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L'occhio sulla C2 - Girone B - Analisi 17° giornata

postdateiconSabato 28 Gennaio 2012 12:49 | postauthoriconScritto da Alchimista | PDF | Stampa | E-mail

 

ELOGIO DELLA FOLLIA

 

 

L'elogio della follia (1511), Erasmo da RotterdamLe idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia. Nell’Elogio della follia (1509), una delle opere più influenti della civiltà occidentale, Erasmo da Rotterdam tesse le lodi della follia, che consente di andare oltre una realtà talvolta effimera, di sfuggire a consuetudini demenziali e di superare ingannevoli luoghi comuni. La follia è una forma paradossale di saggezza, in grado di svelare cecità ed ipocrisia che restano occulte agli occhi dei “sani”. I folli non accettano supinamente tesi preconcette, credono nell’impossibile, guardano verso l’alto, senza indugiare su meschini interessi particolari.

Un pizzico di follia è la molla del progresso economico e dello sviluppo di qualunque movimento, sociale e sportivo: solo quelli che sono così folli da pensare di cambiare il mondo, lo
cambiano davvero
, diceva Einstein.

Il futsal marchigiano deve molto alla follia.

La follia dei creatori di Futsalmarche, pochi anni fa isolati sognatori animati dalla volontà di perseguire un obiettivo apparentemente irreale o irraggiungibile, ma che grazie alle loro idee, passione ed energie è divenuto una splendida realtà.

La follia di alcuni protagonisti del torneo, che hanno rinunciato a prestigiose platee e allettanti compensi per la fede in un progetto (Delcuratolo), il piacere di una sfida (Perugini), l’amore per una maglia (Focante), una coerente gratitudine (Diop)…. e mi limito ad alcuni casi, senza citare numerosi altri esempi…

La follia dei dirigenti delle varie compagini, elementi essenziali per la vita di società  cui dedicano risorse economiche, tempo, sacrifici, passione. Il tutto, sempre lontano dalla luce dei riflettori, in una disciplina “minore” nel paese consacrato al dio calcio. Un atteggiamento anomalo, inspiegabile nella società dell’apparire a qualunque costo e del “basta che se ne parli”; il folle vede però prima e meglio di altri l’intima essenza delle cose, si basa su intuizioni più che su assiomi, cerca il valore e non l’utile, preferisce gli spazi celesti alle miserie terrene.

E’ quindi netta la differenza con la pazzia, degenerazione del fenomeno, priva di ogni evasione dalla realtà, cui soggiace supinamente, senza alcuna creatività. Un piccolo esempio illustra la differenza: follia è pensare e realizzare una festa del futsal come quella di Falconara, una kermesse che coinvolge tutte le principali realtà regionali, creando una formula nuova e un evento inedito, sconosciuto ai restanti  movimenti regionali  e agli altri sport. Pazzia è invece cambiare le regole in corso, scopiazzando confusamente testi e regolamenti altrui, senza curarsi di rileggerli in maniera originale o di adattarli al proprio, specifico caso.

La follia pervade anche il torneo, che ha vissuto un turno imprevedibile, ricco di colpi di scena e di gare equilibrate, piene di reti e di emozioni. Ciò è imputabile alle amnesie di alcuni protagonisti un po’ distratti e svagati, ma è soprattutto merito di alcuni team, scesi in campo senza timori reverenziali, decisi a sovvertire trend negativi o desiderosi di volare, anche sopra le loro possibilità. Ne è uscito un menù folle ma accattivante; del resto Senza il condimento della follia non può esistere piacere alcuno (Erasmo da Rotterdam).

L’Alchimista provvede ora a esaminare le varie manifestazioni della follia che ha movimentato e talvolta sconvolto il torneo. Non a caso, l’alchimia è stata spesso definita “la scienza dei folli”….

 

La Compagnia dei Folli

la Tenax Sport 2011-12 in versione all blackIl big match della settimana segna l’apoteosi della Tenax, che espugna un campo difficile e ritorna solitaria capolista del torneo. Contrariamente alle aspettative della vigilia, mancano le invenzioni dei numerosi solisti presenti. La gara è una partita a scacchi tra i due allenatori, che propongono un confronto serrato tra due compagini attente e guardinghe. Le prime due marcature nascono così su azione di palla inattiva, magistralmente sfruttate dagli ospiti. Campocavallo prova a reagire ma non scalfisce la difesa della Tenax, guidata da un brillante Matteucci. Nei rari casi in cui i locali riescono a rendersi pericolosi vengono fermati dagli interventi di un ottimo Angelelli. Con il passare dei minuti, l’ansia e lo sforzo della rincorsa logora i locali, che subiscono l’allungo decisivo dei greens.

