Fabrizio Pianosi e l'esonero: "Avrei portato il Città Futura Montecchio alla salvezza. Ora mi riposo, aspettando il progetto giusto."
“L'anno è cominciato male e sta continuando male; ma non si vive di solo calcio a 5...”
Così inizia la mia lunga intervista a Fabrizio Pianosi, esonerato di lusso dalla Città Futura Montecchio C1. Sposato, un figlio, capo (anche se non gli piace essere chiamato così, solo quando lo chiamano 'mister' gode) di un gruppo di assistenti tecnici alla Telecom. Si definisce Gastone, “conosci Gastone, il personaggio dei fumetti? Io mi sento fortunato come lui.”Un amore viscerale per il calcio a 5 (“ho la passione di un bambino”), anche se, tutto mondo è paese, ha iniziato come calciatore di calcio a 11, passando dai campionati dilettantistici fino alla Promozione. Un uomo con una voce entusiasta, mai vittima delle situazioni, anzi, un uomo che cerca sempre di trovare il lato positivo e una rapida soluzione. Grazie a un maestro d'eccezione. Preso dal mio mondo, quella della pallavolo.
Partiamo dal messaggio che hai inviato a NicSas ( “ […] vorrei dedicarmi ai bambini visto che è sempre stato il mio sogno e ho ancora tanta voglia di sognare.”) Che centrano i bambini?
“Desidero da sempre insegnare ai bambini come si gioca a calcio a 5 o, semplicemente, come si gioca. Credo che aiuti a crescere. Vorrei insegnare loro che, dai 6 ai 12 anni non esiste un ruolo preciso, definitivo; i bambini devono pensare solo a divertirsi. In Brasile i più piccoli neanche sanno cosa sia il calcio a 11, ma giocano solo a futsal, divertendosi. Ecco perché mi piacerebbe aprire una scuola calcio.”
E' un'idea così remota?
“Qui una società di calcio a 11 m'ha chiamato, ma io non ho tempo, anche se mi brillano gli occhi solo a pensarci. Se non cominciano con i giovani poi i soldi finiscono.”
Mi dicevi che in Brasile sono più avanti come mentalità 'calcettistica', o meglio hanno capito come si coltivano i giovani; perché da noi è così difficile non pensare solo alla vittoria?
“Se pensi che la finale del mondo di futsal sia stata Brasile-Spagna, se pensi che il Barcellona gioca a calcio a 5 in un campo da calcio a 11... noi siamo indietro anni luce, perché puntiamo su altro. Ti faccio un esempio: Passarella sta cercando di piazzare quattro ragazzi argentini alla Roma e alla Lazio; si può con tutti i giovani italiani validi?”
Tante belle parole e pochi fatti. Tutti che si riempono la bocca di quanto sono talentuosi, volenterosi etc etc i giovani di oggi poi nessuno li prende in considerazione, nella vita come nello sport. Nel calcio a 5 non c'è proprio nessuno che li sorregga?
“Solo l'Audax Sant'Angelo per la C1.”
Senza sminuire il grande lavoro e i grandi risultati della squadra senigalliese, ma la società è anche fortunata ad avere un così gran bel vivaio, non tutte le sono.
“Loro hanno un under 21 che gioca in prima squadra, hanno un grande serbatoio, ma se non hai l'entusiasmo... La società è stata brava a creare una bell' atmosfera intorno. Comunque rimane l'unica. I soldi andrebbero spesi per i bravi allenatori e per far crescere i bambini.”
Cioè?
“Se non chiedi qualcosa non vali niente, non sei all'altezza, pensano e dicono in molti. Io ho vinto una promozione in serie B con il Pesaro Five, ma non ho preso una lira, per me stare lì era già tanto.”
Scusa se te lo dico, ma io ho un esempio molto vicino, forse l'unico in tutta la serie C1 che non prende rimborsi di nessun genere, Massimo Tinti, allenatore del Corinaldo.
“Il Corinaldo l'ho visto nascere, dalla serie D alla C2, con Tinti c'ho giocato contro, è un signor giocatore e un signor allenatore e, se è da più di dieci anni lì vorrà dire che guardano alla capacità dell'uomo e dell' allenatore.”
