L'occhio sulla C2 - Girone B - 7° giornata
CASE STREGATE

Casa, dolce casa? Non sembrerebbe proprio, almeno negli ultimi tempi.
Quello della casa è un tema estremamente attuale: il dibattito politico si concentra intorno alla reale proprietà di alcune dimore, gli economisti dedicano speciale attenzione al mercato delle abitazioni, i sociologi si interrogano su una società sempre più egoista e chiusa nei propri spazi. La casa è spesso associata ad arcani principi naturali, (si pensi al Feng Shui), a elementi spirituali o addirittura magici.
La dimora stregata è un tema classico della letteratura, del cinema e anche dello sport. Solo quest’estate è cessata la maledizione lanciata contro il Genoa da una contadina che proprio 100 anni fa si vide privata della luce del sole sui suoi orti dal costruendo stadio di Genova. L’anatema diceva: "Genoa, non vincerai nulla per i prossimi cent'anni; non vedrai più la luce delle vittorie, così come io non vedo più la luce del sole".
Le case stregate caratterizzano anche il futsal: il settimo turno del girone B della C2 ha visto un crollo del fattore campo, con ben 5 vittorie esterne su 8 incontri. I casi sono molto diversi e vanno dall’incidente di percorso al problema persistente, dall’ossessione al crollo. Restano invece invitte alcune dimore, la cui aurea positiva sembra immune da ogni attacco esterno.
L’argomento chiama direttamente in causa l’Alchimista, da sempre impegnato con case più o meno magiche, esperto nel creare sortilegi per rendere impenetrabili alcuni luoghi e per entrare in altri, da tempo inaccessibili.
Le parole non riescono facilmente a spiegare l’influsso magico delle varie magioni; si aiuterà quindi con immagini e riferimenti tratti dal cinema, che ha trattato ampiamente di case stregate…..
Ciack, si gira! Iniziando dalle dimore con influsso positivo...
Fortezze inespugnabili
La città proibita
La Città Proibita, soggetto del più costoso film mai girato in Cina, è il palazzo imperiale della dinastia Ming e nessuno, a parte i membri della famiglia, vi può entrare senza il permesso dell’Imperatore. Anche il Pala Martarelli è residenza dedicata al Castelbellino; l’imperatore Braconi ha precluso l’accesso a
tutti gli altri team e nessuno è finora è riuscito a uscirne indenne, o almeno a cedere con uno scarto inferiore a 3 reti. Il Conero sembrava un candidato ideale per sfatare il tabù, ma cade subito vittima dell’influsso del luogo e va sotto già al primo minuto. La gara si svolge su ritmi intensi e serrati, con contrattacchi da ambo le parti. I contendenti non si risparmiano e lottano su ogni palla; gli animi si fanno sempre più accesi e diventano infine roventi, tra cadute vere o presunte, incontri e scontri di gioco. L’arena conferma però la sua natura magica: sdegnata per alcuni eccessi verbali e comportamentali, per le molte scorrettezze e alcune nefandezze, decide di aprire le sue porte (ancora una volta magiche) a un elemento di classe pura e di nobile lignaggio come Fioretti, il cui 2-0 segna l’incontro. C’è ancora un tempo, ma il Conero non riesce a penetrare nella difesa locale, presidiata da un attento Barchiesi; sono invece ancora i padroni di casa a trovare la rete che chiude l’incontro.
Il Pala Martarelli lancia in orbita Castelbellino e rimanda il Conero, incapace di affrontare con la giusta determinazione le gare in trasferta e ancora una volta chiamata a una partenza in salita… Mister Tesei è comunque atteso da campi meno ostici…
La città incantata
Dopo le delusioni di Appignano, il Real ritorna tra le amate mura casalinghe. La Palestra Nuova Fermi ha finora rappresentato una città incantata, che (come nel famoso film del Maestro Miyazaki) proietta i cartai in un universo magico, capace di moltiplicare forze, lucidità e qualità. Il leit motiv si ripropone anche stavolta, pur con un copione differente.
