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L'occhio sulla C2 - Girone B - 14° giornata

postdateiconGiovedì 23 Dicembre 2010 14:13 | postauthoriconScritto da Trasformista | PDF | Stampa | E-mail

 

 

CONQUISTADORES

Conquistadores alla caccia del girone B di C2

Armi, acciaio e malattie. Un celebre saggio di Jared Diamond spiega come e perché gli europei riuscirono a conquistare il resto del pianeta. Secondo l’autore, la supremazia occidentale è legata alla disponibilità di armi sofisticate, a una superiore tecnologia e alla maggiore resistenza a micidiali virus, in molti casi diffusi da loro stessi (ad esempio il vaiolo).

Diamond si interroga sulle cause del divario tra le varie aree del globo; un tema appassionante ed estremamente attuale in un mondo spaccato tra Nord e Sud, tra ricchi e poveri. L’argomento interessa anche l’Alchimista, osservatore privilegiato di un torneo ormai diviso in due parti: le prime 9 formazioni, allettate dal miraggio della vetta o dei playoff, sembrano fare una corsa a sé e giocano un campionato ben distinto dagli ultimi 7 team, impegnati in una spasmodica lotta per la salvezza. La cesura è confermata dalle statistiche che evidenziano come solo le prime 9 formazioni presentino una differenza reti positiva, mentre le restanti 7 hanno un saldo totale negativo.

Le cause di tale supremazia sono le stesse evidenziate da Diamond: le magnifiche 9 si sono sinora imposte grazie ad armi (giocatori) tecnicamente superiori, all’acciaio di gruppi compatti e ben amalgamati, alla capacità di resistere a malattie, squalifiche e cali di forma grazie a rose ampie e variegate.

La quattordicesima giornata ha acuito un gap già manifestatosi in precedenza: tutte sconfitte le ultime 7 e tutte vittoriose le prime 7; l’unica eccezione è costituita dallo scontro di alta classifica tra Conero e Athletic. Nell’occasione le compagini leader hanno manifestato in modo eclatante la loro forza, andando a sbancare in ben 5 casi i terreni esterni. Le autorevoli vittorie in trasferta hanno richiamato le gesta dei conquistadores europei che, a partire dal XVI secolo, hanno imperversato nel continente americano.

L’Alchimista ha vissuto intensamente e illustrato con dovizia di particolari quel periodo storico; possiede quindi le capacità e l’esperienza necessaria per narrare le imprese dei conquistadores del girone B della C2. E ora bando alle ciance, vamos… !

 

La conquista del Paradiso

La conquista del paradiso è il titolo di un film in cui Ridley Scott (1992) ripercorre la storia della scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo. Il Colombo del torneo è il Castelbellino, impegnato in un viaggio solitario e ambizioso davanti a tutti gli altri.

Come nel caso del navigatore genovese, l’impresa è gloriosa ma piena di sofferenze. La gara di sabato scorso è l’ennesima prova di come le insidie siano presenti anche nelle occasioni apparentemente più agevoli. Un Campocavallo falcidiato dagli infortuni sembrava infatti la vittima sacrificale della corazzata arancione; già dalle prime battute del match i locali si dimostrano però particolarmente vivaci e combattivi. Gli ospiti passano comunque in vantaggio in modo fortunoso ma vengono subito ripresi dai padroni di casa. Gli osimani si difendono bene e mettono ripetutamente in apprensione il Castelbellino con i calci da fermo, rinomata specialità di casa Ristè.

Alessandro Di Somma, quella segnata al Campocavallo è stata la sua undicesima rete stagionale Gli arancioni soffrono un po’ ma si risollevano grazie all’ingresso di uno dei loro uomini di maggiore esperienza. Pace trasmette una scossa positiva ai compagni e propizia la seconda rete, sul finale del tempo. Il vantaggio esalta il Castelbellino che al rientro in campo prende decisamente in mano la gara e sigla altre 2 reti mentre il Campocavallo, stanco e sfiduciato,  non riesce più a reagire.

