L'occhio sulla C2 - Girone B - Analisi 4° & 5° giornata
INTERVALLO
Il torneo è finalmente entrato nel vivo. E’ però estremamente difficile seguire un campionato in cui le gare si susseguono senza sosta, la classifica muta quasi quotidianamente e le impressioni si modificano repentinamente. Domenica sera la Nuova Ottrano gustava il dolce sapore della vetta; dopo soli 3 giorni viene di nuovo riagganciata dalla Tenax. In tutto questo tourbillon di emozioni, il torneo acquisisce connotati più chiari: rientrano nei ranghi alcune piacevoli sorprese mentre si concentrano nelle posizioni di vertice le formazioni che alla vigilia godevano dei favori del pronostico.
La cadenza infrasettimanale mette in difficoltà gli editorialisti. L’Alchimista, costretto a una puntata di transizione, rispolvera un vecchio strumento della TV di stato, l’intervallo. L'intervallo RAI era un intermezzo televisivo tra una trasmissione ed un'altra, in un'epoca in cui gli spot pubblicitari non costituivano ancora il fulcro economico della TV. Il programma proponeva brevi cartoline raffiguranti panorami o monumenti di alcune cittadine italiane, accompagnate da una suggestiva musica di sottofondo.
La ridotta disponibilità di tempo e l’assenza di informazioni dettagliate consigliano di limitarsi a fornire brevi flash sulle varie protagoniste del torneo. Il tutto, nello stile tipico dell’intervallo, che sintetizza le prestazioni del club negli ultimi due turni attraverso uno specifico elemento. Accanto al nome del club verrà quindi inserito il tema distintivo.
Mettetevi comodi, inizia l’intervallo.
Nuova Ottrano - Il bunker difensivo
Continua l’ottimo inizio di stagione della Nuova Ottrano. La compagine filottranese, ancora imbattuta, è reduce da due convincenti prestazioni. Lo squillante successo di Montelupone e il pari contro il temibile Cus Macerata hanno esaltato la tenuta della difesa, finalmente attenta e ben disposta in campo. Ciò rappresenta una chiara inversione di tendenza rispetto al recente passato, quando le prodezze degli avanti filottranesi venivano rovinate dalla amnesie di una retroguardia approssimativa e distratta. Quest’anno l’ottimo Belfiore è coperto dall’esperto Corallini e dal versatile Camilletti, la cui presenza restituisce all’amata fascia il rapido Jimenez. Il complesso è più equilibrato, e l’attacco può ora spiegare con maggiore tranquillità la potenza di fuoco del capocannoniere Focante. Se la difesa continuerà a tenere, i filottranesi potrebbero non essere una semplice meteora…
Tenax - Genio e sregolatezza
Giorni turbolenti in casa della Tenax, capace di perdere e riconquistare in pochi giorni lo scettro del primato. I biancoverdi hanno vissuto un vorticoso susseguirsi di colpi di scena, tra entusiasmo e rimpianti, opportunità raccolte o sfuggite per un attimo.
La Tenax non ha comunque ancora espresso tutto il suo potenziale, soprattutto in fase offensiva. La squadra gioca bene, ma talvolta spreca troppo. Ingenuità e leggerezze hanno segnato la gara di Osimo, in cui gli uomini di mister Cingolani hanno lungamente stretto alle corde i padroni di casa senza però concretizzare quanto creato. Ha sicuramente influito la giornata storta delle bocche da fuoco del team: troppo nervoso il cobra Giordano, stranamente abulico Iantolo. Fallire goffamente un tiro libero e un calcio di rigore in pieno recupero è un errore da matita blu, imperdonabile in una formazione che ambisce al salto di categoria.
La coppia offensiva unisce però genio e sregolatezza. Il pronto riscatto è così giunto nel match successivo, deciso dalle 5 reti dei due principali terminali offensivi, croce e delizia di mister Cingolani. La prova di forza contro il Montelupone mostra il valore del team ma acuisce anche i rimpianti per le leggerezze commesse contro l’Osimo Five. Serve maggiore continuità e lucidità anche nelle situazioni più “calde”: il genio deve definitivamente soppiantare la sregolatezza.
