L'occhio sulla C2 - Girone B - 13° giornata
IL CAVALIERE SOLITARIO
“Le donne, i cavalier, l'arme, gli amori, le cortesie, l'audaci imprese io canto” Con questi versi inizia l’Orlando Furioso, capolavoro della letteratura cavalleresca e testo di base per ogni alchimista che si rispetti.
Di donne si parla fin troppo (spesso a sproposito) sulla stampa e in tv mentre la cortesia sembra scomparsa; non resta quindi che concentrarsi sui cavalieri e sulle loro audaci imprese. Del resto il campionato può essere assimilato a una giostra cavalleresca in cui 16 fieri paladini combattono nella speranza di conquistare un ambito premio.
Il tredicesimo turno era particolarmente atteso in quanto denso di sfide interessanti, sia al vertice che in coda. I responsi sono stati chiari.
Il Castelbellino abbatte in singolar tenzone l’inseguitore diretto e si stacca dalla compagnia, proseguendo solitario il suo cammino. Le minacce per questo cavaliere solitario sembrano provenire tutte dalla contea di Fabriano: la Nuova Lif, ferita ma indomita, resiste in seconda posizione, il Real sbaraglia l’Athletic e sale prepotentemente al terzo posto, la Virtus schianta l’Altapinus e si affaccia nei quartieri alti.
Salgono in classifica anche Tenax e Conero mentre la Nuova Ottrano è rimandata a un ulteriore esame di maturità. I maggiori fermenti si registrano comunque nei bassifondi della graduatoria, dove i significativi exploit dei due fanalini di coda rendono rovente la lotta per la salvezza.
L’Alchimista è particolarmente lieto di discettare sui cavalieri, che gli rammentano gli anni più gloriosi della sua attività e l’opera di Merlino, nume tutelare della categoria. E così, come il celebre Mago, si siede di fronte a una tavola (rigorosamente rotonda) e inizia a narrare le imprese dei cavalieri del girone B della serie C2…
L’armata Braco-leone
Branca, Branca, Branca, Leon, Leon, Leon!
La scorsa settimana è scomparso Mario Monicelli, uno dei più grandi registi del nostro paese, padre della commedia all’italiana. Tra i tanti successi della sua prolifica carriera un ruolo centrale spetta alla saga di Brancaleone da Norcia, in cui Monicelli introdusse un medioevo diverso, simpatico e picaresco. Brancaleone è un personaggio affascinante: coraggioso, sognatore, un grande trascinatore di uomini sempre proiettato verso il compimento di un’impresa.
La sua figura presenta varie analogie con Braconi, frizzante condottiero dell’armata che sta dominando il campionato. Il match contro la Nuova Lif rappresentava per Castelbellino un esame di maturità, superato in grande stile.
L’avvio è particolarmente intenso, con i locali che assumono decisamente le redini del gioco mentre gli ospiti si rendono pericolosi di rimessa. Barchiesi è però attento e dona sicurezza a tutto il team, che inizia a sviluppare le sue rapide e ariose trame. I padroni di casa dominano così la prima frazione, portandosi sul 4-0. La gara sembra finita ma la Lif ha già dimostrato più volte la propria grinta e non molla neanche stavolta; i cartai iniziano a giocare con il portiere di movimento e mettono in difficoltà gli arancioni, meno sicuri in difesa e troppo spreconi nei contrattacchi. I fabrianesi rimontano fino al 2-4 ma la Braconi band riesce a esorcizzare le stregonerie del dottor Casiraghi e sigla la quinta rete che chiude il match.
La Nuova Lif soccombe quindi con onore al termine di una gara in cui, pur sovrastata sul piano del gioco, ha confermato di possedere una forza morale non comune. Micucci e compagni sanno soffrire e non si smarriscono nemmeno nei momenti bui. Sono e saranno sicuramente un avversario ostico nella lotta al vertice.
Castelbellino avvia invece una fuga solitaria con una splendida esibizione. Il team si è espresso al meglio in tutti i suoi elementi; sono comunque degni di una menzione speciale il “bombardiere” Gennangeli e l’estroso Porcarelli, che abbinano eleganza tecnica e concretezza. Un discorso a parte lo merita Braconi, vero prodigio di longevità agonistica: ha giocato quasi tutto l’incontro, mantenendo lucidità in panchina e lottando come un leone in campo. L’armata del Castelbellino prosegue quindi la sua marcia al grido “Braco, Braco, Braco, Leon, Leon, Leon!