Perché i bambini dovrebbero giocare a futsal?
“Con il futsal acquisisci tecnica e tattica. Qualche tempo fa ho visto una partita di Seconda Divisione di calcio a 11 e ho notato che mancano le basi, perché nessuno insegna più nulla, nessuno sa' insegnare a calciare sia con la destra sia con la sinistra. Ecco perché mi piacerebbe ritornare a iniziare da lì. I bambini poi sono più aperti.”
Ovvero?

“Una volta, quando ti tenevano fuori squadra lavoravi il doppio per rientrare; ora non si presentano proprio più. Vorrei trasmettere valori sportivi e umani: rispetto per se stessi, per l'avversario, per i compagni, per l'arbitro... Anche se qualche volta m'incazzo anch'io con gli arbitri! (ride, ndr).”
Dopo un lungo preambolo, fondamentale per capire la situazione e le ragioni di un uomo definitosi “sconfitto”, ecco la fatidica domanda: perché sei stato esonerato?
“Lo sai che abbiamo un idolo in comune?”
Chi, Gattuso?
“No, quando sono nato io c'era la grande Inter! (eccone un altro, penso e sorrido, ndr). Perché mi hanno esonerato?”
No, ora voglio sapere che idolo abbiamo in comune.
“Julio Velasco ( allenatore della 'Generazione di Fenomeni', la nazionale di pallavolo maschile che dal 1989 al 2000 vinse tutto, tranne l'Olimpiade, ndr). Conosci 'la cultura dell'alibi'?”
Certo che la conosco; piuttosto tu, come fai a conoscerla?
“Sono appassionato di tutti gli sport. Una squadra mediocre, con l'arrivo di Velasco e dei suoi insegnamenti è diventata Campione del Mondo.”
Cosa hai appreso dalla mentalità vincente di Velasco?
“Tre punti fondamentali, da applicare in tutti sport: combattere contro noi stessi, perché noi siamo i nostri più grandi nemici, la cultura dell'alibi e forse il motivo del mio esonero.”
Che sarebbe?
“Se giochi a calcio a 5 devi saper giocare. Se vuoi eccellere in uno sport devi conoscere gli automatismi, i meccanismi, devi saper muoverti in campo. Sotto questo punto di vista ho raccolto enormi frutti con l'under 21, mentre ho fatto difficoltà con gente più grande abituata a giocare come voleva.”
La tua squadra ha chiuso il girone d'andata in crescita vertiginosa. Il 2012 è iniziato invece con 2 sconfitte. E' stato questo il motivo che ha portato alla rottura?
“Prima di Natale abbiamo fatto sette punti in tre partite; abbiamo vinto a Fabriano (2-6), pareggio con il Ripatransone ( 4-4, in campo avevo due under 21) e altra vittoria contro il Chiaravalle (7-2), che sarebbe poi diventata la finalista di Coppa Marche. In generale, nel girone di andata non abbiamo mai sofferto contro nessuno.”
Questa squadra non è la stessa che hai portato dalla C2 alla C1?
“Si e, in questo periodo, prima che venissi esonerato non l'avevo mai vista così allegra. Quest'anno avevo puntato molto sulla tecnica e sulla tattica, ma sempre utilizzando il pallone, perché correre è “palloso”!
A chi lo dici!
“(Ride, ndr). Lo sai che m' hanno detto, in presenza di mia moglie? Che non pensavano facessi un girone d'andata così. Poi mi hanno esonerato.”
Un controsenso?
“Il presidente Tiberi se n'è lavato le mani e ha fatto decidere ad altri; anche se ancora non ho capito bene il motivo della scelta, sai come mi hanno detto che non sarei più dovuto andare ad allenare? Tramite un messaggino, domenica scorsa. Una società seria si riunisce, chiama il mister, comunica che sta riscontrando queste o quelle difficoltà. Ancora mi devono dire “Mister sei stato esonerato!”. Una decisione troppo affrettata. Volevo allenare questa squadra perché convintissimo che ci saremmo salvati. Non mi piace lasciare le cose a metà.”
Uno dei motivi dell'esonero può essere stato l'acquisto 'sbagliato' di Pieri, da te cercato e voluto, ma rivelatosi poco azzeccato?