Campocavallo si rammarica per gli errori e le carenze mostrate nei momenti e nelle situazioni decisive. Per battere una Tenax in serata di grazia serviva un pizzico di fortuna negli episodi chiave  e una maggiore inventiva. Gli osimani hanno invece combattuto con grande determinazione ma sono apparsi normalizzati soprattutto nei loro elementi più talentuosi, privi della follia e della creatività necessaria per impensierire la corazzata ospite.

Il successo premia una Tenax compatta, umile e volitiva come nella felice trasferta di Fabriano. La vittoria è stata costruita sull’ottima tenuta difensiva e sulle letali ripartenze di un collettivo in cui tutti hanno mostrato grande dedizione e spirito di sacrificio.

Mister Cingolani guida una solida compagnia di giro, che promette effetti speciali e ardite acrobazie. I greens sono la versione sportiva della Compagnia dei Folli, gruppo teatrale celebre per l’uso di fuoco, artisti in sospensione, musiche e giochi pirotecnici nei propri spettacoli. La Tenax ha illuminato il cielo di Osimo con i lampi di Iantolo e le acrobazie di Angelelli, colpito con i guizzi di Giordano e la precisione di Schiavoni, ammaliato con la classe di Pieroni e la disinvoltura di Matteucci. La Compagnia castellana si issa nuovamente in vetta alla classifica e intende ora mostrare  la propria abilità nel camminare senza timori sul tetto del torneo…

 

 

Il folle volo

Il Cus persegue un progetto ambizioso, teso a riportare a livelli prestigiosi il calcio a 5 maceratese. Un percorso impegnativo, che ricorda il celebre viaggio di Ulisse, descritto nella Divina Commedia. Il “folle volo” di Ulisse è il simbolo di ogni viaggio, che è sempre potenzialmente pericoloso, perché spinge verso l’ignoto. Gli universitari sono un manipolo avventuroso e  impavido, capace di issarsi alla testa del plotone. Il passaggio oltre le colonne  d’Ercole di Villa Potenza si è però risolto in una dura disfatta. Sin dalle prime battute, i maceratesi sono sembrati svagati e poco concentrati, incapaci di fronteggiare le ondate locali. Grottaccia è una baia pericolosa, dove marosi improvvisi e devastanti danneggiano e inghiottono i vascelli avversari.

L’immediato 2-0 dei locali obbliga il Cus a un’affannosa rincorsa, contro avversari chiusi e compatti. La prosa dantesca rende al meglio l’intensità degli eventi. Sul finale del primo tempo, dice Dante (con la voce di mister Bacosi), de’remi facemmo ali al folle volo,sempre acquistando dal lato mancino, (cioè accelerammo il ritmo e andammo in forcing, cercando di sfruttare le doti del mancino Maccioni, al rientro dopo un lungo stop). Gli universitari falliscono però due tiri liberi e vengono puniti dalla nuova marcatura cingolana, siglata da capitan Ciattaglia. La gara si decide a inizio ripresa. Per Dante-Bacosi ’ntrati eravam ne l’alto passo,quando n’apparve una montagna, bruna per la distanza, e parvemi alta tanto quanto veduta non avea alcuna. (in pratica, a inizio ripresa la difesa ospite viene travolta dall’atletismo incontrollabile di Diop, una montagna alta e bruna,su cui convergono i rilanci lunghi del portiere). Black Mamba smista palla per gli inserimenti dell’onnipresente Bonservizi che “Tre volte il fè girar con tutte l’acque….. infin che’l mar fu sovra noi richiuso” (il n.8 cingolano segna 3 reti e affonda il vascello maceratese).

Grottaccia si conferma compagine temibile, priva di timori reverenziali e in grado (soprattutto sul suo campo) di poter superare ogni avversario. La gara ha evidenziato la buona tenuta difensiva di un complesso ricco di abnegazione (Ciattaglia) dinamismo (Bonservizi) e doti balistiche (Mastrantoni). Il tutto impreziosito dalla classe e dalla fisicità di Black Mamba Diop, stavolta eccellente uomo assist.

