L'occhio sulla C2 - Girone B - Analisi 11° giornata
I SIGNORI DELL’ABISSO
Lupus in fabula. Le tanto discusse nuove regole si ripercuotono immediatamente sul torneo, caratterizzato dalla profonda frattura esistente tra le prime quattro e il resto del plotone. Il distacco tra le battistrada e le immediate inseguitrici è salito al limite di guardia (intorno ai 10 punti) e diviene molto concreta la possibilità di non disputare il playoff tra seconda e quinta classificata. A metà novembre, varie squadre rischiano di non poter lottare per alcun obiettivo reale, vista la difficoltà di raggiungere il quarto posto o riuscire a ridurre il gap rispetto alla seconda.
L’Alchimista non vuole però precorrere i tempi e preferisce concentrarsi sul tema principale dell’undicesimo turno, segnato dall’abisso creatosi tra le capolista e le altre contendenti.
Gran parte del merito va ai Fab 4, che continuano a marciare a ritmi forsennati: i risultati sinora conseguiti le proietterebbero al primo posto degli altri gironi, con una media punti di assoluto rilievo (di questo passo, la quarta classificata chiuderebbe il torneo con 76 punti!). Bisogna inoltre notare come le 4 regine siano spietate con tutti gli altri: Cus e Nuova Ottrano hanno perso punti solo negli scontri diretti, mentre la Tenax è stata fermata sul pari soltanto dall’Osimo Five. Fa parziale eccezione la capolista Virtus Fabriano, letale nei confronti di alta classifica ma più vulnerabile contro avversari attardati in graduatoria come Grottaccia e Imbrecciata.
Il passo spedito delle prime 4 contrasta con l’andamento ondivago delle inseguitrici, incapaci di dare continuità alle loro prestazioni. Alcune formazioni sono cantieri ancora aperti, in attesa di una maturazione tattica (Campocavallo), di un adattamento al torneo (Helvia Recina), di ulteriori rinforzi (Osimo Five); in altre casi le compagini sono già appagate dai risultati sinora raggiunti (Imbrecciata) o prevalentemente attente ad allontanarsi dalla zona calda (Grottaccia e Montelupone).
La lotta si fa invece rovente nella parte bassa della graduatoria, che costituisce un abisso dove la pressione è molto forte, la luce è quasi assente e si possono fare pericolosi incontri.
L’Alchimista decide di addentrarsi nelle acque del torneo, scandagliando i fondali e osservando le creature che popolano questo mondo. La partenza sarà dedicata ovviamente ai signori degli abissi, che hanno dimostrato di sapersi brillantemente districare in ambienti infidi e pericolosi.
Il canto delle sirene
Quando si parla di pericolose creature marine non si può non citare le sirene, che ammaliano con il loro canto armonioso i marinai, gli promettono delizie e piaceri e poi rivelano la loro crudele natura. Questa è la tattica prediletta dalla Virtus Fabriano, che non domina l’avversario ma lo impegna in una lotta serrata e lo sovrasta solo dopo averlo lungamente illuso. La differenza reti, molto ridotta rispetto alle altre battistrada, è la miglior conferma di tale approccio: i cartai non hanno il miglior attacco né la retroguardia più ermetica, ma sono di gran lunga i più efficaci e lucidi nei momenti decisivi.
Gran parte del merito va a Falcioni e Pierantonietti, una sorta di Holly e Benji in salsa fabrianese. Anche a Jesi, l’Alieno è grande protagonista e scava il break decisivo. La Giovane Aurora non si arrende e accorcia le distanze ma le sue velleità si infrangono sull’invalicabile muro eretto da Pierantonietti.
Ancora un volta, si ripropone il medesimo copione: la Giovane Aurora incassa una sconfitta di misura e rimpiange le distrazioni compiute ma soprattutto l’assenza di un fromboliere di livello, capace di concretizzare il buon lavoro del collettivo. La Virtus continua la sua navigazione anche in una giornata di scarsa vena, in cui ha prodotto il minimo indispensabile. Il canto delle sirene fabrianesi continua ad essere la colonna sonora del torneo e ad ammaliare tutti i marinai che solcano il mare del girone B…
I tentacoli del Kraken
Il Cus Macerata rappresenta l’esatta antitesi della Virtus. I cartai sono solidi ed essenziali mentre gli universitari sono barocchi e ridondanti; la Virtus è un complesso arcigno, basato sull’insostituibile contributo di alcune individualità mentre il Cus è formazione generosa ed arrembante, che sfrutta le capacità complementari di vari elementi. La strategia utilizzata dai maceratesi ricorda quella di un altro celebre abitante degli abissi, il kraken, che avvolge e stritola l’avversario con i suoi numerosi e possenti tentacoli.
