Il volo dell'Airone in cima alla classifica cannonieri di C1: "Io, Stefano Gnesi, devo tutto a mister Maggiori. E quella finale di coppa..."
“Questa intervista dove posso leggerla?”
Ma come, non hai mai visto il nostro sito?
“ No! (ride). Quando accendo il computer la' Home' del sito viene baipassata, vado direttamente sulla pagina della C1... quindi tutti i vostri sforzi, con me, non vengono premiati! (ride ancora).”
Inizio dalla fine dell'intervista per farvi capire chi è Stefano Gnesi, l' 'Airone' del Chiaravalle Futsal. Molto pacato al telefono, assolutamente fuori dalla cerchia dei “fanatici”del calcio a 5, è invece sul campo da gioco una vera e propria 'macchina da guerra', conseguenza dalla passione per il futsal e dell'orgoglio per la maglia che indossa. Il suo motto è ' Rispetto per tutti, paura di nessuno' (“mi hanno sempre insegnato ad andare avanti così”). A oggi capocannoniere della serie C1 (28 gol), dopo l'ultimo incontro con il San Severino vinto per 14-0, con sei reti che hanno il suo nome.
Partiamo dal 14-0 rifilato al San Severino, un punteggio quasi umiliante: non esiste un fair play in questo senso?
“In teoria si, ma, dato che la differenza reti conteranno molto in un'eventuale spareggio, non ci siamo fermati. Non volevamo di certo umiliare gli avversari.”
Nessun astio contro il San Severino?
“Diciamo ni. Quella dell'andata era un'altra squadra, con gli avversari di venerdì non avevamo nulla di “storto”, anche se avrei preferito incontrare quelli della prima volta.”
Ora come siete messi in classifica?
“Primi della zona play out.”
Come mai in campionato stentate e in Coppa Marche siete arrivati in finale?
“… e perso immeritatamente?”
Ci sarei arrivata, ma dimmi pure.
“Alla Coppa ci tenevamo tantissimo. Essere arrivati in finale (persa contro il Ripatransone ai calci di rigore 6-4, ndr) e per un pelo non averla vinta è stato un gran colpo.”
Ti sei ripreso da quella domenica?
“Personalmente no. Ancora quando ci ripenso mi sale una rabbia...”
Meritavate di vincere?
“Loro erano i più forti. Analizzando quella partita è stato giusto che i rigori abbiano deciso la squadra vincitrice.”
Sarebbe andata diversamente se quel rigore non fosse stato fatto ribattere?
“Assolutamente non lo so'; comunque l'ultimo rigore avremmo dovuto segnarlo.”
Cosa vi ha detto il mister dentro gli spogliatoi appena finita la gara?
“Solo “bravi”.”
Ve l'immaginavate così il vostro percorso in Coppa Italia?
“Sapendo che dovevamo iniziare con il Buldog, no.”
Sono io che ho fatto i sorteggi...
“Una mano fatata! (ride). Sapevamo che c'era capitata la squadra più forte. Il rovescio della medaglia però è stato che avevamo più concentrazione, volevamo fare bella figura, con noi stessi e con la gente che c'era, anche se perdevamo volevamo farlo a testa alta. Quel giorno, però non c'è stata proprio partita.”
Avete vinto per meriti vostri o per demeriti dell'avversario?
“L'80% l'abbiamo vinta per meriti nostri, loro avevano due giocatori importanti assenti; non so' se questo abbia condizionato o meno, ma noi abbiamo giocato benissimo, non abbiamo dato loro modo di ragionare.”
Una squadra che ha dei grandi obiettivi può utilizzare l 'alibi' della mancanza di giocatori importanti?
“In una squadra dodici calciatori uguali non ci sono; ci sono i titolari e chi parte dalla panchina. Una squadra ha sempre uno, due punti di riferimento.”
I vostri chi sono?
“Luigi Bartolucci che, purtroppo si è infortunato e ha finito la stagione. Era uno che giocava cinquanta minuti su sessanta, un punto di riferimento in attacco e in difesa. Ora tutto il nostro gioco cambierà.”
Perché sei arrivato a questi livelli a 33 anni? Lo scorso anno hai fatto bene, ma ai tempi del Cassiano (società di C2 scomparsa), le tue potenzialità le esprimevi solo a sprazzi.
“Prima di due anni fa ho sempre giocato in C2 con il Cassiano. Il calcio a 5 l'ho sempre preso come una passione, un divertimento. Non m'interessava la categoria; se dovevo vincere senza divertirmi non andava bene; comunque, anche in serie D, giocavo come se lo facessi in serie A e negli anni mi ha aiutato. La fortuna poi è aver anche incontrato mister Maggiori.”

In che modo ti ha aiutato?
“Mi ha inquadrato. Venivo da un tipo di gioco in cui se mi arrivava palla andavo da solo; ora mi rimane più facile giocare, fare gol, ma anche mettere i miei compagni nella possibilità di farlo. Maggiori ci ha messo l'80%, ma anch'io ho messo del mio, applicandomi con pazienza e costanza.”
Essere quindi, a oggi, capocannoniere della C1 è un motivo d'orgoglio?
“Se consideri che come ruolo faccio la 'boa' e 'boa' è sinonimo di gol sono contento.”
Hai mai vinto la classifica dei capocannonieri?
“In C2 ne ho vinti diversi di fila, mi sembra tre o quattro. Lo scorso anno, il primo in C1, sono arrivato tra i primi cinque, direi che non è male.”
Il Chiaravalle è una società in cui tutti giocano in modo assolutamente gratuito, una delle poche mosche bianche in quest'ambiente.
“Chi viene a giocare a Chiaravalle sa che tipo di società siamo. Qui non si paga né il fenomeno, né chi è del posto."
Come descriveresti la società Chiaravalle Futsal.
“Per l'impegno che mettiamo in ogni cosa è come se fossimo una società di serie A.”