I cavalieri del tempio
L’ordine cavalleresco più intrigante e misterioso è sicuramente quello dei Templari, custodi del Tempio di Gerusalemme e intrepidi cavalieri, capaci di coniugare la spiritualità con l’arte della guerra.
Come i Templari, il Real unisce carattere, orgoglio e solidità psicologica con le qualità tecniche e la precisione balistica. I fabrianesi hanno accusato qualche passaggio a vuoto in trasferta ma il tempio della palestra Fermi è sinora rimasto inviolato. Anche contro il temuto Athletic i cavalieri del Real si sono confermati perfetti custodi del tempio.
Nelle battute iniziali i temuti predoni osimani, guidati dal Saladino Baruffi, mostrano cinismo e spietatezza portandosi rapidamente sul 3-0. I locali risentono di un comprensibile sbandamento ma si riprendono trascinati dai giocatori più rappresentativi: le reti della riscossa portano infatti la firma del bomber Angeloni e del capitano Lazzari. I padroni di casa vanno al riposo rinfrancati mentre l’Athletic perde gradualmente la sua sicurezza. Nella ripresa il Real, aggressivo sin dalle battute iniziali, piazza un terribile break di 6-0, con cui ribalta e chiude l’incontro. I fabrianesi tracimano sulla scia delle invenzioni di Ciculi e della potenza di Angeloni; gli ospiti cadono invece in confusione e assistono inermi alla pirotecnica esibizione dei cartai.
Mister Rinaldi esulta per l’eccellente prestazione dei suoi ragazzi, questa volta bravi anche sotto il profilo psicologico. Non era infatti facile recuperare il passivo iniziale e un gara che sembrava compromessa. Il Real si è però confermato complesso di grande valore, pressochè imbattibile tra le mura amiche. Per compiere il definitivo salto di qualità deve però acquisire maggiore autorevolezza in trasferta.
L’Athletic esce invece pesantemente ridimensionato dal match. Il parziale iniziale aveva incanalato l’incontro su binari propizi agli ospiti, incapaci però di mantenere quanto costruito. L’improvviso crollo della ripresa ha mostrato una squadra lenta e macchinosa sul piano del gioco, precocemente inerme e rassegnata alla disfatta. La fragilità psicologica è un tema ricorrente di questa stagione, già altre volte riproposto contro le dirette concorrenti. E’ necessario procedere a un repentino cambio di marcia per provare a risalire una classifica non all’altezza delle aspettative della vigilia e del valore della rosa.
Il cavaliere inesistente
Il cavaliere inesistente è un gradevole romanzo di Calvino, incentrato su un cavaliere prestigioso ma nei fatti inesistente. Il cavaliere si distingue per la splendida corazza indossata e per l’abilità e l’eleganza in ogni suo gesto, anche in battaglia. Ma il cavaliere è privo di sentimenti e una volta tolta la sua candida corazza si scopre inesistente.
Il racconto presenta alcune analogie con la storia dell’Altapinus. Il presidente Poloni ha infatti allestito una squadra valida, ricca di nomi prestigiosi e di elementi di elevato valore tecnico. Purtroppo però a volte i mobilieri mancano di determinazione e spirito agonistico; inoltre la rosa è qualitativamente un po’ sbilanciata su alcuni giocatori. Come accade al cavaliere del romanzo di Calvino, una volta tolta la corazza (rappresentata dagli elementi di maggior valore), il livello del team cala sensibilmente. I sostituti non hanno infatti lo stesso spessore dei titolari.
Questo è quanto accaduto a Fabriano al cospetto di una Virtus rimaneggiata ma animata dal solito furore agonistico. Come sette giorni fa, l’avvio dei locali è travolgente. I fabrianesi si portano rapidamente sul 2-0 ma poi subiscono il ritorno degli ospiti, che riescono a rimettersi in carreggiata grazie alle reti dei due nuovi allenatori, Hoppe e Cossali. La Virtus però non ci sta e, proprio allo scadere del tempo, trova il goal del 3-2. Questa marcatura si rivela fondamentale perché ridà fiducia ai locali e costringe l’Altapinus a una ripresa tutta in salita. Gli appignanesi sono infatti costretti a sbilanciarsi e vengono impietosamente trafitti dalle inesorabili ripartenze dei padroni di casa, che allungano nei primi 10 minuti della ripresa. La gara finisce qui poichè l’Altapinus, stanco e praticamente privo dell’acciaccato Maccioni, tira i remi in barca, mentre la Virtus dilaga.