Montelupone non poteva sfuggire alla feroce morsa degli universitari. Il compito dei padroni di casa era reso improbo dalla squalifica di Zaboti, Canuti e dal forfait di Elghout. L’assenza degli uomini cardine non ha però intimorito i lupi, autori di un buon avvio. I locali, trascinati da Latini e Moretti, mostrano orgoglio e spirito di gruppo, mettendo in difficoltà gli ospiti. Come spesso accade, la piovra maceratese emerge nella ripresa, sfruttando le molteplici soluzioni a disposizione e la freschezza dei suoi giovani. Carpineti, Cicarilli, Petetta alzano infatti il ritmo della gara, ben coadiuvati da Maccioni, Pizzicotti e dal redivivo Delcuratolo, nuovamente a referto.
Il Montelupone cede di schianto, ma può essere soddisfatto per la buona prova iniziale, pur in un contesto davvero difficile. Nel secondo tempo sono mancate le energie, la lucidità e un po’ di qualità, ma i lupi non hanno certamente lesinato orgoglio e determinazione, doti essenziali per competere in un torneo tanto insidioso. Il Cus offre invece l’ennesima dimostrazione di forza ed evidenzia le capacità del miglior attacco del girone. Il kraken si muove alla ricerca di nuove vittime da stritolare con i suoi possenti e rapidi tentacoli.
La barriera Corallini
La Nuova Ottrano costituisce una delle grandi novità del torneo. In passato, l’ecosistema filottranese mostrava ottime potenzialità, ma era afflitto dall’eccessiva fragilità della retroguardia, troppo esposta alle onde e ai marosi avversari. In questa stagione il quadro si è capovolto e la Nuova Ottrano vanta la difesa meno perforata del torneo. Gran parte del merito va al lavoro di mister Rossetti, che ha saputo inserire al meglio i nuovi acquisti Camilletti e Corallini. La gara con l’Osimo Five ha evidenziato l’importanza dell’ex capitano del Campocavallo, che ha eretto una barriera imperforabile davanti a Belfiore.
Il match di Filottrano ha contrapposto due compagini ben attrezzate e saggiamente guidate. Mister Perugini ha allestito un’Osimo Five molto abile nelle coperture difensive e nelle ripartenze, dove può sfruttare le volate di Marcondes e Agostinelli. Gli osimani vengono purtroppo penalizzati dalla ristrettezza della rosa, in cui i giovani (con la parziale eccezione di Ascani) non riescono ancora a fornire il contributo atteso. La manovra poggia quindi sulle spalle della vecchia guardia, che risponde con prontezza e diligenza alle sollecitazioni, ma non riesce a reggere fino in fondo il ritmo di gare tirate e intense.
La Nuova Ottrano utilizza invece al meglio le risorse offerte da una rosa ampia. Mister Rossetti può permettersi di tenere fuori dai giochi il bomber Focante e optare per un assetto meno spregiudicato. Quando i rapidi esterni Jimenez e Carbonari puntellano la Barriera Corallini non è decisamente facile entrare nella baia filottranese…
La balena verde
La balena è uno dei più affascinanti abitanti del mare, riconoscibile tra tutti per grandiosità, resistenza, potenza e forza in battaglia. Tali qualità sono proprie anche della Tenax, una corazzata costruita per navigare da dominatori le acque del torneo.
I greens si presentavano molto agguerriti alla gara con la Nuova Lif, che rappresentava un’occasione di riscatto per una formazione ancora ferita dalla sconfitta di Macerata. La balena verde risponde positivamente alle sollecitazioni della propria guida Cingolani e già nella prima frazione annichilisce la malcapitata Nuova Lif. La copertina spetta di diritto a Giordano, che imperversa nella difesa ospite e non fa avvertire l’assenza del gemello Iantolo. Buone nuove vengono anche dal reparto arretrato, guidato da Matteucci e Schiavoni, abili in copertura e propositivi in avanti. La Nuova Lif non ha potuto fare altro che limitare i danni e accennare una timida reazione nella ripresa, con gli orgogliosi Micucci e Farneti. La sconfitta non pesa comunque più di tanto poiché non è certo in queste gare che i cartai devono raccogliere i punti salvezza.
La Tenax riparte in modo spumeggiante e lancia un segnale ai rivali. I greens non hanno alcuna intenzione di abdicare e vogliono lottare fino alla fine per il primato, incuranti di infortuni, passaggi a vuoto o cambiamenti di organico. La balena verde può essere fermata solo da un valoroso e saggio capitano Achab, al termine di un’estenuante lotta ….