Il Cus riflette su di una gara sbagliata sin dall’approccio, troppo confuso e impacciato, che ha finito per condizionare il resto del match. La squadra ha sofferto l’atletismo e l’agonismo degli avversari senza riuscire a proporre le consuete trame offensive. Le lacune maggiori sono però emerse in difesa, costantemente in ritardo sulle ripartenze locali. A differenza di Ulisse, i maceratesi non sono però affondati. Il folle volo ha incrinato alcune certezze e procurato dolorose ferite, ma il veliero  maceratese è ancora integro e intende proseguire (in modo meno folle) il volo iniziato a settembre…

 

La follia di Ottrano

Sandro Fioretti, allenatore giocatore della Giovane Aurora L’Orlando Furioso è un riferimento obbligato di ogni discorso sulla follia. Le vicissitudini del paladino di Carlo Magno rappresentano un severo monito sugli effetti nefasti della follia, che può rovinare anche un eroe vigoroso e intelligente. A Filottrano è andata in scena l’ennesima rappresentazione del poema dell’Ariosto.

La gara tra Nuova Ottrano e Giovane Aurora metteva a confronto la miglior difesa e il peggior attacco del girone.  La follia improvvisamente scesa sul torneo non ha  però risparmiato Filottrano, dove si è svolta una gara dal copione sorprendente e inatteso. Il 5-4 finale rappresenta infatti un punteggio inedito per i locali (che avevano subito 4 reti solo in un’altra occasione) e per gli ospiti (che non avevano mai siglato 4 reti fuori casa).

Il match ha comunque rispettato a lungo i pronostici della vigilia. I padroni di casa, reduci da tre successi consecutivi, conducono infatti con buon margine, anche se in maniera meno agevole del previsto.  L’ottima partenza filottranese è infatti seguita da una decisa replica di una vivace Giovane Aurora. La Nuova Ottrano piazza però un forte strappo grazie alle sue prolifiche bocche da fuoco Giuliodori  (2 goal) e Sentenza Focante (3 reti). A metà del secondo tempo, ecco il colpo di scena, che muta il volto del match. Giuliodori ha una improvvida reazione e si fa espellere. L’Ottrano perde il senno  e rischia di  perdere anche la gara. La Giovane Aurora segna due reti e sfiora a più riprese il pareggio. Il colpo letale è impedito solo dalla solida corazza difensiva dei locali, che incassano senza danni le stoccate finali jesine.

Alla Giovane Aurora resta il rammarico di aver sprecato una ghiotta occasione per cogliere un inatteso risultato positivo, ma anche la consapevolezza del buon funzionamento della cura Fioretti. Gli jesini hanno infatti mostrato vitalità, dinamismo, nonché messo in evidenza la reattività dell’acrobatico Anconetani, la caparbietà di Rossetti e l’estro di Giacomo Santoni.

I tre punti sono un potente analgesico per l’Ottrano Furioso, che ha rischiato di pregiudicare una gara ben giocata con un’ingenuità improvvisa e ingiustificata. Mister Rossetti, novello Astolfo, si è subito messo alla ricerca del senno perduto dai suoi paladini, requisito essenziale per continuare a volare nei piani alti della classifica. La classifica sorride, ma bisogna aumentare la concentrazione e ridurre le ingenuità, per evitare di incappare nella triste fine di Orlando.

 

Les Folies Guerriére

Benvenuti al Palaguerrieri, splendido teatro costruito per il basket ma dove ora furoreggia anche il futsal, che offre spettacoli di qualità, evoluzioni di abili solisti,  gare ricche di pathos e incertezza.

La Virtus ritorna nel suo amato palas e supera l’insidioso ostacolo Imbrecciata, già fatale all’andata. I filottranesi si confermano compagine coriacea e si portano in vantaggio con una delle loro ormai proverbiali ripartenze. Non è facile aprire l’ermetica difesa predisposta da mister Corallini, capace di resistere a forti urti e ripetute sollecitazioni. Mister Buratti ricorre così alla maestria dei suoi elementi di maggiore classe. Falcioni e Amadei si esibiscono in irresistibili duetti, in cui mostrano colpi straordinari, balletti ammalianti e irresistibili piroette. Il parziale è già capovolto nel primo tempo dai cartai, che nella ripresa controllano agevolmente la gara.