Virtus Fabriano - L’amato Palaguerrieri
Il duplice turno fornisce indicazioni contrastanti alla Virtus Fabriano. Il distacco dall’amato Palaguerrieri sembra togliere sicurezza ai cartai, sempre vittoriosi in casa e bloccati sul pari nelle prime due trasferte. Sul difficile terreno di Grottaccia, i fabrianesi sono a lungo apparsi dimessi e poco autoritari. Dopo aver rischiato il tracollo, sono però rientrati in partita grazie alla solidità della difesa e alle invenzioni di Falcioni, grande protagonista della rimonta virtussina.
L’Alieno è stato decisivo anche contro l’Apiro, in una gara già chiusa nella prima frazione. Stavolta non si sono avvertiti sintomi di malessere, forse per la vicinanza di Serra San Quirico alla città del Gentile. Il team continua così la sua navigazione nelle zone alte della classifica e si conferma ostacolo difficile da superare: la Virtus è la sola formazione, oltre alla coppia di testa, ancora imbattuta in questo inizio di torneo. Se solo mostrasse maggiore autorevolezza anche lontano da casa, potrebbe compiere l’agognato salto di qualità….
Cus Macerata - Una panchina “lunga”
I risultati positivi sinora conseguiti non illustrano pienamente il valore del Cus Macerata, ancora al di sotto delle proprie elevate possibilità. Gli universitari hanno dato prova delle loro qualità soprattutto con avversari inferiori, mentre hanno sofferto nei match più intensi e combattuti. Il Cus è irresistibile quando gioca tranquillo e può scatenare tutta la sua potenza di fuoco, diviene invece più contratto nelle gare combattute ed equilibrate.
Quando la manovra sembra incepparsi, Del Curatolo non riesce a incidere e i giovani sembrano un po’ evanescenti, mister Bacosi ricorre alle risorse di una panchina lunga e qualificata. Quando il gioco si fa duro entra in azione la squadra speciale Altapinus, che assicura una scossa decisiva. Le funamboliche accelerazioni di Maccioni e le sgroppate di Pizzicotti creano sconquassi in difese avversarie un po’ stanche. La panchina è stata importante nella facile vittoria sulla Lif, ma soprattutto nella rimonta di Filottrano, avviata e perfezionata dagli innesti a gara in corso.
I maceratesi proseguono, pur con qualche imprevista sosta, la loro marcia, in attesa del ritorno alla migliore condizione di tutti i loro effettivi.
Imbrecciata - I fantastici quattro
La sconfitta del Cespo ferma il cammino dell’Imbrecciata ma non cambia il giudizio sulla vera sorpresa del torneo. I filottranesi si sono ben comportati, mettendo in difficoltà il Campocavallo e chiudendo il primo tempo avanti di due reti. Il calo della ripresa evidenzia la principale lacuna del team, che basa le sue fortune su un ristretto gruppo di elementi. Mister Corallini si affida soprattutto a quattro giocatori, che raccolgono gran parte dei minuti giocati e monopolizzano le reti realizzate. La settimana registra l’esplosione di Rossi, autore di 5 reti in due gare, ben supportato dal raffinato Petraccini, dal gladiatorio Brunori e dal folletto Giachetta. Come nel caso dei personaggi dei fumetti, ogni elemento possiede una specifica qualità, ma ancora non dispone di superpoteri. L’Imbrecciata accusa quindi comprensibili cali di ritmo, superati in extremis contro l’Apiro ma fatali nella combattuta gara del Cespo. Mister Corallini è alla ricerca di soluzioni alternative, per non poggiare eccessivamente sulle spalle solide ma non indistruttibili dei 4 moschettieri filottranesi.
Helvia Recina - Il pugno di ferro
Mister Spaccia è un convinto assertore dell’importanza dello spirito di gruppo. Il coach recanatese ha creato una formazione coesa, ordinata e compatta in ogni frangente. L’Helvia Recina è una compagine concreta e determinata, capace di colpire i malcapitati rivali con la precisione e la potenza di un pugno di ferro.
I leopardiani hanno fornito una dimostrazione di forza e sicurezza anche nelle gare di questa settimana. Le note positive non si limitano solo alla duplice vittoria, conseguita contro avversari in difficoltà, ma provengono soprattutto dall’autorevolezza nella gestione della gara e dalla freddezza mostrata nel chiudere il match. Sono emerse le qualità di un collettivo solido, che può trovare la via della rete con diverse efficaci soluzioni: dalla potenza di Baleani alla fantasia di Gurini, dall’esperienza di Vescovo al tempismo di Bartozzetti. I leopardiani si affacciano così ai piani nobili della classifica e minacciano di colpire con pugno di ferro altri incauti avversari...