La Braconi Band continua così la sua marcia alla conquista del Paradiso. Il cammino stavolta è sembrato più difficoltoso del previsto per la tenacia dei padroni di casa e per un approccio troppo distratto degli ospiti. Alla lunga però il Castelbellino ha imposto la legge del più forte, sfruttando al meglio le numerose armi a disposizione.

Campocavallo esce sconfitto con onore da un match disputato al massimo delle proprie attuali possibilità. La squadra ha giocato per un tempo alla pari con i titolati avversari ma si è infine arresa al peso delle malattie, che hanno ridotto all’osso una rosa già di per sé non abbondante. Mister Ristè aspetta con trepidazione la sosta natalizia sperando di ritrovare a gennaio qualcuno dei suoi lungodegenti.

La fonte dell’eterna giovinezza

Una delle più note leggende di ogni tempo riguarda la fonte dell’eterna giovinezza, le cui acque guariscono dalle malattie e ringiovaniscono chi ci si bagna. Dopo la scoperta dell’America si è creduto che la mitica fonte si trovasse in Florida, terra scoperta all'inizio del XVI secolo dall'esploratore spagnolo Juan Ponce de Leon. E in effetti il film Pirati dei Caraibi- Ai confini del mondo si conclude con il capitano Jack Sparrow che indica un punto nella mappa della Florida in cui era indicato “acqua della vita” e poco più vicino la scritta Juan Ponce de Léon 1523.

La Nuova Lif sembra aver esaudito il sogno di molti conquistadores spagnoli, individuando la fonte dell’eterna giovinezza. I cartai annoverano infatti tra le loro fila parecchi elementi esperti che mostrano invidiabile tenuta fisica e freschezza mentale anche nei frangenti più complicati. La compagine fabrianese ha sinora risolto la maggior parte dei suoi impegni nel finale, dove impone la lucidità e il carattere dei suoi giocatori. Il copione si è riproposto immutato anche contro un’agguerrita Virtus Penta, giunta a Fabriano caricata dal successo del turno precedente.

Gli uomini di mister Carlini si disimpegnano bene per tutto il primo tempo, in cui mostrano equilibrio tattico, sapiente organizzazione difensiva e buona capacità di reazione dopo il vantaggio dei locali. Nella ripresa la gara si mantiene avvincente: il prezioso Pallotta riporta avanti la Lif ma gli ospiti impattano ancora con la seconda rete di Scarabotti, sempre più autorevole perno della manovra e prezioso terminale offensivo. Il goal subito non fiacca la Lif che mostra anche stavolta tutta la sua tempra. Il finale esalta la grinta, la generosità e le qualità di due veterani come il funambolico Amadeus Amadei, autore del 3-2, e della bandiera Romani, il cui centro suggella l’ennesimo successo.

La Lif riprende così una corsa solo momentaneamente interrotta e conferma di aver trovato l’ubicazione della sorgente dell’eterna giovinezza. La compagine fabrianese scava infatti la differenza nel finale di gara, quando riesce a sfruttare al meglio le potenzialità di una rosa vasta e variegata, da cui estrae ogni volta l’arma più appropriata.

La Virtus Penta incarna invece l’esatto opposto della Lif: il team di Santa Maria Nuova è ben messo in campo e mostra valide doti agonistiche ma non riesce quasi mai a imporsi in volate convulse e tirate. L’assenza di ricambi di qualità penalizza pesantemente la formazione di mister Carlini e pregiudica quanto di buono costruito in precedenza. Il presidente Barbarossa è però già corso ai ripari e sembra aver individuato gli elementi per potenziare la sua formazione, aumentando soprattutto il potenziale offensivo.

Balla coi lupi

Dance with the wolvesUn vento gelido e nuvole minacciose fanno da sfondo a un inedito match domenicale disputato nel campo all’aperto di Grottaccia. Un tempo da lupi, che esalta la combattività e le doti agonistiche dei giocatori.