I padroni di casa ottengono così un successo importante che li avvicina alla zona playoff e lenisce la rabbia per il successo sfumato in extremis contro la Conero. Quella fabrianese si conferma una compagine equilibrata e ben organizzata, dotata di una delle migliori difese del torneo. Note liete provengono inoltre dai progressi dell’attacco, a lungo asfittico e ora finalmente convincente.
In questa occasione gli avanti locali sono stati agevolati dalle incertezze difensive degli ospiti, la cui deludente prestazione ha però numerose attenuanti. La squadra deve infatti adattarsi alla mutata preparazione e al sistema di gioco proposto dal binomio Cossali - Hoppe. A questo proposito la sosta natalizia giunge quanto mai gradita. Inoltre il presidente Poloni dovrà intervenire sul mercato per colmare le lacune della rosa, assicurando cambi di maggiore livello qualitativo. A Fabriano si è infatti notato come l’assenza di un elemento chiave condizioni e deteriori l’intero assetto del team. L’Altapinus resta comunque in piena zona playoff, pronto a giocare le sue carte nel prosieguo del torneo.
Il destino di un cavaliere (2001)
Non tutti i cavalieri sono di elevato lignaggio; a volte si possono guadagnare i gradi sul campo. Questo è quanto mostra il film Il destino di un cavaliere (2001), che narra le vicende di un ambizioso scudiero cui si apre una grande occasione: gareggiare al posto del suo padrone, morto durante una giostra. Il giovane accetta coraggiosamente il compito e, dopo varie vicissitudini, riesce a divenire un vero cavaliere.
Questo è quanto accaduto a Ciavattini, a inizio stagione semplice scudiero in una Conero grandi firme. Nel corso del torneo gli atleti più prestigiosi, stretti tra cali di forma, infortuni e un difficile ambientamento, hanno però offerto un apporto inferiore alle attese. Mister Tesei ha così dato spazio a elementi meno blasonati ma più efficaci e in migliori condizioni fisiche. Ciavattini ha superato positivamente varie prove e sabato scorso ha ricevuto i galloni da cavaliere nell’esaltante match contro Gagliole.
La gara inizia con il botto: Rossetti prosegue l’opera avviata nel recupero di Fabriano e porta in vantaggio i locali. Gli ospiti replicano con Zitti, che timbra due volte e ribalta il punteggio. Un vero cavaliere deve replicare ai colpi di un Artigliere; per questo motivo Ciavattini si spinge in avanti e sigla il pareggio. Un cavaliere deve anche saper cambiare ritmo, colpendo l’avversario con potenza e precisione. Cavattini si esalta quindi in avvio di ripresa con altre due marcature, cui si aggiunge il sigillo di Junior, che sembra chiudere il match. Non bisogna però mai sottovalutare l’orgoglio del Gagliole e l’ambizione dei suoi giovani, anch’essi desiderosi di salire di lignaggio. Il neo arrivato Della Mora, ennesimo gioiellino della Juniores di mister Vitturini inviato dal San Severino alla corte di mister Annibaldi, si mette subito in evidenza e guida i suoi alla riscossa. Le due reti del giovane settempedano e la marcatura di Catalini consentono al Gagliole di cogliere un insperato pareggio.
La prova finale per un cavaliere è però superare le avversità, mostrando pazienza, resistenza e lucidità nello sferrare il colpo decisivo. Ciavattini raccoglie quindi le ultime energie e va a segno altre due volte, regalando la vittoria alla Conero.
Gli osimani esultano per un prezioso successo, giunto al termine di una gara rocambolesca. Mister Tesei può essere soddisfatto del carattere della sua squadra, ancora una volta abile a piazzare la stoccata vincente nel finale. Deve però migliorare sul piano del gioco poiché non sempre Ciavattini potrà ripetere simili, cavalleresche prestazioni.
Note liete anche in casa Gagliole; la sconfitta desta amarezza ma il team è ormai ritrovato nello spirito e nel gioco; l’innesto di elementi di qualità come Della Mora ha ampliato la rosa e incrementato le sue potenzialità, specie in avanti. Il reparto difensivo ha invece mostrato più di una crepa soprattutto a causa dell’assenza del’insostituibile capitano Lucarelli, perno della retroguardia e anima del team. Mister Annibaldi può comunque guardare al futuro con rinnovato ottimismo.
