L'occhio sulla C2 - Girone B - Analisi 8° giornata
STORIE DI FANTASMI
Uno spettro si aggira per le Marche: quello delle assenze.
Le illustri defezioni offrono una chiave di lettura alternativa alle vicende di un torneo dalla connotazione sempre più definita. Dopo l’ottavo turno i fab four continuano infatti la loro prepotente marcia e staccano i più immediati inseguitori, alle prese con un vistoso rallentamento.
Il leit – motiv di giornata è però costituito dagli assenti, la cui ombra aleggiava sugli impianti, intangibile ma ben riconoscibile. Gurini, Delcuratolo, Diop, Balloriani, Novelli, Antonelli, Castignani, Lucarelli, Giacomodonato, Brunori… La lunga lista di defezioni eccellenti testimonia dell’impatto e della rilevanza dei forfait, che influenzano in modo determinante alcune gare e, talvolta, l’intero campionato. Il peso delle assenze è infatti particolarmente significativo nei campionati regionali, dove le minori dimensioni degli organici aumentano l’importanza dei singoli.
Le varie formazioni hanno però reagito diversamente alle defezioni: gli spettri hanno spaventato e depresso alcune compagini mentre hanno fornito prezioso propellente ad altri team che hanno ottenuto inattese performance, spinti dal coraggio, dall’orgoglio e dallo spirito di rivalsa.
Il periodo dell’anno ben si presta alle riflessioni sugli spettri. L’Alchimista rispolvera quindi alcuni racconti della letteratura fantastica e inizia a narrare le ghost stories dell’ottavo turno…..
La caduta della casa degli Usher
E.A. Poe ha scritto alcune delle più celebri e affascinanti storie di fantasmi. E’ difficile restare impassibili di fronte al lento decadimento fisico e mentale di Roderick Usher, che alterna di stati di eccitazione e improvvise paure sino al disastroso crollo finale.
La novella ha qualche punto di contatto con le recenti vicende dell’Helvia Recina, compagine di grande tradizione, che ha costruito in casa le sue fortune In questa stagione, la solida dimora dei leopardiani ha però mostrato qualche crepa. Gli insistenti scricchiolii sono infine sfociati in una dolorosa caduta, nell’acceso confronto con la Tenax.
L’avvio conferma le qualità dei padroni di casa, che mettono alle corde la capolista. L’assenza di Gurini è però un handicap difficile da sostenere contro uno dei migliori attacchi del torneo. Gli ospiti diventano sempre più pericolosi e raggiungono il pari con gli squilli dei soliti Iantolo e Schiavoni. Nella ripresa sale in cattedra Giordano, che trascina i compagni e con una doppietta affonda i locali. L’Helvia Recina non accetta passivamente gli eventi e prova a reagire con orgoglio, ma gli sforzi risultano vani.
Mister Spaccia assiste alla caduta del suo fortino ma, a differenza di Roderick Usher, nutre alcuni motivi di speranza. La sconfitta non ha lasciato soltanto rovine ma evidenziato anche solide fondamenta, indebolite dagli infortuni e dalla squalifica di Gurini. La lettura del tabellino dei marcatori, su cui spicca il nome dei giovani Baleani ed Emanuele Vescovo, offre validi motivi di fiducia nel futuro. Bisognerà comunque acquisire incisività e maggiore freddezza nei momenti decisivi.
La Tenax gioisce per un successo fondamentale, ottenuto su uno dei più difficili campi del girone. Mister Cingolani ha ormai trovato la quadratura del cerchio e si appresta ad affrontare con sempre maggiori certezze le prossime ardue prove. Con questa compattezza e con un Giordano così ispirato, i biancoverdi potrebbero far cadere anche altre solide e celebri magioni…
La minaccia fantasma
Così come nel prequel della saga di “Guerre stellari”, la minaccia per l’attuale regina del torneo viene dall’ombra. La Virtus prosegue infatti la sua ambiziosa ma regolare ascesa, che sale d’intensità nel corso del tempo. I passaggi a vuoti e i balbettii dei primi turni sembrano svaniti; i cartai hanno ampliato il già valido roster e acquisito maggiore autorevolezza, come mostra la netta vittoria sulla Virtus Moie.