La tribù del sakeem Bisio affronta il temibile esercito del Real. Mister Rinaldi dispone infatti di armi moderne e precise, in alcuni casi ancora poco utilizzate come Morelli e Simone Di Ronza. Proprio questi due elementi, insieme all’altro Di Ronza (Marco), scavano un rapido break iniziale e pongono una forte ipoteca sulla partita. Lo 0-3 sembra un fardello troppo pesante per un Grottaccia reduce da vari insuccessi, intimorito e impotente di fronte alle ficcanti combinazioni ospiti. I padroni di casa riescono comunque a riorganizzarsi e accorciano le distanze sul finale del tempo.

La rete dona nuova linfa ai locali che rientrano in campo più convinti e mettono in difficoltà un Real confuso e balbettante. Il rocambolesco ma meritato goal di Fufi riapre l’incontro, ora intenso e appassionante. La gara si decide in pochi palpitanti minuti in cui il Real prova ad allungare ma spreca molto e soffre le pericolose iniziative di un Grottaccia caparbio e determinato. La foga tradisce però i padroni di casa che peccano di precisione nell’impostazione della manovra e si espongono alle letali ripartenze ospiti. In pochi minuti il Real sigla due reti e piazza l’allungo decisivo. La gara si chiude qui; i fabrianesi controllano agevolmente un Grottaccia ormai demoralizzato e cercano di incrementare il bottino di reti del bomber Angeloni.

Il Real supera la prova e si dimostra capace di ballare anche con un tempo da lupi grazie alla verve di Baldoni, ai bolidi di Di Ronza ma soprattutto alle accelerazioni di Ciculi e alle giocate di Angeloni. Deve però evitare di cedere al narcisismo, come accaduto sul 3-0 a proprio favore; l’eccessiva leziosità mostrata poteva pregiudicare il match e avviare una clamorosa rimonta.

Grottaccia non poteva fare di più al cospetto di un avversario nettamente superiore. La prestazione dei ragazzi di mister Bisio è stata comunque incoraggiante, in controtendenza rispetto alle ultime deludenti esibizioni. La squadra ha avuto un pessimo avvio ed è stata costretta a una gara in salita, interpretata molto bene per un lungo tratto. Nel finale ha però pagato a caro prezzo alcune disattenzioni, rivelatisi letali contro i solisti del Real. Il carattere mostrato è però un buon viatico per il prosieguo di un torneo sinora molto sofferto, che si può risollevare solo mettendo in campo massicce dosi di cuore, coraggio e determinazione.

La guerra di indipendenza

Una tappa importante nelle relazioni tra conquistatori e colonie fu la guerra di indipendenza americana, un conflitto duro ed estenuante da cui nacquero gli Stati Uniti d’America.

Anche il futsal osimano vive un periodo di grande fermento. La Conero Dribbling è attualmente la compagine più blasonata (milita ormai da alcuni anni in serie C2) ma quest’anno si deve confrontare con lo scalpitante Athletic, una matricola ambiziosa e determinata. La Palestra Comunale di Osimo Stazione ospita così una cruenta lotta per la supremazia cittadina, una piccola guerra civile tra fazioni rivali.

L’avvio conferma le previsioni della vigilia: le squadre sembrano bloccate, particolarmente attente a mantenere gli equilibri difensivi senza esporsi alle ripartenze avversarie. A livello spettacolare, il tatticismo viene compensato dal pathos e dalla tensione agonistica che pervade gli atleti. L’equilibrio si spezza sul finire del primo tempo grazie a un bolide di Rossetti, abile a trafiggere imparabilmente Bellagamba. La ripresa si apre con le difese meno attente ma i duellanti non riescono a concretizzare quanto creato. Risulta particolarmente grave l’errore degli ospiti, imprecisi a due passi dalla porta. Quest’azione rappresenta il canto del cigno della Conero che si spegne lentamente e commette l’errore fatale di lasciare l’iniziativa nella mani degli uomini di mister Sbacco. L’Athletic avanza gradualmente il baricentro del gioco e crea maggiori apprensioni agli ospiti, riuscendo infine a raggiungere il pareggio con un felice inserimento di Palmieri. La rete dà fiducia ai padroni di casa che continuano a spingersi in avanti, trascinati dalle giocate di un combattivo Baruffi, abile nel tenere palla, saltare avversari e offrire ottime sponde ai compagni. La Conero diviene sempre più contratta e allo scadere l’Athletic segna ancora con una maligna punizione di Palmieri, indiscusso match winner dell’incontro.

