I Love Marche
Diamo voce alle nazionali delle Marche, pieni di orgoglio. Un continuo focus di avvicinamento sulle nostre Rappresentative verso il Torneo delle Regioni. Un modo semplice ma funzionale per avvicinare ragazzi, tecnici ed addetti ai lavori alla Rappresentativa Marche, dando voce ai protagonisti che difenderanno in aprile i nostri colori. |
Torneo delle Regioni 2012: Il foto racconto del torneo maschile
CASSATA SICILIANA
All’inizio è parecchio indigesta. Pesante. Forte. Difficile da inghiottire. Poi col tempo scopri che si può digerire. E alla fine ne apprezzi persino il suo sapore eccessivamente dolciastro. Il 51° Torneo delle Regioni per le Marche somiglia tanto alle montagne russe. Up & down. Bene, benissimo con la Liguria. Male, malissimo con la Sicilia. A tratti belli con il Piemonte. Molto convincenti per tutta la gara contro il Lazio. Anche, se a dirla tutta, il discorso qualificazione si era già chiuso in pratica contro i siciliani. Ma oggi, ad una settimana dalla conclusione della manifestazione, il percorso dei ragazzi di Mirko Angeletti va necessariamente rivalutato. La Sicilia si è dimostrata infatti di un altro pianeta. Per tutti. Ha sbaragliato il campo, vincendo facilmente il titolo di campione d’Italia. Esaltata dalle prodezze di Cristian Rizzo, un alieno a questi latitudini, super cannoniere del torneo, sceso nella C sicula per problemi personali a dicembre. Dopo essersi fatto apprezzare in serie A, con presenze in passato con la Nazionale maggiore e il ruolo di protagonista nell’under 21 tricolore.
Tanto di cappello a lui. Ed al suo team. Formato da atleti, parola di mister Corsino, abbondantemente protagonisti in pianta stabile della C1 siciliana. Non proprio l’ultimo dei campionati… Per cui arrivare secondi nel girone non è poi così male. Dietro una stellare Sicilia certo, ma davanti al Lazio miglior movimento giovanile italiano, palesando una superiorità netta su Piemonte (terzo assoluta nel 2011) e imbarazzante su Liguria. Per non dire poi di quel primo tempo giocato contro Rizzo & company. Con quel passivo che sembrava delittuoso… Ma scendiamo nei particolari. Raccontandovi, attraverso un percorso fotografico, il cammino della Rappresentativa Marche al Torneo delle Regioni 2012, svoltosi in Basilicata, ma con frequenti sconfini in Puglia…
MARCHE vs LIGURIA
L’emozione sale. I volti sono tesi. Il nervosismo impera. A Montalbano Jonico i nostri sono pronti ad iniziare l’avventura. Attesa per tutta la stagione. Ma proprio il riscaldamento gioca un brutto scherzo a Federico Alfonsi. Arsenio Lupin avverte una fitta ad una coscia. Il destino ruberà al classe ’93 l’ambito palcoscenico. Il laterale del Ballmasters salterà infatti tutto il torneo. Giocando solo uno scampolo finale di gara contro il Lazio. Peccato.
Suonato l’Inno d’Italia il 51° Torneo delle Regioni sta per iniziare. Ecco al completo l’equipe marchigiana. In alto in piedi da sinistra: il massaggiatore Simone Silenzi, l’allenatore Mirco Angeletti, Lucio Maria Mancini, Andrea Ganzetti, i portieri Damiano Mendosa e Diego Vittori, Alessandro Salerno, il capitano Matteo Pierangeli, il commissario tecnico Francesco Battistini, il dirigente federale Marco Mastrostefano, il dottor Massimo Pagliacci. Seduti da sinistra: Francesco Viola, Federico Alfonsi, Gregorio Firmani, Francesco Zizzamia, Fabrizio Pennacchioni, Daniele De Angelis.
La partita ha inizio (clicca qui per il tabellino e per la cronaca in diretta). Sul 32 x 16 di Montalbano Jonico. Le Marche sembrano nettamente superiori. Ma il gol non arriva subito. Allora il Generale Angeletti chiama a sé Alessandro Salerno, il fido laterale del Leopardi, l’unico giocatore con un’esperienza al Regioni alle spalle. Il mister suggerisce una giocata a Speedy GonSale. Il giocatore esegue. Marche 1 Liguria 0. Il dado è tratto. Il ghiaccio è rotto. E i marchigiani dilagano. Lucio Maria Mancini e Andrea Ganzetti (nella foto) illuminano il campo con giocate sopraffini. Gregorio Firmani ruggisce da goleador implacabile. Il match diventa una goleada.
Sui pochi pericoli che corriamo Diego Vittori si dimostra attento. Solo in un’occasione cadrà la porta protetta dal numero uno della Nuova Morrovalle. C’è spazio in campo per tutta la rosa dei convocati. Compreso Alfonsi che dimostra di non farcela. Anche Viola e Zizzamia timbrano il referto. No match, Marche troppo forti. E passivo che non diventa maggiore per troppi errori sottoporta.
