Lorenzo Manuali. Purtroppo per mister Ristè la mens di Manuali è sanissima ma il corpo è molto meno integro; urge quindi individuare valide alternative per trovare le reti che assicurerebbero una tranquilla salvezza. 

 

Ubi maior minor cessat

Il detto può essere liberamente tradotto come “di fronte al più forte, il più debole si fa da parte”. La Vigor ha sperimentato questa massima nelle due gare disputate in settimana. Nel primo match la compagine fabrianese ha espugnato il campo degli Amici del Tennis, che la seguivano in classifica. I giovani cartai hanno così ottenuto, dopo Grottaccia, un’altra fondamentale vittoria sul campo di una diretta concorrente. La gara è stata però aspra e sofferta e si è decisa solo in una convulsa ripresa, resa incandescente dalla controversa terza marcatura fabrianese. Al di là del discusso episodio i vigorini hanno evidenziato personalità e determinazione, oltre a valide individualità.

Il secondo incontro si è presto concluso per manifesta inferiorità: troppo forte il Castelbellino per i pur volenterosi fabrianesi. La gara si è decisa già nel primo tempo, concluso con uno schiacciante 8-1 per i locali. La ripresa si è così tramutata in un tranquillo allenamento. La Vigor non si deve comunque angustiare perché la salvezza va costruita contro compagini alla sua portata e non contro i maior del Castelbellino.     

 

Gutta cavat lapidem.

Andrea Scarabotti, talento della Virtus PentaIl detto la goccia scava la pietra sintetizza il lavoro certosino effettuato da mister Carlini a Santa Maria Nuova. Il trainer chiaravallese ha cercato di ridare fiducia a un gruppo in crisi di autostima e non si è scoraggiato nemmeno di fronte ai primi, negativi risultati. Nelle ultime settimane il vento sembra però essere cambiato e si osservano segnali di ritrovata vitalità.

Il doppio turno interno della scorsa settimana rappresentava un fondamentale crocevia per gli uomini del presidente Barbarossa, chiamati a due importanti scontri diretti. L’aspro ed equilibrato match con il Gagliole è stato vinto dai padroni di casa soprattutto grazie alla tenacia messa in campo. La Virtus ha provato con pazienza a superare i propri limiti, specie quelli offensivi, rispondendo colpo su colpo ad avversari determinati e vigorosi. L’uomo chiave è stato ancora una volta il talentuoso Scarabotti, allo stesso tempo fulcro della manovra e principale finalizzatore del team (è stato l’autore di tutte e 3 le reti locali). Va comunque segnalata anche la prova di una difesa attenta e ben organizzata, capace di imbrigliare con sicurezza le avanzate degli ospiti.

Il reparto difensivo ha brillato anche nel successivo incontro con Campocavallo. In una sfida molto tattica, tra due allenatori molto attenti alla fase difensiva, i padroni di casa hanno pagato ancora una volta la scarsa incisività dell’attacco, che non riesce a concludere quanto costruito.

4 punti in 2 gare sono comunque un buon viatico per il prosieguo del torneo; gradualmente  arrivano i risultati e migliorano le prestazioni. La goccia sembra scavare la pietra, anche se per ottenere una salvezza tranquilla bisognerebbe forse aumentare un po’ di più la portata e la velocità dell’acqua….

 

Audentes fortuna iuvat.

I latini solevano dire che la fortuna aiuta gli audaci. Il cammino del Grottaccia è stato sinora segnato da una buona dose di malasorte, concretizzatasi attraverso infortuni, assenze, eventi avversi. La compagine cingolana ha così incassato altre due confitte alla ripresa del campionato, anche se contro avversari di rango. Risulta particolarmente dolorosa la caduta di Filottrano, sia per l’andamento del match che per l’espulsione del debuttante Diop, lungamente atteso da mister Bisio. Il tecnico maceratese punta infatti sulle qualità del kenyano per aumentare tasso tecnico e incisività della sua formazione. In effetti, nei pochi minuti in cui Diop è rimasto in campo Grottaccia ha messo in difficoltà la Nuova Ottrano e si è addirittura issata a un duplice vantaggio. L’espulsione del coloured  ha però costretto i maceratesi alle barricate, che sono poi crollate nel finale.

La gara con la Conero ha proposto un canovaccio simile per almeno un tempo, ben  giocato dagli ospiti. La ripresa ha però visto un calo dei maceratesi che si sono rovinosamente arresi alla maggior freschezza e qualità della Conero.

Grottaccia si rammarica per le due sconfitte e per una classifica sempre più preoccupante. La sfortuna continua a perseguitare l’equipe cingolana, che forse paga anche un atteggiamento troppo rinunciatario. In certi frangenti bisognerebbe osare di più poiché la sola difesa, pur solida, non è sufficiente per ottenere risultati positivi. Mister Bisio si consola comunque con il prossimo rientro di Diop e con le ottime prestazioni dell’imprescindibile stantuffo di fascia Mastrantoni, attento in copertura ed efficace nelle proiezioni offensive.          

 

Rari nantes in gurgite vasto.

Il detto pochi naufraghi che nuotano in un vasto gorgo ben si addice al Cus Camerino, che si dibatte da inizio stagione in un pericoloso vortice di sfortuna, infortuni e cattivi risultati. I camerti continuano anche nel nuovo anno la loro striscia negativa, particolarmente pesante tra le mura amiche. Il doppio scontro con due compagini fabrianesi ha infatti mostrato un Cus bifronte: coraggioso e combattivo in casa della Virtus, molle e arrendevole sul proprio campo.