I locali centrano un successo sofferto quanto importante e mostrano di essere ancora vivi dopo il tremendo tonfo di Fabriano. La squadra ha evidenziato una buona organizzazione di gioco ma anche una manovra troppo compassata. Sono quindi risultati decisivi gli elementi capaci di assicurare improvvisi cambi di ritmo come Palmieri ed El Flaco Baruffi, uomo guida del team. Mister Sbacco è ora atteso alla prova della verità di Castelbellino, che rappresenta l’ultima chiamata per puntare alla vetta e raddrizzare un torneo iniziato con qualche incertezza di troppo.

La Conero esce invece delusa da una gara a lungo ben giocata, in cui ha mostrato acume tattico e vivacità. Stavolta però le sono stati fatali gli ultimi minuti, solitamente propizi. Ancora una volta il team sembra accusare un calo mentale abbastanza inspiegabile in una compagine piena di giocatori esperti e guidata da un coach preparato. La Conero paga un ingiustificabile nervosismo, abbinato a una buona dose di ansia da prestazione. Mister Tesei dovrà lavorare intensamente per ricostruire la fiducia e l’autostima di un gruppo ancora troppo fragile nei momenti decisivi.

 

L’eroe dei due mondi

Leonardo Maccioni, doppietta al CamerinoUno dei più noti appellativi assegnati a Giuseppe Garibaldi è eroe dei due mondi, per le imprese militari compiute in America e in Europa. La definizione potrebbe essere applicata anche a Felipe Hoppe, la cui carriera si dipana tra la madrepatria brasiliana e l’Italia. Hoppe sta inoltre ripercorrendo le orme di Garibaldi, divenuto generale dopo un avvio da semplice ma valente soldato. Felipe, ingaggiato dall’Altapinus come spietato  fromboliere, è infatti recentemente divenuto anche il coach del sodalizio maceratese.

La trasferta di Camerino si presentava ricca di insidie per un Altapinus ancora scosso dall’avvicendamento nella guida tecnica. Lo svantaggio iniziale non intimorisce gli ospiti che ribaltano prontamente il risultato e chiudono la prima frazione avanti di una rete. La ripresa è un vero melodramma: l’Altapinus impone subito la maggior qualità dei suoi elementi e opera un break apparentemente decisivo, issandosi sul 5-2. Gli ospiti sottovalutano però l’orgoglio degli universitari che si lanciano in un forcing all’arma bianca. La riscossa viene suonata da Bisbocci, a lungo portiere improvvisato, ora restituito al suo ruolo naturale di goleador e assist man. Il Cus stringe alle corde un Altapinus improvvisamente timoroso e completa una rimonta apparentemente impossibile, raggiungendo il 5-5. L’entusiasmo tradisce però i padroni di casa che sottovalutano il colpo di coda dei mobilieri. Hoppe e Maccioni sono solisti smaliziati e di grande qualità, in grado  di punire ogni minima distrazione. In pochi minuti l’Altapinus si riporta avanti di due reti e riesce a contenere l’ultima disperata reazione locale, incamerando un prezioso successo.

Il Cus si rammarica per la discontinuità mostrata; le pause sono state pagate a caro prezzo e hanno costretto il team a una rincorsa difficile e sfiancante. Mister Merlini si può rallegrare per il carattere mostrato e per la ritrovata pericolosità dell’attacco; deve però blindare la difesa e trovare un’alternativa in porta: l’impiego di Bisbocci priva infatti la manovra di un imprescindibile punto di riferimento.

