Il volo dell'Airone in cima alla classifica cannonieri di C1: "Io, Stefano Gnesi, devo tutto a mister Maggiori. E quella finale di coppa..."
“Questa intervista dove posso leggerla?” Ma come, non hai mai visto il nostro sito? “ No! (ride). Quando accendo il computer la' Home' del sito viene baipassata, vado direttamente sulla pagina della C1... quindi tutti i vostri sforzi, con me, non vengono premiati! (ride ancora).”
Inizio dalla fine dell'intervista per farvi capire chi è Stefano Gnesi, l' 'Airone' del Chiaravalle Futsal. Molto pacato al telefono, assolutamente fuori dalla cerchia dei “fanatici”del calcio a 5, è invece sul campo da gioco una vera e propria 'macchina da guerra', conseguenza dalla passione per il futsal e dell'orgoglio per la maglia che indossa. Il suo motto è ' Rispetto per tutti, paura di nessuno' (“mi hanno sempre insegnato ad andare avanti così”). A oggi capocannoniere della serie C1 (28 gol), dopo l'ultimo incontro con il San Severino vinto per 14-0, con sei reti che hanno il suo nome.
“In teoria si, ma, dato che la differenza reti conteranno molto in un'eventuale spareggio, non ci siamo fermati. Non volevamo di certo umiliare gli avversari.”
Nessun astio contro il San Severino? “Diciamo ni. Quella dell'andata era un'altra squadra, con gli avversari di venerdì non avevamo nulla di “storto”, anche se avrei preferito incontrare quelli della prima volta.”
Ora come siete messi in classifica? “Primi della zona play out.”
Come mai in campionato stentate e in Coppa Marche siete arrivati in finale? “… e perso immeritatamente?”
Ci sarei arrivata, ma dimmi pure. “Alla Coppa ci tenevamo tantissimo. Essere arrivati in finale (persa contro il Ripatransone ai calci di rigore 6-4, ndr) e per un pelo non averla vinta è stato un gran colpo.”
“Personalmente no. Ancora quando ci ripenso mi sale una rabbia...”
Meritavate di vincere? “Loro erano i più forti. Analizzando quella partita è stato giusto che i rigori abbiano deciso la squadra vincitrice.”
Sarebbe andata diversamente se quel rigore non fosse stato fatto ribattere? “Assolutamente non lo so'; comunque l'ultimo rigore avremmo dovuto segnarlo.”
Cosa vi ha detto il mister dentro gli spogliatoi appena finita la gara? “Solo “bravi”.”
Ve l'immaginavate così il vostro percorso in Coppa Italia? “Sapendo che dovevamo iniziare con il Buldog, no.”
Sono io che ho fatto i sorteggi... “Una mano fatata! (ride). Sapevamo che c'era capitata la squadra più forte. Il rovescio della medaglia però è stato che avevamo più concentrazione, volevamo fare bella figura, con noi stessi e con la gente che c'era, anche se perdevamo volevamo farlo a testa alta. Quel giorno, però non c'è stata proprio partita.”
Avete vinto per meriti vostri o per demeriti dell'avversario? “L'80% l'abbiamo vinta per meriti nostri, loro avevano due giocatori importanti assenti; non so' se questo abbia condizionato o meno, ma noi abbiamo giocato benissimo, non abbiamo dato loro modo di ragionare.”
Una squadra che ha dei grandi obiettivi può utilizzare l 'alibi' della mancanza di giocatori importanti? “In una squadra dodici calciatori uguali non ci sono; ci sono i titolari e chi parte dalla panchina. Una squadra ha sempre uno, due punti di riferimento.”
I vostri chi sono? “Luigi Bartolucci che, purtroppo si è infortunato e ha finito la stagione. Era uno che giocava cinquanta minuti su sessanta, un punto di riferimento in attacco e in difesa. Ora tutto il nostro gioco cambierà.”
Perché sei arrivato a questi livelli a 33 anni? Lo scorso anno hai fatto bene, ma ai tempi del Cassiano (società di C2 scomparsa), le tue potenzialità le esprimevi solo a sprazzi. “Prima di due anni fa ho sempre giocato in C2 con il Cassiano. Il calcio a 5 l'ho sempre preso come una passione, un divertimento. Non m'interessava la categoria; se dovevo vincere senza divertirmi non andava bene; comunque, anche in serie D, giocavo come se lo facessi in serie A e negli anni mi ha aiutato. La fortuna poi è aver anche incontrato mister Maggiori.”
In che modo ti ha aiutato? “Mi ha inquadrato. Venivo da un tipo di gioco in cui se mi arrivava palla andavo da solo; ora mi rimane più facile giocare, fare gol, ma anche mettere i miei compagni nella possibilità di farlo. Maggiori ci ha messo l'80%, ma anch'io ho messo del mio, applicandomi con pazienza e costanza.”
Essere quindi, a oggi, capocannoniere della C1 è un motivo d'orgoglio? “Se consideri che come ruolo faccio la 'boa' e 'boa' è sinonimo di gol sono contento.”
Hai mai vinto la classifica dei capocannonieri? “In C2 ne ho vinti diversi di fila, mi sembra tre o quattro. Lo scorso anno, il primo in C1, sono arrivato tra i primi cinque, direi che non è male.”
Il Chiaravalle è una società in cui tutti giocano in modo assolutamente gratuito, una delle poche mosche bianche in quest'ambiente. “Chi viene a giocare a Chiaravalle sa che tipo di società siamo. Qui non si paga né il fenomeno, né chi è del posto."
Come descriveresti la società Chiaravalle Futsal. “Per l'impegno che mettiamo in ogni cosa è come se fossimo una società di serie A.”
Se un giorno doveste essere promossi in serie B? “Forse sarebbe un problema per una società come la nostra, a oggi poco attrezzata per quei livelli.”
Tu saresti pronto? “Non credo di essere all'altezza di una serie B sia tecnicamente che fisicamente. In più farei fatica a gestire gli eventuali allenamenti che una B richiederebbe; le trasferte poi non sarebbero più a livello regionale.”
Chi sono le favorite di questo campionato 2011/2012 di C1? “Buldog Lucrezia, Torrese e Juventina. La Buldog è su tutte la favorita perché, da quello che ho visto ha l'organico più forte; la Torrese è un'ottima squadra, ha un buon sestetto, ma ha una rosa meno ampia; la Juventina la metto al terzo posto, anche se potrebbe fare un sorpresone a tutti.”
In zona play off chi vedi? “Ripatransone, ora più forte con l'innesto di Mindoli e Felicetti e l'Audax Sant'Angelo, squadra con una buona costanza di risultati, in genere perde poco.”
Dove ti vedi tra dieci anni? “Attualmente penso che appena smetterò di giocare non voglio fare né il dirigente né l'allenatore.”
“Mi piacerebbe rimanere qui il più a lungo possibile, anche se ho molti problemi fisici, contratture, stiramenti, ginocchi e caviglie malandate... Se vedo che in C1 continuano a darmi problemi potrei anche decidere di scendere di categoria per giocare con un ritmo più tranquillo.”
Ti piace più il calcio a 5 di adesso o di una volta? “Fino a 18 anni ho giocato a calcio, ora da 14 anni gioco a calcio a 5 e mi piace più adesso rispetto a prima. Adesso c'è più gente coinvolta, più spettatori; dieci anni fa era visto come sport dei 'poveri', ora è ben visto, considerato, molto più interessante. Devo dirti che mi è piaciuto sempre più il calcio, ma, se dovessi ritornare indietro, inizierei subito con il calcio a 5.”
Spazio ai settori giovanili! “Dieci anni fa non c'erano, oggi è pieno di under 18, 19. Nella mia squadra ci sono quattro giocatori ventiduenni, più alcuni che giocano nell'under 21.”
… e che ti ruberanno il posto a breve, giusto? “ (Ride) Speriamo, me lo auguro. Mi piacerebbe che i ragazzi continuassero a giocare a futsal con la mia stessa intensità; io un certo tipo di gioco l'ho scoperto tardi, ho avuto più limiti, loro, invece hanno le porte più aperte e maggiori opportunità.”
Intervista finita. Vuoi aggiungere qualcosa? “Posso fartela io una domanda?”
Dimmi. “Perché, nonostante la trasmissione, nonostante il sito ben fatto, non c'è uno spazio sui giornali locali, magari uno spazio come lo hanno tutti gli altri sport il giorno dopo le gare di campionato? Non sarebbe una forma di pubblicità?”
Bella domanda! Credo che il movimento stia crescendo molto in questi ultimi anni rispetto a prima che non era tanto seguito esclusi gli addetti. Ora, rispetto a prima, vista la crescente popolarità che ti dicevo, le maggiori manifestazioni di calcio a 5 vengono seguite, vedi la Coppa Marche, così come se ci sono da segnalare e scrivere cronache di finali e play off dalla serie A alla serie C1 lo spazio si trova. Ci lavorerò! “Ma non quando finisco io!”
Quanto tempo mi dai? “Due o tre anni. Io t'ho detto che ne ho trentatré, ma tra due mesi ne compio trentaquattro.”
Nel momento in cui sto finendo di rileggere l'intervista vengo a sapere che il Chiaravalle Futsal ha vinto 2-3 contro il Fano. Scrivo un messaggio a Stefano per sapere se ha segnato, altrimenti devo cambiare il dato riguardante le reti e lui mi risponde: “ Stasera non ho segnato... ma è stato importantissimo vincere, non m'ha portato fortuna l'intervista”. Risposta: “ Come non t'ha portato fortuna, avete vinto! Preferivi segnare e perdere? “No assolutamente! Però qualche altro gol non ci stava proprio male! Voglio vincerla 'sta classifica...”
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Valentino Foroni senza peli sulla lingua tra passato (anche Mg5), presente (BFTM) e futuro: "Il futsal che è stato, il futsal che vorrei..."
Con il curriculum che ti ritrovi, nessuno ti ha mai intervistato? “(Ride, ndr) Esatto. Non c'è mai stata la possibilità. È la prima volta da quando esiste il sito. Nessuna apparizione, né interviste.” Sei contento di fare l'intervista? “Si, sono contento perché il calcio a 5 è uno sport a cui ho dato e spero di dare ancora tanto nel mio futuro.”
Lui è Valentino Foroni, vice allenatore della BFTM Numana Cameranense (serie B, girone B) al seguito di Daniel Martin e allenatore dei portieri. Trentasei anni, di cui ventidue passati nel calcio a 5, anconetano purosangue, mi dicono un personaggio storico del calcio a 5. Il suo tratto distintivo, personalità a parte (ultrà 'buono' di una squadra di calcio di serie A), è il 'barbone' che gli copre quasi tutto il volto. Sarà una bella e lunga chiacchierata. Con il botto finale, grazie a una passione in comune.
“Dimmi tu, io ti rispondo tranquillamente a tutto.”
Partiamo allora dalla tua forte personalità che ti ha aiutato a metterti sempre in gioco e crescere. “Una cosa è stare in campo, una cosa è stare dietro. Ho mantenuto il carattere impulsivo, la mia 'testa calda'. Una volta la mia vigorosa personalità e la voglia di vincere mi portavano a eccedere; la fisicità e l'apparenza, però scompaiono stando dentro lo spogliatoio, vivendolo, a contatto con gli altri. Diciamo che ho più amici che nemici.”
Come sta andando il campionato? “Saliamo domani a Merano (oggi per chi legge, ndr) sperando di uscirne indenni, magari con un risultato positivo. Chi ha bisogno di punti gioca con il coltello tra i denti.”
Come è andata la stagione fino adesso? “Siamo soddisfatti perché veniamo da un momento positivo. Abbiamo ritrovato la forza della squadra e del gioco. Daniel Martin fa giocare le squadre in maniera eccelsa. A dicembre ci sono stati alcuni tagli e la rosa, non essendo molto ampia ne ha risentito. Ora abbiamo trovato la quadratura del cerchio che ci ha fatto risalire.”
Lo vedo, siete a metà classifica, un buon settimo posto. “La classifica è bugiarda, dovremmo avere sei, nove punti in più.”
Ho notato che nel vostro girone c'è il Sotedi Jesolo, squadra che il 'mio' Corinaldo ha affrontato nella finale play off nazionale dello scorso anno. Quando siamo andati su ho trovato un bell'ambiente e una bella squadra; a te che impressione ha fatto? “Lo Jesolo è una bella squadra. Sono gli unici che hanno pareggiato (0-0) contro la capolista Vicenza, anche se credo che quest'ultima, che potrebbe giocare tranquillamente in A2, è una delle più forti di tutti i gironi e nel nostro vincerà. Pensa che la squadra si è presentata da noi con sedici giocatori e quattro li ha dovuti mettere in tribuna.”