Il Real, ancora shoccato dall’ultima sconfitta e privo del capitano Lazzari, sembra lento e involuto, incapace di creare pericoli alla ben disposta difesa ospite. Al contrario la Vis Penta mostra una maggiore determinazione e passa meritatamente in vantaggio sfruttando al meglio un’ingenuità difensiva. Sul finire del tempo Angeloni trova, con un potente tiro da fermo, una rete che si rivelerà decisiva. Il goal esorcizza infatti i timori iniziali e accende il Real. I cartai vanno in vantaggio a inizio ripresa su ottimo assolo di Baldoni e poi allungano in modo decisivo.
Mister Rinaldi può così festeggiare la conquista di tre punti fondamentali e la prova di maturità dei suoi ragazzi, bravi a non demoralizzarsi di fronte alle avversità e pronti ad accelerare e colpire al momento giusto.
La Vis Penta è vittima invece del solito, crudele copione: la squadra ha una buona partenza ma non riesce a mettere a frutto quanto costruisce. L’incapacità di chiudere le gare si rivela letale nella ripresa, quando il team accusa un calo e subisce la puntuale rimonta avversaria. Per risollevare una classifica finora ingiusta urge maggiore continuità, per tutti i 60 minuti.
Ghostbusters
Il celebre gruppo di cacciatori di fantasmi ha trovato una degna controparte in Italia. Il trio Iantolo-Cola-Schiavoni è infatti riuscito a scacciare gli spettri che si erano a lungo annidati nell’impianto di Castelfidardo. La gara comincia, al solito, con una Tenax contratta e imprecisa. Nemmeno un rapido vantaggio riesce a cambiare un copione che quest’anno sembra immutabile. I locali vanno in difficoltà e il Gagliole, propositivo e coraggioso, prima impatta e poi completa la rimonta, chiudendo in vantaggio la prima frazione.
Per l’ennesima volta, all’intervallo aleggiano strani fantasmi sulla testa dei biancoverdi. La ripresa non sembra modificare lo spartito ma, quando la nebbia inizia a farsi più fitta, salgono in cattedra i ghostbusters con le loro armi preferite: Schiavoni inventa, Cola finalizza (terza doppietta consecutiva) e Iantolo delizia la platea con l’ennesima tripletta di questo suo sofferto campionato, vissuto in altalena tra reti e acciacchi.
La Tenax alla fine ritrova il sorriso, anche se si può compiacere solo del risultato e della prova di forza delle sue individualità. Resta invece da lavorare sulla manovra, apparsa meno fluida del previsto, e su una difesa ancora troppo vulnerabile.
Gagliole può invece rammaricarsi per una sconfitta troppo netta nel punteggio, figlia di un improvviso calo nella ripresa. A differenza della gara di Osimo, la squadra si è sfaldata nel secondo tempo, quando non è riuscita a fermare i solisti bianco-verdi. Mister Annibaldi recrimina comunque anche per alcune circostanze sfortunate, come la rete del 3-2 locale, giunta su un discusso fallo di mano (punito con rigore ed espulsione). Ha pesato anche l’assenza del bomber Zitti, le cui doti balistiche avrebbero sicuramente creato qualche imbarazzo alla non impeccabile difesa locale.
Dimore da incubo
Così lontano, così vicino
Il titolo del film di Wim Wenders ben si addice all’incontro andato in scena venerdì scorso. Le due squadre sono infatti vicini di casa, uniti dal luogo in cui vivono, da alcune esperienze comuni, ma con vite attuali e da prospettive esattamente agli antipodi. Così lontani in classifica, così vicini nella città, così lontani nel passato dei team (Vigor in B, Nuova Lif in D), così vicini nel passato dei giocatori (molti elementi della LIF sono ex vigorini, a cominciare da Amadei, Zamponi, Micucci).
