Il presidente del Porto San Giorgio Daniele Urbani:"Giochiamo senza pressioni, siamo diversi. Dilettanti? Dalla C1 in giù ok, ma qui.."
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Al culmine della settimana più calda del nostro futsal, tra scandali, minacce di denuncie, parole al vetriolo e squadre che chiudono i battenti o rinunciano ai propri sogni di gloria, sembra esserci un'isola felice a due passi dal mare.
Un posto in cui, con gli affanni del nostro sciagurato tempo, si va avanti senza dare accenni di resa e, anzi, incantando dal punto di vista sportivo.
Stiamo parlando del Porto San Giorgio Fc del presidente Daniele Urbani.
Cuore di drago e muso sempre lungo, all'apparenza.
Gli abbiamo chiesto di raccontarci la piccola favola di una squadra che due anni fa iniziava un campionato di C2 ed oggi invece sfiora (se dovesse essere confermato il momento di difficoltà dell'Azzurra Paganese) i play off di serie B. Il tutto senza rinunciare a qualche divagazione.
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Benvenuto Daniele. Come stai?
"Benissimo, grazie. Finchè andiamo avanti così va tutto bene."
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Ho appena chiuso la pagina con la classifica di serie B girone D. Non siete su di giri, gasati a mille?
"Sì, direi di sì, però non dobbiamo dimenticare qual'è l'obiettivo principale. Questo è molto importante."
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Il campionato che state affrontando vi vede per la prima volta nella vostra storia uscire dai confini regionali. Com'è stato l'impatto?
"L'impatto è stato più che piacevole, perchè fa notare le differenze fra il calcio a cinque regionale e quello nazionale. Ti spiego: per quanto un campionato regionale possa essere emozionante e giocato ai vertici, le emozioni di una competizione nazionale è diversa ed imparagonabile. Nonostante molte paure e timori inziali, i problemi sono e sono stati affrontati mano a mano che si presentano e presentavano. E' il nostro modo di vedere le cose."
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Questa non potevo risparmiartela. Ci sono state polemiche sulla realizzazione dei gironi di serie B dello scorso agosto e qualche mugugno per il trattamento riservato al Porto San Giorgio. Puoi chiarire la posizione della società ?
"Non capisco perchè qualche mugugno. Siamo stati favoriti dal punto di vista sportivo con un girone più semplice o dal punto di vista economico con trasferte meno lunghe?
In tutti e due i casi, il Porto San Giorgio, a differenza delle altre squadre marchigiane, non farà nemmeno una partita vicino a casa. La nostra trasferta più vicina è stata lontana cento chilometri e andremo a giocare a Salerno (Sporting Sala Consilina, ndr) a seicento chilometri dalla nostra sede."
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Qualcuno ha ipotizzato che aveste chiesto voi di essere inseriti al sud.
"E' chiaro, all'inizio si prospettava addirittura una divisione in due parti del gruppo delle marchigiane e così abbiamo fatto la nostra richiesta di poter giocare nel girone più a sud. Poi se questo abbia influenzato qualcuno al momento di compilare i gironi non lo sappiamo, ma per nostra stessa ammissione la richiesta è stata fatta, in comune accordo col mister Marco Capretti, ritenendo il girone del sud più valido agonisticamente, ma meno competitivo per quanto riguarda l'aspetto tecnico. Se avessimo dovuto partecipare al girone nord lo avremmo fatto senza nessun tipo di problema."
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Ed invece vi siete spinti verso sud e sabato avete portato via tre punti da Giovinazzo. Che partita è stata? Racconta.
"La partita è stata bellissima e vincerla ci ha dato un'emozione indescrivibile, come dicevo prima. Mettici una cornice di pubblico straordinaria e il gol di Achille (Angelini, ndr) a ventisei secondi dalla fine...(pensa, ndr) Davvero, non so descrivere l'emozione."
Emozioni che solo il sud sa regalare.
"Sì, chi lo sa? Di certo il pubblico è stato correttissimo seppure nel finale fosse imbufalito contro gli arbitri (è arrivata la multa di 500 euro al Giovinazzo proprio mercoledì, ndr)."
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Potevate anche soggiornare in Puglia tutta la settimana ed attendere la gara col Manfredonia. Guardando la classifica, con una vittoria sareste in piena zona play off. Qual'è il tuo pensiero di prim'acchitto?
"Penso che con una vittoria la salvezza sarebbe ancora più vicina. Sinceramente non guardo molto ai play off. Ad inizio stagione ho detto ai ragazzi di cercare di salvarci il prima possibile e poi scendere in campo per divertirci, senza pressioni."

Vedendovi giocare non ho mai notato una pressione particolare.