Il prodigioso Pesce Vescovo
Gli abissi sono popolati da creature leggendarie e fantasiose, ma terribilmente pericolose. I numerosi bestiari medievali illustravano con dovizia di particolari le caratteristiche del Pesce Vescovo, un mostro marino rapido e letale, capace di affondare e distruggere gli incauti equipaggi che si spingono nelle sue acque.
Anche l’Imbrecciata si era avventurata su un terreno pericoloso. I filottranesi, rinfrancati dagli ottimi risultati sinora conseguiti, procedevano a vele spiegate verso l’alta classifica. Per proseguire il viaggio era però necessario superare le infide acque di Recanati, uno dei bracci di mare più pericolosi della categoria. L’avvio sembra comunque propizio alla truppa ospite che si issa sul 3-0 grazie alla consueta combinazione di feroce attenzione difensiva e spietate ripartenze in avanti. La navigazione sembra tranquilla, ma improvvisamente si scatena la furia del Pesce Vescovo, al secolo Emanuele Vescovo, che aggredisce i visitatori e guida i compagni verso l’insperata rimonta. Come da tradizione, l’Imbrecciata non si lascia intimidire e replica colpo su colpo, ma resta priva di forze nel momento decisivo.
Mister Corallini incassa una sconfitta dolorosa, giunta dopo aver lungamente accarezzato il prestigioso exploit. Il passaggio a vuoto non ridimensiona comunque la sua Imbrecciata, che si conferma tra le protagoniste della stagione. Il principale limite del team rimane l’esiguità della rosa, che costringe agli straordinari alcuni elementi. I giocatori rispondono in maniera eccellente, come nel caso di Rossi (autore di uno splendido poker di reti) ma nel lungo periodo accusano un calo fisiologico e finiscono per pagare dazio su alcuni campi caldi e in match tesi.
Mister Spaccia tira un profondo sospiro di sollievo. L’Helvia Recina si solleva da una situazione complicata grazie alle consuete armi del team: grinta, compattezza e l’energia di giovani interessanti come Bartozzetti e Baleani. Su tutti si erge però la figura del prodigioso Emanuele Vescovo, ormai non più semplice fratello del capitano ma punta di diamante dei leopardiani. Mister Spaccia cerca di amalgamare il gruppo e di valorizzare le qualità di una rosa ricca di potenzialità, per creare un soggetto capace di solcare con sicurezza ogni mare e affrontare senza timore anche gli abissi più insidiosi.
I mille volti di Proteo
L’incostanza è il principale limite del Campocavallo, le cui grandi qualità sono vanificate dall’incapacità di trovare un equilibrio duraturo. Gli osimani sembrano i degni discendenti di Proteo, mitica creatura degli abissi, celebre per la sua capacità di mutare ripetutamente forma. Come Proteo, il Campocavallo non riesce a mantenere a lungo un volto ben definito: inarrestabile nei momenti di vena, abulica nelle difficoltà, la compagine osimana rappresenta la mina vagante del torneo.
La Virtus Moie ha incontrato la versione deluxe, ed è stata nettamente sconfitta al termine di una gara senza storia. Troppo elevato il distacco tra un Campocavallo tonico e concentrato e i rimaneggiati e intimoriti ospiti, più attenti a non affondare che desiderosi di tentare un improbabile recupero. I locali mantengono a lungo il possesso palla e colpiscono con le invenzioni del loco Gabbanelli e la classe di Censori, che si conferma uno dei più intriganti prospetti visti quest’anno. Il successo viene poi sigillato dal solito, affidabile Saracchini, punto di contatto con il recente passato. La Virtus si preoccupa soltanto di contenere il passivo, demoralizzata dalle fondamentali assenze di capitan Ciaffoni e del bomber Giacomodonato. Per centrare la salvezza serve un deciso cambio di ritmo, che richiede soprattutto un approccio più convinto e propositivo.
Tutt’altra musica in casa Campocavallo. Mister Ristè incassa con soddisfazione i 3 punti e continua rinfrancato nella sua sfida, per dare un volto definito, gradevole ed efficace al mutevole Proteo osimano.
Senza fiato
Quest’anno il Gagliole naviga in cattive acque. Malasorte, infortuni, errori hanno frenato il team, trascinandolo negli abissi della graduatoria. La gara con il Grottaccia era l’occasione per invertire il pesante trend negativo.