Il cavaliere errante
Il cavaliere errante è una delle figure classiche della letteratura medievale. In genere si tratta di un personaggio costretto a superare prove impegnative e un cammino irregolare, segnato dall’alternanza tra momenti esaltanti ed eventi sfortunati.
Il cavaliere errante del torneo è la Tenax, squadra blasonata e di valore che ha però marciato in modo estremamente altalenante. Il percorso, flagellato da numerosi infortuni, è stato sinora costellato di repentini crolli e inattese rimonte.
Il match con la Vigor comincia nel segno degli ospiti, caricati dalla bella vittoria di Grottaccia. La Tenax ha il solito avvio ritardato ma stavolta non paga pegno perché le frizzanti manovre fabrianesi non vengono concretizzate. Sono invece i locali, finalmente cinici, a colpire per ben due volte, mettendo a frutto la maggiore esperienza. Sul finale del tempo gli ospiti accorciano le distanze e si preparano a un secondo tempo scoppiettante.
Al ritorno in campo il cavalier Iantolo decide però di mitigare gli entusiasmi con un lob calibrato su azione di contropiede, un colpo ormai divenuto il suo marchio di fabbrica. La Vigor si spegne improvvisamente e i padroni di casa si esaltano, mettendo in mostra il meglio del proprio repertorio. La manovra, fluida e spettacolare, mette in difficoltà i disorientati avversari che capitolano ripetutamente sulle percussioni dei locali. Il pesante punteggio finale non rende però merito a una Vigor volonterosa e propositiva, che ha pagato oltremisura il netto cedimento della ripresa. In questa occasione i fabrianesi hanno mostrato tutta la loro incostanza e inesperienza. Un passaggio a vuoto è comunque comprensibile; la squadra conserva tutte le capacità per rifarsi prontamente.
Prova brillantemente superata per il cavalier errante Tenax, che è sceso dalle montagne russe e ha finalmente trascorso un turno abbastanza tranquillo, privo dei soliti convulsi e palpitanti finali. Sull’ottima prestazione complessiva ha sicuramente influito il recupero di alcuni infortunati e l’innesto del neoacquisto Pelagge, subito a segno all’esordio (2 reti). Il destino dei biancoverdi resta comunque legato alle lune dell’insostituibile Iantolo, determinante anche nel superamento dell’ostacolo Vigor.
La spada nella roccia
La storia dei cavalieri si intreccia con quella delle loro spade. Cronaca e leggenda narrano le qualità di strumenti straordinari, spesso magici, al servizio di fenomenali condottieri. Il caso più noto è quello di re Artù, la cui fortune sono state intimamente legate al possesso di Excalibur, una spada dagli immensi poteri, conficcata in una roccia. Come il mago Merlino aveva annunciato, solamente l'uomo in grado di estrarre la spada dalla roccia sarebbe diventato re. Artù, ancora giovane cavaliere, riuscì nell’impresa e potè quindi servirsi di un oggetto dal valore inestimabile.
Mister Rossetti si trova nella stessa condizione di re Artù. La Nuova Ottrano è una squadra dall’ottimo potenziale ancora inespresso. Il reparto offensivo è una spada spesso letale, tra le più affilate del torneo: pochi team dispongono infatti di elementi prolifici come l’inossidabile Sentenza Focante, il nuovo innesto Giuliodori, Carbonari e Jimenez. Nessun tecnico è però mai riuscito a utilizzare pienamente il potenziale del gruppo, che si è spesso fermato sul più bello. Anche quest’anno la Nuova Ottrano si dimostra un’Excalibur affilata ma difficile da maneggiare. In molte occasioni le ottime invenzioni dell’attacco sono state infatti vanificate da ripetute incertezze difensive.
La gara con il Campocavallo è emblematica. I locali propongono sin dall’inizio una prestazione generosa ma confusa: il 2-2 maturato dopo pochi minuti è indice di un incontro altalenante e vibrante, in cui le prodezze si confondono con gli errori. I padroni di casa continuano ad attaccare un Campocavallo rintanato in difesa e pronto a ripartire con letali contropiede. Le numerose assenze obbligano infatti mister Ristè a una gara di puro contenimento, con l’attacco affidato agli estri del solo Manuali.