Anche nel derby tra le due Virtus, i fabrianesi ripropongono il solito copione di successo: vantaggio iniziale, seguito da una fase di attesa, prima di piazzare la stoccata definitiva nella ripresa.
Gli ospiti non riescono a resistere a lungo; ogni timido tentativo di reazione è vanificato dall’inconsistenza dell’attacco, in cui si avverte lo spettro dell’assente Giaocomodonato. Mister Tassi è quindi costretto ad aggiustare una coperta sempre troppo corta, in cui il ritorno del capitano Ciaffoni coincide con il forfait del principale terminale offensivo. Urge il pronto recupero di tutta la rosa.
La Virtus Fabriano continua a marciare con passo deciso, trascinata da una difesa imperforabile e dai goal di Falcioni, divenuto quest’anno un realizzatore continuo e prolifico. Mister Buratti sorride però soprattutto per le due reti di Amadei. Se l’estroso talento virtussino ritrovasse l’ispirazione di un tempo, potrebbe rappresentare la spalla ideale per l’Alieno. A quel punto, la minaccia fabrianese diverrebbe terribilmente reale….
Gli acchiappafantasmi
La risicata vittoria di Villa Musone aveva instillato più dubbi che certezze nel Cus Macerata. Gli universitari sembravano intimiditi dallo spettro del bomber Delcuratolo, appiedato per quattro turni dal giudice sportivo. Il match contro il Campocavallo ha però fugato ogni dubbio. I maceratesi si sono dimostrati attenti e concentrati sin dalle prime battute, in cui hanno conseguito la fiducia necessaria per scacciare, già a fine primo tempo, tutti i fantasmi e le paure. Le 3 reti siglate a fine parziale issano i padroni di casa sul 5-1, che chiude virtualmente la gara.
Mister Bacosi esulta per lo scintillante successo dei suoi ragazzi, capaci di superare con autorevolezza e maturità numerose avversità. Il Cus ha messo in mostra una manovra rapida ed efficace, che ha mandato a rete quasi tutti gli effettivi, dal veterano Machella al giovane Cicarilli, dal fantasioso Maccioni al concreto Venturini, dal solido Carpineti ai dinamici Pizzicotti e Petetta. Ancora più dell’apporto dei singoli, la ricchezza del team risiede nel gioco, vario e avvolgente, e nella determinazione evidenziata in una ripresa condotta senza cali di tensione, se non negli istanti finali.
La discontinuità è invece il tallone d’Achille del Campocavallo, incapace di trovare un equilibrio, tattico e caratteriale. Le ultime, positive esibizioni sono state spazzate via dal brutto tonfo di Macerata, in cui gli osimani hanno mostrato un’insolita imprecisione nelle giocate e scarsa compattezza. La squadra si è rapidamente sciolta alle prime avversità. Stupisce in negativo la pessima prova del reparto arretrato, tradizionale marchio di fabbrica del team, divenuto decisamente troppo friabile. Mister Ristè deve seguire l’esempio del Cus: per tramutare una collezione di ottimi solisti in una squadra unita e solida, bisogna acchiappare e scacciare i fantasmi, prevalentemente caratteriali, che affliggono i suoi giocatori.
La città fantasma
Grottaccia è un campo difficile per tutti. Il terreno di gioco si trova su una pianura esposta ai venti provenienti dalle montagne vicine; sembra il set ideale per un film western, il luogo adatto per un duello, specialità in cui sono maestri gli spietati pistoleros locali.
La Nuova Ottrano ha però trovato uno scenario diverso dal previsto. I filottranesi sono infatti entrati facilmente in una città fantasma, dove il rumore dei revolver era stato spento dal giudice sportivo e dalla sfortuna.
