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L'occhio sulla C2 - Girone B - Analisi 16° giornata

postdateiconSabato 21 Gennaio 2012 14:20 | postauthoriconScritto da Alchimista | PDF | Stampa | E-mail

 

GLI DEI DEL GOAL

Finalmente si ricomincia, dopo la lunga sosta, parzialmente riempita dalle avvincenti finali di coppa. Ripartire non è mai semplice, soprattutto dopo un lungo stop che ha spezzato ritmi consolidati e interrotto rodati metodi di lavoro, ma ha anche permesso di recuperare infortunati, arricchire la rosa e perfezionare alcuni schemi.

Il ritorno in campo è quindi una specie di primo giorno di scuola, in cui i valori consolidati sembrano meno netti ed evidenti del passato. La differenza è scavata dalle prodezze dei bomber, decisivi nel guidare al successo il proprio team. Non si vuole ridimensionare l’opera di portieri, difensori e allenatori, ma soltanto evidenziare l’importanza del goleador, fondamentale soprattutto in questo periodo, ricco di atleti reduci da una preparazione precaria, appesantiti da prosecchi e panettoni, distratti dalle recenti festività e ancora non pienamente inseriti nei meccanismi di gioco.

I guizzi di un prolifico realizzatore permettono di mascherare le amnesie difensive, le imperfezioni nella manovra o una condizione non ottimale. Il bomber aiuta a concretizzare un’evidente superiorità ma consente anche di sottrarsi alle difficoltà, colpendo cinicamente alla prima occasione.

La lettura della classifica marcatori al termine del girone di andata evidenziava come quasi tutte le partecipanti disponessero di uno stoccatore principe: le prime 16 posizioni ospitavano i rappresentanti di ben 13 società diverse (le uniche compagini assenti erano Montelupone, Campocavallo e Giovane Aurora).

Forse stimolati dalla lunga e forzata astinenza da goal dovuta alla sosta, dalla serrata lotta per il trono di capocannoniere o dall’avvio della nuova edizione dell’Isola dei cannonieri, alcuni bomber si sono esaltati, trascinando al successo le loro squadre. Per commentare adeguatamente le vicende della sedicesima giornata è quindi necessario recarsi nell’Olimpo dei goleador, un luogo variegato che ospita rapaci finalizzatori ed eleganti artisti, potenzi panzer e rapidi contropiedisti, imprevedibili solisti e maturi uomini squadra.

Le prodezze degli dei del goal consentono di ripercorrere gli eventi dell’ultimo turno, segnato da  un allungamento delle distanze in vetta e in coda. L’evento più significativo è stato la vittoria del Cus Macerata nello scontro diretto con la Virtus Fabriano, che consolida il primato degli universitari. La sorpresa settimanale è invece venuta da Jesi, dove la Giovane Aurora ha rilanciato le sue speranze di salvezza e frenato la spedita corsa del Campocavallo.

Ma ora, bando alle ciance, lasciamo parlare gli dei del goal…

 

Mars attacks

Marco Petetta, motorino instancabile cussinoIl big match della settimana non contrapponeva soltanto due delle principali contendenti alla vittoria finale, ma anche due differenti filosofie di gioco. Il Cus è forse la miglior rappresentante di una visione totale e propositiva del futsal, imperniato su una fluida manovra corale; la Virtus predilige invece un approccio più speculativo, basato sulle improvvise invenzioni di alcune eccellenti individualità.

Il confronto è stato appassionante sin dalle prime battute. La prima frazione è dominata dal furore degli universitari, che aggrediscono con impeto e vigore gli avversari. Gli ospiti non riescono ad arginare le insistite e rapide offensive locali, concretizzate dall’onnipresente Petetta, dall’eterno Machella e dal bomber Delcuratolo. Il cannoniere maceratese è il simbolo di un team che sembra consacrato a Marte. Potenza, impeto, precisione nel tiro e spirito guerriero sono infatti doti care al dio della guerra, che sembra sorreggere gli attacchi dei locali.