L’Altapinus ringrazia ancora una volta le giocate dei suoi due strepitosi solisti, autori di tutte le reti del team. Hoppe si conferma giocatore di categoria superiore mentre ancora non si possono valutare compiutamente le sua capacità da coach. La gara di Camerino ha mostrato tutte le potenzialità e i rischi insiti in questa nuova sfida avviata dal presidente Poloni. La prova è stata sostanzialmente superata poichè il nuovo mister è riuscito a mantenere la lucidità nei momenti chiave del match e ha conseguito una preziosa vittoria. Il generale Hoppe deve comunque ringraziare soprattutto la mira e le capacità del soldato Hoppe…

 

Mission

Il film Mission narra la storia di alcuni Gesuiti che fondano una Missione cristiana in America. Questa viene osteggiata dalle autorità spagnole e portoghesi interessate allo sfruttamento degli schiavi nelle piantagioni; i contrasti sfociano in una lunga battaglia in cui soccombono Gesuiti e Indios. Gli unici sopravvissuti alla violenza dei conquistatori saranno un gruppo di bambini Guaranì, nascosti nella foresta.

In passato il terreno del Gagliole è stato a lungo inviolato; nel fortino di Castelraimondo sono caduti anche team ben attrezzati e di nobile blasone. La Missione guidata da mister Annibaldi vive però un momento di difficoltà legato all’addio di alcuni uomini chiave e alle precarie condizioni di forma di altri elementi. I confini della Missione vengono frequentemente violati da truppe straniere, come è accaduto anche sabato scorso con la Virtus Fabriano.

La gara inizia all’insegna dell’equilibrio: per tutto il primo tempo i padroni di casa e gli ospiti si affrontano senza esclusione di colpi e con rara intensità. I fabrianesi contengono le iniziative locali grazie a una difesa attenta e ben organizzata, che funge da trampolino di lancio per pericolose proiezioni offensive. Gli ospiti, privi di uomini importanti come Antonelli e il bomber  Farneti, si affidano all’estro di Falcioni che guida il team con classe e saggezza. Il 2-1 dei cartai all’intervallo sembra il preludio a un secondo tempo al cardiopalma. I padroni di casa invece cedono di schianto e la Virtus deve solo sfruttare con cinismo gli errori e le ripetute amnesie dei maceratesi. Gli ospiti conquistano così una vittoria inattesa nelle proporzioni e meno sofferta di quanto preventivato.

Il 6-2 finale porta la firma di Cennini, Diego Pancotti e Falcioni, autori di 2 reti a testa. Il successo è stato però costruito da una difesa quasi impenetrabile, capace di reggere con disinvoltura la pressione locale. Sugli scudi va comunque Falcioni, splendido direttore d’orchestra, finalmente incisivo anche sotto rete: se comincia a segnare pure il fuoriclasse fabrianese mister Latini può iniziare a sognare…

Gagliole riflette invece su una nuova sconfitta interna che ha evidenziato alcuni limiti strutturali del complesso. La società ha tentato di coprire le lacune più evidenti con interventi mirati sul mercato di riparazione. Le scelte sono state azzeccate poiché il nuovo innesto Della Mora, autore di due reti e altre percussioni interessanti, è risultato il migliore dei suoi. Manca però una piena consapevolezza dei propri mezzi, quel sentimento non facilmente definibile che in passato dava una carica speciale ai giocatori di casa e rendeva tabù per gli ospiti il parquet di Castelraimondo. Mister Annibaldi cerca comunque di resistere impavidamente alle avversità e spera di far rifiorire la Missione Gagliole. Per evitare ulteriori cadute bisogna anzitutto alzare e rendere più solide le mura difensive, passate in pochi mesi da punto di forza a tallone di Achille della compagine maceratese.

Apocalypto

una scena del film ApocalyptoApocalypto è un film del 2006 in cui Mel Gibson offre uno spaccato sulla situazione dell’impero maya alla vigilia dell’arrivo dei conquistadores europei. Emerge un mondo violento e lacerato, indebolito da corruzione, lotte intestine e tensioni sociali. Non a caso il film inizia con una frase emblematica: Una grande civiltà viene conquistata dall'esterno solo quando si è distrutta dall'interno.  Nello specifico il film ripercorre la vicenda di Zampa di Giaguaro, un ragazzo in fuga dagli emissari di una potente città maya, alla ricerca di vittime sacrificali da immolare alle loro crudeli divinità. Il giovane riesce a evitare tutte le trappole e a sgominare gli avversari, trovando sempre nuove forze e continuando spedito la sua marcia.