L’avvio sembra premiare le scelte di mister Macchioni. I padroni di casa assorbono gli attacchi ospiti e si ripropongono pericolosamente in avanti grazie al frizzante Diletti, che beffa un Fufi non impeccabile e punisce oltremisura il Grottaccia. Nella ripresa però i cingolani aggiustano la mira e riagguantano l’avversario, al termine di una rimonta vibrante e avvincente. Il match si mantiene aperto ed equilibrato; i duellanti si impegnano in una lotta spasmodica, che lascia senza fiato e senza energie.
Il pari finale è accolto in entrambi gli schieramenti con un misto di rimpianto e sollievo. Grottaccia recrimina per le numerose opportunità sprecate ma è soddisfatta per avere recuperato una situazione apparentemente compromessa. Mister Marchegiani guida una formazione strana, che lascia senza fiato per le clamorose ingenuità commesse ma anche per le prodezze dei suoi uomini migliori. Serve però maggiore continuità e concretezza per salire rapidamente verso mari più sicuri.
Gagliole continua invece il suo viaggio in apnea, appesantito da infortuni e ingenuità. Gli uomini di mister Macchioni hanno comunque compiuto un importante passo avanti, grazie alle belle iniziative di Romaggioli, Diletti e soprattutto a una ritrovata capacità di soffrire, di continuare a respirare anche sott’acqua. La capacità di restare in apnea risulterà fondamentale per sopravvivere negli abissi della classifica.
Il fossile vivente
Il fondo degli abissi è popolato da strane creature come il celacanto. Il cosiddetto fossile vivente è un pesce considerato estinto da secoli, ma di cui sono stati recentemente rinvenuti esemplari viventi. Il celacanto è così divenuto rapidamente simbolo della capacitò di resistere alle avversità e di fronteggiare l’impossibile, come accaduto venerdì all’Apiro.
Ville Musone ospitava un drammatico match tra i due fanalini di coda, reduci però da un ben diverso momento di forma. L’Acli aveva mostrato graduali ma costanti miglioramenti rispetto al pessimo avvio: i punti continuavano a latitare ma il livello delle prestazioni era nettamente salito. L’Apiro viveva invece una fase tempestosa e il cambio di guida tecnica sembrava l’estremo e disperato tentativo per invertire un inesorabile trend negativo.
La gara sembra confermare le previsioni della vigilia poiché i padroni di casa si portano sul 6-1, grazie agli affondi di Castignani e di un ottimo Immobile. L’Apiro non si arrende e abbozza una reazione, subito frustrata dal Villa Musone. Nella ripresa gli ospiti attaccano con maggiore veemenza e incisività, sino a raggiungere un insperato 8-8. L’Acli ha però un nuovo sussulto e ritorna in vantaggio ma l’Apiro replica con indefesso orgoglio e allo scadere coglie il definitivo pareggio.
Il risultato finale in pratica non serve a nessuno dei due contendenti, ma dimostra tutta la loro vitalità. Villa Musone spreca in modo incredibile una ghiotta occasione per cogliere la prima vittoria stagionale. I lauretani hanno mostrato buoni sprazzi di gioco, ma hanno pesantemente pagato un cortocircuito nervoso e le incertezze della retroguardia, dove si è fortemente avvertita l’assenza di Brugè. Mister Frenda deve riflettere e intervenire sugli improvvisi black out mentali dei suoi ragazzi, che vanificano le migliorie tattiche e il recupero degli illustri infortunati.
Da Villa Musone giunge comunque anche un’altra notizia: il celacanto non si è ancora estinto. L’Apiro si muove su fondali profondi e melmosi, ma non cessa di lottare, sospinto dalle giocate della coppia Montuschi-Mancini. Il fossile vivente continua a nuotare, nell’attesa di ritrovare la sua amata tana….
I mostri (marini) della settimana
Questa settimana vengono selezionati i protagonisti delle esibizioni più entusiasmanti, che con le loro mostruose prestazioni hanno agevolato il successo del proprio team. Per tale motivo, vengono associati ad alcuni celebri mostri marini, il cui nome è scolpito nel mito e nella leggenda.
• Pierantonietti (Virtus Fabriano): turno ricco di reti e negativo per i portieri. Alla congiuntura negativa si sottrae il solito Pierantonietti, decisivo nel successo sulla Giovane Aurora. Sicuro, autorevole e reattivo come una Piovra, sui cui tentacoli si fonda il primato della Virtus.