“Pieri è un ragazzo squisito. L'ho visto nascere, giocava con mio figlio a calcio. Era con me quando il Pesaro Five ha vinto la C1, esordendo con me e Tavoloni in B. È un centrale con i fiocchi. A Corinaldo l'ho sempre seguito e se la squadra ha avuto per parecchi anni la miglior difesa è anche grazie al grande giocatore che Alessandro è. Io e la società però ci aspettavamo di più.”

Un altro motivo potrebbe essere il grande spazio che hai dato ai giovani?
“L'anno prima che arrivassi al Pesaro Five ero stato esonerato perché facevo giocare i giovani in prima squadra, ma non credo che il motivo sia lo stesso.”
Non sono le vittorie, non sono le sconfitte, non sono i giocatori, ambiente sereno fino a una settimana fa; allora che cosa è successo?
“Quando abbiamo perso la sfida contro la Torrese (6-5) il loro presidente m'ha detto: “Come fate ad avere così pochi punti? Cinque giorni a settimana dietro alle squadre del Montecchio, under e C1, solo un contributo spese per la prima squadra, per il lavoro fatto con l'under 21 devono ancora dirmi grazie.”
Chi vince il campionato quest'anno?
“Il Buldog Lucrezia. L'estate scorsa ho preso parte come allenatore al 'Torneo Città di Ancona' e nella mia squadra li avevo tutti. È un grande gruppo, i ragazzi sono nati calcisticamente insieme nell'under 21 del Palextra Fano, tecnicamente sono bravi. Manca loro solo quell'equilibrio da grande squadra, devono avere più pazienza nel contropiede che poi, a volte, inevitabilmente subiscono. Delle squadre che ho visto, però è quella più attrezzata, se non vince è per demerito suo.”
Che squadra vorresti allenare?
“Non ho ambizioni particolari, il risultato m'interessa fino a un certo punto, più che altro m'interessa far crescere la gente. Credo nelle persone e nei progetti, ecco perché sono rimasto molto deluso da questo punto di vista.”
Ti ha già contattato qualcuno?
“Si, ma non ti posso dire chi. Adesso penso a fare il mister di me stesso, mi riposo un po'.”
Come ti sei ritrovato nel calcio a 5?
“Osimani, Menichelli e Tavoloni mi hanno aiutato a entrare in questo mondo. Ho avuto la fortuna di allenare un anno con Cesar, una delle persone che, più di tutti m'ha insegnato il futsal.”
Chi è il tuo punto di riferimento?
“Mio padre. Lui mi ha sempre parlato con l'onestà, il lavoro, l'esempio. Se il mister dice una cosa e non la rispetta perde di credibilità. Sai cosa dice Velasco?”
Che dice?
“Le cose non dobbiamo farle bene, ma meglio degli altri.”
Ci siamo. È passata un'ora e quaranta minuti in cui ho scritto venti pagine di appunti. Direi che mi hai detto tutto! A questo punto speriamo di incontrarci per conoscerci di persona.
“Quando meno te lo aspetti ci vedremo e devi promettermi che mi regalerai quelle venti pagine...”
Lady Futsal
Alice Mazzarini
























Commenti
una società che si è comportata con te in questa maniera non merita nemmeno di essere chiamata società
che tu possa sempre camminare a testa alta,cosa che i tuoi dirigenti(chiam iamoli cosi)CERTO NON POSSONO FARE
che pena il montecchio!!!!!
In bocca al lupo, amico mio!
Io non penso che se chiedi lumi alla tua, oramai ex dirigenza, non ti motivino l'esonero.
cosa vuoi chiedere ad una presunta società che il giorno prima la destra ti dice grande mister ottimo lavoro e il giorno dopo la sinistra ti manda a casa senza un perchè,cosa vuoi chiedere,nemmen o perdere fiato,se neanche tra loro sanno quello che fanno
CON UN MESSAGGINO POI,ROBA DA 2060
Questa domanda,che poi domanda non è, non l'ho proprio capita....più che fortuna direi che ci sono persone che stanno dietro e fanno tanti sacrifici per questo vivaio.non è che a senigallia abbiamo giovanissimi ed esordienti che crescono sulle piante.....
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