Gagliole - Il grande assente
La parabola del Gagliole è segnata dalle dolorose partenze di elementi talentuosi e spesso determinanti, da Marè a Pelati, da Dalla Mora a Meschini…. Non si sono però mai privati di Braveheart Lucarelli, che costituisce l’imprescindibile riferimento del team maceratese. L’assenza del capitano ha quindi tormentato il sonno di mister Macchioni nell’ultima settimana.
La prima prova è stata superata con successo. Nonostante lo svantaggio iniziale, Gagliole ha ribaltato il match con una splendida prestazione del reparto avanzato. Diletti, Ercoletti e Moretti hanno affondato il Campocavallo e sopperito con successo alle distrazioni di una retroguardia rimaneggiata.
Le incertezze difensive sono risultate determinanti a Jesi; in quest’occasione ha deluso anche l’attacco, incapace di scardinare l’organizzata retroguardia locale. Il rientrante Salvatori è subito andato a segno, ma è mancato il guizzo decisivo e la personalità necessaria per mettere alle corde la Giovane Aurora. Si attende con impazienza il ritorno del capitano, utile per blindare la difesa ma soprattutto per infondere sicurezza a tutto il complesso.
Montelupone - Porte aperte
Settimana da dimenticare per il Montelupone, atteso da impegni proibitivi, conclusi con due sonore sconfitte. Desta scalpore la debacle interna contro la Nuova Ottrano, capace di mettere la museruola ai lupi nel corso di un primo tempo dominato in lungo e largo. Zaboti e compagni hanno lottato con maggiore vigore in casa della Tenax, ma anche in questo caso è progressivamente emerso un netto divario. I pesanti insuccessi ridimensionano un po’ i maceratesi, che pagano soprattutto le difficoltà nel variare un gioco abbastanza monocorde. Si avverte pesantemente la mancanza di Canuti, principale riferimento delle iniziative orchestrate da Zaboti.
L’assenza del bomber crea squilibri a tutto il complesso, costretto a provare soluzioni complesse e spesso inefficaci. Le dure sconfitte hanno inoltre minato il morale del gruppo, naufragato sotto il peso dello scoramento e dell’insicurezza. I lupi devono però tirare fuori orgoglio e carattere, senza deprimersi per due sconfitte dolorose ma che non hanno pregiudicato la classifica. E’ comunque essenziale ritrovare compattezza difensiva, chiudendo le porte di una retroguardia troppo esposta a forti venti e devastanti tempeste.
Grottaccia – Il totem senegalese
Settimana densa di soddisfazioni per il Grottaccia. I cingolani hanno sfruttato al meglio il buon momento di forma e si sono portati a ridosso delle sfere alte della classifica. Mister Marchegiani guida una formazione solida e determinata, difficile da superare per qualunque avversario. La difesa mostra una buona affidabilità, mentre l’attacco è trascinato dalla stella di Diop. Il senegalese (faccio ammenda per il precedente errore, segnalatomi con la solita puntualità dall’Enigmista) rappresenta il valore aggiunto del team, il totem intorno a cui è costruita la squadra.
La dirompente fisicità di Diop mette in difficoltà anche difese munite come quella della Virtus Fabriano e diviene addirittura devastante contro retroguardie meno solide (Virtus Moie). In entrambe le gare, il sorprendente Bonservizi conferma un innato senso del goal; buone nuove vengono anche da Mastrantoni e dal giovanissimo Fufi, che stanno gradualmente acquisendo brillantezza. Ora bisogna individuare e inserire nuove varianti offensive, che arricchirebbero un gioco forse troppo incentrato sul talento di Diop.
Campocavallo - Una pericolosa altalena
Settimana densa di emozioni in casa Campocavallo. La seconda sconfitta consecutiva ha creato apprensione nello spogliatoio e in un tutto l’ambiente, che non si aspettava un inizio tanto sofferto. Stupisce soprattutto l’involuzione della difesa che ha traballato anche di fronte al Gagliole, contro cui gli osimani vantavano una tradizione positiva. Nell’occasione ha un po’ stupito la limitata tenuta mentale di un team ricco di uomini di esperienza, ma che si è mostrato meno lucido di un Gagliole privo dei suoi punti di riferimento Lucarelli e Salvatori.