La storia presenta alcune analogie con le vicende della Tenax, proiettata in un torneo più impegnativo e duro del previsto, costellato di imprevisti e difficoltà. I biancoverdi si sono infatti dovuti misurare con numerosi problemi (infortuni, cali di forma, episodi sfortunati) che avrebbero  potuto pregiudicare e interrompere il loro cammino. La Tenax sembrava a volte sul punto di  crollare ma è riuscita sempre a riprendersi, arroccata intorno al suo uomo simbolo, Zampa di Giaguaro Iantolo. Ora il momento peggiore sembra essere superato anche grazie all’innesto di  alcune energie nuove provenienti dalle giovanili o dal mercato invernale.

L’incontro con gli Amici del Tennis si rivela più agevole del previsto e permette ai padroni di casa di proseguire spediti la marcia. L’inizio è subito positivo, con una rete dopo pochi secondi. Gli ospiti cercano di replicare e guadagnano campo mentre i locali sembrano un po’ contratti. Gli Amici del Tennis si proiettano più volte in avanti e colgono un meritato pareggio. La rete subita sveglia la Tenax, che alza il ritmo e va a segno 4 volte sul finire del tempo, scavando così  il break decisivo. La gara si chiude qui: gli ospiti non riescono a reagire e i locali possono concedere una meritata passerella ai loro giovani che, motivati e determinati, arrotondano il punteggio finale.

Mister Barnabeo si gode così una tranquilla vittoria e la bella prestazione dei suoi juniores tra cui spicca Lerro, autore di una doppietta all’esordio. Questi ragazzi rappresentano un prezioso serbatoio di energia per un futuro in cui lo Zampa di Giaguaro biancoverde dovrà correre ancora più velocemente.

Poco da dire sugli Amici del Tennis, incappati nella classica giornata storta. I maceratesi hanno lottato solo per un tempo dopo di che hanno preferito risparmiare le forze in vista dell’importante scontro del prossimo turno. Dovranno però fornire una prestazione completamente differente, sia sul piano tecnico che caratteriale…

La leggenda di El dorado

I conquistadores europei si avventuravano in aree sconosciute dell’America spinti da un’irrefrenabile brama di ricchezza. La leggenda che più di ogni altra ha interpretato e amplificato questo sentimento è quella di Eldorado. Si era infatti diffusa la credenza dell’esistenza di un luogo mitico, con strade lastricate d’oro e popolato da uomini ricoperti del nobile metallo (El indio dorado). Da allora, avventurieri, esploratori e cacciatori di tesori sono all’inesausta ricerca di questo paradiso terrestre.

Antonio Giuliodori, il poker rifilato alla Vigor gli vale il titolo di vice capocannoniere con 22 centri stagionali Anche mister Rossetti è alla ricerca di un’identità precisa per il suo team ma sembra essere sulla buona strada. Il difficile match di Fabriano gli ha mostrato l’esistenza di un El dorado capace di mettere in difficoltà la difesa locale e guidare i compagni alla vittoria. Antonio Giuliodori, vestito con il giallo aureo della Nuova Ottrano, è l’Uomo dorato del team e una delle sorprese più interessanti del torneo, in cui è secondo in classifica marcatori.

La gara di Fabriano è stata agonisticamente intensa, a tratti appassionante, tra due squadre a trazione anteriore. La Vigor parte forte ma gli ospiti replicano con autorità. Il botta e risposta ha come protagonisti il bomber Giuliodori e il giovane Trottini, 3 volte a segno con bordate potenti e  micidiali. Sul finire del tempo si sveglia però Focante, l’altro golden boy di casa Ottrano, che firma  due reti di ottima fattura e porta in vantaggio i suoi. La Vigor non si arrende e si mantiene in scia, grazie alle invenzioni del Barone Rosso Bartolini. Il risultato resta in equilibrio fino alla metà del secondo tempo, quando i fabrianesi cominciano ad accusare la fatica per una gara condotta su ritmi elevati. I cartai si innervosiscono e perdono lucidità mentre mister Rossetti sfrutta al meglio le risorse della sua panchina e piazza l’allungo decisivo.