Il pronostico sembrava scontato, ma il match, così come il derby fabrianese della scorsa settimana è stato a lungo in equilibrio. Il rapido vantaggio ottenuto sembrava il preludio a una cavalcata trionfale dei primi della classe ma i sempre più convincenti giovani vigorini hanno rimontato prontamente, portandosi sul 2-1 per poi cedere solo sul finale del tempo. A inizio ripresa i locali riescono a pareggiare, trascinati dalla coppia Repupilli-Bartolini.
La Nuova Lif è però più smaliziata, esperta e dispone di maggiori alternative. Si porta ancora in vantaggio, poi allunga e chiude con sicurezza la gara. Il punteggio finale è però troppo pesante per una Vigor convincente, che nelle due ultime prestazioni ha dimostrato di non meritare lo 0 in classifica. I giovani fabrianesi stanno crescendo di partita in partita e ora sono chiamati a esprimersi al meglio anche fuori dal clima del derby.
La LIF continua, pur con qualche inatteso patema iniziale, la sua splendida marcia, mostrando ogni volta l’ampiezza e la qualità del suo roster. Stavolta, assenti Amadei e Pallotta, a secco Tombolini, si sono esaltati due ex vigorini come Micucci e il sempre più determinante Zamponi (entrambi autori di una doppietta). Due reti anche per la bandiera Romani, anima di un team che guarda sempre più lontano…
Quella sporca dozzina
Continuano le incursioni esterne dell’Altapinus. La truppa di mister Tantucci, reduce da tre vittorie consecutive contro avversarie di spessore, è chiamata all’ennesima missione difficile. Espugnare il parquet del Campocavallo è compito impegnativo, come possono testimoniare gli stessi mobilieri, sonoramente sconfitti al Cespo lo scorso anno.
Quest’anno la missione è affidata a una dozzina di uomini, i 10 giocatori più il mister Tantucci e il presidente Poloni. Trainer e dirigenza sono infatti riusciti a trasformare un gruppo di solisti dalle ottime potenzialità in una squadra unita e compatta, affiatata e pronta a sacrificarsi per il bene comune.
I locali speravano di mettere in difficoltà con la loro ragnatela difensiva gli avversari, ma in questo momento l’Altapinus ha una marcia in più e lo dimostra con un avvio bruciante, che vale il 2-0. I padroni di casa accorciano sul finire del tempo ma in avvio di ripresa sono ancora gli ospiti ad allungare. I numerosi e spettacolari interventi di Pesaresi tengono in partita un Campocavallo che si rifà ancora sotto ma viene prontamente respinto dagli ospiti.
L’Altapinus chiude con pieno successo la sua missione e si conferma la squadra del momento; la prestazione è stata ottima e il punteggio finale sta addirittura stretto ai mobilieri. Hoppe, autore di altre 2 reti, svetta solitario in classifica marcatori; Maccioni si conferma degna spalla del brasiliano in un attacco a tratti incontenibile. La nota più lieta è comunque fornita dal reparto arretrato, sempre più sicuro nelle chiusure e autorevole negli sganciamenti offensivi.
Resta poco da recriminare per il Campocavallo, nettamente superato dall’avversario al termine di una prestazione sottotono; stavolta gli artifizi di mister Ristè non sono riusciti a bloccare i lanciati avversari e gli osimani si sono trovati nella posizione a loro poco consona di inseguitori. I generosi tentativi dei locali hanno evidenziato i consueti limiti offensivi e finito alla lunga per squilibrare il reparto difensivo. Ancora una volta la gara del Campocavallo si è decisa nella prima frazione: la squadra, sicura e autorevole nella gestione e nel mantenimento del risultato, va in sofferenza quando deve recuperare. L’imperativo categorico è quindi quello di evitare ulteriori false partenze.