Il vostro obiettivo qual è? “La salvezza, cercando di eliminare i play out. Sarebbero una giungla.”
Che squadra è la BFTM? “La squadra è composta da ottimi ragazzi, la maggior parte li conosciamo da tre anni, sono collaudati. Lo spogliatoio è saldissimo e questo grazie all'impegno e alla professionalità di tutti.”
Discorso stranieri: è un bene o un male averne di così tanti in Italia? “Lo straniero io lo chiamo 'oriundo' e, secondo me è un bene per la crescita del movimento e dei giovani. Un ragazzo italiano che ha voglia di lavorare è avvantaggiato da questo ingresso.”
Quindi partiamo dal presupposto che gli 'stranieri' siano più bravi? “Quando parlo di 'oriundi', parto dal presupposto che, se acquisto uno straniero, voglio quello che faccia la differenza nella mia squadra. È chiaro che, anche a livello umano, debba sapersi inserire nello spogliatoio. Comunque mi piacerebbe allevare un settore giovanile di ragazzi del posto.”
A proposito di giovani. Per diversi anni (con inizio nel 2006) hai allenato la Rappresentativa anconetana di C5 per il 'Torneo delle Province'. Che ricordi hai di quell'esperienza? “I primi anni facevano parte della Rappresentativa provinciale giocatori che militavano nel campionato di serie D; magari lì, tutta questa cultura di C5 non era stata bene inculcata. Mi sono trovato a gestire un gruppo di ragazzi bravi sia sotto il punto di vista sportivo che umano, ma era una realtà nuova, abituato nel futsal con gente già pronta. È stata un'esperienza importante, positiva. Ora da due anni non la fanno più.”
E' un peccato? “I primi anni facevamo una 'due giorni', per me era un po' come rivangare le trasferte del venerdì quando giocavo, un piacere: albergo, ristorante, facevi un po' la vita da professionista. Veniva fuori il vero spirito di squadra. Ho trovato ragazzi disposti, nonostante il poco tempo a disposizione; pensa che, prima degli incontri facevi solo cinque, sei allenamenti tutti insieme.”
Che fine hanno fatto quei ragazzi? “Alcuni di loro giocano, alcuni me li sono ritrovato a Jesi, di alcuni ho perso le tracce.”
Credi che il calcio a 5 debba, a certi livelli diventare uno sport professionistico? “Sarebbe una cosa bellissima, te lo dico con il cuore in mano. Il futsal, però, dovrebbe iniziare a fare una Lega a parte.”
E' così difficile? “Credo che il problema sia a livello economico, non credo potrebbe sorreggere l'urto di una divisione.”
Prima stavo leggendo un articolo riguardante il 'no' di Monti alla candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2020. Credi che il calcio a 5 diventerà mai una disciplina olimpica? “Il futsal, rispetto agli altri sport, non ha dietro persone che lo spingano e lo sorreggano. Detto questo, il calcio a 5 non è inferiore a nessuno; il movimento è cresciuto tantissimo e sta crescendo sempre di più, basta guardare nel femminile dove ogni anno nascono squadre nuove: perché tarpare le ali?”
A proposito di crescita del movimento, parliamo di crisi economica, non solo del paese, ma anche del calcio a 5. “La crisi ha investito tutti e a cascata è arrivata anche nello sport, in tutti gli sport. Il futsal, che è uno spicchio nel panorama sportivo ne ha risentito maggiormente.”
Come mai quasi tutte le società marchigiane partecipanti ai campionati nazionali sono in questa fase? E' solo colpa del momento che stiamo vivendo? “Società che a inizio anno partono con progetti poi si sfasciano... le crocifiggerei! Non puoi allestire un qualcosa, se sai benissimo che non ci riuscirai, è scandaloso!”
“Facciamo quattro allenamenti a settimana, dal lunedì al giovedì e sostenere questo ritmo per dieci mesi è difficile. Lavoro in un autolavaggio e per me, come per chi fa questa categoria, il calcio a 5 è come un secondo lavoro, l'impegno è tanto.”
Come finirà? “Forse ci sarà un ulteriore ridimensionamento; l'importante, però è raggiungere la salvezza poi la società farà i propri conti.”
Ti stai già guardando intorno? “No, vivo alla giornata, cammino facendo un passo alla volta, anche se, ci fosse la possibilità di fare un'esperienza in serie A... Intorno a noi ci sono squadre di un certo tipo, ma quelle di un certo livello non esistono più. A oggi, fare una previsione su chi il prossimo anno si riscriverà è difficile.”
Abbassare gli stipendi o, come li chiamano in molti i 'rimborsi spese'? “Gli stipendi sono diminuiti, credimi. Dal mio punto di vista l'impegno, il progetto con il quale affronti l'annata, la qualità, la capacità della persona che vai ad assumere, sono tutti fattori che vanno a comporre il discorso economico.”
Questo discorso è giusto anche per le categorie regionali? “A mio avviso occorre differenziare le categorie. Più sali e più è difficile inserire certi argomenti se per molti il calcio a 5 è un lavoro. Se scendiamo, dalla C1 in giù sono d'accordo sul fatto che non debbano girare tanti soldi.”
Parliamo della Montegranarese, dell'annata 2007/08 in C1. Non ti chiedo nulla, raccontami la tua versione. “E' una ferita ormai rimarginata. La stagione prima giocavo nella Jesina insieme a tutti ragazzi del settore giovanile e a mister Braconi. Arriviamo terzi, prima la Chevrolet, secondo Pesaro. Giochiamo una finale play off contro la Montegranarese. L'anno dopo la Jesina chiude. Arriva una chiamata al mister, una proposta da Montegranaro. Io avevo due possibilità: o andare a Lucrezia con Bussolotti o a Montegranaro con Braconi; scelsi la seconda, perché con il mister avevo, ho un ottimo rapporto.”
Quanti chilometri sono da Ancona a Montegranaro? “Un lago di sangue! Andavamo lì con la macchina piena. Trovammo però un ambiente paesano; certo, noi abbiamo le nostre colpe, la colpa va sempre suddivisa equamente, ma l'ambiente era molto chiuso, non mettendoci nella situazione migliore per lavorare. A gennaio ci hanno mandato via.”
Come mai? “La spiegazione è stata perché non andavamo d'accordo con lo spogliatoio.”
E' vero? “In parte si, ma non ci veniva data la possibilità di lavorare. Oltre il danno poi, c'è stata la beffa; il nostro rapporto con la società si concluse quindici giorni dopo la possibilità di uno svincolo così io, per quella stagione non sono più potuto andare da nessuna parte, non percependo neanche i soldi che dovevo prendere. A Montegranaro era la prima esperienza che facevo fuori Ancona, mi ero preso la responsabilità, ma non ho trovato onestà nella gente.”
Passiamo oltre. Hai avuto tanti allenatori; un pregio e un difetto di... Marco Braconi. “Pregio, solarità; difetto, essere troppo buono.”
“Attitudine al lavoro; difetto, essere troppo buono.”
Ma tutti con lo stesso difetto? Ecco perché ti ci trovi bene! “Io sono la polvere da sparo, loro l'acqua; quando io m'incendio Daniel mi butta l'acqua.”
Riccardo Pesaresi (con lui nella Daewoo Team Montesicuro). “Preparatissimo; un difetto, pecca nei rapporti umani.”
Roberto Osimani. “L'ho conosciuto tanti anni fa, quando allenavo la Rappresentativa poi non ho avuto più il piacere di averlo. Non lo conosco così bene.”
Dimmi se manca qualcuno all'appello. “ Roberto Giampaoli, il mio primo allenatore, il primo che ha creduto in me. Ora non allena più: il suo pregio è la professionalità, il difetto è l'essere troppo buono.”
Tra tutte le squadre in cui sei stato, quale ricordi con maggiore affetto? “La Jesina, un gruppo di ragazzi fantastico! E i primi anni della Giampaoli serie A, gli anni più belli in assoluto!”
Come posso non chiederti, ora che l'intervista è finita, del 'tuo', 'nostro' Milan? So' che da anni sei abbonato alla Curva Sud? “La prima volta che sono andato a San Siro avevo dieci anni, c'erano ancora solo due anelli, la partita era Milan-Torino. Sono un vecchio esponente della 'Fossa dei Leoni', ne faccio parte da quindici anni. Il mio sangue non è rosso, è nero. Quando posso vado sia a Milano che in trasferta; faccio parte del Milan Club di Ancona, ma viaggio in macchina.”
Il ricordo rossonero più bello? “La finale di Champions League a Manchester, Milan-Juve, la sesta finale dal vivo della mia vita. Dopo l'apoteosi non c'era uno juventino in giro neanche a pagarlo! Sai cosa ho fatto il giorno dopo? Appena atterrato in Italia mi sono fatto tatuare sulla spalla sinistra il simbolo della 'Fossa dei Leoni'.”
Un tuo milanista di sempre? “Ne avrei due, Van Basten e Maldini, ma, se devo sceglierne uno dico Maldini, l'emblema.”
Da come ho capito non c'è pericolo che tuo figlio non diventi rossonero? “A marzo arriverà, speriamo segua la tradizione.”
In bocca al lupo per domani (oggi per chi legge, ndr). “Crepi! E, anche se lo dicono sempre tutti, ma non è retorica, vorrei ringraziarvi per il sito e complimentarmi con le persone che ci lavorano. Con tutto il cuore. Avete fatto qualcosa di straordinario.”
Lady Futsal Alice Mazzarini Silvia Giosué, il meglio deve ancora venire: "L'orgoglio di rappresentare le Marche, l'onore di far parte della Vis Concordia, una famiglia per me."
Silvia Giosuè, la ragazza dei punti esclamativi e delle 'faccettine', sinonimi della sua solarità che, al solo leggere si percepisce. Nono anno di futsal, capitano della Vis Concordia Morrovalle, campionato FIGC di serie C regionale, ma “se serve una mano, facendo parte della stessa società, gioco anche con la Vis nel campionato CSI!”. Causa lavoro, questa è la seconda intervista che faccio via mail; il che non è che mi faccia impazzire, ma, visto che è l'unico modo... L'intervista è un po' anomala, il rinvio dei campionati non mi fa pensare a loro, così parliamo sì, di calcio a 5 marchigiano, ma poco, andando a scoprire più che altro i suoi pensieri, il suo modo di vedere e vivere la realtà. Unica cosa: l'intervista, così come mi è arrivata, arriverà a voi (a parte gli infiniti punti esclamativi, minimo quattro, ridotti a uno per frase, e le faccine che la redazione austera vieterà di sicuro.)
Questa volta la redazione mi aiuta poco, così faccio qualche gaffe (la troverete leggendo) e qualche ricerca. La prima cosa che mi colpisce è che, sul suo profilo Facebook, tra i personaggi che la ispirano c'è Mahatma Ghandi. Le chiedo cosa la colpisce di lui.
Sempre su Facebook, tra le 'informazioni su di te, due frasi mi colpiscono: “Gli altri vedono la realtà e si chiedono perché; io sogno l'impossibile e dico perché no? (G.B.Snaw)" “Non mi piace lamentarmi tanto di quello che ho intorno; se si può migliorare perché non farlo? Se non ci sono le prove che una cosa è impossibile da fare o da raggiungere, perché crederci? Difficile non vuol dire impossibile! Dimostrare che una cosa, all'apparenza impossibile, alla fine, dopo tanti sacrifici, si può raggiungere...è bellissimo!”
“Il meglio deve ancora venire” “Ancora Ligabue! E' vero, non è detto che si va sempre verso il peggio, la vita può anche migliorare! Speranza 4ever!”
Prima gaffe: parliamo di Rappresentativa Marche (impegnata in aprile in Basilicata) ; so' che devi scegliere tra calcio a 11 e futsal. “In Rappresentativa ho iniziato la mia avventura qualche anno fa, convocata da mister Battistini: allenamenti e partite sono stati entusiasmanti, far parte di questa squadra ti rende orgogliosa e allo stesso tempo responsabile di dare tutto in campo perché stai rappresentando il calcio a 5 di una regione intera, delle Marche. In quel momento sei la bandiera di tutte le ragazze che giocano il calcio a 5 della tua regione! Fantastico, davvero un'emozione bellissima, adrenalina al massimo! Poi lo scorso anno ho dovuto abbandonare prima del 'Torneo delle Regioni' per un infortunio proprio in un'amichevole con la Rappresentativa. E quest'anno ho dovuto lasciare proprio all'inizio, perché già si sapeva che il torneo sarebbe durato una settimana intera e mi restava difficile farlo per il lavoro.