La Vigor cede con l’onore delle armi al termine di una gara ben giocata, dove ha pagato soprattutto la minor ampiezza della rosa e un pizzico di inesperienza. Deve inoltre migliorare nella fase difensiva che a volte pregiudica gli ottimi spunti del duo Bartolini - Trottini, mente e braccio della manovra fabrianese.

La difesa è anche il punto debole della Nuova Ottrano, che continua a incassare troppe reti. Non sempre sarà possibile rimediare alle amnesie della retroguardia con le giocate di un attacco prolifico, confermatosi nell’occasione un’autentica macchina da goal. Per raggiungere l’Eldorado non basta spingere sempre sull’acceleratore e correre al limite ma bisogna anche sapersi difendere dalle numerose insidie disseminate sul proprio cammino.

 

I conquistadores della settimana

In una settimana dedicata alle conquiste bisogna segnalare i protagonisti più brillanti di queste avventure. L’Alchimista seleziona così gli elementi più meritevoli dell’ultimo turno, che condividono con i conquistadores del passato la spregiudicatezza, la personalità e la grandi capacità  fisiche e mentali.

Dopo un’attenta selezione, i migliori conquistadores della quattordicesima giornata sono pertanto:

 

•      Pierantonietti (Virtus Fabriano): la risalita della Virtus è intimamente legata alla solidità della retroguardia, un blocco granitico guidato da un portiere esperto e affidabile. Anche a Gagliole Pierantonietti mostra tutte le sue qualità e ferma le iniziative degli avanti avversari. Il portiere virtussino evidenzia scaltrezza, sicurezza nei propri mezzi e capacità di mantenere la lucidità anche nelle circostanze più delicate; doti che in passato hanno fatto la fortuna di Francisco Pizarro, conquistatore dell’impero Inca.

•      Palmieri (Athletic Osimo): il derby osimano è una prova impegnativa per l’Athletic che deve assolutamente vincere per non perdere contatto dalla vetta. Il vantaggio della Conero rende l’impresa quasi proibitiva ma non scalfisce le certezze di Palmieri. Il centrale osimano chiude ogni spazio in difesa e inizia a proporsi insistentemente in attacco, dove sigla il pareggio. Palmieri non si accontenta  e persegue fino all’ultimo il successo che matura allo scadere su una sua precisa punizione. Coraggio, determinazione e spirito vincente lo avvicinano al celebre Hernan Cortez, capace di abbattere l’impero Atzeco con un plotone di pochi, fidati guerrieri.

•      Romani (Nuova Lif): il segreto della Nuova Lif è la tenacia e la capacità di trovare sempre la soluzione giusta per superare le difficoltà. Contro una coriacea Virtus Penta risulta decisivo Romani, anima di un gruppo compatto e puntuale finalizzatore. Anche lui, come Juan Ponce de Leon, sembra essere alla ricerca della sorgente dell’eterna giovinezza e, alla luce del match di venerdì, sembra averci fatto almeno un bagno…

•      Giuliodori (Nuova Ottrano): “Sono il furore di Dio, la terra che io calpesto mi vede e trema”, afferma Klaus Kinski nello splendido film Aguirre Furore di Dio. Queste parole potrebbero essere state pronunciate da Giuliodori al termine del match con la Vigor, in cui il pivot dei gialli filottranesi ha esibito tutta la sua potenza, precisione balistica e coraggio. Le 4 reti del nuovo Lope de Aguirre, furore di Filottrano, guidano mister Rossetti nella difficile ricerca dell’Eldorado.