La Virtus annaspa, incapace di resistere alla foga dei marziani. L’emblema degli impacci fabrianesi è l’apollineo Falcioni, le cui eleganti movenze sono inesorabilmente soffocate dal feroce Petetta. La disputa tra Marte e Apollo solletica però l’ego di un’altra divinità, protagonista assoluta in epoche passate ma un po’ dimenticata con il trascorrere degli anni. Le ridotte dimensioni del campo di gioco agevolano le giocate di Amadei, che ritorna un Saturno feroce e talvolta polemico, ma capace di colpi deliziosi e irresistibili. Amadei rianima una truppa disorientata e riporta sotto i suoi con punizioni liftate e assist calibrati. Gli ultimi minuti sono palpitanti e intensi, con il Cus che sfiora la rete della sicurezza ma rischia anche il beffardo pareggio.

Mister Buratti recrimina per la falsa partenza dei suoi, troppo timidi e passivi nei primi minuti. I cartai hanno proceduto a strappi, senza mostrare la necessaria continuità tecnica e agonistica. Sono mancati soprattutto gli attesi Falcioni (non al meglio dopo il lungo stop) e Boncristiano. Come al solito, Apollo soffre gli scontri con Marte: stile ed eleganza non sempre bastano, e oltre al fioretto bisogna saper impugnare anche la clava. La Virtus conferma comunque su di un campo difficile tutta la sua solidità; mister Buratti si consola con la reazione della ripresa e la grande prova di Amadei, che potrebbe rappresentare un prezioso valore aggiunto per i cartai.

Il Cus Macerata esulta per un vittoria fondamentale quanto sofferta, maturata in un primo tempo di rara intensità. Deve però evitare le pause e le ingenuità mostrate nella seconda frazione, in cui ha rischiato di vanificare quanto costruito in precedenza. Mister Bacosi richiama i suoi a una maggiore concentrazione: il dio della guerra non deve mai abbandonare, nemmeno per un istante, scudo e armatura...

 

Messaggio dall’Olimpo

L’anno nuovo si apre positivamente per la Tenax, che archivia brillantemente la pratica Villa Musone. I lauretani scendono in campo senza timori reverenziali e si portano in vantaggio con il volitivo Immobile. In pochi minuti però il vento cambia e i padroni di casa ristabiliscono le distanze, issandosi su un 6-2 che di fatto chiude la contesa.

Pur contrapposto ad avversari nettamente più forti, Villa Musone onora la gara, mostrando determinazione e voglia di lottare, soprattutto negli encomiabili Immobile e Magnaterra. L’Acli non va comunque giudicata in queste occasioni ma in incontri più accessibili; la truppa di mister Frenda è chiamata a ragionare senza assilli di classifica, con l’obiettivo di tener alto il blasone e provare a togliersi quelle soddisfazioni purtroppo sinora mancate.

Tutt’altra musica in casa Tenax. La gara è servita a mister Cingolani per meglio affinare alcuni movimenti e dare spazio a tutti gli effettivi a disposizione. Gli elementi impiegati hanno risposto bene, inviando un segnale positivo dopo un periodo di scarsa vena e l’affannosa conclusione del girone di andata.

Nella buona prova complessiva, spicca la prestazione del nuovo dio del goal proveniente dal mare, ornato da una folta chioma e presentatosi con un tridente di reti al debutto casalingo: Nettuno Pieroni rappresenta la carta in più per sovrastare una concorrenza nutrita e qualificata. La doppietta contro l’Acli conferma anche la pericolosità offensiva di Giordano, furbo e rapace come un Mercurio d’area. E proprio Mercurio, messaggero degli dei, si incarica di lanciare la sfida al Cus: la Tenax non ha alcuna voglia di abbandonare l’Olimpo del torneo ….

L’implacabile martello

Simone Moretti, presidente e goleadorL’anno della Nuova Ottrano si apre con un botto ormai consueto, che rimbomba da anni nei cieli della C2. E’ il fragoroso rumore dei fendenti di capitan Focante, che, nonostante il passare delle stagioni, non accenna a inaridire la sua vena realizzativa.