Quando hai iniziato a capire che avresti voluto giocare a calcio a 5?
Quanto calcio a 5 femminile c'è dalle tue parti? “Di ragazze e squadre che giocano a calcio a 5 ce ne sono una marea (io sono in provincia di Macerata, ma si parla delle Marche in generale), basti pensare che sono stati fatti più gironi, serie A nazionale da quest'anno, serie B in fase di costruzione, serie C e serie D, anche per livellare meglio i campionati; oltre al FIGC c'è anche il movimento CSI con più gironi, quindi credo che questo fenomeno stia crescendo di anno in anno, andando man mano verso il miglioramento.”
Cos'hai tu più di un'altra per essere arrivata a questo punto? (premiata dal nostro sito, tra l'altro, come miglior giocatrice nell'ultima edizione di Coppa Marche a Falconara, persa dalla Vis Concordia in finale contro i Dolphins). “Non mi sento assolutamente arrivata, anzi, sento che devo crescere ancora tanto e voglio farlo! Credo solo che la voglia di fare, di reagire a certe situazioni, l'impegno, la serietà e la costanza alla fine, in qualche modo, vengano ripagati!”
Pregi e difetti della Silvia calciatrice. “Uff...domandona....non dovrei dirli io... come pregio direi che ho voglia sempre di migliorarmi, non sono mai troppo soddisfatta di dove arrivo. Difetti: non sono dotata di molta "fisicità", non sono proprio un gigante quindi, magari, con avversarie un po' più "fisiche" soffro un po' di più... Altro difetto è che sono abbastanza testona quindi, se penso una cosa, per farmi entrare un concetto in testa che magari è l'opposto, mi ci vuole un po'!”
Pregi e difetti della Silvia persona. “Sono una persona semplice, cerco di pensare sempre positivo, non mi aspetto dalla vita chissà cosa... mi accontento e mi emoziono per le piccole cose di tutti i giorni! La testardaggine fa parte anche della mia vita fuori dal campo!”
Che tipo di ragazza sei fuori dal campo?
Cosa apprezzi di un' avversaria.
La definizione di squadra per te.
Cosa ti trasmette la tua?
Come si fa a tenere unita una squadra di donne?
Sofia (Luciani, da me intervistata un mese fa) mi ha detto che ha molta stima di te, che le piaci perché sei sempre sorridente; ti ritrovi in questa descrizione?
“Di quel giorno mi ricordo che ero molto emozionata, stare a contatto con giocatori e allenatori di serie A è stato veramente forte! Essere premiata in una manifestazione così grande è stato davvero bello e motivo di orgoglio anche per la mia famiglia che mi ha accompagnato per l'occasione! Avevo vinto una giornata per vedere l'Inter in ritiro, ma per qualche motivo (mi sembra perché c'erano le feste di Natale) avevano rimandato la giornata e poi non sono più potuta andare. Che sfortuna!”
Grazie a... “Prima di tutto grazie a mamma che m'ha fatto! E che mi segue sempre! Grazie alla mia società, la Vis Concordia (Presidente Renato Ferretti) che mi ha trattato sempre benissimo, non mi ha fatto mai mancare niente, disponibile sempre a risolvere i vari problemini che ci possono essere... Grazie a Paolo Tamburrini, Team Manager della Vis, per la sua passione di giornalista, fotografo, cameramen che mette in risalto tutte le nostre gesta!
Lady Futsal Alice Mazzarini Tiberio Marconi ne è (Martin) sicuro:"Contro la Silenzi una prova di maturità. Il ricorso? Errore nostro, l'Adverso è stato bravo e attento"
La Martin calcio a cinque è ormai una realtà solida del futsal di casa nostra, stabilmente alla ribalta del girone C e, da quest’anno, in lotta per le posizioni nobili della classifica. La cèleste abruzzese è reduce da un periodo altalenante, una splendida vittoria al Pala Savelli contro la Futsal Silenzi, ma anche la macchia di una sconfitta a tavolino contro l’Adverso c5 che ha privato capitan Re e soci di tre punti importantissimi per la rincorsa al primo posto. Approfittando della pausa forzata dal gelo, ascoltiamo le parole del Team manager, Tiberio Marconi, con cui abbiamo provato a ripercorrere la crescita societaria ed il campionato in corso.
Ciao Tiberio, benvenuto a Futsalmarche.it. "Grazie a voi per questa intervista."
Nevica lì da voi? "Sì, è incredibile!"
Già, davvero. Allora iniziamo. Partiamo senza indugi dalla bellissima vittoria sulla Futsal Silenzi, in trasferta. Una prova di maturità? "Assolutamente sì, eravamo fortemente rimaneggiati e credere in una vittoria era difficile. La squadra ha sfoderato una prova di carattere e di grande personalità prendendosi i tre punti."
Vittoria importante dopo un digiuno di due gare prolungate dal ricorso (Adverso c5 vince il ricorso sulla Martin c5 per la gara del 20/01). Passato il momento difficile? "Sì, come hai detto tu abbiamo avuto qualche problemino di infortuni e squalifiche nell’ultimo mese. Con la vittoria di Porto San Giorgio ci siamo rilanciati per continuare ad inseguire il nostro obiettivo primario che, scrivilo pure, resta la salvezza."
"No, chiaramente, ma è stata ingenua la nostra dirigenza e avremmo dovuto aspettare il comunicato prima di credere Riccardo (Re, ndr) squalificato. Purtroppo gli abbiamo fatto saltare tre partite, ma non erano quelle giuste. Bravo l’Adverso ad essere attento e fare ricorso."
Ora la classifica dice 33 punti, quarto posto a meno 8 dalla capolista Giovanile Corridoniense che nell’ultimo turno è stata battuta al Pala Pirandello dalla Futsal Fontespina. Aggancio possibile? "Noi cercheremo fino alla fine di non mollare punti e giocare con la solita grinta. Obiettivo principale sarà far crescere i nuovi ragazzi giovani portati con merito da mister Giacobbi in estate e che si sono ambientati benissimo con i ‘vecchi’. Puntiamo sempre alla salvezza anche se nel corso del torneo si sono aperti nuovi spiragli. Quello che conta davvero è non mollare e continuare così."
Nonostante le distanze siano ampie, ci sembra un campionato livellato. Qual è la tua idea? "Il livello mi sembra buono e la forbice play off play out lo dimostra. Come si è visto una squadra al limite dei play out come il Futsal Fontespina può battere la prima in classifica in modo netto. Ogni partita è difficile e c’è da sudare, l’importante, te lo ripeto, è non mollare."
Sono ormai quattro anni di serie C2 per la Martin c5. Come hai visto cambiare il futsal nel sud delle Marche in questo lungo lasso di tempo? "Vedo che il movimento cresce sempre di più e questo ci fa piacere. La nostra dirigenza - siamo in quattro, Spinosi, D’Angelo e Ciampetti ed il sottoscritto - aspira a migliorarsi di anno in anno, ma è sempre più dura fare risultati con tante squadre ambiziose e giocatori sempre più bravi in circolazione. In ogni caso questo, secondo noi, è un bene e ne siamo felici."
Voi siete più o meno sempre gli stessi da qualche anno, completati dalle aggiunte estive. Anche se spesso non finisce alla ribalta delle cronache, io vorrei sottoporti una domanda sul vostro portiere Giampiero Lavalle. Sono lontano dal vero dicendo che è tra i primi tre migliori portieri del vostro girone? "Per quello che mi riguarda lo metto al primo posto. Ha tanta voglia di crescere e sta crescendo tanto pur non avendo una base dal calcio a undici. Ha una voglia di imparare ed allenarsi che lascia increduli ed è sicuramente uno dei nostri punti di forza."
E gli altri punti di forza quali sono? "A dicembre abbiamo preso De Carolis (Barbadillo, ndr) dal Caffè Portos di serie B, poi c’è Marco Micozzi, il già citato Riccardo Re ed il nuovo acquisto di quest’anno Erald Shametaj. Un giovane molto promettente. Lasciamo dire comunque che il grande merito dei buoni risultati è soprattutto del mister che è stato bravissimo, come ti dicevo, a dare uno spirito vincente ad un gruppo nuovo."
Anche se il campionato è ancora lungo ti chiedo una griglia finale. Abbasso la scaramanzia dimmi chi ci sarà ai primi cinque posti. "I primi cinque posti? (pensa, ndr) beh... Eagles Fermo, che è la favorita, poi Corridonia, Nuova Morrovalle, Futsal Silenzi e Riviera delle Palme. Non metto noi, dai..."
Mi costringi a cambiare la domanda e togliere ‘abbasso alla scaramanzia’! "(ride, ndr)"
Va bene, dai, scaramanzia accettata. Vuoi aggiungere qualcosa? "No, voglio solo ringraziare voi per l’occasione data alla nostra società di apparire sul vostro sito e salutare tutti i lettori. E’ così che si fa, no?"
Certo, ottimo. Anche io ti faccio un grosso in bocca al lupo a nome di tutta la redazione. Un saluto, alla prossima. "Ciao!"
Stilnovista Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Diego Petrolati, il passato nel cuore, ma gli occhi solo sul futuro: "La salvezza dell'Ostrense è quasi un'utopia. Ma noi ci proveremo..."
“Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione” (J.R.Lowell) Questo il titolo che avrei voluto dare all'intervista. Diego Petrolati, però è uno che guarda al futuro, mai al passato. Uno che vuole andare avanti, mica indietro. Un giocatore, un ostrense, che mai avrei pensato d'intervistare, visto il mio essere corinaldese e viste le tante battaglie in campo contro il Corinaldo. Un derby che non pensavo, un giorno, avrei vissuto così da vicino. Diego è un altro che ha problemi di lavoro (“faccio il geometra in un'impresa edile”) e mi scrive che il tempo che può concedermi va dalle 19:30 in poi. Chiaramente io, a quell'ora, non riesco e rischiamo di fare quest'inattesa intervista per via mail. Evidentemente la curiosità lo spinge a dirmi che ha un buco alle 17 (“se riusciamo a stare contenuti nei tempi”). Ovviamente, avendo tra le mani un ostrense non riesco a stare contenuta nei tempi. Un'ora e dieci minuti tutti d'un fiato.
“Guarda non c'avevo neanche pensato. Con il Corinaldo sono sempre state fatte bellissime sfide, corrette.” Visto che non ti provoca nulla, ti faccio l'altra domanda: che effetto ti fa essere intervistato per la prima volta da Lady Futsal (rido, ndr)? … (Silenzio. Imbarazzo. Ride anche lui, ndr). In effetti sei la prima donna che m'intervista.” Sei mai stato intervistato? “Si, tre anni fa, ma per via mail visto che era il Trasformista che lo faceva.” Diego Petrolati, 34 anni, è il maggiore di tre fratelli (Danilo, classe '80 e Marco, classe '85'). Tutti e tre giocatori di calcio a 5, tutti e tre ostrensi doc, tutti e tre protagonisti della storia dell' Ostrense Calcio a 5. Ora, dopo i primi 'anni d'oro' la situazione s'è capovolta: serie C2 girone A, ultima in classifica a 13 punti, con una salita ripidissima sul proprio cammino. Perché quest' estate hai deciso di smettere d' allenare e ora ti ritroviamo su quella panchina? “Credo che il ciclo di un allenatore sia limitato. Pensavo che l'ambiente avesse bisogno di nuovi stimoli, di aria nuova. L'ultimo anno, il mio terzo al timone, avevo visto rilassatezza tra i giocatori.” Ti aspettavi una chiamata dopo l'esonero di Pierini e le dimissioni di Carlini? “A quel punto ero l'unico che conosceva bene ambiente e giocatori, l'Ostrense l'ho fondata. Era inevitabile che chiamassero me.” Sei l'uomo giusto al momento giusto? “Carlini (Fabrizio, ndr) domenica 22 m'ha chiamato dicendomi che si sarebbe dimesso. Ho capito subito che sarebbe toccato a me.” Come te lo spieghi questo cambio di allenatori, due in soli tre mesi? “Premettendo che con entrambi ho un buon rapporto, posso dirti come la penso sul piano di gioco. Pierini è un cultore di pressing dall'inizio alla fine, ma la squadra si trova meglio con difesa a centrocampo e ripartenze in contropiede; forse più che adattare i giocatori al modulo, doveva fare il contrario. Carlini invece ha dedicato troppo tempo agli schemi su palle ferme, tralasciando il punto di vista atletico. Si è focalizzato sugli schemi e meno sulla sostanza. Comunque le sette sconfitte di fila sono spesso finite con un solo gol di scarto, sbagliando, a volte, tiri liberi sul finale.”
