L'occhio sulla C2 - Girone B - 9° giornata
I
TRE TENORI
L’importanza della Nona. La sinfonia di Beethoven, conosciuta anche come Inno alla gioia, rappresenta uno dei pezzi musicali più celebri di tutti i tempi ed è l’inno ufficiale dell’Unione Europea.
Anche la Nona giornata ha ricoperto una grande importanza nell’economia del campionato, che sembra aver raggiunto una fisionomia più definita. Il turno è un vero Inno alla gioia per tre team, tre Tenori che cantano felici e solitari in vetta alla classifica, dall’alto di note celestiali e di acuti finora inarrivabili per gli altri contendenti.
In analogia con la Nona di Beethoven, la classifica può essere divisa in 4 parti. Il ritmo di marcia delle varie compagini si può infatti definire:
• Maestoso (l’incedere sicuro e autorevole dei primi 3 tenori)
• Vivace (le prestazioni frizzanti e promettenti degli inseguitori Athletic, Altapinus, Nuova Ottrano, Conero)
• Adagio (i vistosi rallentamenti mostrati da Tenax, Virtus, Gagliole)
• Andante moderato (i segnali incoraggianti ma ancora insufficienti inviati da Vigor, Campocavallo, Grottaccia)
• Presto (l’imperativo per Vis Penta, Amici del Tennis e Cus Camerino, alle prese con una classifica sempre più precaria).
L’Alchimista apprezza la musica classica sin dai tempi in cui prestava i suoi servigi nelle varie corti europee. Accompagna così con la musica i pensieri, producendo una commistione di suoni e immagini: nelle orecchie il suono della “Gran Nona del Ludovico Van”, negli occhi le gesta della Nona giornata Il commento del turno appena disputato sarà quindi svolto nel segno di magiche note…
L'incompiuta
La trasferta di Sambucheto sembrava un impegno apparentemente scontato per la capolista Nuova LIF. I testacoda nascondono però sempre delle insidie, come mostrò in passato la Roma (tonfo interno con il Lecce già retrocesso) e, più recentemente, il Cus Macerata (la scorsa stagione perse tre punti fondamentali per il primato finale sul terreno del fanalino di coda Littlehouse).
La prima frazione sembra però fugare i residui timori poiché i cartai trovano subito la via della rete e, pur se con qualche inatteso patema difensivo, vanno al riposo sul 6-3. Gli ospiti credono di aver chiuso i conti, ma non considerano l’orgoglio di Amici del Tennis finalmente determinati e convinti. I padroni di casa, già positivi nel primo tempo, rientrano in campo trasformati e mettono sotto pressione i titolati ospiti. La difesa fabrianese non riesce a fermare le percussioni degli scatenati Brasili e Ciabocco; i locali recuperano fino al 7-8 e sembrano poter completare la rimonta. Ma quando il fantasista di Sambucheto, tra i migliori in campo, non riesce a concretizzare il tiro del pari, sull’impianto iniziano ad aleggiare le note dell’Incompiuta, capolavoro di Schubert. Lo scampato pericolo sprona i cartai, che reagiscono con prontezza. La LIF ritrova lucidità e piazza l’allungo decisivo con freddezza e cinismo.
I fabrianesi possono così gioire per un risultato prezioso e sofferto. Hanno però mostrato inattese amnesie difensive, con Micucci più attento agli inserimenti in avanti (4 reti) che alle coperture. Il successo è stato confezionato dal solito attacco atomico, in cui sono andati a segno ben 5 elementi e ha brillato il genio mozartiano di Paolo Amadeus Amadei.
I padroni di casa subiscono un’amara sconfitta, ma traggono fiducia da una prestazione finalmente positiva. L’asfittico reparto offensivo si è ripreso, trascinato dalle prestazioni di Brasili (3 reti) e Ciabocco (2 goal). L’incompiuta di questa settimana non deve alimentare ulteriori recriminazioni, ma può far crescere la consapevolezza nei propri mezzi. I rimpianti si proiettano soprattutto sulle gare precedenti: se gli Amici del Tennis avessero sempre lottato con questa grinta e convinzione probabilmente la classifica sarebbe diversa. Ora è assolutamente necessario confermare i progressi mostrati nel prossimo scontro salvezza di Gagliole.