Il palas si conferma palcoscenico privilegiato per esibizioni d’autore, un ambiente degno delle celebri Folies Bergère parigine. Anche nelle Folies Guerriere si possono infatti ammirare balli e assoli di classe, ad opera di artisti celebri, che hanno calcato palcoscenici prestigiosi.

L’Imbrecciata incassa un’onorevole sconfitta e conferma le sue tradizionali qualità; mister Corallini inizia però a nutrire qualche apprensione per una classica sempre meno brillante. I filottranesi sono chiamati a una prova d’orgoglio nelle prossime gare, decisive per il futuro del club, in bilico tra una navigazione serena e un affannoso finale di stagione.

La Virtus riprende il cammino interrotto e si gode la bella prestazione dei suoi uomini guida. Amadei conferma il buono stato di forma evidenziato a Macerata mentre Falcioni torna Alieno e sembra aver recuperato dal fastidioso infortunio di fine 2011. Per allestire il maestoso spettacolo sognato da mister Buratti, bisogna creare una bella coreografia di squadra ma soprattutto tirare a lucido i ballerini più abili e estrosi.

 

 

La nave dei folli  

Simone Sarnari, autore del classico gol dell'exVilla Musone ha ospitato uno degli incontri più appassionanti della settimana. Il match ha riproposto i temi principali del celebre dipinto la nave dei folli: rovesciamento delle gerarchie, la supremazia del caos, l’irrazionalità che si impone sull’ordine e la geometria. Stupisce trovare in un simile contesto l’Osimo Five, compagine fondata sul rispetto di schemi rigorosi e su un assetto tattico equilibrato. I valori sono però stati sovvertiti da un Villa Musone pimpante e volitivo, animato da una sana follia, che gli permesso di ignorare il consistente gap in classifica e un parziale subito sfavorevole. Il duplice vantaggio ospite sembra un buon viatico per una gara senza affanni. I locali però non si arrendono e lottano con generosità, anche se gli osimani mantengono un costante vantaggio. Il sussulto di Immobile viene sopito dall’ex Sarnari, a Valentini risponde Agostinelli, la rete di Rampino viene annullata da Rossetti. Negli ultimi 5 minuti entra però in campo la follia, che si impadronisce del rientrante Castignani. L’imprevedibile furetto lauretano è croce e delizia di mister Frenda, poiché sigla una doppietta ma spreca la chance del sorpasso. La punizione è quanto mai crudele perché sul rovesciamento di fronte l’Osimo Five guadagna un tiro libero, puntualmente trasformato da Rossetti.

In casa Acli c’è grande amarezza  per il beffardo finale. Emerge però anche la soddisfazione per aver riscattato la pessima figura dell’andata e aver dimostrato che, una volta recuperato alcuni elementi essenziali e trovato la giusta concentrazione, il Villa Musone può essere competitivo anche in un campionato difficile. Mister Frenda vede finalmente la rotta giusta per evitare il naufragio della nave, che deve unire concentrazione e un pizzico di follia.

Follia sicuramente non gradita da mister Perugini, insoddisfatto per la prestazione dei suoi, apparsi svagati e forse troppo sicuri di sé. L’Osimo Five non può permettersi cali di tensione: la scarsità di elementi fantasiosi obbliga infatti la compagine osimana a lottare sempre con feroce concentrazione  e massima determinazione. I principali problemi vengono dalla retroguardia, la cui pessima prova è stata amplificata dalla serata storta dell’estremo difensore. L’attacco si è invece confermato prolifico, anche se troppo legato alle bordate di Rossetti, sempre più capocannoniere del torneo. La vittoria consola comunque mister Perugini, che riprende con autorità la tolda di comando, per guidare la nave osimana su una rotta più sicura e lineare.

 

La pietra della follia  

Nel medioevo si riteneva che la follia fosse provocata da una pietra posta in mezzo alla fronte, che doveva essere trovata ed eliminata attraverso l'incisione del cranio del paziente. Il compito non è però facile, come testimoniano mister Micucci e coach Spaccia i quali, nonostante i ripetuti tentativi, non sono ancora riusciti a rimuovere la pietra della follia dalla fronte dei loro team.