'Colpa' solo degli allenatori o c'è dell'altro? “C'è stata la partenza del portiere Simone Ugolini ora in serie B a Jesi col San Giuseppe; lo scorso anno è stato il miglior portiere del campionato e questo è uno dei motivi per cui ora abbiamo pochi punti. C'è stata poi la partenza di lusso di mio fratello Danilo; ha il ginocchio sinistro messo male, con i legamenti sempre a rischio, non tornerà. Il primo parava tutto, l'altro faceva 50 gol a campionato, rimpiazzare uno come lui non è facile.” Più o meno come è stato Perticaroli per il Corinaldo? A proposito, non so' se hai letto l'intervista che gli ho fatto, ma alla domanda qual è stato il tuo gol più bello, m'ha risposto quello contro l'Ostrense. “Si, si l'ho letto (ride, ndr). Quella volta ci aveva colto di sorpresa, ma, da allora, ogni volta che si ricomincia ci mettiamo davanti alla palla, anche a costo di prenderla addosso e farci male. Quella volta è stata una lezione.” Ora, visto l'ultimo posto a 13 giornate dal termine, che vuoi fare? “39 punti!”
Bé, però se continui come hai iniziato venerdì scorso con la vittoria per 3-2 contro la terza in classifica Pianaccio... “So' come si vince una partita a Ostra. I ragazzi hanno gradito il mio ritorno e in loro ho visto tanta grinta. Il 3-2 è bugiardo; avremmo potuto vincere con tre, quattro gol di scarto. Il primo tempo, finito 1-1, è stato equilibrato poi un monologo rossoblu.” Meglio o peggio il rinvio della gara di questo fine settimana contro l' Atletico Urbino, seconda in classifica? “Peggio, perché stiamo bene di testa e, quanto meno credo avremmo pareggiato. Fermare la corsa di una squadra in salute... Vorrà dire che avremo più tempo per lavorare.” Perché a Ostra si è spento il sacro fuoco del futsal, quando nella seconda metà del primo decennio del 2000 sembrava destinata ai campionati nazionali? “Ostra è un bacino limitato, la gente che giocava con noi e veniva da fuori prendeva dei soldi. Ora quelli non ci sono più. Adesso non c'è più una società solida alle spalle.” Da chi è formata ora l'Ostrense C5? “Da noi giocatori e tre, quattro dirigenti che ci assicurano le iscrizioni ai campionati ma che vengono poco al palazzetto.”
Quali sono stati per te gli 'anni d'oro'? “Gli 'anni d'oro' sono state le stagioni 2005/06, 2006/07, 2007/08, i campionati in cui militavamo in serie C1. In quegli anni si respirava aria di professionismo, spalti pieni, belle trasferte con due pulmini a nove posti con autista, dirigenti, tifoseria organizzata.”
Poi cosa è successo? “Nell'estate del 2008 è stata presa la decisione di non fare la C1. Abbiamo ricominciato da zero. Abbiamo vinto il campionato di serie D, arrivando poi secondi, la stagione dopo (2009/10), in serie C2; partiti con l'obiettivo salvezza, ci siamo ritrovati a un passo dalla C1, serie in cui saremmo andati a finire, se non avessimo rifiutato di fare la domanda per un eventuale ripescaggio.” Perché rifiutaste? “Ci sarebbe piaciuta vincerla sul campo la promozione, non tramite ripescaggio. La squadra poi era giovane e buttarla così presto in C1 non ci sembrava la scelta giusta. Volevamo facesse esperienza.” Tentar non nuoce, potevate provarci. “Salivamo di categoria, magari retrocedevamo subito. Non avremmo potuto sopportare gli strascichi del dopo, anche perché di solito funziona che, se retrocedi il primo anno, poi c'è il rischio di farlo anche la stagione dopo. Non eravamo pronti.” Com'era in rapporto in campo tra i Petrolaties? “Ci siamo sempre rispettati un sacco come giocatori. La cosa più bella tra di noi era che avevamo meno problemi a dire quello che pensavamo, perché tra fratelli non si porta mai rancore.”
“13 anni.”
Non sei mai andato via? “Nel 2003/04 io e Danilo siamo andati a giocare a Jesi con l'Acli San Giuseppe, in C1. Quella è stata la prima e l'ultima volta che mi sono allontanato da casa. Giocare con la maglia del proprio paese è tutta un'altra cosa. Io sono anche il fondatore della società, è una cosa che sento mia. Il calcio a 5 è una passione. Giocare una gara con cinquecento persone, tifosi pronti a incitarti, con tamburi, cori, striscioni... non ci sono soldi che tengano.” C'è qualcuno nell'ambiente che stimi? “Su due piedi è difficile. Ce ne sono tantissimi che conosco e stimo. Bramucci, il presidente del Leopardi Falconara. Con loro abbiamo giocato tante battaglie in campo, scontri duri che, però terminavano lì sul campo, fuori finiva tutto, ci volevamo bene. Mister Tesei e Recchi.” Il ricordo più bello? “Stagione 2005/06. Primo anno di C1, play out. Di quattro squadre solo una si sarebbe salvata. Due semifinali, andata e ritorno, finale secca. All'andata, in trasferta avevamo perso 5-2 contro la Tenax. Al ritorno, in casa, dovevamo vincere con tre gol di scarto (in caso di parità saremmo andati su noi, perché più alti in classifica nella stagione regolare). Ostra, ritorno. Punteggio di 5-3, eravamo retrocessi. La partita era finita, ma l'arbitro ci concede un tiro libero. Sul dischetto Danilo, 6-3! Poi la finale, sull'onda dell'entusiasmo e della consapevolezza che avremmo potuta farcela. In Ancona, campo neutro, Pagliare-Ostrense: 2-7. Salvi! Mister Tesei ci ha portati al night, pagando tutto lui! (ride, ndr)”
Ancora ti ricordi e ridi, è! “Siamo stati bravi! É stata una serata piacevole e divertente (ride ancora, forse ride un po' troppo..., ndr).” Alla faccia dell'intervista breve, è passata un'ora! Vuoi aggiungere qualcosa? “Ci tenevo a salutare tutti i lettori e fare i complimenti sinceri a chi sta dietro a tutto questo. Ringrazio il sito per il lavoro immenso che sta facendo, ormai non possiamo farne più a meno. Un saluto particolare a Michele Giorgi, gentilissimo a mandare gli aggiornamenti costanti dei risultati.”
Grazie Diego e chissà che un giorno non ci conosceremo... “Penso che prima o poi l'Ostrense ritornerà in C1, allora ci vedremo... (ride, ndr).”
Sto concludendo l'intervista quando mi accorgo di non avergli fatto la domanda più importante! Scusa Diego, mi sono dimenticata una domanda: quante speranze ci sono che l'Ostrense si salvi? “Mi aspettavo questa domanda dall'inizio! Le tue interviste sono diverse...” Mea culpa, mi ero dimenticata. Le mie interviste sono un po' fuori dal coro, vista la mia curiosità di donna che va oltre il calcio a 5 e la mia ancora non conoscenza in materia rispetto a tutti gli altri. “Ti rispondo: la classifica ci vede spacciati. Alla squadra, però ho detto di non guardarla, di andare a giocare liberi di testa, come se fosse una partita tra amici. Le possibilità sono veramente poche, a meno che non facciamo tre, quattro vittorie di fila e riapriamo i giochi. Solitamente in questi casi i gruppi si sfaldano, noi, invece siamo affiatatissimi. Invertire la rotta è quasi utopia, ma finché non c'è la condanna matematica noi ci crediamo.”
E' veramente finita! Grazie Diego e in bocca al lupo! “Crepi e grazie a te!”
Lady Futsal Alice Mazzarini Giorgio Moretti spiega la decisione del rinvio:"Il gioco non valeva la candela, spero che le date dei recuperi possano soddisfare tutti."
Gentile, come sempre, il Preside ha risposto alle nostre domande.
Ciao Giorgio, allora gare rinviate? "Sì. esatto"
Cosa vi ha spinto a prendere questa decisione? "Beh, parto dal fatto che io non volevo rinviarla, io ero per giocare. Purtroppo man mano che la situazione andava avanti, con le previsioni che davano neve in prossimità alle gare, con la protezione civile in allerta e con la lega basket che aveva già optato per il rinvio direi che questa decisione è diventata inevitabile."
Dove avete visto i rischi maggiori? "Diciamo che il gioco non valeva la candela: il rischio dell'incolumità di atleti e arbitri non valeva il disagio di dover recuparare le gare. A proposito, se vuoi ti spiego la logica dei recuperi."
Certo, vai pure. "Allora, parto dai recuperi di C1 e C2. Come avrai notato, sono stati decisi non seguendo la consecutio del calendario, ma cercando di non rovinare i delicati equilibri delle alternanze, sia fra squadre di calcio a cinque nello stesso impianto, sia negli incroci con altri sport indoor. Comunque si è deciso per una data molto vicina (14-15 febbraio), penso che non ci saranno disagi particolari."
Scusa l'interruzione Giorgio: il turno infrasettimanale della prossima settimana invece che destino avrà? "Beh, ci siamo dati qualche giorno di attesa per decidere. Almeno fino a sabato. Aspettiamo le previsioni e vediamo cosa succede, sperando chiaramente che si possa giocare."
Bene, continua. "Detto della C1 e la C2 ti dico che per quello che riguarda la Juniores la data fissata (25 febbraio) è quella in cui sarebbe stato osservato un turno di riposo che quindi verrà riempito dai recuperi. Il discorso è diverso per gli Allievi: in questo caso abbiamo deciso di facilitare le società e non sovrapporre l'impegno degli Allievi con quello delle prime squadre. Abbiamo scelto il 21 febbraio pur conoscendo le problematiche logistiche nel periodo di carnevale. Le società potranno spostare le gare al lunedì o al martedì se lo preferiranno."
Perfetto. All'appello manca il femminile. "Sì, anche per il femminile abbiamo deciso di recuperare il 21 febbraio. Qui la scelta è stata quella di non agglomerare le gare maschili con quelle femminili per facilitare le designazioni arbitrali. Infine, ti motivo anche i recuperi dei campionati Giovanissimi e Allieve, campionati senza vincoli di comunicazioni da dare alla divisione e che essendo molto corti, abbiamo pensato di far recuperare al termine del calendario."
L'obiettivo è stato quello di non scontentare nessuno, giusto? "Non è certamente una cosa facile ragionare sulle esigenze di ogni campionato, per cui, sicuramente qualcosa sarà scappato, e sono sicuro che qulche società mi chiamerà nei prossimi giorni per farmi notare questa o l'altra situzione. Io mi scuso fin d'ora se questo accadrà, ricordando che questa è una situazione difficile, una causa di forza maggiore che ha provocato disagio a tutti."
Ok Giorgio, sei stato chiaro. Vuoi aggiungere qualcosa? "(pensa, ndr) Sì, una cosa c'è. La dicitura del comunicato di oggi (clicca qui) con l'orario delle 21.30 per quanto riguarda le gare Allievi è chiaramente un errore. Gli Allievi giocheranno nel pomeriggio e non di sera."
Ok, errata corrige non ufficiale. "(ride, ndr) Esatto."
Grazie Giorgio. Un saluto. Buona serata. "Ciao e grazie a voi. A presto!"
Stilnovista Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Luca Erbacci, tuttofare dai grandi sogni: "Con l'Osimo Five vogliamo coprire ogni categoria, puntando sui giovani. Aprendo pure al femminile."
'L'uomo dei tabellini super dettagliati!' Così è stato ribattezzato dall'Enigmista Luca Erbacci, factotum dell'Osimo Five (campionato di C2, girone B). Pur non vedendolo, ma solamente ascoltandolo capisco quanta passione ci sia in lui non tanto per il calcio a 5 di per sé quanto per i giovani, per l'idea dello sport come crescita totale e di gruppo.