Così fan tutte
In un torneo caratterizzato dalla profonda crisi del fattore campo, il Pala Martarelli rappresenta sempre più un’eccezione. Il Castelbellino non ha infatti finora concesso scampo agli avversari che si sono presentati sul proprio terreno. La Virtus Fabriano era arrivata con intenzioni bellicose e caricata da una serie di risultati favorevoli ma, Così (come) fan tutte ha dovuto infine arrendersi.
La partita è stata equilibrata e molto combattuta. I locali, più concreti, chiudono in vantaggio il primo tempo. Nella ripresa il match si infiamma; si susseguono numerosi capovolgimenti di fronte e cresce lo spirito agonistico. I padroni di casa provano ad allungare ma la Virtus si mantiene in partita. Nel momento chiave il Castelbellino mostra maggiore lucidità. Braconi si conferma la mente della squadra mentre il braccio è il bomber Giacchè, determinante grazie ai suoi intelligenti movimenti e al suo senso del goal (2 reti). I locali resistono agli ultimi contrattacchi fabrianesi e raggiungono un successo fondamentale, al termine di un incontro particolarmente impegnativo.
Ancora una volta Castelbellino dimostra una superiore capacità di gestire la partita; tale dote deriva in larga misura dall’esperienza e dalla sagacia del suo mister e di alcuni giocatori di categoria superiore.
La Virtus ha disputato un gara generosa, in cui ha evidenziato il suo valore e le sue capacità agonistiche; i fabrianesi pagano però la ristrettezza di un organico decisamente meno ricco rispetto ai padroni di casa. La manovra dipende molto dalle lune e dalle iniziative di alcuni elementi; mancano sostituti capaci di assicurare cambi di ritmo e variazioni tattiche.
La Conero è mobile…
“La donna è mobile qual piuma al vento, muta d’accento e di pensier”. Ciò che Verdi diceva della donna vale anche per la Conero. Nel secondo impegno consecutivo tra le mura amiche, la compagine osimana cambia infatti completamente volto. La squadra abulica e scarsamente incisiva degli ultimi 2 turni “muta d’accento e di pensier” e contro la Vis Penta ritorna l’inesorabile rullo compressore dei primi 3 match casalinghi. Sul cambiamento influisce molto l’avversario di giornata: la Vis Penta attraversa una grave crisi di risultati e la sua difesa è molto più permeabile del fortino blindato del Real.
G
li ospiti hanno però avuto un ottimo inizio: galvanizzati dall’arrivo del nuovo mister Carlini, si sono difesi con ordine, contenendo gli attacchi di una Conero propositiva ma ancora troppo frenetica e imprecisa.
Nella ripresa cambia l’inerzia della partita e gli osimani si adattano, “qual piuma” al nuovo vento. La brezza che spinge i locali arriva dal Sudamerica poiché salgono in cattedra Junior e Pato, con 2 reti e giocate di qualità. Il break è completato da Ciavattini, le cui 2 realizzazioni portano i senza testa sul 5-0. La Vis Penta può solo abbozzare un’orgogliosa reazione finale, che vale il punto della bandiera.
La Conero riprende il suo cammino al termine di una prestazione ancora troppo alterna. La squadra è parsa a lungo contratta e poco lucida e ha mostrato le sue qualità solo nella ripresa. Mister Tesei dovrà lavorare intensamente sul piano psicologico, aumentando la convinzione e l’autostima di un team ancora troppo carente a livello di personalità.
La Vis Penta ripropone invece l’ormai classico copione, fatto di buoni primi tempi seguiti da crolli repentini e verticali nella seconda parte della gara. Mister Carlini deve migliorare la tenuta, fisica e mentale, dei suoi ragazzi. Non è escluso il ricorso a qualche nuovo innesto, utile per rimpinguare l’organico; la panchina corta impedisce infatti di mantenere lucidità per tutta la gara.