Il forcing locale sembra sortire gli effetti sperati ad avvio di ripresa quando le incursioni di Jimenez e le stoccate di Giuliodori issano i filottranesi sul 5-3. Gli ospiti, pur decimati, hanno però uno scatto d’orgoglio e si riportano sul 5-5 sfruttando in modo magistrale i calci piazzati e le accelerazioni di un incontenibile Giacchè. Il pareggio finale fa felici gli osimani, bravi a credere in un risultato positivo nonostante le assenze e lo sfavorevole parziale accumulato.
Mister Ristè ha ritrovato la squadra della scorsa stagione, concentrata, determinata e letale nelle palle inattive. La piacevole novità è Giacchè, alla sua migliore prestazione stagionale, che ha mostrato rapidità e resistenza nella corsa e un’estrema pericolosità nelle ripartenze (è stato autore di due splendide reti).
Luci e ombre in casa Nuova Ottrano. Mister Rossetti ha già iniziato a sfruttare meglio i poteri dell’Excalibur filottranese, che ora propone un gioco piacevole, con fraseggi gradevoli ed efficaci. Manca però ancora continuità, specie in fase difensiva, dove frequenti amnesie vanificano il lavoro fatto dal resto del complesso. Se il coach riuscirà a estrarre completamente la spada dalla roccia, le prospettive potrebbero divenire interessanti….
Il cavaliere oscuro
Il cavaliere oscuro è il titolo del più bel film mai girato su Batman. Il capolavoro del regista Nolan ci consegna un supereroe umano e fragile, depresso per gli improvvisi insuccessi ma determinato a non arrendersi. Un cavaliere oscuro, che agisce nell’ombra per riprendersi e ritornare ancora più forte di prima.
Il copione si applica bene anche alla vicenda degli Amici del Tennis. La compagine di Sambucheto debuttava in C2 dopo i fasti della serie D, in cui il suo campo era temuto e a lungo inviolato. L’impatto con la nuova categoria è stato però devastante: gli Amici del Tennis si sono trovati proiettati in un torneo aspro e duro, una tetra Gotham City in cui imperversano demoni più spietati del Joker (Hoppe, Focante, Falcioni….).
Nonostante l’avvio duro e sofferto il team maceratese non si è arreso e da qualche settimana lotta con rinnovato entusiasmo. Come nel film, ultimamente gli Amici del Tennis non lesinano esplosioni ed effetti speciali: 7-10 con la Nuova Lif, 8-4 al Campocavallo e 9-3 alla malcapitata Grottaccia.
Gli ospiti vivono invece un momento di grande difficoltà, tra infortuni, cali di tensione e nervosismo per risultati deludenti. In avvio tentano di contenere gli scatenati avversari che spingono sull’acceleratore e si rendono più volte pericolosi. I cingolani soffrono ma, trascinati da un ottimo Marchegiani (autore di un’altra doppietta), riescono a tenere aperta la gara e a chiudere il primo tempo in svantaggio di una sola rete. Nella ripresa però i padroni di casa continuano ad attaccare con veemenza e Grottaccia cede di schianto. I locali allungano e poi addirittura dilagano, ottenendo un successo prezioso per la classifica ed esaltante per il morale.
Gli Amici del Tennis sono in un momento di splendida forma in tutti i propri effettivi. Oltre ai soliti Giulianelli e Ciabocco, rispettivamente cardine della retroguardia e fulcro del reparto offensivo, si sono distinti Staffolani, in ripresa da un infortunio, e soprattutto Fraticelli, costante stantuffo sulla fascia, dotato di ottimo senso del goal. Il cavaliere oscuro comincia a dispiegare le ali e a risalire sui grattacieli di una Gotham sempre meno tenebrosa…
Situazione opposta per il Grottaccia, alle prese con una profonda crisi di gioco e risultati. Mister Bisio deve assolutamente riuscire a invertire la rotta, intervenendo anzitutto sul profilo psicologico. La squadra ha infatti ultimamente manifestato lacune agonistiche e una scarsa fiducia nei propri mezzi, abbattendosi non appena il vento si fa avverso. L’imperativo primario è ritrovare combattività: la classifica non è ancora drammatica ma la situazione richiede uno spirito diverso…
Il cavaliere pallido
Il cavaliere pallido è un western anomalo, non a caso diretto da Clint Eastwood. Il film narra le vicende di un gruppo di pionieri, che si spingono verso nuovi territori e creano una piccola missione. L’accampamento viene però devastato dalle continue scorrerie di alcuni prepotenti locali. Tra i pionieri inizia a diffondersi sfiducia e rassegnazione ma l’arrivo del "predicatore", uno strano tipo di cavaliere solitario, ridà orgoglio e dignità ai coloni.