La chiave della gara di Camerino risiede nella maggiore incisività degli ospiti, a lungo in difficoltà di fronte a un Gagliole generoso ma alquanto impreciso. Pur gravati da assenze di spicco, i maceratesi mantengono a lungo il possesso del gioco, grazie a una brillante condizione fisica e a una forte determinazione. Il forfait di capitan Lucarelli è compensato dall’ottima prova di un ritrovato Pelati, abile nel fermare gli assalti avversari e guidare i suoi nelle fasi più calde del match. Gagliole mostra però poca freddezza davanti alla porta avversaria, difesa da un Belfiore in giornata di grazia. Gli avanti locali sfuggono frequentemente alle marcature ospiti ma sono scellerati nelle conclusioni; mai come stavolta si avverte l’indisponibilità del promettente Diletti, stimolante new entry stagionale nell’Olimpo dei bomber.

Mister Macchioni può comunque trarre segnali positivi dalla prestazione di sabato; la squadra è sembrata vitale e in buone condizioni di forma. Non appena avrà recuperato tutti gli effettivi, il Gagliole diventerà un contendente pericoloso nella difficile volata per la permanenza nella categoria.

La sterile superiorità locale è sfumata quando nel cielo sopra Camerino si è scatenato Thor- Focante, che ha scagliato il suo potente, preciso e implacabile martello contro la porta difesa da Lupidi. La doppietta del puntuale Sentenza e il sigillo di Moretti permettono a mister Rossetti di cogliere un successo sofferto quanto importante. I tre punti consolidano infatti la terza posizione in classifica e permettono di continuare a osservare da vicino la vetta. Allo stesso tempo, la Nuova Ottrano lancia un chiaro segnale agli avversari: l’Olimpo del torneo è scosso dal fragoroso rombo di un tuono in avvicinamento …

 

Gli scherzi di Dioniso

Un caso del tutto speculare a quello del puntuale Focante caratterizza il Campocavallo, che ha scelto di affidare le sue fortune a un bomber di immense qualità, ma estremamente discontinuo. Il Loco Gabbanelli è il tipico giocatore dionisiaco, ricco di genio e sregolatezza, le cui lune finiscono per condizionare pesantemente tutto il complesso.

Gli osimani rappresentano la mina vagante del torneo, capaci di alternare epici exploit e incredibili cadute. La lunga striscia positiva della fine del girone di andata sembrava aver risolto il problema, che si è però puntualmente ripresentato a inizio 2012. Gli uomini di mister Ristè sbagliano l’approccio alla gara e subiscono la verve di una Giovane Aurora rinnovata nello spirito e nella guida tecnica, ora affidata al totem Fioretti.

Il duplice svantaggio costringe gli osimani a una gara in salita, alla ricerca di una difficile rimonta. Il compito è reso improbo dalla ferrea difesa locale, che capitola solo di fronte all’affidabile Saracchini e al funambolo Censori. I senza testa intravedono l’agognata rimonta ma subiscono le rapide ripartenze dei padroni di casa, che siglano la rete decisiva.

Il successo spezza una lunga striscia negativa, alimenta una classifica precaria e soprattutto porta prezioso morale alla Giovane Aurora. Gli jesini concludono finalmente vittoriosi un serrato testa a testa, in cui hanno evidenziato maggiore solidità mentale e cinismo in fase offensiva. Il match premia l’abnegazione di tutto il team, trascinato dagli straordinari interventi di Anconetani, dall’esperienza di Valeri, dall’intelligenza di Cingolani e dalla grinta di Stronati. Il successo rincuora l’ambiente e alimenta le prospettive di una risalita aspra e impervia, ma comunque ancora possibile.