L’oro del Giano
“L’oro del Reno” è la celebre opera con cui Wagner introduce l’eroica saga dei Nibelunghi. Il prezioso metallo non si trova solo nei fiumi tedeschi, ma abbonda anche nei corsi d’acqua nostrani. Il Real ha dimostrato anche venerdì lo splendore e il valore dell’Oro del Giano, costituito da una squadra sempre più sicura e spettacolare.
I cartai hanno sbrigato con autorevolezza la pratica Cus Camerino, superato con 6 reti, equamente divise nelle due frazioni. Anche stavolta è emersa la versatilità e la qualità di una rosa ampia e variegata, in cui abbondano gli uomini dotati di senso del goal. La copertina spetta al bomber Angeloni (2 reti), ma si sono confermati anche l’utilissimo Marco Di Ronza, l’eclettico Ciculi, il letale Morelli. La nota più lieta è certamente il ritorno al goal di Simone Di Ronza, a lungo assente dai campi di gioco. Il rientro di Tritolo arricchisce il già munito arsenale offensivo del Real. Mister Rinaldi non può che sorridere, confortato anche dalla prestazione della difesa, imbattuta nelle ultime 2 gare.
Nulla da fare per il Cus, afflitto dai soliti problemi di formazione. Del resto, non è sicuramente in casa del Real che mister Merlini deve trovare i punti per la salvezza. Bisogna però cercare di correggere i difetti ormai cronici del team, potenziando un attacco troppo leggero (Cocchi, dove sei?) e registrando una difesa troppo fragile.
Un intenso melodramma
Il melodramma è un genere musicale a tinte forti, basato su una trama romanzesca, ricca di colpi di scena, spesso al limite dell'inverosimile. La gara di Castelfidardo fornisce un perfetto esempio di questo tipo di opera.
L’Athletic sfrutta con intelligenza la solita partenza ad handicap della Tenax, incapace di entrare subito nel clima della partita. Gli ospiti si portano sul 2-0 e controllano agevolmente la gara.
La Tenax, ancora in formazione di emergenza, non riesce a replicare e chiude in svantaggio al prima frazione. Nell’intervallo si compie però la consueta trasformazione: i bianco verdi rientrano in campo con nuova energia, vanno subito a segno con il gioiellino Schiavoni e pareggiano a metà tempo con mister Bernabeo, stavolta impegnato anche in veste di giocatore.
La gioia è però di breve durata poiché l’Athletic affonda di nuovo il colpo. Il team osimano è ricco di elementi esperti, capaci di approfittare con maestria delle disattenzioni avversarie e di punire avversari svuotati dallo sforzo effettuato. Gli ospiti conquistano quindi un 4-2 che consegna loro un meritato s
uccesso.
L’Athletic coglie così un’altra vittoria esterna grazie a un irresistibile break finale, come nel derby di sette giorni fa. La capacità di risolvere le partite nella ripresa evidenzia l’esperienza e la lucidità del team, che sembra aver definitivamente superato le incertezze di qualche tempo fa. Resta ancora da migliorare la mira: la scarsa precisione ha infatti impedito di mettere molto prima al sicuro un successo ampiamente meritato.
La Tenax ha offerto una prestazione generosa ma è stata penalizzata dai suoi tradizionali limiti: non si può sempre andare sotto nel punteggio perché, contro squadre smaliziate e ben attrezzate è arduo risalire. La sconfitta infigge un duro colpo alle ambizioni dei biancoverdi, afflitti da parecchie defezioni. Mister Bernabeo ha sinora ricevuto buone risposte da giovani che però sono ancora un po’ acerbi (eccetto Schiavoni, che ormai è già una piacevole realtà); per raggiungere future soddisfazioni è necessario ritrovare il completo organico.