“Seguo tutto, tutte le quattro squadre: la C2, la Juniores divisa in due con la squadra principale che gioca nel girone B ( terza con 24 punti, ndr), mentre quella cadetta nel girone A e gli Allievi.” Perché due squadre Juniores? “I ragazzi della Juniores sono 24; piuttosto che selezionare, abbiamo deciso di permettere loro di giocare. Crediamo molto in loro, così come crediamo negli Allievi, un gruppo di 16 ragazzi.” Fino alla scorsa stagione avete fatto parte della Conero Dribling, società di calcio: come mai quest'anno la scissione? “Come Osimo Five siamo nati quest'anno. La scissione c'è stata perché eravamo già in tre persone a seguire il futsal e già da un po' avevamo in mente di creare questa società di solo calcio a 5.” Quindi niente separazione dolorosa e litigiosa? “No, no, anzi, i rapporti sono rimasti limpidissimi. Il fatto è che volevamo spiccare il volo. Inizialmente siamo partiti con loro per avere un appoggio logistico a livello di strutture, rapporti con la Figc; dopo qualche anno di 'gavetta' in quel senso, siamo cresciuti, siamo diventato grandi e abbiamo deciso di dare vita a un progetto delocalizzato a Osimo Stazione. Ora lì abbiamo preso in gestione un centro sportivo polivalente dove abbiamo spostato tutte le attività.” Quant'è più comodo avere un proprio impianto da gioco? “ Ci sono i pro e i contro. L'impianto è formato da due campi che consumano molto, con costi elevati e non è semplicissimo riuscire a gestire tutto. I pro è che abbiamo la possibilità di fare allenare tutti i ragazzi nello stesso luogo; credo che la sintonia tra le varie squadre sia frutto anche di questo, del fatto che tutte le formazioni siano concentrate lì. Osimo, come città, aiuta parecchio le società a livello sportivo. Nel nostro piccolo siamo molto fortunati.”
Ritorniamo alla scissione. “Il Conero Dribling è rimasto nel calcio a 5 con una squadra che milita in serie D, mentre il gruppo storico s'è spostato con noi arrivando a raggiungere i 70 tesserati, ragazzi la maggior parte di Osimo, delle frazioni limitrofe, con alcuni provenienti da Castelfidardo.” Primo anno come Osimo Five. Partiamo dalla serie C2 (quinto posto a 35 punti, a 2 punti dalla Virtus Fabriano battuta sabato scorso 4-2, a 11 dalla vetta Tenax Sport Club) .
Quanto vi manca alla salvezza? “Cinque, sei punti.” Bé, allora potete iniziare a pensare anche un po' più in grande, no? “Sappiamo che, se arrivassimo quinti, con il nuovo regolamento non riusciremmo ad arrivare ai play off; se non dovessimo arrivarci non succederebbe nulla, non siamo esasperati dal risultato.” Che squadra è la vostra? “Il gruppo era già solido e i nuovi innesti lo hanno rafforzato; la vecchia e la nuova generazione si sono ritrovati da subito.” Questo fa ben sperare per il futuro. A proposito di futuro, parliamo del secondo posto in Coppa Marche di un mese fa a Falconara (finale juniores: Alma Juventus Fano- Osimo Five: 5-1) “Arrivati in finale ci abbiamo provato, anche se i nostri avversari erano scafati, alcuni elementi giocano già in prima squadra: Pierangeli... (ci pensa, ndr) gli altri come si chiamano?”
Guarda, se lo chiedi a me... (rido, ndr)! “Il nostro problema principale, comunque è stato l'inesperienza di alcuni giovani; metà della squadra (entrambi i portieri, tre laterali e un pivot per un totale di sette) hanno vinto lo scorso anno, come Conero Dribling, il titolo regionale Allievi, andando poi a giocare a Trento nella prima fase nazionale. Alcuni di questi, forse, erano rimasti allo scorso anno, quando vincevano facile tutte le partite. In finale, quando le gambe hanno smesso di tremare, era ormai troppo tardi.” Vuol dire che metà della squadra potrà rigiocare il prossimo anno, con più esperienza e con molte chance di vittoria in più, non credi? “Credo di si. Quest'anno s'è creata una bella simbiosi tra i '93 e i '94.”
“Si, lui è un grande allenatore; ha allenato, tra le altre, la Brandoni Ancona in A2 e in A, la Sangiorgese e la Futsal Samb in A2.” Dove l'avete trovato? “Il mister ha da sempre rapporti a livello calcistico con la Conero Dribling essendo l'allenatore di una squadra di bambini di otto anni. Il primo anno che ha iniziato a collaborare con noi faceva il supervisore del settore giovanile; il secondo l'allenatore dell'under 21, perché voleva concentrarsi sui giovani. La sua idea è, da sempre, insegnare ai giovani osimani, italiani a giocare a calcio a 5 per ambire a farlo in categorie superiori.” Mister Tesei che fine ha fatto? “Alessandro ci ha aiutato negli anni precedenti, ma voleva prendere un anno sabbatico, così abbiamo abbracciato il progetto di Perugini di ringiovanire la squadra. Nella nostra società abbiamo tutti la stessa filosofia e la stessa idea di calcio a 5.” I giovani, da voi, contano tanto a parole quanto a fatti? Come sono i rapporti tra i 'senatori', chiamiamoli così e le nuove leve? “I 'senatori' sono stati i primi a prendere a ben volere questa cosa; loro sanno che non sono eterni.” Che tipo di società siete? “Una società di amici, prima di tutto; il professionismo è un'altra cosa.” Un'isola felice nell'Osimano? “Siamo la società principale, l'unica con il settore giovanile. Ci sta provando il Campocavallo, nella nostra stessa serie e girone (sesta a 31 punti, ndr) che ha iniziato quest'anno con gli allievi e alcuni ragazzi del Csi, ma sono ancora agli inizi e il Casenuove in serie D (girone E, secondo con 39 punti, ndr).” Dalle tue parole fuoriesce tanto entusiasmo e dedizione. Si sente che ci tieni davvero molto alla società, alla sua crescita, al suo futuro. “Ho trovato un gruppo di amici che ha fatto aumentare la mia passione, piuttosto che creare problematiche. Sono felice del presente e di come guardiamo al futuro.”
Da dove arriva questo modo di vedere il calcio a 5? “Questa mentalità la porto dietro da quando giocavo nella Passatempese, la società di calcio del paese in cui vivo; è lì che, sin da ragazzino, m'hanno inculcato queste idee sane e pulite.” Prima il gruppo. “ Esatto. Quest'anno potevamo avere giocatori importanti, ma non li abbiamo presi per non destabilizzare il gruppo; meglio favorirne uno sano anziché puntare solo sul singolo giocatore. Posso aggiungere una cosa?”
Prego. “L'unico rimpianto di quest'anno è che non siamo riusciti a fare l'under 21. Altra cosa è che ci piacerebbe portare a Osimo tutto il complesso del calcio a 5 marchigiano ovvero cercare di raggiungere con questa società tutte le categorie, compreso il femminile. A livello di sport il Comune di Osimo ha sempre aiutato tutti, ma, in tutti gli sport mancano squadre ad alti livelli che possano ripagarlo di tutti gli sforzi fatti. Noi ci vogliamo provare con il calcio a 5.” Come si dice, non costa nulla sognare. E provarci. “ Esatto.” Lady Futsal Alice Mazzarini Andrea Eusepi, carica ed entusiasmo:"Caro Nicola, resto al PesaroFano. Il primo gol in A2? C'era in ballo una scommessa."
Si è fatto conoscere nella rappresentativa Marche lo scorso Aprile. Convocato un po' a sorpresa da mister Angeletti per prendere parte alla spedizione maschile inviata a Fiuggi. In quelle settimane la sua squadra, i Buldog Lucrezia, avrebbero festeggiato il primo campionato di C2 vinto dal club. Andrea Eusepi, classe '91 frizzante ed estroso, non trovava spazio in quella squadra ed ha accolto con gioia la convocazione del Generale: forse proprio a Fiuggi ha capito cosa avrebbe voluto fare da grande. In estate Andrea, soprannominato Nonno dalla troupe di Futsalmarche al Torneo delle Regioni, ha perfezionato il suo passaggio al PesaroFano c5, serie A2. Due sabati fa, prima del rovescio interno col Verona, poi è arrivato il primo gol a Villa San Pietro (Cagliari) contro il Domus Chia. E la favola sembrava essere solamente all'inizio, prima che NicSas lo desse in partenza, cavallo di ritorno verso i lucreziani, primi in serie C1.
E' così (E' vero quello che scrive Nicola?)? "No no! Smentisco quanto detto da Nicola (ride, ndr), quest' anno lo concluderò sicuramente al Pesarofano!"
Come non detto allora. Raccontaci l'emozione del tuo primo gol in serie A2. "Sono contentissimo. Anche se ho segnato contro l'ultima squadra in classifica ed a risultato già acquisito, è comunque un' emozione bellissima riuscire a segnare un gol in serie A2. E' stata anche una soddisfazione a livello personale perchè vedo che il lavoro svolto ed i sacrifici fatti vengono ripagati (Andrea lavora durante il giorno oltre ad allenarsi coi compagni, ndr). Tra l'altro avevo scommesso anche con i miei amici sul mio gol e credevo di aver già perso, invece alla fine è andata così."
Come già detto, in estate hai scelto quest'avventura in serie A. Quale spirito ti ha guidato nella scelta della nuova squadra? "Diciamo che mi ha subito affascinato tantissimo l'idea di potermi allenare con gente di serie A2, giocatori professionisti di grande esperienza come Sapinho, Cesar Dos Santos e altri. Da questi voglio cercare di imparare il più possibile con umiltà e sacrificio. Poi anche il fatto che al Pesarofano, rispetto a Lucrezia, ci fosse stata un under 21 dove avrei potuto giocare con un po più dì continuità ha influito molto."
Avevi altre offerte? "Mi ha cercato anche un' altra squadra, ma alla fine ho deciso Pesarofano per i motivi elencati sopra."
Mister Gil Marques in questo primo scorcio di stagione sembra molto attento alle sorti dei giovani, e da voi ce ne sono parecchi. Come ti trovi con lui e con il resto della squadra? "Il mister è una bravissima persona, con cui puoi parlare tranquillamente senza farti alcun tipo di problema. Mette i giocatori tutti sullo stesso piano, dal più grande al più piccolo, dando a tutti la stessa importanza. Anche con tutti i componenti della squadra mi trovo benissimo, siamo un grande gruppo, ci aiutiamo a vicenda e possiamo godere dei consigli dei più esperti come Di Tommaso, Sapinho e Cavanhi per crescere il più possibile."
Hai ritrovato Rudy Bacaloni che avevi conosciuto a Fiuggi, se non sbaglio. Come stanno andando le cose al buon vecchio Sonic? "Bene, bene, abbiamo un buon rapporto, come con tutta la squadra del resto. Anche lui come me e tutti gli altri under 21 ha esoridto in prima squadra. Per cui meglio di così.."
Facciamo per un momento un passo indietro e torniamo a parlare di Buldog. Cosa non è andato nell'esperienza col club del D.s. Alessandro Amorino nella quale praticamente non sei mai sceso in campo? "Diciamo che lo scorso anno a Lucrezia è stata fatta una squadra con l'obiettivo di vincere il campionato, quindi avendo sempre l'obbligo di vincere, il mister si affidava a giocatori più esperti i quali davano più sicurezza per raggiungere i risultati sperati. Poi anche io quelle poche volte che sono sceso in campo non ho dimostrato tutto quello che potevo dare ed il mister ha agito di conseguenza, lasciandomi fuori spesso. Però è stato il mio primo vero anno di calcio a cinque perchè l'anno prima avevo iniziato solo a metà campionato, quindi non ho rimpianti."
Torniamo subito al presente. Serie A2 e under 21. In serie A2 non dovrebbero esserci problemi per la salvezza, ma la sconfitta col Verona potrebbe incidere sul morale. Qual'è l'umore? "Per la salvezza non ci saranno problemi, lo credo anche io e ti dico che contro il Verona abbiamo perso è vero, ma è stata la miglior partita che abbiamo giocato dove però abbiamo sbagliato tanto sotto porta. L'umore è piu che buono perchè il gioco c'è, e contro le squadre di alta classifica ce la siamo giocata alla pari con tutti. Credo molto nei miei compagni e penso che i risultati arriveranno presto!"