L’inatteso stop complica i piani di mister Ristè, ormai lanciato verso le zone nobili della graduatoria. Campocavallo ha pesantemente pagato pause e passaggi a vuoto inspiegabili per un team dalla rosa ampia e qualitativa. L’assenza della saracinesca Pesaresi e il ritorno di un Magrini ancora a mezzo servizio non possono giustificare la prestazione ampiamente sottotono di molti elementi. Se vogliono continuare a lottare per obiettivi ambiziosi, gli osimani devono mitigare il loro lato istintivo e acquisire maggiore razionalità. Dioniso è un dio insidioso, che rende ebbri e offre piaceri divini (come la vittoria nel derby) ma lascia a volte confusi e stremati, alla mercè di qualsiasi avversario. A mister Ristè il difficile compito di introdurre razionalità in un complesso ancora troppo umorale. Non è facile fondere Minerva con Dioniso…

 

La fucina del goal

Christian Rossetti, capitano e bomber osimanoL’antro di Vulcano si trova sul fianco del monte, un po’ defilato dalle nubi sommitali e dai panoramici altipiani della vetta del torneo. E’ però facilmente riconoscibile per via del fumo e del calore che fuoriesce da una fucina attrezzata e ben funzionante.

Anche nel 2012 il Cespo si rivela campo incandescente, con una temperatura insostenibile per gli ospiti. Mister Perugini coordina il lavoro della fucina e ha dotato il suo team di una solida e affidabile armatura, che consente di muoversi con agilità e assorbire senza danni i colpi avversari. L’attacco è invece affidato alle invenzioni dell’attempato ma sempre efficace Vulcano Rossetti. Sabato scorso, il n.10 osimano ha il piede particolarmente caldo e scaglia una tempesta di frecce infuocate e folgori roventi contro il malcapitato Grottaccia. Gli osimani si portano sul 4-0 con implacabile cinismo, sfruttando chirurgicamente quanto di buono gli si presenti. Ma commettono l’errore di sottovalutare l’orgoglio degli indomiti cingolani. La riscossa è suonata da Bonservizi, che tenta di non far rimpiangere lo squalificato Diop e trascina i suoi a un’insperata rimonta. L’aggancio non si concretizza perché nel momento chiave del match si risveglia Rossetti, che incenerisce nuovamente le speranze ospiti.

Grottaccia incassa un’onorevole sconfitta e recrimina sul deludente avvio, in cui ha sofferto la migliore organizzazione tattica e la vivacità degli osimani. Mister Marchegiani si consola con la reazione della ripresa, che ha evidenziato il carattere dei suoi ragazzi, e con l’imminente ritorno del Black Mamba, centro di gravità di tutto il complesso.

L’Osimo Five si riavvicina alla zona play off e attutisce parzialmente la delusione per la sconfitta nel derby. I senza testa continuano a mostrare progressi sul piano del gioco; devono però ridurre le pause, che anche stavolta hanno favorito l’inattesa e pericolosa rimonta ospite. Nella buona prestazione collettiva spicca il sempre più convincente Marcondes, utile in ogni zona del campo e autore di 2 reti. La copertina spetta però a Vulcano Rossetti, esplosivo e folgorante nuovo capocannoniere del torneo. Mister Perugini si gode il successo, osserva con soddisfazione il lavoro di una fucina alacre e operosa e attende fiducioso un’eruzione potenzialmente devastante per le altre contendenti….

 

Il Signore dell’Averno

Il terreno più insidioso del girone è probabilmente quello di Recanati. Si gioca all’aperto, di fronte a un pubblico caldo e passionale, al cospetto di un team ricco di qualità, che si esalta nelle gare casalinghe. Un “piccolo inferno” (inteso in senso sportivo), da  cui  non è facile uscire vivi, come può testimoniare l’Apiro, sconfitto senza attenuanti all’ombra dell’ermo colle.

Gli apirani erano comunque consapevoli di recitare la parte delle vittime sacrificali, a causa del forfait di pedine fondamentali come Falcioni, Mancini e Novelli. L’Helvia Recina non si fa comunque distrarre e aggredisce senza indugi gli incauti visitatori, chiudendo la gara già nella prima frazione. La ripresa diviene una specie di allenamento, utile in vista dei futuri impegni.

