Marco Bramucci, testimone diretto a Fiuggi: "Il Torneo delle Regioni, un'esperienza entusiasmante. A chi critica dico che... "
Con le nostre rappresentative c’era anche il presidente del Leopardi Falconara, nonché delegato assembleare marchigiano. Nell’occasione si è reinventato factotum, fungendo da fotografo per Futsalmarche.it e da magazziniere di scorta. Senza risparmiare mai un sorriso ed una battuta. Sentiamo il racconto di questo viaggio, dal suo punto di vista.
Ciao Marco, ben ritrovato.
“Ben ritrovato anche a te. Vuoi altre foto o sentivi già la mia mancanza che sei stato costretto a telefonarmi… (ride, ndr)”
Chiudi gli occhi e pensa. Che è esperienza è stata il Torneo delle Regioni?
“Un’esperienza entusiasmante. Mi avevano consigliato di viverla, ma non pensavo fosse così coinvolgente. Colgo l’occasione per ringraziare chi mi ha dato l’opportunità di aggregarmi, vale a dire Giorgio Moretti ed il Consiglio Direttivo. Merito di mister Angeletti, del commissario tecnico Battistini e di tutti i ragazzi l'avermi fatto sentire subito come uno del team.
Ero partito con l’idea di gustarmi qualche giorno di buon futsal, mi sono ritrovato già durante la prima gara fuori dal palas stremato dalla tensione. Confesso pure di aver dormito poco alle vigilia delle gare…”
Descrivici brevemente in cosa consiste questa manifestazione?
“E’ una sorta di mondiale compresso dove le 19 federazioni regionali (Piemonte e Valle D’Aosta sono unite, ndr) si sono sfidate tra calcio maschile (juniores, allievi, giovanissimi), calcio femminile e calcio a 5 maschile e femminile. Tutti alloggiati nelle medesima città, Fiuggi, dove atleti e dirigenti si sfioravano nelle pause delle gare vestiti coi colori della propria regione.
Ogni giorno una regione sfidava un’altra in tutte 6 le discipline. Noi ovviamente, per la distanza consistente dai campi e gli orari coincidenti, abbiamo vissuto solo la realtà del futsal.”
Marche maschile quarte classificate nel proprio girone, eliminate al primo turno. Come giudichi questo cammino?
“Incredibile. Siamo arrivati quarti dopo aver dominato questo girone ed aver sprecato due match point in ben due gare diverse.
La prima gara col Piemonte è stata un capolavoro di squadra, la seconda contro il Friuli abbiamo offerto per una mezz’ora buona il miglior calcio a 5 che ho visto nel torneo, ma è nella terza contro la Basilicata che abbiamo sciupato tutto.
Dopo l’ennesima rimonta, siamo stati sul 3-3 nel secondo tempo per oltre 15 minuti con 5 falli sul groppone degli avversari. E a vincere sono stati loro grazie ad un libero inventato.
Resto dell’idea che senza il Piemonte in tribuna non sarebbe finita così (pallone lanciato in campo, mentre le Marche stanno per segnare un gol poi non convalidato, ndr)…
La partita poi con l’Umbria è come se non l’avessimo giocata.”
Si poteva fare di più?
“Si può sempre fare di più, nello sport come nella vita. Nel lungo, lento e afoso viaggio di ritorno il mister ed i ragazzi si sono confrontati sulla brutta ultima partita. Ne è uscito che probabilmente con una tattica attendistica le cose sarebbero potute migliorare. Mirco ci ha rivelato di averci pensato a lungo, ma alla fine ha optato per confermare il solito assetto tattico. Col senno di poi, chissà…”
Nella spedizione c’erano tre tuoi ragazzi. Come giudichi le loro prestazioni?
“Alt. Dal momento che sono salito sul’autobus per Fiuggi i miei ragazzi sono diventati 12. Non spetta certo a me giudicare le loro performance sportive. Sono orgoglioso altresì del comportamento dei nostri leopardini, come quello di tutto il gruppo.
Un gruppo vero, unito. Dal capitano Edoardo Palmieri, un ragazzo a cui è stato messo un microfono in mano a soli 19 anni e con le lacrime agli occhi ha parlato come un veterano, a Giacomo Cassaro, classe pura in campo e fuori, a Rudy Bacaloni, tenace e combattivo come nessuno, ai fratelli Ugolini di una simpatia sconfinata che passa dalle battute di Tonno ai silenzi divertiti di Daniele, al ciclone Andrea Nonno Eusepi, al sorriso sempre allegro di Mattia Spernanzoni, per finire al duo Audax, Davide Breccia ed Andrea Barca, che non hanno mancato nemmeno per un secondo di ricordarmi la sconfitta nella juniores, salvo prendermi una discreta rivincita su uno di loro… (ride ancora, ndr).”
E del Generale Mirco Angeletti cosa mi dici?
“Una piacevole riscoperta. L’ho trovato maturato e molto sereno. Gestore inimitabile del gruppo, memorabile il suo eterno conflitto col Mastro, fratello maggiore che lascia ampi spazi ai ragazzi fuori dal campo, senza che questi sconfinino mai di una virgola sentendosi così responsabilizzati (non certo come il collega del calcio che ha applicato un inspiegabile coprifuoco salvo poi trovarsi a insaputa coi propri atleti svicolanti la notte dai balconi).