Poltergeist
Il termine Poltergeist indica l’inquietante manifestarsi di rumori, spostamenti e altri eventi soprannaturali che per un periodo temporaneo colpiscono un luogo. Tale fenomeno si verifica da un po’ di tempo a Grottaccia: i locali avevano costruito la loro promozione sul grande rendimento tra le mura amiche e, come ogni neopromossa, confidavano anche quest’anno nel bottino raccolto in casa. L’avvio del torneo ha mostrato un quadro del tutto differente poiché la maggior parte dei punti sono stati raccolti in trasferta. Il terreno domestico sembra abitato da uno spirito capriccioso, portatore di amarezze (sconfitta inaugurale) e rimpianti (i due pareggi successivi).
Questo fenomeno negativo è però deflagrato nell’ultimo turno. L’Athletic Osimo è una compagine esperta e ben attrezzata ma nessuno si poteva aspettare la tempesta del primo tempo ( 5-0 al riposo). Gli ospiti, determinati e concentrati, hanno gestito con autorità la partita, contenendo le timide iniziative locali e perforando a ripetizione lo sventurato estremo difensore locale. La seconda frazione si è disputata solo per onor di firma, con i locali annichiliti e l’Athletic ormai pago di quanto ottenuto.
Nella miglior tradizione dei Poltergeist, gli errori e le inquietudini da tempo palesate negli impegni casalinghi sono scoppiate violentemente tutte in una volta; la manovra è sembrata farraginosa e la difesa incerta ma è mancato anche il tradizionale carattere. Mister Bisio può comunque consolarsi con la consapevolezza che fare peggio sarà impossibile; la squadra ha già dimostrato nelle precedenti trasferte le sue qualità ed è chiamata a un pronto riscatto nella prossima gara.
L’Athletic trae invece morale da un incontro disputato in modo perfetto: si è rivista fluidità di gioco e incisività, grazie alle giocate di un Baruffi in migliori condizioni fisiche e al ritorno al goal di Cittadini (il cui innesto rende la squadra sempre più simile al Numana di 3 anni fa). Il prossimo compito sarà affrontare i fantasmi che affliggono le mura domestiche….
Shining
La gara di venerdì ha confermato l’esistenza di un’aura negativa che grava sulla Nuova Ottrano. Gli appuntamenti casalinghi dei filottranesi sono ormai divenuti un concentrato di sfortuna, rimpianti e amarezza finale. Sembra di rivivere il copione di Shining, il più famoso film sulle case stregate. Il palazzetto locale, come il celebre Overlook Hotel, ha conosciuto in passato stagioni di grande successo e fasti. Quest’anno gli uomini di mister Rossetti partono (come Jack Nicholson nel film) con le migliori intenzioni ma errori, sfortuna e fato avverso trasformano le gare interne in serate da incubo.
Il match con la Vigor inizia sotto una cattiva stella: i locali, orfani di due pilastri come Carbonari e Giuliodori, subiscono le iniziative di una Virtus volitiva e determinata, che passa due volte con tocchi sottomisura. La Nuova Otrrano non si scompone e si rimette presto in carreggiata, riuscendo a concludere in parità la prima frazione. La svolta avviene nella ripresa, proprio quando i locali iniziano a credere nella vittoria. Il lampo decisivo è firmato da Falcioni, che con una splendida gemma (assolo e conclusione spettacolare dalla linea laterale) pone il suo sigillo sulla gara. Poco dopo Farneti, a conclusione di una caparbia azione personale, trova il 5-3. La generosa ma tardiva reazione locale serve solo a contenere al minimo il passivo.
Mister Rossetti continua ad essere perseguitato da fastidiosi fantasmi, che illudono crudelmente la sua truppa e poi ne determinano la sconfitta, di misura e in extremis. La squadra non gioca male, ma pecca di concentrazione e lucidità nei momenti cruciali del match.
La vittoria segna invece una tappa importante per una Virtus finalmente capace di mantenere il risultato acquisito. Il successo è firmato dal solito, estroso Falcioni, ottimamente coadiuvato nell’occasione da Farneti. I cartai risalgono così verso posizioni più consone e lasciano la Nuova Ottrano alle prese con gli incubi del proprio Palazzetto….