La trama ricalca le vicende della Vis Penta: la missione guidata dal presidente Barbarossa aveva iniziato con entusiasmo e buone prospettive l’avventura della C2, ma si era poi afflosciata a seguito dei numerosi insuccessi e colpi subiti. Il gruppo stava iniziando a perdere fiducia e allora il presidente ha deciso di rivolgersi a un cavaliere dall’aspetto pallido che, dopo il successo dello scorso anno vagava solitario nel mondo del futsal. Anche questo coach, un po’ santone e un po’ pistolero, alterna razionalità e vulcanicità. L’unica differenza con il grande Clint è nella passione per il fumo: al sigaro preferisce infatti le normali sigarette, che rendono il suo vizio meno invasivo per gli altri ma decisamente meno romantico.
In poco più di un mese il cavaliere Carlini ha ridato speranza a un gruppo in seria difficoltà. Venerdì il lavoro svolto si è finalmente concretizzato in punti, grazie a una vittoria che ha interrotto la lunghissima serie negativa della Vis Penta.
Il Cus si presenta in veste inedita; mister Merlini deve infatti tamponare alcune pesanti assenze e schiera in porta Bisbocci, il suo miglior cannoniere. Gli ospiti non mostrano però alcuna insicurezza e passano addirittura in vantaggio. I padroni di casa vivono momenti di autentico panico ma il cavaliere pallido, per l’occasione in tribuna, sprona i suoi ragazzi, che riescono a conquistare il pari.
L’equilibrio ritrovato dona nuove energie ai locali, che mettono alle corde il Cus e vanno andati a segno altre 3 volte nella ripresa. Le geometrie di Scarabotti, l’estro di Scalini e la grinta di Ramazzotti scavano la differenza e issano la Vis sul 4-1. A questo punto gli ospiti mutano pelle, spostando in avanti Bisbocci. La mossa è subito premiata da 2 reti del n.6 camerte, che si conferma nell’occasione un vero universale. Ma ormai è troppo tardi per la rimonta e la Virtus può festeggiare una vittoria attesa da ben 10 turni.
Il Cus rimpiange l’avvio di ripresa in cui ha subito troppo passivamente la veemenza dei locali e ha incassato il break decisivo. Purtroppo gli universitari difettano di continuità e accusano pericolose quanto frequenti pause, in cui pregiudicano il risultato finale. Mister Merlini deve lavorare intensamente sulla tenuta fisica e mentale.
Questo compito è stato già svolto da coach Carlini che ha ridato motivazioni e determinazione al suo team. La vittoria di venerdì ha un enorme peso specifico perché muove una classifica statica e premia finalmente i sacrifici del gruppo. Un successo non fa primavera; i problemi non sono cancellati o risolti ma finalmente si delinea la strada da percorrere. E ora il cavaliere pallido può guardare l’orizzonte con maggiore fiducia, assaporando una sigaretta finalmente più dolce…
I cavalieri della Tavola rotonda
Il luogo mitico per un cavaliere è sicuramente Camelot, la reggia dove re Artù radunava i suoi migliori guerrieri intorno alla celebre Tavola Rotonda per discutere questioni di cruciale importanza per il reame. L’Alchimista, come il suo predecessore Merlino (che presiedeva le riunioni a Camelot) seleziona gli elementi più meritevoli che, in virtù delle loro prestazioni, hanno acquisito il diritto di sedere alla Tavola Rotonda del campionato.
Dopo un’attenta selezione, i migliori cavalieri della tredicesima giornata sono pertanto :
• Barchiesi (Castelbellino): la ricerca del Graal è compito duro e difficile, che richiede perseveranza e capacità di resistere alle debolezze e agli errori. Merlino assegnò il compito al prode Parsifal, Braconi invece si affida alle mani di Barchiesi, bravo a farsi trovare pronto e reattivo sulle poche occasioni concesse dalla sua squadra. Il gioco spregiudicato del Castelbellino affonda le sue radici nella sicurezza trasmessa dal suo portiere.