Toccata e fuga
La toccata e fuga è il pezzo che ha lanciato e reso celebre il giovane Bach agli inizi della sua carriera. Ed è anche il pezzo che ha lanciato in orbita l’Altapinus a circa 1/3 del campionato.
La gara di Grottaccia si presentava infatti densa di pericoli per la truppa del presidente Poloni, reduce da un rovescio interno e opposta a padroni di casa ansiosi di cancellare le ultime, deludenti prestazioni. Il match mostra sin da subito il forte spirito agonistico tipico di un derby, anche se il ritmo non è particolarmente elevato. Gli ospiti assumono l’iniziativa ma le loro manovre, lente e basate su spunti individuali, sono arginate dall’attenta difesa locale, sapientemente guidata dal rientrante Porro. Gli uomini di mister Bisio non rinunciano però ad attaccare e passano in vantaggio grazie a un inserimento del dinamico Balloriani.
Nella ripresa l’Altapinus alza il baricentro del gioco e stringe progressivamente alle corde i padroni di casa. Il risultato però non muta, per l’imprecisione degli avanti e per i grandi interventi dei portieri (soprattutto quello del Grottaccia). All’improvviso gli ospiti piazzano un letale uno-due, grazie a una proiezione offensiva di Cossali e a un contropiede di Hoppe. I locali protestano vigorosamente per una presunta irregolarità e concludono il match in inferiorità numerica, senza più riuscire a impensierire Bora.
L’Altapinus coglie una vittoria di platino al termine di una gara apparentemente stregata, in cui ha mantenuto a lungo un predominio spesso sterile, a causa di una manovra troppo laboriosa e scontata. Alla fine è risultata provvidenziale la classe di Hoppe, spietato nella prima vera occasione disponibile.
Grottaccia recrimina invece per un pari sfuggito proprio sul finale. L’amaro esito del match non cancella la buona prestazione del team, che sembra aver ritrovato una buona tenuta difensiva grazie al recupero di Porro e alla grande prestazione dell’estremo difensore. Mister Bisio paga invece la leggerezza dell’attacco, privo dei suoi principali terminali offensivi.
Quartetto d’archi
Il match di Filottrano ha dato nuova visibilità al quartetto d’archi, un genere musicale caratterizzato da composizioni passionali e armoniche. La splendida prova d’orchestra fornita dalla Nuova Ottrano è stata infatti arricchita da una superba esibizione di 4 archi, 4 marcatori che hanno segnato tutte le 10 reti del team. Le eleganti giocate dei violini Farinelli e Carbonari si sono accompagnate alle accelerazioni fulminanti della viola Focante e alla potenza del violoncello Giuliodori, in una combinazione che ha stordito il Gagliole. .
Il match inizia però nel segno degli ospiti, subito in vantaggio su preciso colpo di testa di Salvatori. La fortuna aiuta i locali, che pareggiano su una carambola e poi sfruttano con cinismo una palla recuperata. Gagliole impatta prontamente ma la Nuova Ottrano allunga sul finale del tempo, concluso sul 4-2. Nella ripresa si attendono gli attacchi ospiti, ma si assiste invece a un monologo dei filottranesi, ripetutamente in rete contro avversari allo sbando.
La Nuova Ottrano supera così brillantemente un altro ostacolo e mette in evidenza un attacco prolifico, dove furoreggiano Sentenza Focante e il panzer Giuliodori, nell’occasione anche utilissimo uomo assist.
Le manovre rapide e spettacolari dei filottranesi hanno messo a nudo i problemi del Gagliole, in precaria condizione atletica e bersagliato dalla sorte: nell’occasione si è infortunato anche il portiere, che ha però stoicamente continuato a immolarsi, pur con un braccio ferito, sui tiri dei locali. Il pericolo più grande è però la rassegnazione mostrata nella ripresa, quando gli ospiti sono sembrati slegati e sfiduciati come naufraghi in balia del mare avverso. Per cambiare una musica davvero poco rassicurante è’ assolutamente necessario ritrovare la compattezza e convinzione perdute.