•      Maccioni (Altapinus): il nuovo binomio tecnico Cossali-Hoppe vuole colmare le lacune emerse in questo avvio di stagione intervenendo anzitutto su una manovra troppo legata alle giocate dei singoli. Anche a Camerino si è però visto come le sorti dell’Altapinus dipendano dagli estri di Hoppe e Maccioni. L’esterno appignanese si esibisce in splendidi duetti con il cannoniere brasiliano, sforna assist e timbra tre volte anche in prima persona. Estro, generosità e fantasia lo accomunano a Francisco Orellana, protagonista di un’affascinante spedizione alla scoperta dell'allora inesplorato Rio delle Amazzoni.

Prossimo turno: la febbre dell’oro

Nel prossimo turno alcuni conquistadores si scontreranno tra loro nella speranza di riuscire a mantenere ed estendere il loro dominio sul torneo, escludendo pericolosi rivali. I team sembrano preda di una vera e propria febbre dell’oro, acuita dall’incipiente periodo natalizio, che spinge a fare un ultimo sforzo prima di staccare un po’ la spina.

Il match clou è sicuramente quello di Castelbellino, dove i padroni di casa hanno la ghiotta occasione per escludere definitivamente dalla lotta per il titolo una delle rivali più accreditate. L’Athletic è però determinato a tenere in vita una speranza di successo finale e punterà molto sull’orgoglio e l’esperienza dei suoi migliori elementi, stimolati da un incontro di categoria superiore.

Un simile copione va in scena al Cespo dove la Conero cerca di restare aggrappata al treno playoff. Per superare una Nuova Lif ricca di elementi di qualità e dal carattere di acciaio servirà però una prestazione maiuscola, senza timori o cali di concentrazione.

L’incrocio Fabriano - Osimo si ripropone alla Palestra Fermi, dove il Real vuole proseguire la sua autorevole marcia casalinga al cospetto di un Campocavallo generoso e coraggioso ma dalla rosa ristretta. Le numerose opzioni disponibili fanno pendere il pronostico dalla parte di mister Rinaldi.

Sembra senza storia anche l’incontro tra la Virtus e il Cus Camerino. I fabrianesi sono in un ottimo momento di forma mentre gli ospiti annaspano tra propri limiti, ingenuità e improvvise defezioni. L’unico punto interrogativo è costituito dall’assenza di Falcioni, metronomo e uomo cardine dei cartai, che potrebbe complicare i piani di mister Latini.

Match molto interessante anche ad Appignano dove si affrontano compagini un po’ pazze e discontinue, che alternano grandi fiammate a improvvisi black out. Il gioco delle due squadre si basa molto sulle geniali intuizioni di alcuni elementi che daranno vita a una sfida nella sfida. Hoppe-Maccioni contro Iantolo-Cola è infatti un duello di grande spessore, tra i migliori dell’intera categoria.

Se si parla di discontinuità non si può non citare la Nuova Ottrano. I filottranesi vogliono chiudere un anno contraddittorio con un successo che permetterebbe di consolidare la loro classifica. Attenzione però alla grinta di un Grottaccia stimolato dall’aria di derby, intenzionato a dare battaglia fino alla fine.

Il programma è chiuso da due gare che interessano la zona calda della classifica. La Virtus Penta, rinfrancata dai progressi mostrati nelle ultime settimane, spera di cogliere una nuova vittoria casalinga e di abbandonare finalmente l’ultima, scomoda posizione. Un passo falso risucchierebbe però Gagliole nel tumultuoso vortice della lotta per la sopravvivenza; mister Annibaldi, privo di Salvatori, affida le chiavi dell’attacco ai giovani dioscuri Zitti-Della Mora.

Alta tensione anche a Sambucheto dove gli Amici del Tennis vogliono cancellare immediatamente il brutto passo falso di Castelfidardo. Anche la Vigor è però affamata di rivincita. Il canovaccio sembra già scritto: la potenza e la maggiore esperienza dei padroni di casa contro la velocità e l’entusiasmo dei giovani fabrianesi.

 

Cosa accadrà? Lo scopriremo l’anno venturo.

Saluti Alchemici

 

L’Alchimista

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