Foschi pensieri hanno segnato anche il primo tempo della gara con l’Imbrecciata, concluso in svantaggio; stavolta però mister Ristè ha saputo toccare le corde giuste per favorire la reazione dei suoi. Campocavallo, trascinato da Lanari e Magrini ha ribaltato il parziale nella ripresa, conquistando il bottino pieno. Gli osimani tirano così un sospiro di sollievo, anche se la squadra è ancora convalescente. Per evitare una fastidiosa quanto pericolosa altalena tra alti e bassi e acquisire la necessaria continuità di gioco e risultati bisogna ritornare allo spirito di gruppo tipico del Campocavallo, registrare meglio l’assetto tattico e soprattutto recuperare i tanti assenti. Le difficoltà dei senza testa sono infatti accentuate da una congiuntura sfavorevole, le cui più concrete manifestazioni sono costituite dai numerosi legni colpiti e soprattutto dalle numerose assenze, che hanno falcidiato la rosa.
Giovane Aurora - La scintilla
L’avvio di torneo aveva lasciato molti rimpianti nella Giovane Aurora, cui le belle prestazioni avevano assicurato unanimi complimenti ma nessun punto in classifica. Il vento è però improvvisamente mutato questa settimana: gli jesini hanno conquistato due importanti successi, seppur al termine di prestazioni meno esaltanti rispetto al passato. Le vittorie sono giunte al termine di gare sofferte ed equilibrate, in cui la Giovane Aurora ha saputo andare in vantaggio, mantenendolo fino alla fine del match. I tabellini esaltano la coralità della manovra jesina, che sopperisce all’assenza di un prolifico finalizzatore con le proiezioni offensive di vari elementi, tra cui si è distinto Bollettini. La scarsa incisività dell’attacco è compensata dalla solidità di una retroguardia attenta ed equilibrata, che si conferma il vero punto di forza del team. Risulta decisiva anche la grande determinazione profusa in ogni gara; talvolta la grinta si traduce in un eccesso di cartellini, più frequentemente è il fattore determinante nei momenti cruciali dell’incontro.
Dopo il gelido avvio, sembra che in casa della Giovane Aurora si sia accesa una scintilla. Mister Sabbatini ha ora il compito di non farla spegnere e alimentarla sempre più intensamente.
Osimo Five - Cuori coraggiosi
Settimana tutto sommato positiva per l’Osimo Five. Il team di mister Perugini raccoglie due pareggi che hanno il sapore di un successo. Le due gare hanno infatti mostrato confortanti progressi sul piano della tenuta fisica e nervosa; cuore, generosità e orgoglio suppliscono alle persistenti lacune nella continuità di gioco.
La corazzata Tenax è stata bloccata dalla strenua difesa osimana, che non è capitolata nemmeno in inferiorità numerica o su calcio di rigore. I senza testa sono sembrati più volte prossimi al crollo, ma hanno sempre saputo reagire, trascinati dall’abnegazione di Agostinelli, dalla grinta di Sarnari e soprattutto dalla sapienza tattica di Marcondes. Il punto di forza del team è la solida e ben organizzata retroguardia; la fase offensiva resta invece macchinosa, e si affida ancora ai bolidi dell’eterno Rossetti.
A Fabriano la situazione era ancora più disperata: lo svantaggio di 1-3 a 1 minuto dalla fine sembrava ormai incolmabile. I giovani osimani si sono gettati in attacco e, trascinati dall’ardore dell’età e dall’abilità nello sfruttare il portiere di movimento, sono riusciti ad acciuffare un rocambolesco pareggio proprio con Mezzalani.
L’Osimo Five resta quindi a galla con grande forza di volontà, immenso orgoglio e cuore coraggioso. Mister Perugini spera che la generosità sia presto accompagnata da una maggiore lucidità.
Virtus Moie - Un’affollata infermeria
Settimana terribile per la Virtus Moie. La duplice, chiara sconfitta a Recanati e con il Grottaccia a domicilio, addensa fosche nubi sugli jesini, giunti alla quarta sconfitta consecutiva. Oltre ai numerosi errori, gioca un ruolo importante anche la malasorte. Vari infortuni hanno infatti colpito una rosa non molto ampia, privata di elementi di spessore come Giacomodonato (a Recanati) e soprattutto del capitano Ciaffoni. L’assenza della propria guida in campo inceppa i meccanismi di gioco della Virtus, fragile dietro e poco concreta in avanti.