"In effetti di pressioni a Porto San Giorgio non ce ne sono di particolari, per questo ci sentiamo un po' diversi, ed il nostro modo di intendere lo sport ne è la prova. Ci piace, e molto, vincere ma mai scavalcando una serie di valori e punti fermi che ci contraddistinguono."
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A detta del vostro mister, Marco Capretti, nella gara di sabato sarete rimaneggiati. Giocherete lo stesso per vincere?
"Chiaro. Abbiamo parecchi giocatori acciaccati che in questo momento, come ha detto il mister sul pezzo di B, stanno dando più di quello che possono. Mancheranno anche Gabaldi e Fusco, infortunato a Giovinazzo, perciò saremo in grande emergenza. Bisognerà dare ancora di più."
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Mancherà Gabaldi. Motivi?
"Diciamo che stiamo aspettando che torni..."
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Nel frattempo opererete in qualche modo nel mercato dicembrino?
"Per quanto riguarda il mercato, intervenendo, dovremmo andare ad alterare equilibri abbastanza precari. La squadra sta andando meglio delle aspettative per cui intervenire sarà difficile, ma non impossibile. Quello che vorremmo è che chiunque arrivasse capisse e condividesse la mentalità della società . Sicuramente non faremo un mercato che aumenti il tasso tecnico della squadra a tutti i costi, ma punteremo su giocatori che abbiano voglia di sacrificarsi e lottare."
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A proposito di questo, a quando l'inaugurazione delle formazioni giovanili?
"E' dura parlare del settore giovanile, è da tanti anni che proviamo ad allestire qualcosa di serio. Intanto ringraziamo l'Audax Montecosaro per la mano che ci ha dato quest'anno, a creare la nostra prima formazione. Per fare un ulteriore passo  poi servirebbe gente che abbia voglia di costruire qualcosa insieme a noi. Cerchiamo dirigenti, persone che vogliano fare, piuttosto che giocatori. L'obiettivo sarebbe creare una realtà sportiva nella città di Porto San Giorgio, che da questo punto di vista mi sembra carente, e valorizzare la categoria che facciamo per creare un circuito giovanile. A questo proposito sono molto felice di vedere che qualcuno sta inziando a seguirci nelle partite in casa."
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Prima di congedarti vorrei stimolare una tua riflessione sulle note vicende del piano superiore (A2/A) e sul nostro mondo dilettantistico sempre più denso di fatti e persone eticamente difficili da collocare.
"Fino a quando si fa un campionato regionale sono d'accordo sul fatto che resti uno sport dilettantistico. Quando si parla di serie B, sinceramente, non saprei bene come collocare la dimensione di alcune società , ma dalla serie A2 in su non ha più senso parlare di dilettantismo. In queste categorie, lo stiamo scoprendo ora, non ci si può più permettere passi più lunghi della gamba o passaggi a vuoto. A mio parere c'è bisogno di una svolta verso il professionismo, a costo di avere molte meno squadre. Quelle che ci saranno però avranno motivo di esistere e fare sport. Ti faccio un esempio: guarda il campionato di A2 girone A ora: se fosse stato un campionato professionistico, con le sue regole, questa situazione sarebbe stata scongiurata a monte."
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Parole sante.
(La telefonata va avanti per qualche minuto ed il presidente ci parla di tanti episodi curiosi. Non rinunciamo a fare un'ultima domanda.)
Ma com'è possibile, Daniele, che nel territorio fermano tante squadre negli ultimi anni abbiano dovuto fare passi indietro e ridimensionarsi. Non ti sembra una strana concentrazione, una moda tipica di queste zone?
"Credo che molto abbia influito il momento economico italiano, è innegabile, ma allo stesso modo sono dell'idea che il lavoro ben strutturato e ben fatto, nel rispetto di tutti coloro che circondano una società , alla fine paghi sempre. Una società può essere in difficoltà , ma se è ben vista ed ha mantenuto un buon comportamento negli anni, ne viene sempre fuori."
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Cosa diresti ad un giovane dirigente alle prime armi.
"Direi di riflettere su questo: la società che dirigiamo è un patrimonio sportivo che ci appartiene. Sacrificare energie preziose della propria società per un bene personale equivale a fare del male a se stessi. Valorizzarsi e radicarsi nel territorio guadagnandosi la fiducia altrui è invece qualcosa che porta a molte più soddisfazioni."
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Con questa massima direi di salutarci. Si sta facendo tardi.
Un grosso in bocca al lupo per domani.
"Crepi il lupo e grazie. Ci vediamo al PalaSavelli. Un saluto a tutti."
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Stilnovista
Damiano Vallucci
























Commenti
ps: il presidente non era l'altro????
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