Simone Guerrieri, un orgoglio tutto ascolano:"Non era facile, ma alla fine abbiamo fatto il Miracolo. Il futuro? Chi lo sa, staremo a vedere.."
Ascolani si nasce, Guerrieri si diventa.
Il capitano del Miracolo Piceno fresco di salvezza, Simone Guerrieri, ci racconta questa travagliata stagione picena.
Iniziata sotto i migliori auspici con la guida tecnica di Marco Melchionna, ma naufragata fino ad un play out inaspettato.
La vittoria sul campo di Orvieto, casa dell'Orte c5, ha prolungato la permanenza nella cadetteria della società bianconera. E questa è una bella notizia per il movimento regionale.
C'è però qualcosa che bolle in pentola e già si guarda al futuro. Le bombe esplodono fragorose attorno al sodalizio dei fratelli Bellini ed il fanta mercato impazza.
Con capitan Guerrieri abbiamo parlato di campo, di questo play out al cardiopalma, senza farci comunque mancare qualche impressione sulla calda estate che sta per arrivare.
Eccoci qua. Ciao e ben trovato Simone.
"Ciao e ben trovato a te."
Andiamo subito con la prima domanda. Quanto l'avete voluta, quanto credevate in questa salvezza?
"L'abbiamo voluta tanto,anzi forse troppo. Sarebbe stata dura da digerire una retrocessione per un gruppo cosi giovane come il nostro e per una societa' che da quindici anni onora questo sport. Abbiamo passato otto mesi a sudare ogni settimana e la salvezza era l'obbiettivo minimo da portare a casa: non ti nascondo che l'ultimo periodo non e' stato facile da affrontare dopo tanti risultati sfuggiti negli ultimi secondi di gioco, ma ora ce l'abbiamo fatta..abbiamo fatto il Miracolo!"

Giudicando dalle rose a disposizione e dai risultati del doppio confronto, sembra che in questo play out la differenza l'abbia fatta il grande cuore dei tanti ascolani del Miracolo opposto ad un team a sua volta molto talentuoso ma a cui è venuta a mancare la cattiveria nel momento decisivo Quanto c'è di vero in tutto questo?
"Di vero c'è molto, quando ti giochi la salvezza ed indossi la maglia della tua città le motivazioni sono doppie. Oltre al fatto di lottare per la serie B, c'è anche l'orgoglio di non voler deludere e dare un dispiacere ad una citta' e a tanti amici ascolani che tifano per te. Non vorrei però che ci dimenticassimo del talento di tanti giovani italiani che come vi ricordo sono vice campioni d'Italia juniores. Insomma, siamo stati un grande gruppo, un'altra delle cose fondamentali per questo successo."
Hai chiuso il tuo secondo anno al Miracolo Piceno ed hai disputato già due scontri play out. Dopo una partenza razzo, come storicamente avviene dalle parti di Monticelli, avete avuto un vistoso calo nel girone di ritorno.
Qual'è secondo te la ragione di queste due salvezze faticose e di questo trend caratteristico del Miracolo Piceno?
"Quando investi su gruppi molto giovani c'è da aspettarsi che la stagione sia un po' sofferta. E questa è la politica che la società sta adottando negli ultimi anni. Tanti giocatori italiani e stranieri al primo campionato di serie B, risorse economiche sempre più limitate, tante cessioni di buoni giocatori per poter finanziare i campionati successivi: il Miracolo Piceno è questo, prendere o lasciare. Ma questa società, nonostante tutto, è più viva che mai ed è ancora in serie B."
E allora della bomba del nostro NicSas che vi riguarda da vicino cosa ci dici?
"Sì, ho letto e sentito tante voci a riguardo, ma per ora solo voci rimangono. Penso che i fratelli Bellini sappiano fare molto bene il loro lavoro in questo sport e che prenderanno la decisione migliore per questa società e per il suo futuro. Staremo a vedere."
Toglici una curiosità. Qual'è stato lo spirito all'interno dello spogliatoio durante il vostro dicembre nero e per tutto il faticosissimo girone di ritorno?
"Di sicuro non è stato un gran periodo per noi..ma sia il mister che la società ci hanno sempre trasmesso ottimismo e sicurezza nei nostri mezzi. Poi, come già detto in precedenza, se hai un gruppo forte ed unito, ogni momento può essere superato senza troppe difficoltà."
Ed infatti siete comunque giunti a otto punti dai play off e a due sole lunghezze dalla salvezza diretta. Che campionato è stato?
"E' stato un campionato equilibrato nella fascia medio bassa della classifica con tante squadre racchiuse in pochi punti. Un calo di qualità rispetto agli anni passati secondo me c'è stato per le squadre che si sono giocate la promozione, ma come si sa, ogni anno è sempre più difficile trovare investimenti importanti per costruire una squadra di alto livello."
Il titolo lo ha vinto il Civitanova, approdando in serie A2. A tuo parere è un risultato meritato?
"A mio parere sì. E' stata la squadra con più qualità, esperienza e fame di serie A2. I tanti infortuni hanno ostacolato e non poco la loro cavalcata ma alla fine ce l'hanno fatta: a loro faccio i miei complimenti!"
Prendiamo in mano per un secondo la sfera di cristallo. Con che maglia ti vedi nel prossimo futuro?
"Sinceramente non lo so, dopo due salvezze ottenute all'ultimo respiro avrei voglia di lottare per un obbiettivo diverso, ma è ancora presto, vedremo cosa accadrà."
Perfetto. Abbiamo concluso Simone. La redazione è lieta di augurarti una buona stagione estiva e ti dà appuntamento alla prossima stagione. Ciao!
"Grazie a te caro Stilnovista. Un saluto a tutti i FutsalMarchigiani!"
Lo Stilnovista