• Scarabotti (Vis Penta): gran parte della manovra della Virtus Penta passa per i piedi di Scarabotti, l’elemento più talentuoso a disposizione del cavaliere pallido Carlini. Nella decisiva gara contro il Cus Scarabotti lotta, detta i tempi del gioco e va anche a segno. Dedizione, spirito di sacrificio e capacità di mantenere la lucidità nei momenti decisivi lo avvicinano a sir Galvano, uno dei più valorosi cavalieri della corte arturiana.
• Fraticelli (Amici del Tennis): gli Amici del Tennis stanno superando prove impegnative, apparentemente insormontabili. Un cardine della risalita del team maceratese è sicuramente Fraticelli, moto continuo utile in difesa e fondamentale in attacco, dove va a bersaglio con regolarità. Le travolgenti sgroppate e la generosità mostrata lo avvicinano a Tristano, cavaliere impetuoso e passionale, capace di sconfiggere un drago e di raggiungere con caparbietà obiettivi impossibili.
• Angeloni (Real Fabriano): ogni armata necessita di un grande stoccatore. Angeloni abbina, come un moderno Lancillotto, potenza e precisione e risolleva una situazione apparentemente disperata. Mister Rinaldi ringrazia così ancora una volta il cavaliere più efficace e letale dell’esercito Real..e
• Ciavattini (Conero Dribbling): maghi e astrologhi avevano a lungo dibattuto su chi potesse estrarre la mitica spada nella roccia ma quasi tutti trasecolarono quando videro compiere il prodigio da uno sconosciuto ragazzino di nome Artù. Mister Tesei ha cercato il suo condottiero in tutto il mondo per poi scoprire che bastava guardare in casa. Ciavattini disputa un match straordinario, segna 5 reti e schianta un combattivo Gagliole. L’impresa compiuta gli vale di diritto il paragone con Artù e il titolo di Re della settimana.
Prossimo turno: alla ricerca del Graal
Nel prossimo turno continua la caccia al Graal, il cui possesso darà l’immortalità e permetterà di salire di categoria. I cavalieri si cimentano in vari duelli, mettendo a dura prova le loro capacità e le virtù fisiche e psicologiche del gruppo.
Il Castelbellino intende proseguire la sua marcia solitaria anche ad Osimo; non sarà facile per un Campocavallo rimaneggiato arrestare l’incedere sicuro della capolista. La Nuova Lif intende invece riprendere l’inseguimento tra le inviolate mura della palestra Fermi. Ospite di turno sarà una Vis Penta galvanizzata dalla recente vittoria conseguita ma con una rosa probabilmente troppo esigua per compiere un difficile exploit.
Giornata apparentemente favorevole anche per il Real, di scena sul campo di un Grottaccia afflitto da numerosi problemi. I padroni di casa dovranno lottare con la massima determinazione per riuscire a strappare un risultato positivo a un avversario di elevata caratura.
Le inseguitrici sono attese a match più impegnativi. Il derby osimano contrappone due grandi deluse del torneo. La sfida si annuncia ad alta tensione, specie in previsione dello spiacevole contraccolpo psicologico che colpirà gli sconfitti. Impegno delicato anche per l’Altapinus, alla seconda trasferta consecutiva. Il Cus sembra in leggera ripresa ma il presidente Poloni ha espressamente chiesto una prova di orgoglio per lanciare il nuovo corso dei mobilieri.
Gara estremamente intensa a Gagliole, dove l’arrivo della Virtus preannuncia un match incerto e dai roventi toni agonistici tra due team tradizionalmente indomiti. La Tenax spera invece di proseguire la sua rincorsa contro gli Amici del Tennis. Mister Bernabeo, si coccola i nuovi acquisti e l’estro di Iantolo; l’ottimo stato di forma attraversato rende però gli Amici del Tennis uno degli ostacoli attualmente più pericolosi del torneo.
Si preannuncia densa di insidie anche la visita della Nuova Ottrano in casa della Vigor. Le dimensioni del campo e l’assetto a trazione anteriore delle due squadre lasciano presagire una gara pirotecnica, un autentico festival del goal tra i talentuosi bomber delle compagini. Paradossalmente la spunterà chi riuscirà ad essere più attento in fase difensiva.
Cosa accadrà? Lo scopriremo la prossima settimana.
Saluti Alchemici
L’Alchimista
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