Grottaccia scende in campo priva delle sue bocche da fuoco: l’implacabile Diop, lo Svizzero Balloriani e persino il giovane Fufi. Mister Marchegiani tenta di stimolare al massimo i superstiti, cui si aggiungono alcuni veterani, richiamati in servizio per fronteggiare l’emergenza. La scelta funziona nella fase iniziale del match, quando l’orgoglio e l’abnegazione dei cingolani imbriglia gli ospiti, forse confusi dall’inedito quadro tattico. Nel lungo periodo, emergono però i valori e soprattutto la disponibilità di alternative a disposizione dei filottranesi. Il primo colpo non può che essere esploso da Sentenza Focante, unico esponente del girone ancora presente sull’Isola dei Cannonieri. Lo sparo del bomber scatena le bocche da fuoco ospiti, dal potente Giuliodori al versatile Camilletti, dall’esperto Moretti al giovane Galeazzo.
I filottranesi mostrano così di avere bene assorbito il passo falso della scorsa settimana nonché l’assenza di mister Rossetti, anch’egli presente all’incontro solo in versione di fantasma. L’imperativo del team resta quello di evitare errori ed ingenuità difensive per poter sfruttare al meglio i colpi del reparto avanzato, provvisto di una non comune potenza di fuoco.
Grottaccia incassa la seconda sconfitta consecutiva e riflette mestamente sulle tante assenze, che impediscono di formulare un giudizio attendibile sulla formazione cingolana. L’imminente rientro dei titolari permetterà di recuperare l’assetto standard e ridare vita alla città fantasma, che vuole ritornare a essere un crocevia vivace ed insidioso per tutti gli avversari...
Il sesto senso
L’incontro con la trama più appassionante e ricca di colpi di scena è stato, come previsto, quello di Osimo, dove si affrontavano due formazioni assai discontinue. Il punteggio finale premia i padroni di casa, usciti vincitori da una contesa pazza e sorprendente.
L’avvio travolgente galvanizza i locali, che dispongono facilmente di un Gagliole confuso e impacciato. La rete del 5-1 sembra porre una pietra tombale sulla partita, ma poco dopo accade l’incredibile: gli ospiti siglano 4 reti in 8 minuti e si riportano in parità. La gara diviene quindi vivace e appassionante, caratterizzata dai continui botta e risposta dei contendenti. Il colpo di reni finale è però dei senza testa: Ascani sigla la rete decisiva che fa esultare i suoi e disperare gli ospiti.
E’ difficile commentare un match che sembra sconfinare nell’irrazionale o nell’esoterico. L’unica certezza è costituita dalla fragilità delle due retroguardie, incapaci di mantenere una costante attenzione e di arginare le incursioni avversarie.
L’Osimo Five si conferma la mina vagante del torneo, capace di mettere in difficoltà ogni rivale, ma anche di incorrere in clamorosi cali di concentrazione, che sembrano giustificare il tradizionale appellativo di “senza testa”. Mister Perugini esulta per il sofferto successo e ringrazia l’inesauribile Rossetti, anima del team e letale terminale offensivo. Al contempo, richiama i suoi a una maggiore attenzione, elemento imprescindibile se si vuole dare un senso al sesto risultato positivo e proseguire la scalata in classifica.
E’ difficile raccontare l’amarezza del Gagliole, beffato dopo aver assaporato il dolce gusto dell’impresa. La gara ha proiettato i maceratesi sul set del film “il sesto senso”, in cui il protagonista vive una storia intensa, ricca di colpi di scena e di sensazioni forti, dalla paura alla disperazione, dall’entusiasmo alla suspense. Ma, alla fine, scopre di essere già morto….