La gara di Fabriano ha fornito l’ennesima conferma della volatilità e della scarsa affidabilità, ma anche delle buone potenzialità delle due compagini, capaci di irresistibili fiammate ma afflitte da  amnesie e sbalzi d’umore.

Le formazioni si affrontano con timore misto a rispetto in una gara a elevata intensità e ricca di emozioni. Per due volte i leopardiani si portano in vantaggio con le fiaccanti incursioni di Emanuele Vescovo ma in entrambi i casi vengono raggiunti dai padroni di casa, trascinati dall’indomito Farneti e dall’imprevedibile Pallotta. Nella ripresa la gara si mantiene combattuta e appassionante; l’equilibrio viene spezzato da Romani, che firma la vittoria fabrianese. Non è casuale che la rete decisiva porti la firma dell’uomo simbolo della Lif. Il presidente-giocatore Romani conosce la posizione della pietra della pazzia e cerca quindi di aiutare mister Micucci nel difficile compito di dare stabilità al team, alla ricerca di continuità di risultati.

L’Helvia Recina incassa l’ennesimo insuccesso esterno, che conferma la natura ambigua del team. Anche a Fabriano i recanatesi si sono a lungo ben disimpegnati, ma sono mancati nei momenti chiave.  Il forfait di alcuni uomini di esperienza ha complicato i piani degli ospiti, costretti a fare affidamento su giovani talentuosi ma poco smaliziati, ancora ingenui nelle fase cruciali del match. La sconfitta stempera i sogni di gloria leopardiani e conferma che mister Spaccia è ancora a metà del guado. Non è facile convivere con la pietra della follia, sotto controllo nelle gare interne, ma ancora nefasta lontano dalle mura amiche…

 

Lucida follia

Giorgio Bravehearth LucarelliA volte non è facile distinguere tra follia e saggezza, tra ingenuità e lungimiranza. La lunga striscia negativa ha spaventato ma non depresso il Gagliole, che non ha ceduto al disfattismo o alla rassegnazione nemmeno nei momenti più duri. I maceratesi hanno lavorato sodo nella pausa invernale per presentarsi in smaglianti condizioni all’avvio del nuovo anno. La gara di Moie rappresentava un crocevia fondamentale per il Gagliole, che si è avvicinato al match con la certezza di fare bene. La fiducia del club sembrava un po’ folle, alla luce della precaria situazione di classifica, del buon momento della Virtus e della pericolosità dei moiaroli tra le mura amiche. Si è invece rivelata una scelta lucida, basata sul buon momento di forma e sul recupero di pedine importanti. Il risultato premia l’ottimismo degli ospiti, bravi a non deprimersi nemmeno dopo lo svantaggio iniziale, griffato Giacomodonato.  La rete scatena l’orgoglio del Gagliole, che recupera e poi si porta in vantaggio sfruttando abilmente due situazioni da palla inattiva.

I padroni di casa aumentano la pressione ma vengono ben contenuti dalla difesa ospite, guidata dal rientrante Lucaralli. Il clima di battaglia esalta Braveheart e tutto il Gagliole, che chiude ogni spazio intorno all’eccellente Di Natale  e supera senza danni anche l’inferiorità numerica.

Mister Tassi si rammarica per una sconfitta dolorosa, che accorcia la classifica e fa ripiombare i moiaroli nelle zone calde della graduatoria. La Virtus recrimina contro la sfortuna, che l’ha privata di due pedine importanti come Spinsanti e Mingo, ma soprattutto rimpiange la scarsa lucidità in fase offensiva e nella lettura del match. La generosità di Orazi e Taini non è riuscita a compensare la scarsa vena dei big della squadra, dal convalescente Ciaffoni all’insolitamente impreciso Giacomodonato.