In un campionato monco come questo hai avuto modo di vedere poche squadre e pochi giocatori. Qual'è il giocatore più forte che hai incontrato? "Sapinho, Dami, è un fenomeno. Sarò di parte perchè gioca con noi, ma è impressionante per l'intelligenza tattica e la capacità che ha di stare in campo."
Apriamo la breve parentesi Under 21. Qual'è il vero obiettivo che vi siete posti, se ce n'è uno? "Avendo un under 21 dove un terzo dei giocatori giocano costantemente, e anche titolari, in prima squadra come Cesaroni, Pinguin, Pizetta, e Fraccaro come puoi non puntare in alto!? Cerchiamo di vincere più trofei possibile naturalmente."
Per il girone regionale che avversarie vedi? "Diciamo che la squadra con più qualità è sicuramente l'Urbino, ma non so come sia l'Audax Senigallia che dovremo affrontare domenica prossima da loro. Non penso sia una partita facile."
Sabato invece tutti a Roma. Quanti gol prometti? "(ride, ndr) Solo il fatto di essere convocato mi rende felicissimo, figuriamoci un gol. Poi se vengo chiamato in causa scendo in campo cercando di fare il meglio possibile e dando il 100% come ho sempre fatto fin ora. Questo è chiaro."
Grande Nonno. Grazie del tempo che mi hai concesso. Ci risentiamo presto. In bocca al lupo per tutto. Futsalmarche.it ti saluta! "Grazie di cuore. Un saluto anche da parte mia a te e a tutto lo staff di Futsalmarche. Ciao."
Entusiasmo da vendere, altro che Nonno.
Stilnovista Damiano Vallucci Juniores - Audax Sant'Angelo le valigie sono pronte. Emanuele Tarsi:"Sono molto fiducioso. In Sardegna con Davide potremo giocarcela fino in fondo."
Siamo oggi in compagni di Emanuele Tarsi, giovane allenatore della juniores dell'Audax Sant'Angelo Senigallia.
Assieme a mister Tarsi andiamo a presentare la sfida di ritorno dei play off nazionali della categoria juniores. Dopo la vittoria ottenuta fra le mura amiche martedì pomeriggio, capitan Benigni e compagni saranno impegnati sabato a Cagliari, contro il Basilea Calcio a 5.
Ciao mister, benvenuto.
"Ciao, grazie.."
Allora? Pronti per la partenza?
"Siamo pronti, partiremo domani sera alle 19.20 da Falconara e atterreremo ad Alghero un'ora dopo. Da lì ci recheremo all'albergo per prepararci alla partita di sabato. Il rientro poi è fissato per domenica mattina."
Raccontaci, com'è andata questa gara di andata?
"La gara di andata è andata bene. Abbiamo fatto un ottimo primo tempo in cui abbiamo tenuto il ritmo alto e reagito bene al gol avversario dello svantaggio. Nella ripresa abbiamo patito il loro pressing alto, ci hanno pareggiato ma siamo stati bravi a reagire grazie anche alla grande partita del nostro capitano Benigni. Peccato solo che sul 5-3 per noi sia arrivato il loro gol nel finale. In ogni caso andremo a Cagliari per giocarcela fino in fondo."
La società sarda è da tempo una delle più importanti d'Italia a livello giovanile. Cosa puoi dirci dei ragazzi cagliaritani?
"Sono sicuramente ad un livello molto alto. Hanno una diversa abitudine ai ritmi alti ed è la prima volta che vedo una squadra juniores giocare con questa intensità e con la spreguiudicatezza di una squadra esperta."
Sabato al PalaConi di Cagliari troverete una squadra che vi metterà in grande difficoltà. Quanto conterà il rientro dello squalificato Davide Breccia?
"Tantissimo. Per quanto io abbia ottimi giocatori, Davide, oltre ad essere il nostro capo cannoniere, è un giocatore adatto al tipo di partita che andremo ad affrontare perchè è uno dei migliori nel difendere la palla e appoggiare il gioco sui propri compagni."
Sei fiducioso? Cosa temi per questa importante trasferta?
"Sì, sono assolutamente fiducioso. Cosa temo? Beh, loro sono molto smaliziati, dovremo essere bravi a non cadere nelle eventuali provocazioni e far finire tutto all'interno del rettangolo di gioco."
Allora ti facccaimo un grande 'in bocca al lupo' caro Emanuele. Tenete alto il nome delle Marche, ciao!
"Grazie, grazie. Speriamo di tenere alto non solo il nome di Senigallia allora, ma quello delle Marche che tifano per noi."
Lo Stilnovista Eleonora Baldi, tra sogno e realtà: "Vi lascio immaginare cosa si prova ad uscire senza aver mai perso. Grazie comunque mister Francesco..."
Assieme ad Eleonora Baldi, allenatrice in seconda della rappresentativa regionale femminile, chiudiamo il discorso sul Torneo delle Regioni almeno per quanto riguarda il futsal rosa. Con la simpaticissima accompagnatrice e collaboratrice di mister Francesco Battistini, poniamo l'ultimo mattone per onorare come hanno meritato le nostre ragazze, ad un passo dal sogno semifinale che poi, chi lo sa, sarebbe potuta tradursi in finale e magari in coppa. Così non è stato ma tra l'amarezza e la grande soddisfazione per quanto fatto di buono ,ci sono sentimenti difficili da riproporre a parole. Noi ci abbiamo comunque provato.
Prima di tutto direi di presentarsi a chi non ti conosce. Qual'è stato il tuo ruolo ufficiale nella spedizione? "Questo è il quinto anno che faccio parte dello staff della rappresentativa, 2 anni con Mister Virgini e ora da 3 con Mister Battistini. Sulle distinte, trovi scritto allenatore in seconda… ma in realtà diciamo che il mio è un ruolo particolare, una sorta di interfaccia tra ragazze e mister. E devo dire che mi piace molto, mi permette da un lato di imparare e di confrontarmi con Francesco su scelte tecniche e tattiche, ma dall’altro di rimanere anche parte del gruppo, mantenendo un rapporto da pari a pari con le atlete."
Oltre ad avere il patentino da allenatrice, da quanto mi risulta sei stata anche un'ottima giocatrice. Come hai deciso di passare dal campo alla panchina? "Mi piacerebbe che avessi ragione… ma ti risulta male! Ho giocato parecchi anni e con grande passione e impegno, ma pur avendo una buona visione tattica, tecnicamente ero la classica giocatrice da “ciabattate”! Qualche soddisfazione soprattutto negli ultimi due anni da giocatrice me la sono tolta, ma niente di particolare. E’ per questo che poi ho deciso di lasciare – anche se qualche ripensamento a dire il vero ce l’ho! – e seguire la strada della panchina. Per carattere tendo a voler ottenere sempre il meglio, e se non posso lasciare il segno da giocatrice, chissà, magari mi verrà meglio da allenatrice!
Da giocatrice hai mai fatto parte della rappresentativa regionale? "Come ti dicevo sopra, il mio livello da giocatrice era medio basso quindi… ho seguito sempre fuori dal campo la Rappresentativa, seduta comodamente in tribuna prima, poi febbrilmente in piedi dal lato panchina."
In questo incredibile Torneo le nostre ragazze sono uscite senza perdere. Raccontaci l'amarezza della gara contro l'Umbria... "Sarà una frase fatta, ma ti garantisco che faccio grossa fatica a trovare le parole giuste per descriverti quella sensazione, ci sono momenti che è quasi impossibile raccontare. Tutta la carica emotiva, l’adrenalina, la tensione, ti sale alla testa nel giro di un secondo: il tempo che ci mette l’arbitro a fare quei 3, in questo caso maledetti, fischi. In un secondo vedi sfumare un sogno e la cosa peggiore è che vedi la desolazione negli occhi di chi per quel sogno ha corso e sudato da novembre ad aprile, costruendo mattoncino per mattoncino quella che è stata comunque una grande avventura. Dopo l’1 a 0, ci credevamo davvero; abbiamo affrontato la partita nel miglior modo possibile, con la giusta serenità. Merito di un gruppo meraviglioso, fatto di ragazze prima che atlete che sono orgogliosa di aver accompagnato in questo cammino e di un mister veramente eccezionale; la piaggeria non mi appartiene, però ci vuole veramente molta intelligenza per conquistarsi la stima e il rispetto di un gruppo di donne e Francesco è riuscito in questo, chiedendo loro serietà ed impegno quando ce n’era bisogno, ma lasciandole libere e senza ansie nel resto del tempo. Ecco, quando hai un gruppo così, un cammino così e arrivi a sfiorare la qualificazione... beh, ti lascio immaginare la sensazione che ti lascia l’andare fuori con 10 punti su 12 e senza aver mai perso!"
Il vostro è stato comunque un esaltante cammino che ci ha coinvolto pure emotivamente. Credevate prima di iniziare di potervi giocare la qualificazione contro la squadra che alla fine ha poi vinto questa edizione? "Sinceramente non avrei pensato di arrivare a giocare alla pari con l’Umbria. Negli ultimi 3 anni con Francesco abbiamo fatto un gran lavoro e le ragazze sono cresciute di anno in anno, anche grazie a un lavoro che secondo me si sta facendo finalmente un po’ più attento anche nelle squadre di club. La divisione in Serie A e B poi ha ulteriormente richiesto un maggiore impegno sia tecnico-tattico che mentale e questo ci ha restituito delle giocatrici più abituate a giocare partite importanti. Però, con tutta la trasparenza del mondo, se me lo avessero detto un mese prima di partire che saremmo arrivate a giocarci tutto all’ultima con l’Umbria, avrei riso… e invece, pareggiare con l’Umbria ci ha lasciato l’amaro in bocca! Siamo andate oltre le aspettative, abbiamo preparato una torta buonissima, peccato per la ciliegina!"
Femminile e maschile uniti nella delusione a Colleferro. Al di là del risultato sportivo, che avventura è stata? "Bellissima! Penso che ogni ragazzo e ragazza che vi ha preso parte possa dire la stessa cosa. Oltre che un gran bel momento di sport, in cui si confronta con atleti e squadre più forti e comunque diverse da quelle che si incrociano nel corso dell’anno, è un’occasione importante per cogliere il momento della socialità che dello sport è un elemento fondamentale. Si vive per qualche giorno un po’ in una dimensione parallela: da una parte ci si sente quasi professionisti, perché l’unico pensiero che hai è quel rettangolo e la palla che ci gira dentro, dall’altro ti senti libero da tanti condizionamenti e pressioni che la vita di tutti i giorni ti da. Per questo motivo, non riesco proprio a capire come alcune persone guardino alla Rappresentativa come una costrizione, un qualcosa che va evitato. Forse è proprio perché non hanno mai avuto il piacere di parteciparvi!"
Il futuro? Qual'è la tua prospettiva sportiva per il prossimo anno? "Ora come ora, non ne ho idea! Dopo tante stagioni vissute tra campo e panchina, quest’anno a dicembre mi sono presa un periodo di pausa dal campionato e mi sono dedicata solo alla Rappresentativa. E devo dire che, non è stata male come scelta! Quindi credo che tornerò a giocare o ad allenare solo se avrò la prospettiva di una sfida interessante, ma allo stesso tempo divertente e soprattutto se potrò contare su un ambiente che vive lo sport come lo vivo io: per vincere ma divertendosi!"
Ti vedremo ancora soffrire e gridare al Torneo delle Regioni? "Questa è una domanda che non devi fare a me! Io spero di sì e ovviamente al fianco di Mister Battistini: squadra che vince, non si cambia... (ride, ndr)" Grazie Eleonora, è stato un piacere averti a FutsalMarche.it. Un abbraccio. "Grazie a voi per questo spazio. Se me lo permetti ti rubo solo altre due minuti per un paio di ringraziamenti che mi sembrano doverosi! In primo luogo a Francesco perché ha una conoscenza del calcio a cinque e ora anche del movimento femminile che gli permetterebbero di seguire tutto da solo e invece continua a portarmi con lui. A tutte le ragazze perché hanno dimostrato serietà e impegno senza bisogno che fossimo noi a chiedergliele e per le tante risate che ci siamo fatte insieme. Poi ancora a Giorgio Moretti perché quest’anno è stato praticamente sempre presente e ha dimostrato che anche noi donne iniziamo ad avere il nostro piccolo posto nel calcio a cinque marchigiano. Infine, senza che le altre si offendano, al nostro grande capitano Ilaria Minnetti che ha saputo creare il gruppo giusto per sfiorare un traguardo che è solo rimandato! Quasi dimenticavo: grazie davvero anche a voi di Futsal Marche che ci avete seguito con passione ed attenzione! Un saluto a tutti i lettori!"