Il match offre comunque chiare indicazioni a mister Macchioni. Gagliole deve ripartire dallo spirito mostrato nella ripresa, cercando di accantonare le ansie e i timori che hanno appesantito per tutto il primo tempo la mente dei maceratesi. Bisogna sopratutto convivere con il fantasma del capitano assente. A costo di divenire ripetitivi, non si può non sottolineare il peso dell’assenza di Braveheart: senza di lui il Gagliole ha subito 34 reti in 5 partite (25 nelle ultime 3); un fardello decisamente insostenibile anche per una squadra a trazione anteriore come quella maceratese…
Il pianeta fantasma
Negli ultimi anni, in vari siti Internet si discute riguardo l’esistenza di un nono e ancora sconosciuto pianeta (detto Nibiru) all’interno del sistema solare. Tale idea nasce da una controversa interpretazione delle scritture babilonesi e sfocia in preoccupati allarmi sugli influssi di tale corpo celeste sul resto della galassia. La tesi, priva di base scientifica o di prove empiriche, assume una certa veridicità solo nel futsal marchigiano, e specificamente nel girone B della serie C2. La Giovane Aurora è infatti un pianeta fantasma raramente illuminato dalla luce dei riflettori, ma che prosegue sottotraccia il suo moto, su di un’orbita sicura e regolare.
Gli jesini non dispongono di prolifici bomber o di ammalianti giocolieri, capaci di catturare l’attenzione dei media e l’entusiasmo del pubblico. Sono però un gruppo compatto, equilibrato e tatticamente ben disposto, che ha le sue armi migliori nella regolarità e nella solidità difensiva.
Tali doti sono emerse anche nella difficile trasferta di Montelupone, dove gli jesini sono andati per ben tre volte in svantaggio, riuscendo a recuperare in ogni occasione. L’impresa è degna di menzione perché non è facile fermare i lupi maceratesi nella propria tana, specie quando sono avanti nel punteggio e possono impostare una gara di contenimento e contropiede. Stavolta però è mancato il colpo del KO, anche per la giornata storta degli elementi più rappresentativi, irretiti dalla ragnatela jesina. La scarsa vena dei primattori è stata parzialmente compensata dall’exploit dei gregari Latini e Ramazzotti, artefici di una prova affidabile e generosa.
Non è comunque semplice affrontare la Giovane Aurora, una formazione dai lineamenti difficilmente decifrabili. Non è facile colpire una difesa nutrita e compatta o sottrarsi all’orbita regolare e inesorabile del pianeta jesino. Grande merito va a mister Sabbatini e a tutti i componenti di una rosa ben equilibrata, che combina la classe di Fioretti con l’efficacia di Cingolani e la duttilità di Valeri. Orgoglio, capacità di reazione e lucidità tattica stanno trascinando fuori dall’ombra il pianeta fantasma, che si inserisce con sempre maggiore autorità nella galassia del torneo…
La nave fantasma
Le acque del torneo sono solcate da un veliero fantasma, imprevedibile e poco noto. La similitudine con i pirati emerge già nello stemma del club (che ricorda vagamente il temibile jolly roger) e si rafforza esaminando le altalenanti e a volte contraddittorie prestazioni fornite. Mister Corallini guida una nave fantasma capace di alternare, anche nella stessa gara, accecanti apparizioni e profondi black out.
Anche Villa Musone ha pagato dazio al vascello filottranese. Il vantaggio iniziale illude i ragazzi di mister Frenda, ma l’improvviso risveglio dei corsari Giachetta, Petraccini e Rossi ribalta il punteggio. L’exploit è però seguito da un’altra pausa, di cui approfittano con abilità i lauretani, che raggiungono una nuova parità. Proprio quando gli ospiti iniziano ad assaporare il tanto atteso risultato positivo, si materializza la sagoma della nave fantasma, che coglie un fondamentale successo con un rocambolesco goal di Rossi.
L’Acli non riesce a dissimulare l’amarezza per un pareggio sfuggito proprio allo scadere e impreca contro la sfortuna e alcune contestate decisioni arbitrali. Non mancano però le note positive. Il traumatico avvio sembra ormai superato; nelle ultime gare Villa Musone ha ben figurato, mostrando determinazione ed evidenziando un equilibrio accettabile soprattutto in fase difensiva. La mancanza di punti è pesante, ma i lauretani hanno imboccato un sentiero virtuoso che prima o poi dovrebbe produrre risultati positivi.
Sensazioni opposte in casa dell’Imbrecciata, euforica per un successo raggiunto sul filo di lana. La sofferta vittoria dei filottranesi, privi di una colonna come Brunori, conferma la loro indecifrabilità. L’Imbrecciata è un team difficile da affrontare, capace di mutare più volte il senso e l’inerzia della gara. Mister Corallini spera che la sua formazione riesca ad acquisire maggiore continuità e concretezza, per poter imprimere un’andatura più regolare a un vascello che procede a strattoni.