La gara esalta invece il Gagliole, che inverte il trend negativo e conferma la competitività dei maceratesi quando possono disporre dell’intera rosa. L’espulsione finale non macchia la prova di Lucarelli, che ha arginato con disinvoltura il pericoloso Giacomodonato e dato sicurezza a tutto il complesso. Il clima di battaglia ha esaltato Braveheart, ma ha anche evidenziato la vivacità di Romaggioli,  le intuizioni di Salvatori e l’imprevedibilità di Diletti. Gagliole avanza così la sua candidatura a un posto di rilievo nella lotta salvezza, un obiettivo che ora sembra un po’ meno folle e molto più lucidamente perseguibile…

 

Il giardino della follia

Artisti e scrittori sono stati spesso attratti dal Giardino della follia”, un luogo dell'anima che desta profonda inquietudine poiché mescola radicate sicurezze con le ansie più intime e private. Una testimonianza in materia viene dall’Apiro, che ha visto il suo giardino attraversato da una follia improvvisa e incontrollabile. Il ritorno a Frontale aveva rinfrancato gli animi dei ragazzi di mister Scortichini, finalmente a casa dopo un lungo esilio. Il clima di festa viene amplificato dai graditi ritorni del portiere Paglioni e di Tourbi. L’atmosfera conviviale viene però interrotta dall’irruzione del Montelupone, che mette a soqquadro il giardino apirano. I locali sembrano meno carichi e determinati del solito ed evidenziano sin dalle prime battute una certa follia. Distratti in difesa, poco lucidi in attacco, subiscono la personalità e il cinismo degli ospiti. I padroni di casa abbozzano una reazione ma i lupi ribattono colpo su colpo e frustrano ogni tentativo di riavvicinamento.

La gara conferma l’ottimo momento di forma del Montelupone. Mister Settimi sembra aver trovato la quadratura del cerchio grazie anche all’importante apporto dei nuovi innesti invernali. Torresi garantisce adeguata copertura difensiva e soprattutto permette di avanzare il raggio d’azione di Zaboti. Il brasiliano, svincolato dai compiti difensivi, può liberamente creare gioco e spingersi in area avversaria. Il nuovo assetto tattico velocizza la manovra, ora più fluida e concreta, grazie anche ai puntuali inserimenti di Malizia e al senso del goal dello spietato Riccobelli.

L’Apiro incassa invece un’inattesa sconfitta casalinga. Il “giardino delle delizie” di Frontale si è tramutato per una sera nel “giardino della follia”. Il match può comunque rappresentare un’utile lezione per i padroni di casa, costretti a lottare con umiltà, senza abbassare la guardia o cedere a pericolose illusioni. La situazione di classifica e il livello del campionato non permettono amnesie, distrazioni o attacchi di follia….

 

 


 

I folli della settimana

Questa settimana vengono selezionati i protagonisti delle esibizioni più entusiasmanti, che con le loro irresistibili prestazioni hanno agevolato il successo del proprio team. Per tale motivo, vengono associati ad alcuni grandi e folli artisti, celebri per creatività e valore delle opere prodotte.

•      Di Natale (Gagliole): La fortuna è una dea mutevole, che si affaccia improvvisa e crea protagonisti inediti e inattesi. L’importante è farsi trovare pronti all’appuntamento, come conferma Di Natale, neo acquisto del Gagliole, al debutto nel cruciale match di Moie. L’estremo difensore coglie al meglio la sua occasione, neutralizza numerose  conclusioni locali (tra cui due tiri liberi) e risulta determinante nella vittoria dei suoi. L’atteggiamento coraggioso, l’ambientamento rapido, lo stile di gioco lineare, essenziale ed efficace richiamano le opere di Modigliani, caratterizzate da linee sinuose, forme semplificate e colori piatti. Mister Macchioni spera che, col tempo si impennino anche le quotazioni del Gagliole …

•      Falcioni (Virtus Fabriano): Uno stile unico, basato su una straordinaria tavolozza di colori vivaci e caldi. Le pennellate dell’Alieno rianimano la Virtus e ammaliano tutti gli osservatori. La gara con l’Imbrecciata è decisa dalle invenzioni del Van Gogh del torneo. Il ritorno di Falcioni, dopo una momentanea eclissi, rianima i cartai, che ruotano come girasoli intorno alla sua stella .

•      Bonservizi (Grottaccia): Non è facile superare i primi della casse. Bisogna possedere un’indole ribelle e sfrontata, che non indietreggia di fronte a nessuna sfida. E’ la filosofia di Basquiat, che amava paragonare l'arte ad un ring su cui combattere, ma è anche la sintesi della prestazione di Bonservizi, alla seconda tripletta consecutiva. L’esterno cingolano moltiplica le energie e sgretola la resistenza del Cus con inserimenti puntuali e precisi, che rimandano per immediatezza, verve ed efficacia ai famosi graffiti di Basquiat .