La sconfitta non pregiudica i progetti di riscossa dell’Apiro, pienamente consapevole che la strada della salvezza passa attraverso l’impianto di Frontale. Mister Scortichini non si poteva attendere di più da una formazione pesantemente rimaneggiata, in cui va comunque menzionata la prova dell’indomito Tonini, autore di due reti e di alcune gladiatorie chiusure difensive.

L’agevole successo conferma la solidità casalinga dell’Helvia Recina e la crescita di alcuni interessanti giovani come Fraticelli, ancora in goal. I mattatori della gara sono comunque l’astuto Francesco Gurini e il rapido Emanuele Vescovo, che si conferma il Signore dell’Averno leopardiano. Mister Spaccia continua a rimuginare sulle cause della trasformazione del suo team, tanto feroce e implacabile a Recanati quanto pavido e balbettante lontano dalle mura amiche. Per afferrare i playoff è necessario compiere un ulteriore salto di qualità e mostrare le proprie, indubbie, doti anche fuori dall’Averno recanatese …

 

Ferro e seta

Luca Romani, presidente-giocatore della Nuova LIF Il confronto tra Imbrecciata e Nuova Lif si è snodato su binari molto diversi rispetto all’andata. I fabrianesi avevano affrontato il match inaugurale a viso aperto, in modo quasi sfrontato, ed erano stati puniti dal mortifero contropiede filottranese. Cinque mesi dopo, molto è cambiato. La precaria posizione di classifica e il ricordo della gara di andata consigliano al nuovo mister Micucci un approccio completamente differente. I cartai scendono in campo molto più compatti e determinati, decisi a riscattare il passo falso interno e cogliere tre punti cruciali per la sopravvivenza. L’Imbrecciata ripropone invece il consueto atteggiamento saggio e prudente, che le ha sinora consentito di navigare in acque tranquille. Si assiste così a un match abbastanza bloccato, in cui le difese prevalgono sugli attacchi.

Il tabellino del match viene arricchito dalle prodezze di due elementi molto differenti. Farneti e Petraccini sono semidei del goal, meno prolifici rispetto ai bomber che affollano l’Olimpo dei goleador di categoria, ma autori di reti “pesanti” e preziosi anche in fase di impostazione. Il loro stile è però del tutto speculare. Petraccini è una sorta di Ganimede dalle movenze felpate e dai tocchi deliziosi, morbidi come seta. L’eleganza del gesto non è però fine a sè stessa ma rappresenta la principale arma offensiva dell’Imbrecciata, la cui manovra è azionata dalle sapienti intuizioni del suo n.6. Contro la Lif, l’assenza di Giachetta e la scarsa vena di Rossi spingono Petraccini alla conclusione personale, con cui sigla il vantaggio locale. La veemente reazione ospite viene concretizzata da Ercole Farneti. I guizzi del pivot fabrianese trasudano infatti potenza e ferrea determinazione, profusa in ogni zona del campo.

Il risultato non muta più, nonostante le varie occasioni create da entrambe le formazioni. I tentativi ospiti si infrangono sulla difesa locale, ben guidata dal rientrante Starnari; l’occasione migliore capita ai padroni di casa, che però non sfruttano la superiorità numerica prodotta dall’ingenua espulsione di Cennini.

Le squadre colgono un punto forse interlocutorio ma comunque utile per muovere una classifica ancora scarna (Lif) o per allungare rispetto alla zona calda (Imbrecciata). C’è comunque la comune consapevolezza della necessità di giungere a un migliore mix di forza e classe, di ferro e seta. La Lif, dopo aver ritrovato la ferrea determinazione di un tempo, spera di incrementare estro e imprevedibilità offensiva (a tal fine servirebbe un recupero ai massimi livelli di Zamponi e Pallotta, i più estrosi elementi in rosa); l’Imbrecciata confida invece nel rientro di Giachetta, che renderà più compatto il team e velocizzerà una manovra troppo compassata.