• Corallini (Nuova Ottrano): da tempo si parla di un mostro marino, che vigila le acque del lago di Loch Ness. Allo stesso modo, l’area della Nuova Ottrano è presidiata da un esperto e smaliziato custode. Contro l’Osimo Five l’ex capitano del Campocavallo sente aria di derby e si trasforma nel celebre Nessie, intimidendo gli avversari e colpendoli con due conclusioni dalla distanza.
• Saracchini (Campocavallo): Campocavallo ha la duplice natura tipica delle Sirene. I morbidi tocchi di Gabbanelli e Censori attirano gli esteti, che però apprezzano anche l’essenziale contributo dell’inesauribile Saracchini, affidabile in difesa e pungente in avanti.
• Mancini (Apiro): mai guardare in faccia la Medusa! Si può restare pietrificati, come accade al Villa Musone, che accarezza troppo presto l’idea del primo successo e viene punita da Mancini, autore di 5 reti. Per l’Acli, la prestazione del pivot maceratese è urticante e doloroso come il tocco di una medusa.
• Giordano (Tenax): Scaltro, rapido, spietato, letale. L’identikit del Serpente marino ben si sposa con il profilo di Giordano, Il Cobra tramortisce la malcapitata retroguardia della Lif, la avvolge nelle sue spire e la colpisce con 3 morsi letali. Le ambizioni della Tenax poggiano più che mai sui guizzi del suo serpente…
Prossima giornata: un occhio sull’abisso
Il prossimo turno è caratterizzato dallo scontro di testa tra la Virtus Fabriano e la Tenax. Gli ospiti sono chiamati a fornire una prova di forza anche in uno scontro diretto, specialità in cui sono maestri i fabrianesi. Per poter uscire indenni dal PalaGuerrieri servirà il miglior Giordano e bisognerà fermare l’Alieno Falcioni. I greens possono scegliere tra varie opzioni: l’esperienza di Matteucci, la freschezza di Schiavoni, la duttilità di Orlandoni, anche se non ci stupirebbe un impegno diretto del Cingolo, che permetterebbe di assistere a un duello grandi firme.
Le altre prime della classe guardano con interesse al match di Fabriano. Devono però stare attenti a non sottovalutare i loro match, evitando di crogiolarsi troppo sul vantaggio rispetto agli avversari. “Se guardi a lungo nell’abisso, l’abisso guarda in te”, recita la celebre massima. Il motto rappresenta un monito per la Nuova Ottrano, di scena sul difficile campo della Virtus Moie. L’assenza di Corallini è un grave handicap per i filottranesi, costretti ad affrontare con la fanteria leggera il pericoloso Giacomodonato.
Compito decisamente più accessibile per il Cus, che ospita il Gagliole. Lo scontro tra il miglior attacco del torneo e una delle retroguardie più perforate sembrerebbe improponibile, ma il Cus non deve mai distrarsi, onde evitare di incappare in spiacevoli sorprese.
Entra nel vivo anche la lotta per il quinto posto. Un passaggio decisivo avverrà ad Osimo, dove si affrontano due vecchi compagni e amici come Perugini e Spaccia. Riuscirà l’allievo a superare il maestro? La risposta giungerà al termine di una sfida che promette scintille e colpi di scena.
Si preannuncia interessante anche il match di Filottrano, dove l’Imbrecciata incontra il Montelupone. Si tratta della tipica partita da tripla, tra due formazioni discontinue e imprevedibili, ricche di ottimi solisti. I padroni di casa sperano di piazzare un importante allungo, mentre i lupi vogliono risalire verso posizioni più allettanti.
Le restanti gare proiettano nell’occhio dell’abisso. La Nuova Lif vuole dare una scossa alla sua deficitaria classifica superando il fanalino di coda Villa Musone. Mister Frenda ha però chiamato i suoi a una prova d’orgoglio, con cui riscattare il folle finale di venerdì scorso.
La soddisfazione per un pari inatteso alimenta le speranze dell’Apiro, alla ricerca del primo successo stagionale. Non sarà comunque semplice fermare la marcia del Campocavallo e arginare la creatività dei suoi artisti offensivi.
Chiude il programma il match tra Grottaccia e Giovane Aurora, due team compatti e dotati di buona carica agonistica. Il fattore campo e la presenza di Black Mamba Diop, nuovo capocannoniere del torneo, fanno pendere il pronostico verso i cingolani. La Giovane Aurora vanta però un cospicuo credito con la sorte, che prima poi si deciderà a ricompensarla….
Cosa accadrà? Lo scopriremo la prossima settimana, sperando di assistere a gare corrette e spettacolari. State in guardia…
Saluti Alchemici
L’Alchimista
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