Ghost
I fantasmi non sono sempre creature spaventose, ma costituiscono talvolta dei riferimenti positivi e favorevoli. Un esempio celebre è fornito dal film Ghost, in cui il protagonista (interpretato da Patrick Swayze), veglia anche dopo la morte sulla sua amata compagna, preservandola dai guai.
Lontani echi di questa storia sono rintracciabili nelle vicende della Nuova Lif. La pessima conclusione del torneo precedente e l’incerto avvio dell’attuale stagione hanno minato le certezze di un gruppo reduce dagli ottimi risultati del precedente anno e mezzo.
Mister Casiraghi ha quindi presentato le proprie dimissioni, restando però a disposizione della società, su cui continua a vegliare come un nume tutelare. Un gesto di rara sensibilità, con cui il coach fabrianese antepone il bene del team al proprio orgoglio e accentra su di sé tutte le responsabilità, anche quelle a lui non imputabili.
In genere gli avvicendamenti in panchina coincidono con una vittoria; tale consuetudine è stata confermata anche in questa occasione. Non è però facile capire se sul successo abbia maggiormente influito il cambio nella conduzione guida tecnica o i problemi dell’Apiro, privo del perno difensivo Novelli e minato nel morale dai numerosi insuccessi.
La gara non ha avuto storia. I fabrianesi scavano un solco incolmabile nel primo tempo e dilagano dopo l’intervallo. Solo sul 9-0 il ritmo si affievolisce e gli ospiti possono siglare le reti della bandiera con l’indomito Tarabello.
La Lif bagna con un netto successo l’esordio in panchina di Manuel Micucci e ritrova finalmente confidenza con il goal. Protagonista assoluto della serata è Farneti, autore di 5 reti, abilmente supportato da Piersimoni, Romani e dal solito Pallotta. I cartai sono ora attesi ad ulteriori conferme per verificare se si è trattato di un exploit isolato o se il successo costituisca il primo passo di una radicale inversione di tendenza.
La rovinosa caduta relega l’Apiro sul fondo della classifica e lo allontana sempre più dalle immediate rivali. Mister Biagini si preoccupa soprattutto per l’involuzione del suo team, sconfitto senza lottare in un scontro diretto, che richiedeva maggiore determinazione e concentrazione. L’assenza di Novelli spiega alcune incertezze difensive, ma non assolve una formazione decisamente al di sotto delle proprie possibilità. Per scacciare i sempre più rumorosi spettri che aleggiano intorno all’Apiro, serve una decisa sterzata, tattica (la difesa appare decisamente troppo fragile) e soprattutto caratteriale...
I fantasmi della settimana
Questa settimana vengono selezionati i protagonisti delle esibizioni più entusiasmanti, che con le loro fantasmagoriche prestazioni hanno portato al successo il proprio team.
• Marè (Cus Macerata): Non è facile rimettersi in gioco quando raggiungi ottimi risultati e sei divenuto l’intoccabile punto di riferimento del tuo team. Marè ha però avuto il coraggio di cambiare e accettare la competizione con il giovane Bettucci. Malgrado il minutaggio ridotto, il portiere maceratese è sempre pronto nel momento del bisogno, come mostra l’ottima prestazione contro i temuti avanti del Campocavallo. Così come Il corvo, reso celebre dall’interpretazione di Brandon Lee, Muro Umano continua a vegliare sulle sorti del suo team, seppur in maniera più defilata.
• Rossi (Imbrecciata): non è un fantasma ma ne condivide rapidità e imprevedibilità d’azione. Parliamo di Fantomas, il famoso e abile ladro che ha affascinato la Francia del ‘900. Eclettismo, fantasia e capacità di restare lucido anche nelle situazioni più concitate sono qualità comuni anche a Rossi, pilastro dell’Imbrecciata. L’universale filottranese trascina i compagni e decide con una marcatura in extremis il sofferto match contro il Villa Musone, scatenando l’entusiasmo di mister Corallini e del presidente Gatti.