 

Il bastone di Esculapio

La prima stagione in C2 del Montelupone è sinora stata in bilico tra buoni risultati e duri insuccessi. L’assenza di un bomber di spicco obbliga la formazione maceratese a puntare tutte le sue carte sulla compattezza del gruppo, guidato da un elemento duttile e talentuoso come Esculapio Zaboti. Il brasiliano è il dottore incaricato di vigilare sulla salute del team.  Al fine di migliorare una classifica incerta e guarire una compagine dalla salute cagionevole, la società  ha  operato alcuni nuovi innesti, chiamati a coadiuvare il poliedrico Thiago.

I risultati sono stati incoraggianti, come si evince anche dall’esito dell’importante sfida con la Virtus Moie. La gara è caratterizzata da un prolungato equilibrio, con numerose occasioni sprecate da ambo le parti. Il break decisivo si materializza nella ripresa, quando il Montelupone concretizza una crescente supremazia territoriale. La Virtus accusa il colpo e si rende pericolosa solo sul finale, a risultato ormai compromesso.

La sconfitta smorza un po’ le velleità di rimonta degli ospiti, staccati da una diretta concorrente per la salvezza. Nell’occasione i moiaroli hanno pagato la giornata no del bomber Giacomodonato che ha vanificato anche gli sforzi del grintoso Spinsanti e del sempre più convincente Orazi. Nulla è  comunque compromesso per i ragazzi di mister Tassi, chiamati a un pronto riscatto già nel  prossimo turno.

Montelupone festeggia invece una vittoria importante, che ne migliora sensibilmente lo stato di salute. Esculapio Zaboti  muove sapientemente il suo nuovo bastone, e guida sapientemente i serpenti a sua disposizione: dal focoso Malizia al velenoso Moretti, dal sinuoso Torresi allo spietato Riccobelli. Mister Settimi tira un sospiro di sollievo e sorride per la crescente incisività dei suoi. Esculapio sembra aver guarito il Montelupone e promette di colpire con il suo velenoso bastone anche altri concorrenti…

 

Gli dei della settimana

Questa settimana vengono selezionati i protagonisti delle esibizioni più entusiasmanti, che con le loro celestiali prestazioni hanno agevolato il successo del proprio team. Per tale motivo, vengono associati ad alcuni celebri divinità, il cui nome è scolpito nel mito.

•      Anconetani (Giovane Aurora): La copertina di questo turno spetta alla Giovane Aurora, che  ferma l’ambizioso Campocavallo grazie anche alla strepitosa prestazione di Anconetani.  Il portiere jesino indossa i panni della mitica Aracne e tesse una tela fitta e impenetrabile, che avvolge inesorabilmente gli avanti osimani e permette di festeggiare al meglio il debutto in panchina di Sandro Fioretti.

•      Petetta (Cus Macerata): Fermare l’Alieno Falcioni non è facile. Bloccarlo per 60 minuti, senza fermarsi mai, è un compito improbo. Riuscire a neutralizzarlo e segnare anche un goal determinante costituisce un’impresa epica, che richiede feroce determinazione, costante concentrazione, corsa rapida e incessante. Contro la Virtus, Petetta indossa i panni della mitica e inafferrabile Atalanta e sospinge il Cus oltre un insidioso ostacolo.

•      Focante (Nuova Ottrano): I centauri sono una genie pericolosa e imprevedibile. A volte sembrano ciondolare per il campo indolenti e distratti, ma sono pronti a compiere scatti improvvisi e scoccare dardi letali. Focante incarna la parte saggia della categoria; capacità balistiche, lealtà e longevità agonistica rimandano al sapiente e benevolo Chirone. Come il celebre centauro, esperto nelle scienze e nella medicina, il capitano filottranese cura le amnesie dei suoi compagni e permette loro di uscire indenni dal campo del Gagliole.

•      Riccobelli (Montelupone): Un problema comune a molti elementi è la mancanza di killer instinct: sotto porta bisogna possedere sangue freddo, sagacia e tempismo nell’assestare il colpo vincente. Queste doti hanno fatto la fortuna di Perseo, vincitore della temibile Medusa, e stanno agevolando l’inserimento nel futsal di Riccobelli, neoacquisto del Montelupone. L’opportunismo e la rapacità del giovane e potente pivot sono fondamentali nel successo contro Moie, propiziato da due determinanti reti del nuovo bomber dei lupi.