La caduta della casa degli Amici del Tennis
Lo splendido racconto di Poe, portato più volte sul grande schermo, è il paradigma ideale per commentare gli eventi di Sambucheto. Ci sono infatti notevoli somiglianze tra la cupa e diroccata casa degli Usher e il terreno degli Amici del Tennis. In entrambi i casi le difficoltà del presente stridono con i fasti del passato: il campo di Sambucheto, a lungo inviolato in passato, è infatti recentemente divenuto terra di conquista per gli avversari. L’avvento di un Cus Camerino falcidiato da squalifiche e infortuni (agli squalificati dell’ultimo turno si era aggiunto anche l’indisponibile Falsetti) rappresentava l’occasione propizia per cogliere la prima vittoria e allontanare gli spettri incombenti sul team. L’inizio sembra incoraggiante poiché i padroni di casa, dopo qualche impaccio in avvio, acquisiscono fiducia e chiudono il primo tempo sul 2-1.
I sinistri scricchiolii delle ultime gare si tramutano però in un crollo verticale nella ripresa. Il Cus, trascinato da Caca Drini e Greco, completa e perfeziona la rimonta a spese di una formazione locale confusa e attonita. Così come nel racconto di Poe, il presunto morto (il Cus) si avventa sul padrone di casa e lo colpisce, mentre tutt’intorno resta un cumulo di macerie.
La sconfitta è infatti particolarmente dura; gli Amici del Tennis devono ora assolutamente ritrovare lucidità e coesione, specie nei momenti cruciali. La vittoria offre invece una boccata d’ossigeno ai camerti, che hanno dimostrato proprio nell’occasione più difficile di essere vivi. Gran parte del merito va attribuito alle seconde linee che, come più volte auspicato in precedenza, sono riuscite e dare qualcosa in più proprio in assenza dei fari della squadra. La situazione resta difficile, ma si apre finalmente uno squarcio di sole. Gli Amici del Tennis, invece, piombano nel buio più assoluto, e (come la casa degli Usher) si inabissano lentamente….
Le dimore della settimana
Il tema della casa ha monopolizzato anche la scelta del migliore quintetto della settimana. Gli elementi selezionati vengono così accostati, in virtù delle loro qualità e della recente performance, ad alcune celebri abitazioni.
Al termine di un’attenta selezione, le dimore della settima giornata sono pertanto:
• Barchiesi (Castelbellino): Il Castelbellino è stato più volte elogiato per la prolificità del suo attacco. Le ultime gare hanno però evidenziato la tenuta del pacchetto difensivo, capace di incassare 1 sola rete in 120 minuti. Grandi meriti spettano al portiere Barchiesi, sicuro e reattivo su ogni offensiva della Conero. Autorevolezza e capacità di comando sono qualità da Casa Bianca.
• Iantolo (Tenax): La gara interna con il Gagliole si rivela piena di difficoltà per una Tenax ormai abbonata alle false partenze. La riscossa dei locali avviene nel segno del n.10 biancoverde, che nell’occasione mostra il meglio del suo repertorio. Creatività, rapidità e varietà di soluzioni lo rendono degno di Villa Adriana (Tivoli), dove potrebbe risiedere nel fantastico parco, insieme alle altre sorprendenti attrazioni.
• Farneti (Virtus Fabriano): I match tra Nuova Ottrano e Virtus Fabriano sono tradizionalmente intensi ed equilibrati fino alla fine. Questa gara rappresenta quindi l’habitat ideale per il lottatore fabrianese, che negli ultimi anni ha aggiunto maturità al suo innato spirito agonistico. Farneti apre e chiude le marcature dei cartai, con due reti cercate con potenza e determinazione. Se Falcioni è la mente del gioco della Virtus, Farneti ne rappresenta il braccio, solido ed efficace come una Casatorre (rocca con funzioni sia abitative che militari, diffusa nel Medioevo).