Lo Stilnovista |
- Fabrizio Pianosi e l'esonero: "Avrei portato il Città Futura Montecchio alla salvezza. Ora mi riposo, aspettando il progetto giusto."
- Andrè De Souza tutto in un Flash:"Il Futsal Urbino lotterà fino alla fine. La Rappresentativa Marche? Indimenticabile!"
- Elisa Rosciani, dalla Nazionale di calcio a 11 alla serie A di calcio a 5: "Dopo alti e bassi, noi del Flaminia ci salveremo di sicuro."
- L'incredibile storia di Sergio Gargelli: "Io, allenatore del Vietnam, il primo a vincere coi vietkong una storica medaglia ai Sea Games."
- Marco Bramucci, il ruggito del Leopardo: "Le Finals dicono che siamo ancora qua. Fieri coi nostri giovani. L'evento? Spettacolare!"
- Matteo Pierangeli, MVP della Coppa Marche Juniores: "Contro la Leopardi la vera finale, una partita stupenda. Ed ora sono soddisfatto."
- L'Isola felice di Giammarco Di Blasio è l'Isola dei Cannonieri:"Di gol in gol credevo fosse possibile vincere, ora rotta sull'isola salvezza."
- Nico Sgolastra, parola di Astrogol: "Nonostante le assenze, contro il Cagliari abbiamo dimostrato di essere una grande squadra."
- Gabrio Machella, ciò che non ci uccide ci fortifica: "Abbiamo i mezzi per vincere. La C1 al Cus Macerata? Siamo artefici del nostro destino."
- Mazzetta e Pagliacci, parla lo staff medico delle Marche:"Noi lavoriamo così."
- A ruota libera con Romolo Dorinzi: "L'emozione della Coppa Marche col Ripa, il finale di campionato che verrà, passando per il passato."
- Fabio Carletti, professore universitario:"Ringrazio i ragazzi per quanto stanno dando. Questo Cus è migliore dello scorso anno."
- Real San Costanzo, Allegrezza e soddisfazione:"Bello vincere da sfavorite. Questa coppa può rilanciarci."
- Michele Montalbini, ora e sempre il nostro Batmichy: "Cari terrestri, vi racconto la mia prima straordinaria vittoria. E su di voi dico che..."
- Giuliano Talò senza peli sulla lingua: "Sorpreso dalle parole di Mindoli. Il PesaroFano farà soffrire tutti. Fortunoso il primato del Belluno."
- Fulvio Sileoni: "Noi del Morrovalle vogliamo riprenderci la C1. Alla conquista della C2 con la stessa identità e voglia di vincere."
- Claudio Perticaroli, il Totem tra passato e presente: "Col Corinaldo un gruppo irripetibile. Qui a Castelvecchio stiamo stupendo."
- Massimo Focante e una passione sempre viva: "453 gol in C2, 170 in D, tutti con la stessa maglia. Gioco e mi diverto, il Massimo."
- Giacomo Cassaro, il Pupo non si fida:" Con la Basilicata sarà una partitaccia. Una dedica? Alla mia Pupa!"
- Jon Malvestiti e la sua Torrese, ad un passo dalla vetta: "Il Buldog rimane la squadra più forte. Noi però non abbiamo nulla da perdere..."
- Claudia Catena, parola di capitano: "La vittoria dei Dolphins Ancona ci rende felici, anche se potevamo fare molto meglio."
- Giorgio Moretti e le Futsal Marche Finals Cup: "In Italia nessuno come noi. Giovedì vi aspetto in Tv e poi dal 5 gennaio tutti a Falconara."
- Salvatore Giorgi lancia il suo Futsal Portos: "Potevamo vincere la C1, ma siamo quarti in B e con 5 colpi di mercato sogno la Coppa Italia."
- Simone Serafini, presidente dell' Etabeta Fano: " Lo scorso anno salvezza, quest'anno con Palazzi, Britos e Bolognini punto ai play off!"
- Silenzi-o, parla mister Stefano Senati:"Ho ancora tanta fame di vittorie, Silenzi la mia dimensione. Il Portos? Vi sorprenderà.."
- Tenax Sport, nel nome di Carlo Castorina: "Tanti sogni, qualche rimpianto e la squadra nelle mani del Cingolo. Occhio a Schiavoni..."
- Martina Mencaccini, la Pulce di mister Battistini:"Ora che ci siamo vogliamo la finale. Siamo un gruppo compatto che può battere anche l'Umbria"
- Stefano Balloni, delle sirene estive sangiorgesi alla voglia di portare in alto il nuovo Bocastrum United: " Ci sarà da pedalare! "
- Sofia Luciani, l'astro nascente del futsal rosa tra Coppa Marche, Rappresentativa e Nazionale calcio a 11: "Nel 2012 voglio vincere tutto!"
- Il presidente del Porto San Giorgio Daniele Urbani:"Giochiamo senza pressioni, siamo diversi. Dilettanti? Dalla C1 in giù ok, ma qui.."
- La verità sul crack Ascoli Futsal nelle parole di Giampiero Mindoli:"Ci sono persone vergognose che rovinano questo sport."
- Sempre più Matteo Magnarelli: "Questa sera ripartono 'Le Partite in Tv'. Da gennaio 'Diretta Studio' con novità stellari..."
- Riccardo Luciani, le mani sicure del Ripa United:"Stagione straordinaria, l'unico rammarico è non essersi giocati sul campo questo campionato."
- Andrea D'Emilio spinge il suo Città Futura Montecchio: "Abbiamo meno possibilità di loro, ma ce la giocheremo: dimentichiamoci del passato"
- Francesco Fabbrizi: "L'esordio tra i pali delle Marche? Che onore!"
- Athletic Osimo, la sfida del Flaco Baruffi:"Una squadra di 'matti', la C1 è possibile. San Giuseppe sei grande!"
- L'imperatore Tavoloni, tra ricordi e futuro:"Pesaro, una famiglia. Il mio San Crispino Juventina punta in alto. Il Buldog si può fermare."
- Raoul Albani, CT tricolore a 360°: "Vi parlo della mia Nazionale U21, del 'vostro' Paolo Cesaroni e dell'importanza dei settori giovanili."
- Bruno Cavalli da Cagliari: "Pesaro fortissima. Civitanova nostra vera avversaria per la corsa alla A1, a patto che..."
- Paolino Giampaoli, stagione da n° 1: "Real Lions primo, con la prima vittoria sui Dolphins e la prima scuola di calcio a 5 femminile."
- Massimiliano Trozzi sulla sua BFTM: "Se avessimo saputo prima di questo assurdo girone, avremmo fatto scelte diverse. Ora invece..."
- Mirco Angeletti:"Non ci sono favoriti. Il gruppo sarà fondamentale. Le dimissioni di un certo dirigente in caso di insuccesso? Arriveranno comunque..."
- Massimiliano Moretti (Audax Montecosaro): "Tutta la verità sulla vittoria a tavolino della Samb c5."
- Elia Renzoni, il nuovo che avanza: "La promozione del mio Buldog è stata una liberazione."
- Antonello Angeloni, parola di MVP:"Il Real dà il massimo solo quando è alle strette"
- Angelo Lepretti a 360°: "Per la Mg5 anno di transizione. Il Castorano falserà la C1. Il crack Ascoli? Il futsal non è più uno sport dilettantistico."
- Capitan Di Tommaso: "Col successo di ieri il mio PesaroFano è in linea con le aspettative. Chi vincerà l'A2? Lotta aperta tra 5-6 squadre."
- Andrea Candeloro, dalla Nazionale U21 a Ds più giovane d'Italia: "Mi diverto più così che da portiere. Del Castorano non parlo..."
- Serie A femminile - Un Caffè (Portos) con Paolo Tamburrini:"Spero in una salvezza tranquilla. La mia squalifica? Ingenuità."
- Tutti i colori del Lato B - Intervista multipla ai magnifici cinque allenatori delle marchigiane partecipanti al girone B cadetto
- Giorgio Moretti: "Il Torneo delle Regioni, una vetrina magnifica. Il nostro girone? Possiamo superarlo..."
- Caffè Portos, parla la presidentessa Marsili:"Contro il Ripatransone venderemo cara la pelle, il nostro obiettivo è la serie C1"
- Francesco Battistini loda la sua Ankon:"Noi straordinari ma Buldog di più, però venerdì sera.."
- Il sogno di Pace:"Castelbellino in B con i ragazzi del posto. Marco Braconi può!"
- Alberto Fiscaletti, un ex pugile sulla vetta del massimo campionato regionale: "Vi spiego il mondo della 'Potente Buldog'. E cosa serve per batterci."
- Giancaspro: "Settimana difficile senza allenamenti. Ora ci si è chiariti: l'Ascoli Futsal rispetterà gli impegni. E Trasatti non è un fuggitivo."
- Paolo Neri: "Sto ancora pagando i miei errori, ma ho deciso di voltare pagina. Quest'anno a tutto divertimento con il Palextra Fano!"
- Mirco Massa, lo Special One: "Quando vinci sei sempre antipatico, ma che ci posso fare se lo faccio sempre?"
- Marco Capretti: "La nuova C1? Vi dico come sarà... e quanto già mi manca. Il mio Porto San Giorgio in B? La salvezza come un miracolo."
- Marco Bramucci, testimone diretto a Fiuggi: "Il Torneo delle Regioni, un'esperienza entusiasmante. A chi critica dico che... "
- Becco Giordani, un bicchiere di Portos:"Solo loro possono perdere questo campionato ma noi stiamo costruendo un vero gruppo"
- Paolo Boiani: "Il mio Saltara Calcinelli, da Fortini a Palazzi, dalla ricetta per battere la capolista all'identità di Assassini..."
- Manuel Micucci lancia la Nuova Lif:"Corsa a tre, forse quattro, ma il nostro obiettivo è la promozione"
- Zancanaro: "Ad Ascoli si è giocato in un clima surreale. Il mio Cagliari favorito? Soffriamo ancora troppo in trasferta."
- Alice Mazzarini toglie il velo a Lady Futsal. "Vi spiego chi sono. E perchè ho accettato di entrare nella famiglia di Futsalmarche."
- Il saluto di mister Bettelli: "Ringrazio tutto il pianeta Virtus Gualdo. E gli faccio il più grande in bocca al lupo."
- Giorgio Persichini, il volto della Giovanile:"In serie C2 quasi per caso, pensavamo fosse più dura. Vincerà il Caffè Portos"
- Lettera aperta di Marco Azzoguidi. "Vi scrivo per fare alcune precisazioni riguardo all'intervista del sig.Baldassari sul P'73".
- Mearelli e l'orgoglio cartaio:"Noi del Real non molleremo un punto"
- Roberto Osimani ed il primato del Civitanova: "Il nostro obiettivo era e rimane la salvezza. Col Verona bene nella ripresa."
- Mister Francesco Ferri: "Tutte le novità del Futsal Fano, dal nuovo campo di gioco alla nascitura under 21. Favorita per la C1? Il Buldog..."
- L'Enigmista a 360°: "Il Futsal Start che è stato, il Futsalmarche che sarà, i miei prono su C1 e C2. E il nome della mia nuova squadra..."
- La scelta della Virtus Gualdo: "Rinunciamo alla B pur avendo tutti i conti apposto. Ripartiremo dalla C2 attraverso una fusione."
- Roberto Titti Baldassari ospite di San Silvestro:"Prima squadra da post season. I miei ragazzi invece sono un grande gruppo"
- A come Atletiko, B come Broda:" Mi rispecchio nel carattere dei miei ragazzi"
- Qui Gagliole: parla mister Luca Anibaldi
- Carlo Bonetti: "Lo 0-0 con l'Ascoli Futsal un pari comunque divertente. Il mio Loreto Aprutino? Prima la salvezza, poi..."
- Lazzari, alzati e cammina: "L'anno scorso fu una manifestazione indimenticabile. Il segreto del Real? Vivere la magia della Coppa."
- NicSas: "Perchè è importante esserci martedi al Naomi. Anche se con questa super bomba..."