E non è un caso che tutti i giovani passati in Rappresentativa sotto la sua gestione ricordino questa esperienza con piacere e smanino per tornarci. Insomma un uomo vero, come quelli che piacciono a me, oltre che un tecnico che porta avanti le proprie idee con fermezza e coerenza.”
Ci sono state diverse critiche da parte di alcuni lettori. Si è parlato di convocazioni sballate e di eliminazione meritata. Che ne pensi?
“Mi viene da ridere. Come al solito qualcuno parla a vanvera senza conoscere a fondo le cose, sempre facendosi avanti a posteriori, mai prima al momento di costruire.
Ci tengo a rispondere a questa domanda perché in 2 anni ho praticamente partecipato a tutti gli allenamenti, accompagnando i miei convocati.
Il selezionatore può ovviamente sbagliare le scelte. Questo è lapalissiano. E può lasciare a casa calcettisti meritevoli di convocazione.
Ma la rappresentativa, per diverse ragioni, non è certo composta dai migliori atleti. In primis ci sono molte società che vietano ai propri atleti (o li sconsigliano) di rispondere alle convocazioni. In secondo luogo molti ragazzi non hanno interesse a partecipare. Infine qualcuno non può proprio intervenire per problemi di lavoro o di studio, per cui la cerchia si restringe. Infatti a quasi ogni raduno programmato i presenti erano poco più della metà dei convocati.
Sul fatto che qualcuno goda dell’eliminazione non mi meraviglio. Gli ricordo solamente che se ci avessero fischiato un libero contro la Basilicata o il Piemonte dalla tribuna non avesse scagliato quel pallone, ci saremmo giocati lo scudetto con la Puglia campione d’Italia piena di stranieri. Proprio come ha fatto il Piemonte sconfitto ai rigori.”
Come miglioreresti allora le cose?
“Pubblicizzando ancora di più questa manifestazione per cui abbiamo avuto un calendario rivoluzionato. In modo che tutti capiscano il valore di questa esperienza.
Creerei una corrispondenza diretta tra l’allenatore delle Marche, a cui amplierei i poteri, e quelli dei club, attraverso una riunione ad inizio stagione.
Inoltre darei i rimborsi chilometrici ai giocatori che partecipino ai raduni o a chi li accompagna.
Infine applicherei le norme e squalificherei chi non si presenta alle convocazioni senza adeguata giustificazione.”
Siamo in conclusione. Cosa ti è piaciuto di più e cosa di meno in questa avventura?
“Ho apprezzato molto lo spirito di gruppo, sia nel maschile che nel femminile. Ed il forte senso di appartenenza. Nei ragazzi la maturità per come non hanno reagito di fronte allo scempio piemontese. Le donne invece mi hanno letteralmente stupito: che sagacia hanno messo in campo le Battistini’s Angels! Grande merito va a Francesco.

Non mi è piaciuto che già dall’albergo al momento dell’eliminazione tutti gli atleti siano stati spogliati del borsone e della tuta con cui qualche ora prima erano obbligati a girare. Non ho nemmeno capito perché i dirigenti e i giocatori di calcio debbano avere camere, giacconi e integratori diversi da quelli del calcio a 5…”
Una curiosità. Perché secondo te le Marche non vincono da così tanto tempo?
“Ti fornisco un paio di spiegazioni. A vincere negli ultimi anni sono sempre state squadre piene di stranieri, il cui ricorso sfrenato lo considero il peggior male del movimento. W le Marche che ne stanno alla larga!
Ma la verità è un'altra: nel 1988 le Marche alzarono per l’ultima volta il trofeo. Nel 1990 Marco Mastrostefano entrava in federazione. L’accostamento non mi pare casuale. Ora che il Mastro (che saluto) si dimetterà, le nostre possibilità crescono a dismisura…(ride di gusto, ndr)”
Grazie della lunga chiacchierata caro Leopard. Sei sempre un arguto interlocutore. Passiamo ai saluti...
“Certamente. Saluto tutti i partecipanti all’avventura marchigiana, dalle giocatrici ai giocatori, dai medici ai massaggiatori, per finire ai tecnici.
Concludo con le parole del Capitano: siamo stati una squadra vera, nelle vittorie e nelle sconfitte. Chi tornerà a questo torneo, lo farà per vendicarci. Sportivamente. Nel nome delle Marche.”
Lo Stilnovista
























Commenti
le ragazze mi hanno stupito e vederle piangere alla fine mi ha fatto star male.
il prossimo anno si vince!!!!!!!!!
President ci dispiace che sia finita cosî ma è stata comunque un'esperienza fantastica!!
mi dispiace averti deluso quest'anno...vi rifarete anno prossimo!!
Per i ragazzi giovani piu' scettici che snobbano la rappresentava: Andare in giro per l'Italia a rappresentare una regione intera... e sfidare le altre regioni, deve essere un onore ...per me lo era, e nn so cosa darei per rifare parte di quel gruppo !!!
Inoltre, il servizio che ha reso futsalmarche, deve servire da ulteriore stimolo!
Vi faccio i complimenti per il grande lavoro che avete svolto ... ;)
Non critico le scelte anzi,proprio per far crescere il movimento almeno il convocare ragazzi per un allenamento penso possa essere di stimolo per gli stessi a migliorare, anche se poi non saranno convocati.
Complimenti di nuovo a tutti per il lavoro svolto.
RSS feed dei commenti di questo post.