• Caca Drini (Cus Camerino): La trasferta di Sambucheto sembrava stregata per un Cus decimato da squalifiche e infortuni. La prima frazione conferma i timori poiché, nonostante l’impegno profuso, i camerti si trovano in svantaggio. I ragazzi si battono con orgoglio e generosità, ma si avverte la mancanza di una guida, in panchina (Mister Merlini) e in campo (Bisbocci). All’improvviso si accende però Caca Drini che, con tre reti e numerose giocate di qualità, indica agli universitari la strada per il successo. Mister Merlini trova così in Drini il Faro capace di squarciare le tenebre e illuminare il Cus.
• Baruffi (Athletic Osimo): Le disgrazie dell’Athletic erano coincise, non a caso, con le precarie condizioni fisiche della stella del club. La gara di Grottaccia conferma l’importanza di Baruffi per la formazione osimana. “El Flaco” ha un impatto devastante sul match e sin dalle prime battute si rivela incontenibile per gli avversari. Altezza, visione di gioco, fama e qualità estetiche consigliano un solo paragone appropriato, con l’ Empire State Building, il più celebre grattacielo di New York (e probabilmente del mondo).
Prossimo turno: le case degli spiriti
Il prossimo turno porta all’attenzione altre dimore, anch’esse caratterizzate da presenze magiche più o meno numerose. In alcuni casi l’opera benefica degli spiriti locali sarà messa a dura prova dall’arrivo di visitatori motivati e pericolosi.
La capolista Nuova LIF, sinora sempre vincente tra le mura amiche, ospita il Grottaccia. La gara sembra già segnata ma non bisogna sottovalutare il desiderio di riscatto del Grottaccia, che ha già fornito prove della sua pericolosità negli incontri esterni.
Un altro campo proibito per gli ospiti è Appignano, dove l’Altapinus ha sempre centrato il bottino pieno. Il Castelbellino, specie dopo la convincente prestazione offerta contro la Conero, è però un ostacolo estremamente probante. Il match, incerto ed appassionante, dirà qualcosa di più sulle prospettive delle sfidanti al trono della Nuova LIF.
Altre indicazioni nella lotta al vertice verranno dal Cespo, campo finora propizio alla Conero, chiamata a una prova di forza contro il Real Fabriano. Gli uomini di Mister Rinaldi vogliono infatti dimostrare su un terreno difficile di non essere belli solo tra le mura amiche.
Una casa accogliente è il PalaGuerrieri, dove la Virtus non ha mai perso. Tradizione e stato di forma sembrano preludere a un facile successo dei locali opposti ad Amici del Tennis delusi per l’inatteso tonfo interno dell’ultimo match.
Si registrerà un forte movimento spiritico anche ad Osimo, in occasione del derby tra Athletic e Campocavallo. La sfida si presenta come un intrigante incrocio tra compagine “cugine”, ex compagni di squadra e tecnici meticolosi e preparati.
Come l’Athletic, anche il Gagliole intende infrangere il sortilegio che ha colpito la sua casa, recentemente trasformatasi da invincibile fortino a scomoda dimora. L’occasione sembra ghiotta ma la Vigor è alla ricerca di un exploit con cui concretizzare i miglioramenti evidenziati nelle ultime prestazioni.
I maggiori problemi riguardano però Vis Penta e Cus Camerino, le cui dimore sembrano afflitte da malefici davvero potenti. Santa Maria Nuova ospita un match tra due team in grave difficoltà di risultati, entrambi reduci da 3 sconfitte (e 1 solo punto all’attivo) nelle ultime 4 gare disputate. Si preannuncia quindi un duello elettrico, dalla grande intensità agonistica.
Il peggior ruolino di marcia interno è però appannaggio del Cus Camerino, finora capace di collezionare punti solo in trasferta; le mura amiche hanno invece riservato soltanto sonore delusioni. La Tenax di questo periodo non sembra l’avversario giusto per rompere il tabù ma lo spirito mostrato nell’ultimo incontro infonde nuove speranze agli universitari.
Cosa accadrà? Lo scopriremo la prossima settimana.
Saluti Alchemici
l’Alchimista
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