I generosi sforzi di Nicomedi e di mister Tassi non possono tamponare le lacune della formazione. Soprattutto in gare tirate e intense affiorano i limiti di un organico ridotto, incapace di contrastare a lungo i rivali, che approfittano della stanchezza e del calo di lucidità degli jesini. Svuotare l’infermeria è il primo e obbligatorio imperativo: solo il recupero di elementi esperti e carismatici può fornire tranquillità e sicurezza a una compagine ormai ansiosa e un po’ demoralizzata.
Nuova Lif - Vuoto a perdere
A distanza di un anno, tutto è cambiato in casa Nuova Lif. Il folgorante avvio della scorsa stagione è stato sostituito dall’attuale partenza lenta e sofferta. Le gare della settimana hanno aggiunto ulteriori amarezze a una bottiglia decisamente mezza vuota. I fabrianesi pagano a caro prezzo i loro prolungati e improvvisi vuoti mentali e agonistici, che pregiudicano il risultato finale e minano la sicurezza del team. Le amnesie iniziali sono state fatali contro un Cus Macerata superiore tecnicamente e fisicamente.
Contro l’Osimo Five i cartai sembravano invece aver centrato la prima vittoria del torneo, ma si sono fatti raggiungere nonostante un vantaggio di 2 reti a un minuto dalla fine. Mister Casiraghi si interroga sulle ragioni di tali repentini crolli, inspiegabili in una formazione esperta e smaliziata. In realtà, molti elementi sono ancora lontani dalla forma migliore e non riescono a mantenere lucidità nei momenti topici del match. Il coach si aggrappa alla continuità realizzativa di Pallotta e confida in una rapida crescita, atletica e mentale, di un gruppo che non vale l’attuale posizione di classifica.
Apiro - La casa stregata
L’Apiro sapeva di dover affrontare un periodo di noviziato nella nuova categoria, ma probabilmente non pensava che l’impatto fosse così duro. Dopo 5 giornate gli apirani sono ancora fermi a zero punti, reduci da due sconfitte in pochi giorni. I risultati nascondono però prestazioni molto differenti. In casa dell’Imbrecciata si è esibita una squadra tonica e determinata, battuta solo nel finale di un match ricco di colpi di scena. La gara con la Virtus Fabriano ha invece mostrato una compagine abulica e poco lucida, sconfitta già nel primo tempo.
Serra San Quirico si sta trasformando in un luogo stregato per l’Apiro, che ha finora offerto le migliori prestazioni lontano dalla propria provvisoria dimora. Nelle gare casalinghe gli apirani sono costretti a fare gioco e mostrano così limiti legati alla ridotta esperienza e alla scarsa serenità, che non permette di sfruttare adeguatamente le qualità di alcuni elementi come Montuschi e Falcioni. Mister Biagini spera di ottenere qualche risultato positivo, utile per dare morale il gruppo, muovere la classifica ed esorcizzare la maledizione della casa stregata.
Acli Villa Musone - La scala Immobile
Il sogno del Villa Musone si sta tramutando in incubo. Il salto di categoria si annunciava impegnativo, ma la realtà è andata oltre le più funeste previsioni del duo Frenda-Giorgini. I lauretani hanno infatti inanellato una serie di pesanti sconfitte, proseguita anche questa settimana. Le lacune strutturali del complesso si sommano a massicce dosi di sfortuna, che si manifesta soprattutto nell’infortunio dei giocatori più rappresentativi. E’ esemplificativo il caso di Immobile, protagonista con 2 reti della trasferta in casa della Giovane Aurora. Il Villa Musone è andato in vantaggio, ha subito la reazione locale ma è rimasto sempre in partita, senza però riuscire a piazzare il colpo di reni necessario per cogliere un prezioso pareggio.
La luce intravista a Jesi si è però subito spenta quando Immobile si è aggiunto alla lunga lista degli indisponibili. I lauretani hanno quindi dovuto affrontare in formazione ampiamente rimaneggiata un ostacolo impegnativo come l’Helvia Recina. Anche stavolta il vantaggio iniziale ha rappresentato una breve illusione, rapidamente spazzata via dalla sarabanda di reti dei leopardiani. Il consueto, generoso tentativo di recupero finale serve solo ad acuire i rimpianti per le clamorose e improvvise sbandate che compromettono l’intera gara.
Villa Musone resta così desolatamente al palo, cui è ancorato da una difesa ballerina (38 reti subite in 5 gare, più di 7 a match). Se non riuscirà a coprirsi un po’, resterà ancora immobile lungo la scala che conduce alla salvezza ….