• Giordano (Tenax): il ritorno su un palcoscenico prestigioso e ricco di tradizione come Recanati stimola l’ego di Giordano. Il Cobra sente aria di C1 e, novello fantasma dell’opera, manda all’aria lo spartito preparato da mister Spaccia. I leopardiani non riescono infatti a frenare le sue scorribande, impreziosite dalle due reti decisive per l’importante successo della Tenax.
• Farneti (Nuova Lif): Non è facile incontrare il temibile Cavaliere senza testa, protagonista del film “il mistero di Sleepy Hollow”. Quando però si ha la sventura di trovarlo in una serata di vena, è difficile sottrarsi alla sua furia e al suo impeto. Ciò accade anche con Farneti, che ha iniziato un po’ sotto tono la sua esperienza alla Lif, ma è fragorosamente esploso contro l’Apiro, travolto da cinque reti del potente e preciso pivot fabrianese.
• Rossetti (Osimo Five): un vecchio corsaro continua a solcare gli oceani, aggiungendo sempre nuove tacche alla sua collezione di vittime. La leggenda dell’Olandese Volante si può estendere anche all’Osimano Volante, al secolo Christian Rossetti, capitano e bomber dell’Osimo Five. Con il poker inflitto al malcapitato Gagliole, raggiunge quota 200 reti in maglia osimana e conferma la sua fama di infallibile cecchino, apparentemente immune dal trascorrere del tempo.
Prossimo turno: Giro di vite
Il titolo dello splendido racconto di Henry James, una delle più celebri ghost story di tutti i tempi, sintetizza le aspettative riguardo il prossimo turno. I Fab four sembrano destinati a proseguire spediti la loro marcia; per avanzare dovranno comunque dare un ulteriore giro di vite al loro rendimento, aumentando attenzione e lucidità per evitare gli improvvisi quanto rovinosi trabocchetti tesi da alcuni spettri:
• Il fantasma d’ebano Diop, al ritorno dopo due giornate di stop, e deciso a riscattarsi sul campo della Tenax;
• La Virtus Fabriano visita un maniero insidioso, abitato da un Villa Musone inquieto per le ultime vicissitudini, che hanno sollevato sgradevoli spettri nei lauretani, costretti a misurarsi con un destino avverso;
• Il pianeta fantasma vuole finalmente uscire allo scoperto e imbrigliare il miglior attacco del torneo. Per evitare una rischiosa collisione con la coriacea Giovane Aurora, il Cus Macerata dovrà bandire i cali di tensione e puntare su una manovra rapida ed efficace.
• Mister Biagini vuole capire, al cospetto della Nuova Ottrano, se i suoi ragazzi sono ancora i temibili guerrieri di un tempo o se si sono irrimediabilmente trasformati negli ectoplasmi visti a Fabriano.
Gli inseguitori del quartetto di testa sono attesi da confronti impegnativi.
L’Osimo Five dovrà contenere la sete di riscatto della Virtus Moie, capace di esibizioni convincenti solo nelle gare interne. Campocavallo è invece chiamato a testare la consistenza del nuovo corso della Lif; non sarà comunque facile per la rocciosa retroguardia di mister Micucci arginare gli imprevedibili folletti Censori e Gabbanelli.
L’Imbrecciata si reca invece sul terreno di un Gagliole fermamente intenzionato a interrompere la striscia negativa. Mister Macchioni richiama i suoi a un maggiore equilibrio e compattezza tra i reparti. Concedere spazi al mortifero contropiede dell’Imbrecciata potrebbe risultare letale…
Il match più interessante è comunque in programma a Montelupone, dove si esibisce l’Helvia Recina. Il confronto tra due compagini solide ed esperte fornirà utili indicazioni sullo stato di salute di alcune pretendenti alla zona playoff.
Cosa accadrà? Lo scopriremo la prossima settimana, sperando di assistere a gare corrette e spettacolari.
Saluti Alchemici
L’Alchimista
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