Marche 11 Liguria 1. Risultato eloquente. Lo scotto del debutto è passato. La gioia traspare sui volti dei nostri. Mirko Angeletti può far sparire la sua maschera di tensione. Il primo test è superato. Facilmente. Forse troppo.
MARCHE vs SICILIA
Ginosa, Puglia. Fondo 40 x 20. Seconda giornata. Incontro che appare già decisivo. In attesa del debutto laziale, si affrontano le squadre che hanno vinto la prima giornata. La Sicilia da sempre ha una grande tradizione al Regioni. Palla al centro si inizia.
Inizio negativo (clicca qui per il tabellino ed il commento in diretta). Su un errato posizionamento difensivo, la Sicilia ci buca sul secondo palo da azione di corner. Siamo sotto, 0-1. Poco male. Ci buttiamo in avanti. Come sempre, in costante pressione offensiva.
Le Marche attaccano, la Sicilia risponde in contropiede. Le occasioni migliori occasioni sono tutte nostre. Ganzetti sbatte su pali e portieri. Mancini sulla traversa. Zizzamia salta più volte la difesa sicula ma, quando la mira non difetta, Massari è prodigioso con le sue parate. Dopo 10 minuti eccellenti delle Marche, Rizzo ci castiga. Il nazionale under 21 centra l’incrocio dai 10 metri. Gelando l’incolpevole Vittori. Siamo sull’immeritato 0-2. Traballiamo. Diego Vittori ci salva. Una super azione di Firmani termina sul palo. Peccato. Chi non sbaglia è invece nuovamente Rizzo che capitalizza una ripartenza generata da un nostro errore in palleggio. Si va negli spogliatoi. Il parziale bugiardo ed impietoso dice Marche 0 Sicilia 3.
La fatica si fa sentire. Le Marche hanno speso troppo nel primo tempo. Il pesante score rimediato fiacca pure il morale. Anche Andrea Ganzetti e Francesco Zizzamia (nella foto), tra i migliori nei primi venti minuti di gara, sono stanchi e perdono di brillantezza. Alla Sicilia non gli pare vero. I ragazzi di mister Corsino affondano con facilità. Le occasioni fioccano. Come i gol. Con i marchigiani sempre all’attacco, le micidiali ripartenze sicule fanno male. Malissimo. Il tabellone è impietoso. 0-10 a due minuti dalla fine. Quando il tecnico siciliano chiama il time out ed inserisce finalmente alcune riserve. Capitan Pierangeli allora s’infiamma. Segnando due reti. La bandiera è almeno salva.
Marche 2 Sicilia 10. La goleada data alla Liguria ci è stata ridata. Amaramente. Il morale è a terra. Dalle stelle alle stalle. Il Generale Angeletti, furente coi suoi ragazzi per alcune ore, scioglie la tensione nel dopo cena. Approfiitando dell'imminente giorno di riposo, concede qualche birra cercando alcuni sorrisi. Trovandoli. Il torneo non è finito. Occorre sperare in uno sgambetto laziale ai siculi. E se non accadesse, onorare fino in fondo la maglia marchigiana.
MARCHE vs PIEMONTE
Dopo il turno di riposo osservato alla terza giornata tornano in campo le Marche. Di nuovo a Ginosa. Di nuovo con la maglia azzurra portafortuna contro la Liguria. Contro c’è il Piemonte, battuto lo scorso anno. Ma qualificatosi poi proprio a spese dell’equipe capitanata allora da Edoardo Palmieri. C’è voglia di riscatto, anche per vendicare la spedizione sfortunata di Fiuggi 2011.
C’è tensione nel volto di capitan Pierangeli. Ai nostri serve una vittoria con larghissimo scarto contro i piemontesi ancora fermi a quota zero. Un ampio margine consentirebbe alle Marche di aggiustare la differenza reti. Nella speranza che la lepre siciliana capitoli di fronte al Lazio.
E il sogno di andare in goleada pare materializzarsi (clicca qui per il tabellino e il commento in diretta). I ragazzi di mister Angeletti partono con un ritmo forsennato. Il Piemonte in dieci minuti è schiantato. L’ottimo estremo piemontese Torano deve raccogliere nel sacco in soli dieci minuti le conclusioni di Firmani, Ganzetti, Pierangeli ed il libero di Zizzamia. Già, perché solo dopo pochi minuti i nostri avversari hanno esaurito il bonus. Le Marche giocano sul velluto. Sbagliando una marea di reti. Quando Perella prima e Gadaleta poi, nelle rare incursioni biancorosse, trovano il bersaglio grosso, il punteggio di 4-2 pare una beffa per i nostri portacolori. Si va nell’intervallo. Stiamo vincendo, ma l’amarezza è come se avessimo perso.