I migliori della settimana
Anche questa settimana vengono selezionati i protagonisti delle esibizioni più entusiasmanti, che hanno contribuito al successo del proprio team.
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Anconetani (Giovane Aurora): la serie positiva del Gagliole si infrange contro il muro della Giovane Aurora. Nell’occasione Anconetani si conferma elemento dotato di buoni fondamentali, attento e reattivo, abile nel salvare in più occasioni la sua porta e trasmettere ai compagni di reparto una costante sensazione di affidabilità.
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Corallini (Nuova Ottrano): la nuova….Nuova Ottrano ha un assetto di gioco molto più equilibrato rispetto al passato. Il connubio tra la tradizionale prolificità offensiva e un’inedita attenzione difensiva è favorito dalla presenza di Corallini. Il centrale filottranese annulla avversari prestigiosi come Del Curatolo e non disdegna pericolose sortite in avanti, come in occasione della rete che sblocca il risultato a Montelupone.
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Falcioni (Virtus Fabriano): la lontananza dal proprio palas sembra intimorire i giovani talenti della Virtus, meno spregiudicati rispetto alle esibizioni casalinghe. Nessun tipo di campo, aperto o chiuso, piccolo o grande, può però intimorire Falcioni. L’Alieno rappresenta il perno della manovra fabrianese e in questa settimana si improvvisa anche cannoniere, autore di 5 reti decisive in 3 gironi.
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Bartozzetti (Helvia Recina) il duplice successo dell’Helvia Recina è frutto di una buona prestazione collettiva, arricchita da alcuni exploit individuali. Un caso emblematico riguarda Bartozzetti, autore di quattro reti in due gare. Il giovane leopardiano mostra personalità, bune doti fisiche, interessanti qualità tecniche e la capacità di affrontare con lucidità situazioni eterogenee e spesso intricate.
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Bonservizi (Grottaccia): la luce dei riflettori è puntata sulle giocate di Diop e così vengono colpevolmente ignorate le sempre più convincenti prestazioni di Bonservizi, vero volto nuovo del complesso cingolano. Pericolosità, duttilità e costanza realizzativa lo rendono la vera spalla del potente senegalese.
Prossimo turno: aria di derby
Il torneo entra nel vivo, e propone un turno ricco di scontri diretti e di match di cartello. E’ la giornata dei derby, a Fabriano e Filottrano. In quest’ultimo caso il confronto ha imprevisti ma importanti effetti sull’alta classifica: la Nuova Ottrano vuole proseguire la sua marcia di testa a scapito della matricola Imbrecciata, che però non si è ancora stancata di volare. Agonismo ed emozioni non mancheranno nemmeno nell’ennesima stracittadina fabrianese. La Lif spera di emergere dalle sue attuali difficoltà sfruttando le motivazioni offerte dal derby; non sarà però facile superare una Virtus lucida e cinica, abile a punire ogni minimo errore avversario.
L’elevata intensità di gioco rappresenta il leit motiv di altri roventi scontri: la Tenax deve uscire indenne dalla tana dall’insidiosa tana del Gagliole, il Campocavallo invece rende visita a un avversario coriaceo e ostico come l’Helvia Recina; si preannuncia un incontro sofferto ed equilibrato,tra due squadre molto compatte e ben preparate fisicamente.
Pronostico apparentemente chiuso a Macerata, dove è di scena una Virtus Moie in difficoltà, e a Montelupone; i lupi vogliono riscattare le due recenti sconfitte accentuando la crisi di un Villa Musone in caduta libera. Sembra dover seguire un copione già scritto anche la gara di Grottaccia. L’Apiro dovrebbe soffrire meno di altre formazioni l’impatto con il terreno di gioco e con il futsal fisico e grintoso dei padroni di casa; i cingolani possiedono però maggiore qualità e possono sfruttare l’incisività del devastante Diop.
Chiude il programma l’incontro Osimo Five- Giovane Aurora. Si prevede un forte tatticismo tra due squadre ben schierate in campo e molto coperte in difesa; risulterà decisiva la prestazione offensiva di due team in genere parchi di reti.
Ma nulla è scontato…
Cosa accadrà? Lo scopriremo la prossima settimana, sperando di assistere a gare corrette e spettacolari.
Saluti Alchemici
L’Alchimista
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