•      Rossetti (Osimo Five): Fisico robusto, resistente e longevo, capace di sostenere la volta celeste per lungo tempo. L’identikit del mitico Atlante può essere esteso anche a Christian Rossetti, che sorregge da sempre l’universo Osimo Five. Contro Grottaccia, il pivot osimano diviene un incontenibile gigante e assicura la vittoria ai suoi con uno strepitoso poker. L’exploit gli vale anche il titolo di capocannoniere, ma le larghe spalle di Atlante Rossetti  sapranno sorreggere anche questo ulteriore peso…

 

Prossima giornata: nubi sull’Olimpo

Nella prossima giornata, fosche nubi si addensano sull’Olimpo del torneo. Il turno si presenta alquanto insidioso per le battistrada, attese da impegni ostici e ricchi di pericoli.

Il Cus Macerata si reca a Grottaccia, su uno dei campi più duri del girone. Gli universitari dovranno infatti affrontare una compagine coriacea  e resistere alle turbolenze prodotte da una nuvola nera, proveniente dal Senegal. A tale proposito, c’è grande curiosità nell’osservare il duello tra due bomber completi, dotati di tecnica e potenza, come Diop e Delcuratolo.

E’ ancora più difficile il compito della Tenax, ospite di un Campocavallo ansioso di riscatto. In questo caso i timori sono legati alla consistenza dell’imprevedibile formazione osimana. Campocavallo è infatti una  nube minacciosa che talvolta può divenire tifone e in altre occasioni trasformarsi in lieve brezza. Il bollettino meteo prevede comunque burrasca sul Cespo, con forti raffiche di estro, che abbonda da entrambe la parti (Censori, Gabbanelli, Giordano, Iantolo, Pieroni).

Un clima più mite dovrebbe interessare Nuova Ottrano e Virtus Fabriano, attesi da gare teoricamente più abbordabili. Non bisogna però sottovalutare l’entusiasmo della Giovane Aurora  targata Fioretti, recentemente fatale al Campocavallo, e l’orgoglio della coriacea Imbrecciata, che già a Filottrano ha imposto lo stop ai quotati cartai.

Sembra decisamente più agevole l’impegno dell’Osimo Five, che fa visita al fanalino di coda Villa Musone. Mister Frenda chiede però ai suoi di riscattare la debacle dell’andata, che rappresenta una delle peggiori pagine di una stagione quanto mai travagliata.

Le nubi avvolgono l’Olimpo ma la vera tempesta si scatena nelle zone basse della graduatoria, dove sono in programma tre incontri ad alta tensione. Il match di Fabriano contrappone due compagini simili, per indole e atteggiamento tattico. Lif ed Helvia Recina propongono un futsal fisico e intenso, basato su ritmi elevati e su un agonismo a tratti esasperato. Si prevede quindi un match vorticoso e turbolento, spettacolare e ricco di colpi di scena.

Cielo cupo anche ad Apiro; i padroni di casa vogliono riprendere il cammino interrotto a Recanati. Montelupone è però intenzionato a non recitare la parte della vittima sacrificale, e spera di compiere un passo forse decisivo verso la tranquillità.

Il match più importante è però quello di Moie. Gagliole cerca di dare una svolta a un torneo molto deludente; i locali vogliono invece imprimere un deciso allungo e staccare  una diretta contendente per la salvezza. Il campo-cucina di Moie premierà chi riuscirà a essere più concreto e determinato, mantenendo ritmi elevati e lottando sino all’ultimo su ogni palla. Mister Mcchioni spera di recuperare capitan Lucarelli, chiamato subito agli straordinari per arginare le percussioni del panzer Giacomodonato, principale terminale offensivo dei moiaroli.

Cosa accadrà? Lo scopriremo la prossima settimana, sperando di assistere a gare corrette e spettacolari. State in guardia….

 

Saluti Alchemici

L’Alchimista

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