- Sergio Massi: "Rinuncio al ruolo di ds solo per mancanza di tempo. Il Cus Ancona è più unito che mai! E l'unione con il Tre Colli ci rafforzerà.."
- Dudù, altruista e cannoniere, tra campionato e Isola:"La multa al Ripatransone Utd? Mi sembra esagerata.."
- Alessandro Amorino ci riprova:"I Buldog: una seconda famiglia"
- Rudy Bacaloni, passione e sacrificio: "Sono sicuro di me stesso. Il segreto per essere in A2 al PesaroFano? Tanto allenamento."
- Giorgio Moretti: "Il Futsal Start? Un evento speciale per inaugurare al meglio la nuova stagione".
- Corinaldo in fibrillazione, Rugini conferma: "I tifosi ci credono, noi proveremo ad accontentarli. Il Tenente Max sa quello che deve fare.."
- Anderson Retechuki indica la via al suo Palextra:" Piedi a terra e consapevolezza. Il Forlì resta favorito"
- Parole e musica di mister Palomba:"I miei ragazzi sono specialisti nel far inceppare gli squadroni"
- Il presidente Michele Giancaspro fa calare il sipario: "Signore e signori, ecco a voi il nuovo Ascoli Futsal R.M."
- Roberto Osimani ci presenta Coaching Futsal:"Una biblioteca telematica per allenatori di ogni livello tradotta in 20 lingue"
- Castorano a dita in(Croci)ate:"Speriamo di fare una gran partita, massimo rispetto al Corinaldo ma abbiamo sempre giocato alla pari."
- Simone Guerrieri, un orgoglio tutto ascolano:"Non era facile, ma alla fine abbiamo fatto il Miracolo. Il futuro? Chi lo sa, staremo a vedere.."
- Tutto pronto per il 4° Gala del calcio a 5 Marche. Matteo Magnarelli: "Saremo in 450? Un'emozione incredibile. Vi chiedo solo alcune raccomandazioni..."
- Marco Capretti e la promozione del Porto San Giorgio: "il coronamento di un sogno in un sabato particolare. Un prono per i play off? Dico Castorano."
- Capitan Russo; "Tre punti d'oro per chiudere un 2010 da favola per il Pesaro Five"
- Arcangelo Grossi (Riviera delle Palme): "La giustizia federale sportiva: due pesi, due misure. Come trattare uno stesso identico caso in modo esattamente opposto."
- Una storia da raccontare dall'Umbria. Andrea Bernardini: "I miei 500 gol tutti con la maglia del Monteleone."
- Lettera aperta del presidente Brugnoletti (Orte): "Mi auguro che l'ultima giornata della serie B si svolga nel rispetto dell'etica sportiva."
- Una poltrona per due: Luponio e Giancaspro - Pesaro e Samb fuori dai guai!
- Il Forlì di coach Carobbi guarda avanti:"Ai play off i valori si azzerano, il Civitanova vincerà il campionato già domani."
- Demis Ranalli il volto della Montegranarese:"Le squalifiche contro la Torrese? Non sappiamo cosa sia successo ma andiamo avanti. Obiettivo salvezza ma contro la Juventina sarà dura.."
- Ospite speciale Paolo Giammarchi:"Nel rispetto dei ruoli, cerchiamo dialogo e trasparenza per crescere insieme"
- Perugini sulla Futsal Samb: "Un pareggio ottenuto col cuore in piena emergenza. In attesa dei rinforzi di dicembre..."
- Parola del DS Pierbattista:"Obiettivo fare bella figura ma sogniamo una festa in stile Real.."
- Lettera aperta di Ivano Perosino. "Caro Trasformista, che tristezza..."
- Jamur Antonio Moravski è mister Sky Mou:"A febbraio inzierò la mia carriera da allenatore. Forza Real, quando sarò pronto tornerò da voi, dove ho lasciato tanti amici"
- Cafù: "Il pari con il Pesaro per noi del Real Rieti è stato come una sconfitta
- Capitan Picchi ci spiega le Virtus del suo Gualdo: "Organizzazione societaria e una squadra con tanti italiani"
- Michele Montalbini: "La mia nuova vita quassù. E quel che vedo di voi laggiù..."
- Bravi indica la via: "Helvia Recina, per salvarti, resta concentrata e compatta"
- Gustavo Neri: " Le armi vincenti del mio Pesaro sul Verona sono state forza di gruppo e determinazione"
- In visita dal Dottor Lamedica:"I miei gol sono una sorpresa anche per me. Vorrei la serie A, ma prima i play off con il Cus"
- Massimo Balducci ci racconta una storia:"Vent'anni di Futsal Chiaravalle e quest'anno avrei volentieri organizzato la Coppa"
- Lorenzo Morini emigrante di ritorno:"Licenziato dopo soli tre mesi. Amo Putignano città ma lavoravo in condizioni pietose"
- Giuliano Talò: "La Futsal Samb? Ora è Rescia dipendente, ma con i nuovi innesti sarà un osso duro"
- Andrea Succi ci svela il futuro della Tre Colli:"Prima la salvezza, poi daremo vita ad un grande progetto"
- A rapporto dal Tenente Tinti:"Questa è la vera C1, favorito il Grande Toro, noi vicini alla salvezza"
- Daniele Paolucci: "Il Pesaro Five è un'ottima squadra e lotterà per il vertice"
- Lettera aperta di Massimiliano Trozzi: "Perchè dico addio alla BFTM Numana Cameranese dopo 5 anni"
- La Virtus Moie mette il Cingolo:"Mi alletta l'avventura da allenatore, anche se la situazione può sembrare disperata"
- Stefano Zarattini, ospite d'onore:"Complimenti a Colini, ci siamo scrollati di dosso l'etichetta di favoriti"
- Riccaro Luponio: "Pesaro Five sereno e pronto per iniziare l'avventura"
- Nicolino Rocchi:"Col Civitanova ho trascorso un anno e mezzo speciale. E mercoledì il mio Real l'affronterà con serenità".
- Il ritorno dell'Imperatore Tavoloni:"Sono un giocatore della Juventina e vi spiego il perchè dell'addio al Pesaro"
- Matteo Magnarelli: "Calcio a 5 Extra Time, quarta edizione. Si riparte!"
- Paolo Perugini: "Futsal Samb, obiettivi la salvezza e la crescita dei giovani."
- Davide Bilò, un tuffo nel passato:"Il mio Civitanova la squadra più forte ma domani saranno costretti alla partita perfetta."
- Nicsas: "Ottobre boom per Futsalmarche, anche se... Eccovi pure una clamorosa superbomba!"
- Tiziano Tarsi a 360°: "Pala Audax ora è O.K. Buono il nostro inizio di stagione, anche se con Dellagerisi..."
- Alessandro Gabaldi: "Con grande dispiacere, ho dovuto rinunciare alla chiamata della Nazionale Under 21"
- Una chiacchierata in compagnia di Luciano Nesta:"Il livello del girone mi sembra più alto rispetto al passato, ben venga il mercato dicembrino"
- Michelangelo Romano suona la carica:"Contro il Grande Toro sarà il solito derby!"
- Giorgio Moretti: "Meno club in D, ma più Juniores e boom del futsal rosa"
- Giovanni Di Tommaso, un anno di Palextra:"Da capitano riesci a dare quel qualcosa in più"
- Leandro Mosca: "La salvezza era e resta il nostro obiettivo"
- Intervista a Michele Giorgi: "Finalmente, siamo on line."
- Dario Vitale scalda i motori: "Occhio, il Miracolo Piceno non avrà nulla da perdere"
- Gabriele Pieralisi parte II:"Il Real è una squadra con tanta qualità"
- Marco Melchionna ha le idee chiare:"Io solitamente non firmo per i pareggi"
- Andrea Michetti e la partenza Real:"Non poteva esserci miglior inizio.."
- Tutti gli ex del mio Palextra:"Ci vogliamo rifare a partire da domani"



Partiamo dal 14-0 rifilato al San Severino, un punteggio quasi umiliante: non esiste un fair play in questo senso?
Ti sei ripreso da quella domenica?

Ti piacerebbe concludere la tua carriera “calcettistica” con la maglia del Chiaravalle?
Da dove vogliamo iniziare?

Com'è la situazione in casa BFTM? So' che, economicamente parlando, il periodo non è dei più rosei...
Daniel Martin.
“Ciao! Innanzitutto scusami se ti ho creato qualche disagio non potendo rispondere al telefono, ho capito che ci tenevi molto a parlare di persona, però, tra una cosa e un'altra a casa ci sto poco ed era difficile che mi beccavi... Inoltre, parlando, tante cose non mi sarebbero venute in mente e me sarei inciacciata di sicuro. Quindi per una parte mi è andata bene così! Già, come prima domanda direi che mi hai spiazzato abbastanza! Ammiro Ghandi perché il messaggio che trasmette è bello e forte, la Non Viloenza: viviamo in un mondo in cui almeno una volta al giorno, se va bene, si sente parlare di atti di violenza nei confronti di tutti, familiari, sconosciuti ecc., ma anche nel piccolo, nella vita di tutti i giorni, uno per farsi rispettare non ha bisogno di farlo con la forza, le parole servono ad evitare tutto questo. Liga (Ligabue) scrive "scegli tu tra botte e rime" (il paragone con Gandhi adesso non c'entra niente, però mi è venuto in mente e secondo me rende bene l'idea)....io scelgo rime!
“Fin da piccola (penso dai 6 ai 15 anni!) ho iniziato a giocare a calcio ai giardini pubblici perché la maggior parte dei miei vicini di casa erano maschi! Le Barbie non mi piacevano tanto! Da lì, sfidandosi ogni giorno con questo gruppo di amichetti, mi si formava il carattere, la competitività, giornate intere a correre dietro al pallone, stupendo... Poi Holly e Benji è stato il colpo di grazia! Avrei voluto andare a giocare con qualche squadra di calcio a 11, conoscevo il Porto Sant'Elpidio, ma prima dei 14 anni non mi era permesso... Aspettando aspettando ho iniziato d'estate a fare qualche torneo di calcio a 5 con amici e da lì qualche allenatore ha iniziato ad osservarmi. Nel 2002 sono venuta a conoscenza che esisteva la GS Nuova Morrovalle calcio a 5 già da due anni e, grazie alla mia amica Silvia Rogani che mi ha avvisato, abbiamo iniziato insieme quest'avventura. La squadra si sarebbe trasformata negli anni in Vis Concordia Morrovalle e da lì non mi sono più allontanata!”
Cosa apprezzi di una persona.
Sbirciando qua è la ho visto che nel 2008 hai vinto il 'Carlino d'Oro', trofeo messo in palio da 'Il Resto del Carlino', riservato al settore giovanile maschile e al calcio a 5 femminile. Ho letto che eri in buona compagnia: arrigo Sacchi, i fratelli Inzaghi, Alberto Zaccheroni, Cesare Prandelli, Edoardo Reja (che ti ha premiato); che ricordi hai di quel giorno? (so' anche che, oltre al diploma hai vinto un pass per passare un'intera giornata nel ritiro della tua Inter).
Vi presentiamo i granchi di Martinsicuro, profondo sud delle Marche. Anzi, meglio. Abruzzo.
Vi aspettavate il ricorso dell’Adverso?

Che effetto ti fa essere intervistato da una corinaldese?

Da quanti anni sei all'Ostrense?
Futsalmarche.it ha ascoltato il delegato regionale marchigiano, Giorgio Moretti, per spiegare pubblicamente la decisone del rinvio di tutte le competizioni regionali del calcio a cinque.
Dimmi, cosa fai esattamente all'interno della società?
“Siamo decisamente sopra a quanto pronosticato. Come primo anno da soli all'inizio del campionato avevamo puntato a una salvezza tranquilla, poi abbiamo avuto la fortuna di prendere Paolo (Perugini, ndr) che ha permesso ai ragazzi più giovani di integrarsi al meglio e il prima possibile con lo zoccolo duro già esistente, così da rendere più competitiva la squadra. Il mister ha deciso poi d'inserire in prima squadra quattro '91, tutti del nostro vivaio, provenienti dalla Juniores e dall'Under 21, dandoci anche un grande aiuto dal punto di vista tecnico e tattico.”
Parliamo del 'colpaccio', di mister Paolo Perugini.





Ciao Eleonora e benvenuta.




