Sport strano il futsal. Nella ripresa tutto cambia. Dopo che Pierangeli & c. timbrano il 5-2 con Firmani, fallendo l’allungo in almeno tre circostanze, scende il buio sulle Marche. Al 10’ della ripresa il Piemonte è clamorosamente rientrato in gara. 5-5. I ragazzi di mister Failla, al limite del KO tecnico nella prima parte di gara, paiono ora i logici favoriti per il successo. Su cui dopo pochi minuti non avrebbe scommesso nemmeno il più incallito pazzoide scommettitore. E il copione invece muta ancora il suo spartito. Ganzetti ci riporta in vantaggio su rigore, Zizzamia conclude una pregevole azione solitaria per il 7-5, il glaciale Firmani cala il suo poker personale sulle reti dell’8-5 e sul definitivo 9-6. Giusto così.
L’agognata goleada non c’è stata. Ma la vittoria della solita Sicilia sul Lazio chiude i conti sulla qualificazione. E fa svanire i rimpianti per quel che poteva essere e non è stato. Tornano i sorrisi. Comunque abbiamo vinto. Siamo in corsa per un onorevole secondo posto. Avendo dato, a tratti, spettacolo.
MARCHE vs LAZIO
Il giorno di riposo generale è alle spalle. Si torna in campo. Per l’ultimo atto contro il Lazio. In palio c’è l’onore. Ed il secondo posto, cui possiamo aspirare solo con una vittoria. Tra i pali mister Angeletti decise di schierare il Sudamericano Mendosa. Nonostante un affaticamento muscolare Matteo The Pacifist Pierangeli vuole esserci. A tutti i costi. Alla sapienti mani del formidabile Simone Silenzi il compito di rimetterlo in sesto. Con successo.
Contro la compagine laziale, figlia del movimento regionale più ampio sulla penisola, le Marche tornano in blu. Si torna a giocare in Basilicata. A Senise. Su di un piccolo e scivoloso parquet di 30 x 17. A parte Policoro, impianti lucani sono apparsi non all’altezza di un torneo del genere. E ancora una volta non c’è il tabellone luminoso. Lo score del tempo effettivo sarà ammirabile solo dagli allenatori.
Le Marche fanno ancora sul serio (clicca qui per il tabellino e il commento in diretta alla gara). L’impatto è devastante. A cavallo di metà prima frazione i nostri calano gli assi della manica. Ganzetti apre, Viola raddoppia. Finché in scena entra Lucy Mary Mancini. Il giovane talento dell’Osimo Five sigla una pregevole doppietta. Intervallante il gol più che fantasma (nessuno ha toccato la palla su rinvio del portiere) laziale. Si va all’intervallo su un più che convincete 4-1. I nostri ci sono. Eccome se ci sono.
Capitolo arbitri. E’ servita questa graziosa ragazza per veder fischiare un fallo cumulativo. E siamo alla settima partita delle Marche del futsal. Livello generale dei direttori di gara, tutti della zona, è parso approssimativo. Quasi mai applicata la regola del vantaggio. Lasciatecelo dire, la nostra classe arbitrale marchigiana è di un altro pianeta.
Nella ripresa l’intensità marchigiana cala. Dopo la perla del solito Pepita Zizzamia che vale il 5-1, il Lazio crea diversi pericoli. Tutti sventati da un sontuoso Damiano Mendosa, grande la prova del classe 1994 in forza al Castelbellino. I nostri potrebbero arrotondare in contropiede, ma difettano di mira e di lucidità nell’ultimo passaggio. I laziali accorciano sul 5-2.
A pochi minuti dalla fine Mirko Angeletti chiama un time out. Mancano pochissime centinaia di secondi alla fine della manifestazione. Il mister vuole guardare per l’ultima volta negli occhi i propri ragazzi. In faccia ed in campo. E a sorpresa rivoluziona il quintetto. Dentro Ganzetti nell’inusuale ruolo di centrale difensivo. A proteggere tutto il trio dei piccoletti della Ballmasters. Vale a dire Firmani, De Angelis e lo sfortunato Alfonsi. Arsenio Lupin stringe i denti. L’infortunio c’è, la voglia di esserci più grande del dolore. Con questa scelta il Generale lancia messaggi simbolici a tutta la regione. Non esistono ruoli definiti nel calcio a 5 moderno. Quello vero, giocato a tutto campo. E premia con la passerella finale una società. La Ballmasters. Benché piccola, benché arginata in serie D, colleziona da tempo titoli nelle giovanili. Facendo soprattutto giocare i ragazzi in prima squadra. Chapeau. E quando la tardiva rimonta finale del Lazio (giustamente diciamo noi) si ferma sul 5-4, un dirigente laziale ci stoppa. Inviperito. Apostrofandoci in modo colorito. Alludendo a qualche nostro improbabile cognome esterofilo. Fate giocare gli italiani, non gli stranieri. Ci urla. Eh già… L'ennesimo sorriso ci riga il volto. Il pullman per le Marche si arricchisce dell'ultima storia.
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