Se un giorno doveste essere promossi in serie B?
“Forse sarebbe un problema per una società come la nostra, a oggi poco attrezzata per quei livelli.”
Tu saresti pronto?
“Non credo di essere all'altezza di una serie B sia tecnicamente che fisicamente. In più farei fatica a gestire gli eventuali allenamenti che una B richiederebbe; le trasferte poi non sarebbero più a livello regionale.”
Chi sono le favorite di questo campionato 2011/2012 di C1?
“Buldog Lucrezia, Torrese e Juventina. La Buldog è su tutte la favorita perché, da quello che ho visto ha l'organico più forte; la Torrese è un'ottima squadra, ha un buon sestetto, ma ha una rosa meno ampia; la Juventina la metto al terzo posto, anche se potrebbe fare un sorpresone a tutti.”
In zona play off chi vedi?
“Ripatransone, ora più forte con l'innesto di Mindoli e Felicetti e l'Audax Sant'Angelo, squadra con una buona costanza di risultati, in genere perde poco.”
Dove ti vedi tra dieci anni?
“Attualmente penso che appena smetterò di giocare non voglio fare né il dirigente né l'allenatore.”
Ti piacerebbe concludere la tua carriera “calcettistica” con la maglia del Chiaravalle?
“Mi piacerebbe rimanere qui il più a lungo possibile, anche se ho molti problemi fisici, contratture, stiramenti, ginocchi e caviglie malandate... Se vedo che in C1 continuano a darmi problemi potrei anche decidere di scendere di categoria per giocare con un ritmo più tranquillo.”
Ti piace più il calcio a 5 di adesso o di una volta?
“Fino a 18 anni ho giocato a calcio, ora da 14 anni gioco a calcio a 5 e mi piace più adesso rispetto a prima. Adesso c'è più gente coinvolta, più spettatori; dieci anni fa era visto come sport dei 'poveri', ora è ben visto, considerato, molto più interessante. Devo dirti che mi è piaciuto sempre più il calcio, ma, se dovessi ritornare indietro, inizierei subito con il calcio a 5.”
Spazio ai settori giovanili!
“Dieci anni fa non c'erano, oggi è pieno di under 18, 19. Nella mia squadra ci sono quattro giocatori ventiduenni, più alcuni che giocano nell'under 21.”
… e che ti ruberanno il posto a breve, giusto?
“ (Ride) Speriamo, me lo auguro. Mi piacerebbe che i ragazzi continuassero a giocare a futsal con la mia stessa intensità; io un certo tipo di gioco l'ho scoperto tardi, ho avuto più limiti, loro, invece hanno le porte più aperte e maggiori opportunità.”
Intervista finita. Vuoi aggiungere qualcosa?
“Posso fartela io una domanda?”
Dimmi.
“Perché, nonostante la trasmissione, nonostante il sito ben fatto, non c'è uno spazio sui giornali locali, magari uno spazio come lo hanno tutti gli altri sport il giorno dopo le gare di campionato? Non sarebbe una forma di pubblicità?”
Bella domanda! Credo che il movimento stia crescendo molto in questi ultimi anni rispetto a prima che non era tanto seguito esclusi gli addetti. Ora, rispetto a prima, vista la crescente popolarità che ti dicevo, le maggiori manifestazioni di calcio a 5 vengono seguite, vedi la Coppa Marche, così come se ci sono da segnalare e scrivere cronache di finali e play off dalla serie A alla serie C1 lo spazio si trova. Ci lavorerò!
“Ma non quando finisco io!”
Quanto tempo mi dai?
“Due o tre anni. Io t'ho detto che ne ho trentatré, ma tra due mesi ne compio trentaquattro.”
Nel momento in cui sto finendo di rileggere l'intervista vengo a sapere che il Chiaravalle Futsal ha vinto 2-3 contro il Fano. Scrivo un messaggio a Stefano per sapere se ha segnato, altrimenti devo cambiare il dato riguardante le reti e lui mi risponde: “ Stasera non ho segnato... ma è stato importantissimo vincere, non m'ha portato fortuna l'intervista”. Risposta: “ Come non t'ha portato fortuna, avete vinto! Preferivi segnare e perdere? “No assolutamente! Però qualche altro gol non ci stava proprio male! Voglio vincerla 'sta classifica...”
Lady Futsal
Alice Mazzarini
























Commenti
TI CAPISCO CHE TI SAREBBE PIACIUTO DI PIU' GIOCARE CONTRO LA SQUADRA DEL'ANDATA MA PURTROPPO LA SITUAZIONE E' QUESTA....E MI DISPIACE PER QUELLO CHE ERA SUCCESSO AL'ANDATA NEL FINALE..ANCHE PERCHE' ROVINO' UNA BELLA PARTITA TIRATA FINO AL'ULTIMO SECONDO.
IN BOCCA AL LUPO PER LA CLASSIFICA CANNONIERI.
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