Paganini non ripete
Il celebre motto si addice alla Vigor che, come il grande violinista, non ripete l’exploit del turno precedente.
La gara contro il Campocavallo rappresenta comunque un ulteriore passo in avanti nella crescita del team fabrianese, sempre più consapevole dei propri mezzi. I vigorini iniziano a razzo e mettono ripetutamente in difficoltà un Campocavallo basito. La celebrata retroguardia ospite crolla rovinosamente sotto le rapide incursioni dei padroni di casa, nettamente superiori per ritmo e freschezza. Dopo aver raggiunto il 6-1 i locali cadono vittime della loro scarsa esperienza. Campocavallo si desta dal torpore e riduce il passivo sul finire della prima frazione. Le due reti spostano l’inerzia del match, sovvertendo il quadro psicologico. Gli ospiti credono nella rimonta mentre i padroni di casa temono di dissipare quanto costruito. La rapidità diviene frenesia, l’entusiasmo si tramuta in nervosismo: la Vigor subisce così la rimonta di un Campovallo capace di recuperare con grinta e forza di volontà una gara quasi compromessa.
I vigorini ottengono un punto amaro e un po’ beffardo ma possono consolarsi con l’ottima prestazione fornita. Si è particolarmente distinto il reparto offensivo, dove ha brillato il solito quartetto, in cui si fonde la tecnica di Bartolini, le doti balistiche di Trottini e il senso del goal di Repupilli e Haskaj. Sono però riemerse alcune lacune difensive, amplificate dalle ridotte dimensioni del rettangolo di gioco.
Il campo ha sicuramente influito sulla prestazione del Campocavallo, stranamente prolifico in attacco e permeabile in difesa. Il terreno di gioco ha favorito i tiratori come Corallini (3 reti) ma ha anche pregiudicato riferimenti ed equilibri difensivi. Mister Ristè deve comunque intervenire per evitare altre partenze ad handicap: le disattenzioni iniziali costringono la squadra a rincorse affannose e disperate, che non sempre possono riuscire.
I compositori della settimana
Turno caratterizzato da meravigliosi assoli, splendide prove di squadra, affascinanti virtuosismi e prestazioni vibranti. In una giornata all’insegna della musica, l’Alchimista seleziona gli autori delle migliori melodie, i compositori delle sinfonie più affascinanti e vincenti della settimana.
Al termine di un’attenta selezione, i compositori dell’ottava giornata sono pertanto:
• Bora (Altapinus): La gara di Grottaccia vive sulle prodezze dei due portieri. L’estremo locale compie numerosi ottimi interventi mentre Bora si esibisce in uscite precise e tempestive, che salvano una squadra sbilanciata alla ricerca del pareggio. La prestazione è però sublimata da un nobile gesto: sull’1-1, a pochi minuti dalla fine di una gara tirata, Bora segnala un suo tocco non visto dall’arbitro, concedendo così ai locali un pericoloso corner. Non era facile né scontato mostrare fair play in quel momento, ed è anche “da certi particolari che si giudica un giocatore”. Abilità, sensibilità e visione romantica dello sport richiamano un elegante e delicato Notturno di Chopin.
• Micucci (Nuova LIF): Nelle previsioni della vigilia la trasferta di Sambucheto era considerata una semplice passerella per gli stoccatori della Nuova LIF. In realtà l’incontro è stato incerto ed equilibrato, vinto dai cartai grazie alla grande prova di Manuel Micucci, mattatore dell’incontro con 4 reti. La colonna sonora della sua prestazione, fatta di potenza, spirito combattivo e autorevolezza, non può che essere una sinfonia di Beethoven (forse la Quinta, l’Eroica)
Corallini (Campocavallo): Il viaggio del Campocavallo si tramuta presto in un incubo. La trasferta fabrianese diviene un duro esilio, in un terreno sconosciuto e ostico, alla mercè delle incursioni dei padroni di casa. La storia ricalca le vicende degli Ebrei a Babilonia, narrate nel Nabucco. Ma Corallini, da vero capitano, stoppa ogni lamentela e avvia la riscossa. Le sue 3 reti sono le fondamenta su cui gli osimani costruiscono la rimonta. Il fragore dei suoi tiri e la volontà di non arrendersi al fato sono elementi tipici delle opere di Verdi.