A Fabriano  gli uomini di mister Merlini hanno ceduto solo nel finale, riuscendo a siglare 3 reti a una delle migliori retroguardie del torneo. La gara contro la Nuova Lif ha invece mostrato il solito Cus versione casalinga: manovra contratta e timorosa, scarsa lucidità ed estrema permeabilità difensiva. Nulla è ancora compromesso ma il gorgo diviene sempre più vasto e il rischio di affondare più concreto; l’assenza di Bisbocci  complica una situazione già precaria e il solo Falsetti non può motivare un gruppo pericolosamente tendente alla rassegnazione. Per vincere la corrente avversa  bisogna che tutti inizino a remare con vigore nella stessa direzione…..  

 

Homo homini lupus.

In pochi giorni gli Amici del Tennis hanno potuto verificare la crudele veridicità del celebre detto l’uomo è un lupo per l’altro uomo. La gara con la Vigor è stata segnata dal discusso terzo goal ospite che, lamentano i locali, è stato segnato con i maceratesi fermi per soccorrere un giocatore infortunato. L’episodio ha scatenato una ridda di polemiche e ha pregiudicato la gara degli Amici del Tennis, vinti dal nervosismo prima ancora che dall’avversario.

Qualche giorno dopo i ragazzi di Sambucheto hanno poi conosciuto la ferocia degli avanti della Nuova Ottrano, che hanno impresso sin da subito un ritmo elevato al match e hanno sepolto i rivali sotto 11 reti. La netta sconfitta non fa comunque male come l’insuccesso con la Vigor, particolarmente grave perché subito contro una diretta concorrente, in casa e in circostanze discutibili. Al di là delle recriminazioni, le due gare hanno comunque evidenziato il precario stato di forma del team, lontano parente della compagine ammirata a dicembre. La lunga sosta ha annebbiato la mente e i muscoli degli Amici del Tennis, che devono assolutamente recuperare forma fisica e fiducia per puntare a una salvezza difficile, ma non impossibile. Bisognerà però ritrovare convinzione e combattività: per salvarsi non bisogna certo divenire lupi o rinunciare al fair play ma non si può nemmeno arrendersi senza lottare, come docili agnelli sacrificali …

 

 

I classici della settimana

In una settimana dedicata al latino, segnaliamo i fenomeni (in latino portenti) degli ultimi turni, abbinandoli ad alcuni capolavori classici che hanno segnato la letteratura e cultura latina.   

Dopo un’attenta selezione, i classici della settimana sono quindi:

 

•       Valeri (Virtus Penta): gli ottimi risultati della Virtus Penta sono legati alla solidità della retroguardia guidata dall’agile portiere jesino. Sia contro Gagliole che con Campocavallo Valeri evidenzia tutta la sua affidabilità e reattività, confermandosi solido e concreto come un poema di Lucrezio (De Rerum Natura).

•       Agostinelli (Conero Dribbling): nel duplice successo della Conero spicca la firma di Agostinelli. Il cursore osimano decide di sdoppiarsi per colmare il vuoto aperto dalla partenza del gemello Lanari. Ago gioca per due e unisce al tradizionale dinamismo anche un’inedita freddezza in zona goal (4 in 2 incontri). Furore agonistico e incisività sembrano mutuati direttamente dalle pagine del De Bello Gallico di Giulio Cesare.  

•      Pancotti Diego (Virtus Fabriano): la Virtus Fabriano predilige gli incontri intensi ed equilibrati, dove si esalta la spirito agonistico dei suoi guerrieri. Anche le gare disputate in settimana sono state giocate con impeto e veemenza; tali qualità sono scolpite nel DNA di Diego Pancotti, che contribuisce a blindare la difesa e si inventa goleador, siglando 3 reti decisive in 2 gare. La rapidità dei suoi spostamenti, la precisione dei tiri e la capacità di lottare fino alla fine sembrano tratte dalle tormentate e gloriose vicende descritte da Virgilio nell’Eneide…

•      Focante (Nuova Ottrano): Passano gli anni e ai vertici della classifica cannonieri si alternano famosi frombolieri, giovani promettenti o fugaci meteore. L’unica costante è rappresentata da Focante, che continua a segnare a raffica in ogni stagione e contro qualsiasi difesa. La Sentenza filottranese sigla 7 reti in 2 partite ed esibisce un futsal che unisce  incisività (nel tiro), stile (nei gesti) e gentilezza (negli atteggiamenti). Il paragone più appropriato è con i Carmi di Catullo, caratterizzati da incisività dei versi, gentilezza nei contenuti e attenzione allo stile metrico. 

•      Molinari (Castelbellino): la marcia del Castelbellino sembra non conoscere ostacoli anche nel nuovo anno. La truppa di Braconi dilaga subito con la Vigor, mentre soffre sino alla fine contro l’Athletic. In entrambe le occasioni è decisivo Molinari, esterno attento in copertura ma particolarmente abile nelle proiezioni offensive (a rete in entrambe le gare). Giocatore estroso, passionale e un po’ discontinuo, alterna picchi di grandi rendimento a improvvise amnesie. Insomma, il soggetto ideale per l’Ars Amandi di Ovidio.    

 

 

Prossimi turni

Ristrettezza dei tempi e frequenza degli impegni impongono di evitare ogni commento sui prossimi turni, che si disputeranno nell’imminente uscita di questo editoriale. L’Alchimista vi attende la prossima settimana, con il commento delle giornate numero 17 e 18.

Ad maiora!

   

L’Alchimista

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