•      Zaboti (Montelupone): Solo pochi artisti, come Picasso possiedono la capacità di coniugare creatività e geometrie. Il cubismo analitico del maestro spagnolo rivive nelle giocate di Zaboti. Il brasiliano non eccede in virtuosismi nè abusa delle doti tecniche; le sue pennellate di talento sono sempre funzionali al disegno collettivo. L’avanzamento tattico gli consente di aggiungere efficacia (3 reti) all’ottima visione di gioco e alza sensibilmente le quotazioni del Montelupone

•      Iantolo (Tenax): Costruzioni impossibili, illusioni ottiche, tratti ambigui costituiscono la caratteristica peculiare del lavoro di Escher. Il sapiente utilizzo delle stranezze della percezione e della prospettiva è presente anche nelle giocate di Iantolo, capace come pochi di coniugare l’azione collettiva con l’iniziativa personale. A Campocavallo, il fantasista dei green conferma la sua pericolosità e confonde l’avversario con giocate estrose e determinanti, che mutano la prospettiva della Tenax, ritornata a guardare tutti dall’alto in basso.

 

 

Prossima giornata: Stay angry, stay foolish

Siate affamati, siate folli, diceva Steve Jobs nel memorabile discorso agli studenti di Stanford. Il testamento morale di una delle più brillanti menti di questo periodo sottolinea l’importanza di coniugare la determinazione (la fame) con la giusta dose di creatività. Il consiglio vale nella vita privata, nel lavoro e anche nel futsal.

La prossima giornata è ricca di incontri vibranti, in cui sarebbe opportuno seguire il suggerimento di Jobs. La neo primatista Tenax dovrà lottare con la stessa fame di Osimo per evitare le trappole della Giovane Aurora, che accarezza il folle sogno di fermare la corazzata di mister Cingolani. Determinazione e personalità serviranno anche al Cus, chiamato a un pronto riscatto dopo il tonfo di Grottaccia. L’Apiro è cosciente della difficoltà dell’impegno, da onorare al meglio anche per far dimenticare la debacle della gara di andata.

Il compito più arduo spetta però alle inseguitrici della coppia di testa. La Nuova Ottrano è di scena sul temibile capo di Recanati, dove mister Spaccia accarezza la folle idea di sgambettare una delle big del torneo. Per continuare la marcia di testa, i filottranesi dovranno gettare in campo ogni stilla di sudore e mostrare tutta la loro fame di primato.

Il big match della settimana è ancora una volta quello del Cespo, dove si affrontano due compagini solide e ben attrezzate. Sembra assai intrigante il confronto tra le precise geometrie di mister Perugini e la fantasia di Falcioni, tra la potenza di Rossetti e l’imprevedibilità di Boncristiano, tra la costante affidabilità di Marcondes e l’estro di Amadei.

Gara vibrante anche a Montelupone. Campocavallo è atteso da una prova particolarmente impegnativa. Montelupone vive un ottimo momento di forma e accarezza il folle sogno di un reinserimento nella lotta playoff. Solo un Campocavallo affamato, umile  e determinato potrà uscire indenne dalla tana dei lupi e vendicare la sconfitta patita all’andata.

Si presenta ricca di emozioni anche la parte bassa della graduatoria, dove si affollano varie compagini affamate di punti. Gagliole vuole proseguire la sua rincorsa contro il fanalino di coda Villa Musone; attenzione però all’orgoglio dei lauretani, squadra folle capace di sfoderare ottime prestazioni (come quella dell’ultimo turno).

Match caldo anche a Grottaccia. Le ambizioni dei locali saranno testate da una Lif affamata di punti; si prevede un match molto fisico e agonisticamente intenso tra due compagini grintose e coese. La chiave del match è ancora una volta Diop: fermando il Black Mamba i cartai avranno buone possibilità di uscire indenni dall’ostico terreno cingolano.

Match vibrante anche a Filottrano. La gara con la Virtus Moie rappresenta un importante crocevia per l’Imbrecciata. Il successo permetterebbe infatti di allontanare la zona calda della classifica; una sconfitta invece alzerebbe le quotazione della Virtu Moie e precipiterebbe i filottranesi in piena bagarre playout.

 

Cosa accadrà? Lo scopriremo la prossima settimana. Nel frattempo, siate affamati, siate folli..….

 

Saluti Alchemici

 

 

L’Alchimista

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