Giuliodori (Nuova Ottrano 98): la Nuova Ottrano soffre nella prima frazione la determinazione di un Gagliole roccioso. Nella ripresa però si trasforma e annienta le resistenza degli ospiti. Il grande protagonista è Giuliodori, che segna 4 reti, sforna assist a ripetizione e vince il duello con capitan Lucarelli (impresa particolarmente difficile per un pivot). Il suo calcio, potente, incisivo e incalzante, sembra la Cavalcata delle Valchirie di Wagner (pezzo che, in Apocalypse Now, accompagna una delle più famose scene di ogni tempo).
Giacchè (Castelbellino): Castelbellino incontra maggiori difficoltà del solito ad andare in rete contro un avversario ostico come la Virtus. Mister Braconi si affida a Giacchè, vivace e presente nei frangenti decisivi. Il pivot sale alla ribalta nella ripresa e, con due reti e un continuo movimento, mette in difficoltà la retroguardia fabrianese. Censo e carriera, presente e passata, lo accostano a Giovan Battista Pergolesi, gloria musicale di Jesi e dell’intera regione.
Prossimo turno: Nessun dorma
La colonna sonora del prossimo turno è il Nessun Dorma della Turandot: è necessario mantenere la massima attenzione, onde evitare spiacevoli e deleteri scivoloni.
Il terzetto di testa è infatti atteso da impegni molto insidiosi, da affrontare con estrema cautela. La capolista Nuova LIF riceve la visita di una Tenax incerottata ma sempre pericolosa, soprattutto se i suoi uomini guida trovano una serata di particolare ispirazione. Impegno ancora più difficile per il Real, atteso dalla Virtus Fabriano in un derby tradizionalmente aspro e combattuto. La sfida rappresenta il match clou della settimana e propone un interessante confronto tra la manovra corale e rapida del Real e gli irresistibili assoli e la potenza della Virtus.
Sembra stare meglio il Castelbellino; la Vis Penta, stimolata dal cambio di panchina, è però fermamente intenzionata a interrompere una serie negativa decisamente troppo lunga.
Match ad alto rischio anche per l’Altapinus, che ospita una Conero ansiosa di mostrare la propria competitività anche con le grandi. La sfida è uno stimolante incrocio tra due opposte visioni del futsal: il gioco dei padroni di casa, più orientato sugli spunti individuali, contro le manovre corali e collettive degli ospiti.
L’Athletic sta alla finestra e spera di approfittare dei vari scontri al vertice; mister Sbacco non deve però sottovalutare la freschezza della Vigor, che potrebbe mettere in difficoltà i giocatori di casa, più esperti ma anche meno rapidi.
Sfida tra opposte filosofie di gioco anche a Camerino, dove l’asfittico attacco del Cus si contrappone al pirotecnico reparto offensivo della Nuova Ottrano. I padroni di casa recuperano gli squalificati dell’ultimo periodo e sperano di sfatare la maledizione del parquet casalingo. La Nuova Ottrano, caricata dagli ultimi successi, intende però proseguire la sua risalita in classifica.
Duelli intensi anche in coda, dove si affrontano team reduci da cocenti delusioni. Campocavallo–Grottaccia è un incrocio pericoloso tra squadre rimaneggiate, chiamate a sopperire alle numerose assenze con grinta e spirito agonistico.
Incontro ad alta tensione anche a Gagliole: i locali sperano di interrompere la serie nera; gli Amici del Tennis ammirati nell’ultimo turno sono però un avversario più ostico di quando dica la classifica.
Cosa accadrà? Lo scopriremo la prossima settimana.
Saluti Alchemici
L’Alchimista
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